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208
LUGLIO/ AGOSTO
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Vecchia
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digitali
ATTUALITÀ'
i servizio di posta più lento solo di una e-mail di Paolo
Le macroregioni del WeB di Raffaello De Masi
AsusTek: oggi i PDA, domani gli SmartPhone di Franco Paiamaro
La corsa di inizio millennio! di Paolo Bado'
REPORTAGE
E3 - Los Angeles 11-13 maggio 2000 di Pierpaolo Turino
ARTE INFORMATICA
Mario i
professore di estetica di Ida Gerosa
DIECI ANNI FA
’asi
OVEHVEW
IBM microdrive di Franco Paiamaro
McAfee Virus Scan Deluxe 4.0 di Raffaello De Masi
Schede madri QDI di Franco Paiamaro
Montego II Quadzilla di Raffaello De Masi
Quantum Fireball Plus LM di Franco Paiamaro
Palladio USB di Perfrancesco Fravolini
Quantum Snap! Server 2000 di Franco Paiamaro
Router ISDN Bingo! Professional di Franco Paiamaro
Router ISDN Tintoretto LAN+ di Franco Paiamaro
Fold 2000 di Roberta Rotili
MicroDowell HiBox 550 Stereo di Alessandro Pene
Dazzle* Il videoediting facile di Pierfrancesco Fravolini
136
Acer¬
Power
8600
| 3 -:
4
MCmicrocomputer n. 208
SPECIALE FOTOCAMERE DIGITALI
La ripresa diretta in digitale tramite fotocamera, ovvero senza il
passaggio per la pellicola e la successiva digitalizzazione a mezzo
scanner, comincia ad essere davvero interessante. I pixel dei sen¬
sori CCD delle recenti fotocamere si contano ormai a milioni... men¬
tre sempre meno sono i "milioni" necessari per l'acquisto di questi
prodotti. Detto in altri termini, le moderne "compatte digitali" di sod¬
disfazioni ne danno e come! Al di là della
pura e semplice “valutazione in pixel" del¬
la qualità, finalmente fotografica... final¬
mente raggiunta!
Se poi. la nostra fotocamera digitale è
anche in grado di utilizzare l'IBM micro¬
drive da 340 megabyte, finanche l'ultimo
tallone d'Achille, riguardante l’autonomia
di ripresa, si riduce a un puro e semplice
ricordo del passato. Un "passato" di ap¬
pena qualche mese fa...
Andrea de Prisco
Speciale
96 LINUX di Giuseppe Zanetti
116 Fotocamere digitali: 12 modelli in prova di Andrea de Prisco. Diego Meozzi
e Aldo Ascenti
PROVE
136 AcerPower 8600 Workstation di Alessandro Pene
138 Rem Prestige Computerline di Alessandro Pene
RECENSIONI
138
»
DIGITAL IMAGING
LightWave 3D 5.5 di R.
COMPUTER & VIDEO
Windows Media Player &
INTERNET
Internet pratica: Le novità e le appendici
Una visita alla Inktomi di Raffaello De Masi
Avvisi ai naviganti - Pinocchio di Raffaello De Masi
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176 MATHEMATICA
MathWorld:Enciclopedia online della Matematica
a cura di Francesco Romani
180 DESKTOP PUBLISHING
Adobe lllustrator: 9 in Web di Mauro Gandini
184 MACINTOSH
EudoraMail 4.3.1 di Raffaello De Masi
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Amiga OS 3.5: dentro il sistema di Daniele Pranza
Direttore
Marco Marinacci
Vicedirettore
Rino Nicotra
Assistente di direzione
Roberia Rotili
Direzione Tecnica
Andrea de Prisco
Hanno collaborato:
Aldo Asconti, Paolo Bado,
Nero Berrr, Massimiliano Cime®
Raffaello Oe Masi, Valter Di Dio,
Daniele Franta Pierfrancesco Fravoàni.
Mauro Candire, Ida Cerosa. Andrea Moritesi.
Franco Paiamaro, Francesco Patroni.
Alessandro Patte. Francesco Romani,
Bruno Rosati, Leo Sorge.
Pierpaolo Turino, Giuseppe Zanetti
Copertina e direzione artistica
Paola Filoni
Grafica e impaginazione
Adriano Saltarelli. Fabio Della Vecchia
Fotografìa
Dario Tassa
Coordinamento produzione
Gazzerine Molinai)
Pubblicità
Luca Marlelli.Achille Barbera.
Flavia Di Gregono.
Segreteria e rriarerralr
Paola Nesbitt
Pubblicità USA Global Ad-Net - 94 Grave Street,
Peterborough, NH 03458. phonc .11603)9241040.
la» .11603)9241041, email infcAgenpubà.com
Pubblicità Taiwan Actoam International Marketing
Corporation ■ P O Bo« 82-153 Taipei, Taiwan R O C .
tei .88612)7751755. fax. .8861217415110
Direttore Responsabile
Marco Mannacci
MCrrooantxzw (-i/noijtàasxrr.. S/l
hltp/Avww pluricom it
RegstnuicneddTrtizBBdRcman 219181 d«39ugno 1981
ISSN 11232714 Copyright © Pluricom srl Tutti i duini
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Bacino Mediterraneo L 150000. Americhe, Asa e Afri¬
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di Marco Marinacci
S embra che il
CD-ROM di
MC, anzi
TM CD-ROM, vi sia
piaciuto. Così si
evince dai vostri
messaggi e ovvia¬
mente ne siamo
lieti. D'altra parte
abbiamo detto più
volte, in passato,
che se MC avesse
avuto un CD non si
sarebbe dovuto
trattare di uno specchietto per allodole ma di un
"pezzo" di rivista, utile per il lettore: abbiamo
quindi cercato di mettere in pratica meglio pos¬
sibile questa filosofia. Non che non ci sia spazio
per migliorare, anzi vi promettiamo che faremo
di tutto perché il CD sia sempre più parte inte¬
grante e funzionale rispetto alla rivista. Anche
con i vostri suggerimenti, che come al solito
aspettiamo.
Il CD è un mezzo, anzi un "media " (bisogne¬
rebbe dire "medium"...) sul quale immagazzina¬
re informazioni. Per ogni attività bisognerebbe
usare il mezzo giusto: per piantare un chiodo si
può usare qualsiasi oggetto pesante e adeguata-
mente robusto, ma lo strumento più adatto sì
chiama martello, ed è questo (o simili) il miglior
uso che di tale strumento si può fare. Cerchere¬
mo quindi di usare il CD, e le sue caratteristiche,
nel modo migliore. La caratteristica principale
del CD-ROM non è quella di contenere un gros¬
so numero di byte, ma quella di consentire un
facile accesso alle informazioni che contiene:
informazioni che sono sempre byte, ma organiz¬
zati e gestiti in modo da risultare testi, immagini,
programmi, suoni, filmati. Per leggere sono più
adatte (e probabilmente lo saranno sempre) le ri¬
viste, per le quali il CD è l'ideale complemento
quando si tratta di estendere, approfondire, ap¬
plicare.
esse, e ne abbiamo
inserite più di quan¬
te, per ovvi motivi di
spazio, abbiamo po¬
tuto pubblicarne.
Ma, soprattutto,
avete la possibilità
di vederle così co¬
me sono, e potete
scegliere la vostra
fotocamera in fun¬
zione di quelli che
davvero saranno i ri¬
sultati che potrete
ottenere: indipendentemente dalla carta e dalla
qualità di stampa della rivista. Potete stampare le
foto con la vostra stampante, e verificare i risul¬
tati. Potete consultare la tabella riassuntiva in
HTML anziché su carta e, se siete capaci, espor¬
tarla ed elaborarla a vostro piacimento. E' questo
il genere di contenuti che, secondo noi, giustifica
in primo luogo l'esistenza di un CD: sul quale, ov¬
viamente, è logico inserire anche applicativi, de¬
mo, driver, utility e via dicendo.
Anche in questo numero, come vedete, ci so¬
no un paio di buoni sconto per voi: non abituate¬
vi, non è detto che ci saranno ogni mese... ma
fateci sapere cosa ne pensate.
Nascono questo mese le MC-Guide. Ovvero,
le guide di MCmicrocomputer che, con periodicità
non fissa, accompagneranno la rivista: questa vol¬
ta il nostro manualetto vi guida passo passo
nell'assemblare (o se preferite, costruire: in fin
dei conti è una questione di sfumature) il vostro
computer, il computer su misura per voi.. Vi darà
soddisfazione, forse risparmierete qualcosa ma in
linea di massima non è quello il motivo che fa
orientare all'autocostruzione: volete mettere la
soddisfazione del "questo l'ho fatto (quasi) io"...
Se non siete interessati al "fai da te" leggetelo
comunque, imparerete delle cose.
Da MCD-ROM
a MC-Guide
Per esempio, visto che in questo numero c'è
la prova di dodici fotocamere digitali, nel CD ab¬
biamo inserito le foto scattate con ciascuna di
Buon divertimento, e buona estate. MCmicro¬
computer vi attenderà dì nuovo in edi¬
cola negli ultimi giorni di agosto, con il
numero dì settembre.
&
8
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
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C’E IL PROGRAMMA CHE LO RENDE SEMPLICE:
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struttura delle directory, database, applicazioni software, processi di business e siti web è sem¬
plice. Pensato per I professionisti dell'IT come te. Visio 2000 ti dà a colpo d'occhio una rappre¬
sentazione grafica chiara dell'infrastruttura del tuo sistema per analizzare quello che hai e piani¬
ficare i cambiamenti. Visio 2000 è più intuitivo e rapido da utilizzare dei convenzionali strumen¬
ti di gestione IT. grazie a diagrammi semplici da capire e interpretare. Con Visio 2000 Enterprise
puoi creare automaticamente l'immagine della tua rete utilizzando la funzione Autodlscovery, o
pianificare la migrazione a Windows' 2000 disegnando l'architettura delle Actlve Directory.
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fosort. -Dove vuol and»» Wmòowa. Vivo c u fogo Office aooo marchi itgistrait ó>
Il CD-ROM di MCmicrocomputer
Secondo appuntamento e seconda selezione di software interessante, aggiornato e di qualità. Ma a spiccare,
secondo il nostro modesto parere, sono le estensioni agli articoli. Una scelta che è subito piaciuta ai nostri lettori
visto il tenore delle e-mail che ci sono arrivate numerose.
di Bruno Rosali
Estensioni alla rivista
Questo mese diamo ampio spazio allo
Speciale Fotocamere Digitali, con
tabelle di riferimento interattive ed im¬
magini di prova. In tal modo é possibile
completare visivamente e nella pratica
quanto descritto nell'articolo. Le carat¬
teristiche degli apparecchi e l'insieme
degli scatti in JPEG eseguiti per
provare e confrontare la qualità, sono a
vostra disposizione.
Una novità interessantissima è rappre¬
sentata dall'estensione alla rubrica
New Programming, caratterizzata da
una seria completa di esercizi che,
dopo essere stati presentati su MC,
sarà possibile mettre in pratica. In pri¬
mo piano le funzioni di automazione
che Visual Basic e tutti i suoi derivati di
scripting - ASP compreso- possono re¬
alizzare nella gestione di applicazioni
sia offline che online. Insomma, un
gruzzolo di tips assolutamente da
perdere e dall'evidente valore aggiunto.
Chiudono la lista Internet Pratica e Computer
& Video con la loro solita proposta di pro¬
grammi, clip audio, video e altre piccole
novità, come ad esempio la rubrica MIDIIink.
In evidenza l'inserimento sul CD della nuo¬
vissima versione di Windows Media Player
7.0, con tanto di "skin" di scorta -WmAmp
ha fatto davvero tendenza I- e il tool di svilup¬
po per programmatori WMP7 SDK A com¬
pletare l’offerta l'ottimo tool autore Multi¬
media Builder 4.5 Mp3 con tanto di FAQ
esplicative e i preziosissimi runtime delle
«• - o -ia ■■}*
JJiiljlJU-J - J —-
T) ✓«.
Guitta alla connaaalorta
automatica
Cllccta quii
La pagina iniziale di MCD-ROM: da notare l'evidenza data sia allo
Speciale Fotocamere digitali ed allo Spotlight su Macromedia
Dreamweaver 3.0 trial edition.
non
col i tuonatatelo»**
aauaaa u* tu 44 tatuila ttt -u., „ , ta«a.i ifac -
rr-
*
a- I Ita au.,1 autu. u-f a - ■ ta a -a Hu» la
aaua*aiȃ Hata tuta arti* atta. aataa-au, nata itati
atta* ma tua Ita amaamll* » rl-a emanata. I tuttala
OaUUittTMt aiuto rna. IUI.II.I -m amatalo I
» 'i— _uj
aaitalata-
Cuccando sul logo di Dreamweaver eccoci entrare nel¬
lo Spotlight dedicato all'applicativo. L'elenco dettaglia¬
to delle funzionalità con tanto di testo esplicativo e mi¬
niature degli screenshots che, se diccati, portano diret¬
tamente alla pagina in linea
Speech-API per Windows, TextToSpeech e
Voice Recogmtion.
Spotlight: Macromedia
Dreamweaver
Fiore all'occhiello di questo numero di Spot¬
light è la presenza di Macromedia Dream¬
weaver 3. Il più diffuso Web Editor per la real¬
izzazione di siti. Un applicativo estremamente
semplice da utilizzare composto da un in¬
sieme di moduli integrati piuttosto potenti
-dai semplici generatori di mappe e i behav-
lors in JavaScript fino alle funzionalità di
scripting, come il codice ASP per server Mi¬
crosoft IIS e PHP per il System Server
Apache
Malgrado questi "paroloni" Dreamweaver
ha una sorprendente facilità operativa e una
curva di apprendimento rapidissima. Altre
caratteristiche da mettere in risalto sono poi
quelle che permettono la generazione di
codice HTML -puro o con estensioni
JavaScript che sia- a vari livelli di compatibil¬
ità tra le varie versioni di lExplorer e Naviga¬
tor Tutto questo per buona pace dei poveri
webmaster, spesso costretti a realizzare
più versioni di uno stesso sito!
Lo SpotLight è organizzato con una serie di
pagine HMTL esplicative che abbiamo scar¬
icato dal sito di Macromedia e rese funzion¬
ali ai criteri di navigazione del CD
I link interni di ogni pagina esplicativa sono
tutti puntati verso le URL reali e quindi, se
cliccati, provano ad attivare la connessione
alla rete.
Software: Novità
Tool & SDK. Per i nostri lettori pro¬
grammatori. questo mese abbiamo
preparato tre soluzioni diverse:
✓ DZ Perl 2,1 Editor per la program¬
mazione in Perl -ancora uno degli
scripting più usati dai webmaster-
capace di facilitare la digitazione
delle parole chiave e di visualizzare i
costrutti del codice in una forma
chiara e rapidamente leggibile.
✓ SanScript Pro 2.1. Un ambiente di
sviluppo per qualsiasi applicazione
visuale. Assolutamente da provare
e, probabilmente, da mettere in al¬
ternativa all’editor interno (solita¬
mente molto spartano) del nostro
linguaggio preferito. Con SanScript
Pro 2.1 é infatti possibile program¬
mare in qualsiasi linguaggio.
✓ XML Notepad. Semplice appli¬
cazione di Microsoft in grado di assisterci
nella realizzazione delle istruzioni XML. Il
Notepad offre un'interfaccia semplice e in¬
tuitiva, impostata graficamente nella tipica
struttura ad albero dei dati XML Lavoran¬
do con i blocchi di codice -elementi, at¬
tributi e testo- i programmatori saranno in
grado di creare strutture facilmente
ripetibili in altre pagine di lavoro.
Multimedia. Con una ripartizione più ordinata
tra applicativi audio, video e grafici, anche per
questo secondo numero di MCD-ROM, inseri¬
amo una serie di programmi che, in generale,
risultano integrativi a quelli proposti nella rubri¬
ca Computer & Video. Entrando nei particolari,
in questa occasione, abbiamo inserito le ver¬
sioni trial di:
✓ Xing MPEG Encoder 2.2. Convertitore in
MPEG e VideoCD per la riproduzione sia in
offline che in streaming sulla rete
✓ Media Cleaner. Sistema di editing video
dalle caratteristiche avanzate, ottimo sia
nel rendering di filmati ad alta qualità che
in streaming per la rete.
✓ Awave 6.2. Un converlirore che non deve
mai mancare nel desktop di ogni creativo
Con Awave non c'è formato audio che non
possa essere letto e convertito.
✓ Amapi 3D. Straordinario modellatore e
rendering generator per la grafica tridimen¬
sionale. L'applicativo è già stato presenta¬
to sulle pagine di MC n.206 (maggio) Il
programma meritava la presenza su MCD-
ROM ed eccovi serviti I
✓ A Pie Viewer. Per gestire l'insieme delle
immagini presenti sul nostro hard disk e vi-
10
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
A sinistra. Speciale Foto¬
camere digitali: tra le pagi¬
ne dedicate allo speciale,
spicca questa delle note
caratteristiche, complete
dei prezzi e, soprattutto,
delle immagini di prova.
A destra. New Program-
mmg: la ricca pagina dedi¬
cata agli esercizi della nuo¬
va rubrica di MCmicrocom¬
puter un classico esem¬
pio di estensione iperme-
diale che dall'articolo car¬
taceo porta ai link della pa¬
gina elettronica, sintetiz¬
zando i concetti e, con un
semplice click, lanciando i
file di prova, progetti, pagi¬
ne HTML e quant‘altro
(WKilIlt l'ut*» IH I >1
£ t* ••Mila i«ve cut M ut»a *M » po»va 1 Mmn
Vw» eia «•«•nano Odi. iui«ni*«Eie», di c
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>*> • inèana »■(••• a la aa««t||in<M M «Oalla Malia t aon «e tonano .adiri «idi. fama
aicwa aa*onuc*—ma •raanifaii Ci aui Cacai cita 'carica • «aOm -aaiit' a ;• pairnmia *
In Matita di I ani « atali
stilizzarne rapidamente le anteprime
Internet. Avremmo voluto inserire la release
6.0 di Navigator, ma per alcuni problemi
conosciuti e l'instabilità ancora evidente della
versione beta, abbiamo preferito attendere
che, come promesso da Netscape, da quella
attuale si passi ad una versione più stabile. Nel
frattempo questa sezione non la lasciamo cer¬
to sguarnita, e vi proponiamo alcuni applicativi
utili sia alla produzione che alla navigazione.
✓ Applet NewsFlash Composer per la re¬
alizzazione di notizie (e relative immagini a
corredo) che si visualizzano ad intervalli
prestabiliti
✓ DHTML Menu Builder 2.0 per la realizazz-
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legarsi a tutti i canali di discussione (ader¬
enti allo standard IRC) del mondo.
Utility. Quattro interessantissime utility
"home-office" per migliorare livelli di sicurezza
ed automatizzare varie situazioni di lavoro,
come ad esempio la conversione in HTML e la
realizzazione di locandine per i nostri CD.
✓ Microsoft Office 2000 Update. Aggiorna
e migliora i livelli di allerta e controlla intro¬
duzioni di macro-virus e alcuni livelli di si¬
curezza nelle capsule ODBC (o2ksr1a.exe
-134 Kbyte).
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xla d'automazione dotato di codice VBA
per creare tabelle tridimensionali in HTML
selezionando le celle interessate da qualsi¬
asi foglio di lavoro di Excel, completando il
tutto con l'inserimento di titoli, linee di divi¬
sione, commenti, link per e-mail e quant'al-
tro 6 riconosciuto dall'HTML L'instal¬
lazione estende Excel con un nuovo con¬
trollo xla con relativo file di help senza nes-
sun’altra estensione o libreria aggiuntiva.
✓ The Office 2000 Security Update.
02000SU è un controllo che elimina un liv¬
ello di vulnerabilità nella suite dei program¬
mi, inclusi PhotoDraw 2000, Publisher
2000, Microsoft Project 2000 e anche
FrontPage 2000. Nello specifico si tratta di
una patch per mezzo della quale è possi¬
bile difendersi dagli attacchi degli hacker
nelle fasi di applicazione condivisa in linea
(uactlsec.exe -149 kbyte).
✓ CD Jewel Case Insert Creator per Word.
Un modello per realizzare le locandine dei
nostri CD con la possibilità d'inserire grafi¬
ca, logo, linee di divisione e abbellimenti..
Il modello è ovviamente in grado di con¬
trollare rimpaginazione distinguendo tra le
aree assegnate alla pagina frontale, quella
del retro e il dorso. Il modello è una ver¬
sione di prova che dura 21 giorni, Il tempo
di provarlo In maniera esauriente e de¬
cidere per l'acquisto c'è tutto (cdlabel.exe
- 323 kbyte)
Software: driver
Per quanto riguarda i driver, per questo nu¬
mero, abbiamo individuato quelli relativi a due
diffusi lettori CD-ROM e a una scheda audio.
Naturalmente nelle specifiche cartelle abbiamo
conservato i driver presenti sul numero scors.
Cosa che cercheremo sempre di fare compati¬
bilmente con lo spazio a disposizione.
✓ Hitachi (DE CD-ROM driver Con questa
piccola patch è possibile ridurre il tempo di
ricerca delle locazioni che risultava essere
un po’ la palla al piede della velocità di let¬
tura del driver in questione.
(hitide.exe - 49 kbyte).
✓ Panasonic KXL-D720 PCMCIA CD-ROM
driver Periferica abbastanza diffusa, il
Panasonic KXL-D720 per porte PCMCIA
presenta un piccolo bug: il messaggio
d'impossibilità alla registrazione del Client:
Cannot register Client—Driver Unloaded
Questa piccola patch corregge definitiva¬
mente il bug e libera driver e utente da og¬
ni problema. (720PCM32.EXE - 96 kbyte).
✓ Schede Audio: Piccolo driver per una
"board on-chip" come l'ESS che equipag¬
gia molti PC, soprattutto portatili. L'up-
grade è esclusivo per Windows 95, anche
se dovrebbe funzionare perfettamente an¬
che sotto Win 98.
(1788w95.zip- 70 kbyte)
Software: Evergreen
La rubrica è strutturata con la presenza di pro¬
grammi, tool ed utility di prima necessità. Non
sono presenti grosse novità, ma è continuo il
monitoraggio dei siti dei vari produttori per rile¬
vare eventuali nuove versioni degli applicativi
che sistematicamente finiranno nello spazio
"Evergreen "
In questa sezione sono presenti:
✓ Compressori: WinZip 7.0 e Self Extractor
2.2 ai quali, proprio da questo numero, ag¬
giungiamo il rinnovato WinZip 8.0 che
dopo la beta presentata come "spotlight"
sul numero scorso, è finalmente disponi¬
bile in versione definitiva.
✓ Antivirus: conferma del CA-lnoculate it!
Personal Edition. Gratuito, affidabile e ora
anche con le nuove definizioni aggiornate
al 30 Maggio.
✓ runtime e visualizzatori: le librerie di Visual
Basic in versione 5 e 6, il Reader di Adobe
Acrobat e i Viewer più recenti per gli ap¬
plicativi di Office.
✓ browser: confermati lExplorer 5.01 e
Netscape Navigator 4.7 (ancora in lingua
inglese)
✓ client di posta elettronica: Eudora Pro 4.3
✓ download manager Get Right 4.20 Al
posto della versione presentata lo scorso
mese, la 4 12, inseriamo la nuova 4.20 ap¬
pena aggiornata. Oltre a questa proponi¬
amo la novità della versione "leggera"
GetRight Lite 1.0. Funzionalità ridotte
all'essenziale -non preoccupatevi c'è sem¬
pre il "résumé download"!- e con il non
secondario pregio di essere compieta-
mente gratuita.
/ offline browser WebZip. Alla versione di
prova - un classico shareware temporizza-
to - e che tra l'altro aggiorniamo alla più re¬
cente versione 3.71, questo mese aggiun¬
giamo anche la piacevole sorpresa della
nuova versione gratuita: WebZip 3.70free,
che conserva la piena funzionalità senza
scadenze In pratica è quasi allineata alla
versione 3.71 originale, ma con l'atti¬
vazione di banner pubblicitari che appaiono
sulla pagina di lavoro dell'applicativo. Se
riusciamo a sopportarli (non sono poi cosi
fastidiosi) avremo un offline browser con i
fiocchi e a costo zerol
✓ Web Editor: First Page 2.0. Compieta-
mente gratuito, utilizzabile a quattro livelli
di complessità - dall’utente inesperto fino
al webmaster - e con un nutritissimo nu¬
mero di script presettati sia in JavaScript
che in DHTML nonché Vbscripting.
Relax
Secondo appuntamento con le nostre pro¬
poste "anti-stress". Un momento di gioco ri¬
lassante che MCmicrocomputer propone in
collaborazione con la Perd. Dopo il Master-
mind questo mese tocca al mitico Poker.
Scale, colore, full, tris e .scorte di assi nella
manica del mouse (?). Sfruttando le regole del
gioco nella sua accezione più classica il Poker
di Relax assegna punti invece che soldi. Tra
lanci e rilanci non rischierete di giocarvi casa,
ma sicuramente passerete un momento di
distensione. Al solito il gioco necessita dell'in¬
stallazione della versione completa del Quick¬
Time di Apple che, funzionale a tutti i giochi
che verranno pubblicati in questa rubrica, è
disponibile ovviamente sul CD. Basta un click
sull'icona della "Q" che appare nella pagina di
presentazione di Relax e l'installazione pro¬
cede automaticamente. KS
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
11
Autoboot
del CD-ROM
Possiedo un computer Dex dotato di
microprocessore Pentium 500 P III, e di
un CD-ROM Yamaha assieme a un dri¬
ver ZIP. Il mio problema è questo;
quando inserisco un CD non avviene
più l’autopartenza II driver lampeggia
un paio di volte, mostra un orologio per
qualche momento sullo schermo, e tut¬
to finisce li.
Ho provato a verificare l'opzione nel
pannello delle proprietà de! CD-ROM
ma senza nessun risultato. Il problema
esiste, peraltro, solo nel mio profilo
d'utente; in un altro, usato da mio fra¬
tello, la cosa non si verifica, e l'autolan-
ciò avviene regolarmente. Inoltre la co¬
sa è avvenuta dopo aver installato il
pacchetto Easy CD Creator, e ritengo
che da ciò sia derivato il problema. Ma
non riesco a riparare questo guasto.
Come fare?
Francesco Meola
grammi come TweakLII
98 o Tweak All, che prov¬
vederanno a fare il lavoro
al suo posto.
Il secondo lo trova sul
CD allegato al numero
207 di giugno 2000 di MC-
microcomputer.
Raffaello De Masi
A utostart del CD, croce e delizia de¬
gli utenti! Chi ce l'ha desidera disa¬
bilitarlo e viceversa. Domandate in giro
e non troverete due pareri contrastanti
in proposito.
Personalmente trovo quel che le è
capitato una specie di fortuna. Ma lei è
il padrone e il suo volere va rispettato.
Allora, tanto per intenderci, dobbiamo
capire come la cosa sia avvenuta e por¬
ci rimedio.
Se pensa che sia stata l’istallazione di
CD Creator a produrre quest'effetto in¬
desiderato, selezionare "Risorse
del Computer" col tasto destro,
e scegliere proprietà.
Scegliere "impostazioni" e
controllare che "Notifica inseri¬
mento automatico" sia selezio¬
nato. Solo dopo essersi assicu¬
rato che questa opzione è sezio¬
nata, lanciare Regedit, e cercare
la chiave HKEY_CURRENT_
USER\Software\Microsoft\Win-
dows\CurrentVersion\Policies\
Explorer (non si spaventi, è più
semplice trovarla di quanto non
si immagini). Modifichi il valore
di NoDriveTypeAutoRun in 0000
95 00 00 00. Chiudere e salvare,
e rilanciare il computer.
In alternativa può usare pro-
Caro sig. De Masi,
possiedo un Dell AR44 dotato di un
Pentium 11/400 . Ignoro la marca della
scheda madre. Al lancio non trovo alcuna
indicazione su come accedere al setup
del BIOS. Ho provato vari tasti funzione e
il tasto Cane, senza risultato . Come pos¬
so fare?
Stefano Doria
P iù semplice di quanto non pensi, sig.
Doria! Stacchi la tastiera e accenda la
macchina; riceverà un messaggio di erro¬
re di assenza della tastiera e , per buona
misura, le indicazioni per accedere al
BIOSI Semplice e rapido!
Raffaello De Masi
Scrivete a MCmicrocomputer!
Per scriverci avete a disposizione sia la posta tradizionale (Viale Ettore Franceschini
73, 00155 Roma), sia il fax della redazione (0643219302), sia l'e-mail, all'indirizzo
fnc.posta'gpiuricom.nl Ogni giorno i messaggi vengono girati alle persone di competen¬
za. per cui vi consigliamo di indirizzarvi alla casella della redazione piuttosto che a quella
dei singoli redattori E' più semplice per voi e. anche se sembra strano, per noi E' diffi¬
cile che riusciamo a fornire risposte private (quindi non inviate francobolli o buste affran¬
cate); per le e-mail qualche volta succede. Voi provate, basta che non vi offendiate se
non vi rispondiamo... Vi assicuriamo comunque che leggiamo tutta la corrispondenza e
teniamo nella massima considerazione ciò che ci viene segnalato.
Rauentamento
DEL SISTEMA
Sono un 29enne appassionato di PC.
Leggo spesso la rivista prendendola in
prestito dall'azienda presso cui lavoro.
Avrei da porre una domanda: possiedo
un pc con il processore pentium II 440
EX Celeron. L'hard disk è di 3 GB HI 55%
12
Continua a pag 16
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
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Segue da pag. 12
dell'hard disk è occupatoI e la RAM era
di 32 MB; ho comprato e installato altri
64 MB di RAM, avendo ora un totale di
96 MB di RAM Trovo che i programmi
continuano a funzionare lentamente, e
non saprei cosa altro posso fare per ren¬
dere più veloce l'apertura e l'esecuzione
dei miei software...; forse devo eliminare
il contenuto della cartella di wm98 dove
si trovano i file creati dalTinstallazione,
utilizzo e cancellazione di programmi? Mi
può consigliare al meglio?
Grazie.
Fulvio
I l rallentamento è, quasi sicuramente,
dovuto a un eccessivo appesantimen¬
to del sistema operativo a causa di
troppe installazioni e disinstallaziom nel
tempo. Il guaio è che adesso la cartella
sistema e il file di registro sono divenuti
ricettacolo di materiale mutile (.DLL,
chiavi, file temporanei, file di help. file
di installazione abortiti) che il sistema
continua a caricare, all'inizio, e continua
a gestire anche se non servono più a
nulla.
La cosa migliore è quella di usare un
System cleaner; ne può trovare diversi
su Tucows, ma , se accetta un consi¬
glio, adotti System Mechamc di lolo
liwww loio.coml che, tra l'altro, le con¬
sentirà anche di ottimizzare la gestione
della connessione Internet. Si può sca¬
ricare in shareware, direttamente dal si¬
to.
Cordialmente
Raffaello De Masi
Errore
in Modo Protetto
rigido da 6.4 gigabyte.Durante il pro¬
cesso di reinstallazione di Windows so¬
no incappato in un problema pressoché
insormontabile.
Dopo la fase di scansione del disco
da parte di Windows e la richiesta di
scegliere la directory dove installare, ri¬
cevo un messaggio che mi avvisa che
DPMI ha trovato un errore in
0367E5346. Il sistema a questo punto
si blocca e devo solo spegnere il com¬
puter
Che cosa vuol dire il messaggio, e
come posso rimediare alla cosa ?
Damele Battmelli
D PMI è acronimo di DOS Protected
Mode Interface, e si riferisce diret¬
tamente al manager di memoria del si¬
stema operativo.
Il file Windows 98 setup.txt contiene
una serie di dettagli e. tra l'altro, racco¬
manda caldamente di non usare mana¬
ger di memoria diversi, realizzati da al¬
tri produttori, ma di far riferimento
sempre a emm386.exe e himem.exe.
Windows 98 ha bisogno che
emm386 exe sia caricato nel file con¬
fig.sys perché il processo di installazio¬
ne porti a termine con successo Scan¬
Disk Così, lei ha bisogno che nella pro¬
cedura di installazione sia presente una
linea di comando che punti a questo
programma. La cosa più semplice è
controllare che una linea del genere sia
presente nella procedura di boot, e che
il file emm386.exe sia installato nel
floppy disk di lancio.
Per verificare ed eventualmente ag¬
giungere la linea (che sarà del tipo de-
vice=emm386.exe) il sistema più sem¬
plice è lanciare L'Editor di configurazio¬
ne del Sistema da Window, cliccare su
Start, selezionare Esegui, battere Syse-
dit e schiacciare Return per lanciare
La linea da cercare è presente nella
finestra CONFIG.SYS.
Raffaello De Masi
Ho, seguendo le sue
istruzioni su un nume¬
ro passato di MCmì-
crocomputer, provve¬
duto a fare una drasti¬
ca pulizia del mio com¬
puter formattando
completamente l'hard
disk, che era tanto pie¬
no di roba mutile da
impiegare più di quat¬
tro minti per fare il
boot.
Il mio computer è
dotato di un Pentium II
300 MHz, con 64 rile¬
ga di RAM e un disco
Lentezza
DEL REFRESHING
Salve, mi chiamo Paolo, ho 27 anni, so¬
no di Bari, e colgo subito l'occasione per
farvi i miei più sinceri complimenti per ciò
che ha rappresentato e rappresenta anco¬
ra la vostra rivista per me. Sono un vostro
accanito lettore dai tempi che l'Amiga
spadroneggiava e stupiva qua e la nel¬
l'informatica, ex possessore di CI28 poi
di A500 e infine di A2000. oggi nostalgico
ma felice di un bel Celeron 400 MHz...
Bene, dopo tutti questi complimenti,
vorrei porvi alcune domande che spero
che avranno risposta Spesso e volentieri
il refresh (se così si dice) del desktop non
avviene in maniera istantanea, e quando
esco da un applicazione lo sfondo del De¬
skTop si ricompone con delle linee che
scendono a volte lentamente, a volte ve¬
locemente; perchè? Tengo a precisare
che ho solo (e sarebbe l'ora che mi com¬
prassi una scheda 3D decenteI) una
scheda Svga a 8Mb integrata; che sia lei
l'assassina? Perché non dedicate più spa¬
zio alla posta su MC? Per quanto mi ri¬
guarda. mi interessa molto e molte volte
ho avuto delle risposte a cose che nean¬
che credevo ci fossero..
Paolo Napoletano
P reg mo sig Paolo, il fenomeno sullo
schermo da lei rilevato non è da ad¬
debitare alla scheda grafica, ma, come
abbiamo gièà detto varie volte, al perver¬
so sistema di gestione della memoria uti¬
lizzato da Windows. Tanto per intenderci,
quando si chiude un programma, la RAM
occupata non viene messa immediata¬
mente a disposizione della macchina ma
rimane, per cosi dire, immaginariamente
impegnata In questo caso le operazioni
del sistema operativo abbisognevoli di
memoria, come appunto il refresh dello
schermo, possono trovarsi a stretto di ri¬
sorse e ricorrere alla memoria virtuale, su
disco, più lenta. Questo il motivo di quella
lentezza nel refreshing.Per ovviare a que¬
sto problema di gestione, che può essere
considerato un vero e proprio bug, adotti
il programma MEM-Trax, prelevarle
presso |http.//www treewarehome coni!
software/mem-trax.html. Il programmino
gira in background, e monitora continua¬
mente la memoria occupata da sistema
operativo, utility e programmi correnti,
paragonandola a quella che effettivamen¬
te appare occupata. Appena ci si appros¬
sima a un limite, che può essere anche
stabilito dall'utente, MEM-Trax entra in
funzione, liberando l'area impegnata dal
fenomeno del "leakage".
Raffaello De Masi
16
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a cura di Leo Sorge e Fabio Della Vecchia
• SATELLITI
Con SkyWay l'auto è sul PC
ture, con il succe¬
dersi di proposte
sempre più allettanti.
Fino a pochi anni fa. infatti, il mezzo
su ruote era un microcosmo a sé stan¬
te, quasi completamente escluso dal
resto del mondo.
L'unica compagnia veniva dalla radio
e dai veicoli circostanti. Prima la te¬
li nuovo sistema di controllo
a distanza dell'auto permette
di sapere da casa ed in tempo
reale dov’è l’auto
e se è integra, a prezzi
più che accettabili.
La struttura della proposta
è un'opportunità
per gii installatori.
Paghereste duecentomi¬
la lire per sapere sempre
dov'è vostro figlio, o vo¬
stra moglie? Se risponde¬
te si siete in ottima com¬
pagnia, poiché si tratta di
un desiderio di molti. La
prima proposta completa
in tal senso, che vi per¬
mette di saperlo da casa
ed in tempo reale, grazie
ad un PC, un'antennma
GPS ed un collegamento
Internet.
Negli ultimi tempi la rivo¬
luzione delle telecomuni¬
cazioni sta passando per
la telefonia cellulare Do¬
po il boom del personal
computer e le deluse
aspettative sui sistemi sa¬
tellitari, infatti, il telefoni¬
no è tornato il numero 1
dei mercati.
Si dice che i grandi servi¬
zi di trasmissione dati po¬
tranno essere ricevuti sul
palmo della mano solo con l'UTMS, il
sistema a larga banda in via di svilup¬
po.
In attesa di questo grande evento,
però, alcune innovazioni che compren¬
dono la telefonia GSM e il personal
computer sono in fase di commercia¬
lizzazione.
Tra queste la sicurezza delle autovet-
quelle relati¬
ve all'inte¬
grità del vei¬
colo: un sen¬
sore d'incidente ed uno
per la posizione verticale
danno immediata informa¬
zione su un eventuale problema.
In effetti sul mercato esistono deci¬
ne di sistemi di teleassistenza, pensati
per aiutare l'utente mobile in varie oc-
Contmua a pag. 20
Satellite Communications S\ stcìns
lefoma mobile, poi i sistemi di
localizzazione hanno migliora¬
to di molto la situazione.
Era quindi possibile che l'au¬
to fosse collegata in tempo
reale ad una centrale operati¬
va che ne conosceva la posi¬
zione, e con la quale comuni¬
cava via telefono. Con tale ap¬
proccio i dati disponibili, im¬
portantissimi ma scarni, erano
conosciuti solo dal personale
della centrale.
La rivoluzione tecnologi¬
ca ha portato almeno due
miglioramenti fondamen¬
tali: l'aumento della quan¬
tità di dati disponibili e la
possibilità di riceverli co¬
modamente in casa.
Infatti oggi è possibile
avere sullo schermo di un
personal computer la map¬
pa geografica con sopra
l'indicazione della posizio¬
ne dell'auto e in tempo
reale.
Tra le informazioni ag¬
giuntive ci sono an-
c h e
18
MCmicrocomputer n. 208 luglio/agosto 2000
Festeggiamo insieme a voi!
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l*-»a ifc !*>••• . • X. ..«u .... •S.ihi.
Segue da pag. 18
casioni, dalla ricerca del ristorante più
vicino al soccorso stradale vero e pror-
pio. Alcuni di questi sono nati come si¬
stema di posizionamento e poi divenu¬
ti più complessi antifurto satellitari. I
principali sono l’italiano ViaSat, tra l'al¬
tro adottato dalla Fiat, e OnStar della
GM. Tra l’altro il recente accordo tra le
due aziende automobilistiche sta por¬
tando a convergenze anche nei due si¬
stemi di sicurezza.
Ma quali sono le novità? Rispetto ai
grandi contendenti, SkyWay è il primo
ad offrire la possibilità di controllare da
casa la posizione dell'auto, una possi¬
bilità finora assolutamente fantascien¬
tifica ma oggi alla portata di tutti. In
caso di problemi, qualsiasi componen¬
te della famiglia è quindi protetto due
volte, dalla centrale operativa e dai fa¬
miliari.
Da sottolineare il servizio della cen¬
trale operativa, che caso d’emergenza
riceve una segnalazione automatica, e
un operatore chiama direttamente in
viva voce per sincerarsi della situazio¬
ne.
La centrale di controllo è operativa
24 ore su 24. 365 giorni all’anno. In
questo centro, un elevato numero di
operatori specializzati impiega le più
sofisticate metodologie di attenzione
al cliente per rendere chiara, conforte¬
vole ed efficiente l’erogazione dei ser¬
vizi. Qualità, efficienza ed efficacia del
servizio verranno certificati dall'Unione
Consumatori presieduta da Vincenzo
Dona.
Il dealer
nella new economy
Innovativa è anche la figura ideale
del dealer, che poi è l’installatore, è un
centro con adeguata area di vendita
ed un centro installazione, strettamen¬
te connesso, capace di ospitare tra 5
e 10 auto. Di tali dealer ne occorreran¬
no almeno mille, uno ogni 50 mila abi¬
tanti. Con la disponibilità di queste
tecnologie è logico pensare che i de-
laer dei prodotti e dei servizi SkyWay
potranno essere tra i protagonisti delle
new economy.
Un altro elemento chiave di SkyWay
è la completezza della proposta. I nu¬
merosi partner dell'iniziativa, infatti,
Negli States la pubblicità di Onstar fa riferimento addirittura a Batman
garantiscono una serie di coperture:
assicurativa (con le Generali), di assi¬
stenza (Europ Assistance), telefonica
sia cellulare (Omnitel) che satellitare
(Globalstar), logistica (TNT Traco)
Prezzi e prodotti
Due i kit in commercio, lo SkyWay-
VIP3 e VIP5 per auto e natanti e lo
SkyWay-LOG3 per la gestione di flot¬
te.
Al momento ciascun prodotto è di¬
sponibile nella versione professionale,
mentre in autunno arriverà quella
commerciale: all’inizio del 2001 sarà
disponibile anche il livello light, più
semplice ed economico.
Il kit si compone di un telefono cellu¬
lare GSM ad alta efficienza, di una cor¬
netta multifunzionale, i sensori di cra¬
sh ed antisollevamento e le antenne
per il GPS e il GSM.
Opzionalmente è possibile acquista¬
re un telefono a doppia funzione
GSM/satellitare.
Diamo ora i prezzi IVA inclusa.
Il VIP3 viene commercializzato ad un
prezzo che varia da lire 2 790.000 a li¬
re 3,150.000. Il prezzo del VIP5 parte
da lire 1 890 000 a lire 2.250 000
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che con uno strumento finanziario
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HARDWARE
di Massimiliano Cimelli j
Da IBM il personal salvaspazio
IBM presenta NetVista la nuova
famiglia di desktop dalle dimensioni
particolarmente ridotte
e dalle funzionalità semplificate.
Il modello X40 è un sistema ali-m¬
one dal design compatto, studiato per
ambienti di lavoro con poco spazio,
che si propone con un ingombro di
soli 40x40x26 cm ed un peso di 10,8
kg-
L'unità è caratterizzata da un monitor
TFT a matrice attiva da 15 pollici, che
integra nello chassis sia drives a
scomparsa come il lettore CD/DVD e il
floppy, sia la scheda audio con relative
casse stereo,
NetVista X40 è dotato di processore
Intel Pentium III a 600 o 667 MHz,
una memoria SDRAM di 64 o 128
MByte, espandibile fino a 512 MB, e
un disco rigido da 15 o 20 Gbyte.
La connettività è garantita da cinque
o sette porte USB e da una scheda di
rete 10/100 Ethernet di Intel, mentre
l'espandibilità da due slot PCI a
basso profilo.
Un'altra soluzione salvaspazio è
offerta dal modello S40, personal
desktop posizionarle sia in verti¬
cale che in orizzontale, capace di
consentire in opzione il docking
integrato di un PC compa-
nion IBM WorkPad o di
altri palmari.
Il prodotto è
proposto nelle
varie configura¬
zioni con proces¬
sori Pentium III da 667, 733
o 866 MHz e una memoria di base da
128 Mbyte
Il disco fisso è un Ultra ATA/66 di
capacità da 10 o 20 Mbyte, mente il
lettore CD offre una velocità di 40x.
Anche per il NetVista S40 è prevista
un ampia possibilità di collegamenti
con periferiche per mezzo delle cin¬
que porte USB, due slot PCI e una
scheda di rete.
Ma la vera particolarità che distingue
sicuramente questo personal è l'intre-
grazione del Security Chip, che con¬
sente la crittografia a 256 bit per la
protezione dei dati trasmessi tramite
collegamenti Web, assicurando la
Rinnovata completamente la gamma dei portatili Thinkpad
IBM ha rinnovato la gamma dei portatili Thinkpad, ora propone
due nuove famiglie tecnologicamente avanzate ed estre¬
mamente facili da usare. La "A Series", dove la
sigla è sinonimo di All-in-One, si diversi¬
ficherà in due ulteriori principali
modelli: l‘A20m, altamente
performante dal costo abba¬
stanza contenuto e l'A20p,
particolarmente adatto per l’e¬
diting video, date le ottime
prestazioni grafiche che lo
caratterizzano. Invece la "T
Series", dove la T è l'iniziale di
"travel" (viaggio), identifica i
modelli che rappresentano un
notevole bilanciamento tra
prestazioni e portabilità. La
nuova generazione di portatili
implementa una serie di carat¬
teristiche studiate per soddi¬
sfare anche l'utente piu esigente: leggerezza e resistenza agli
urti grazie all'utilizzo di una cover in plastica rinforzata con lega
di carbonio e contenente addirittura una lega in titanio (esclusi i
modelli A20m), l'introduzione del "ThinkPad Button”, pensato
per offrire un facile accesso alle informazioni, ai servizi e alle
eventuali soluzioni, Con una semplice pressione infatti l'utente
potrà consultare le funzionalità di guida e supporto attraverso il
portale "Access", dotato di un veloce motore di ricerca che for¬
nisce istantaneamente i dati sul consumo della batteria, le istru¬
zioni animate su come sostituire la scheda Mini PCI oppure
l'accesso per la richiesta di assistenza ad un esperto IBM.
Inoltre questo particolare bottone può essere personalizzato
per il collegamento all'Intranet aziendale o all'Help Desk in
linea. Su tutti i ThinkPad è montata l'Ultrabay 2000 modulare a
caricamento rapido, che consente la rapida sostituzione di una
vasta gamma di dispositivi intercambiabili come un mastenzza-
tore, un lettore DVD, un SuperDisk , un secondo disco rigido o
un’altra batteria Dedicata a coloro che desiderano divertirsi,
IBM mette a disposizione anche l'UltraPort Connector, capace
di ospitare nella parte alta del profilo dello schermo una piccola
video camera opzionale, per la cattura delle immagini o per la
realizzazione di video amatoriali Analizzando i ThinkPad nello
specifico. l’A20m con un peso che parte da 2,7 Kg e uno spes¬
sore di 3,8 cm. offre una vasta scelta di modelli e processori,
dal Pentium III a 700 e 500 MHz al Celeron a 500 MHz, con una
memoria base di 64 Mbyte espandibile a 512, un disco fisso da
22
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
piena conformità agli standard di sicu¬
rezza CFO. Inoltre, entrambi i modelli
possono utilizzare in opzione la
Portable Docking Station, studiata per
accedere e condividere le risorse con
sistemi ThinkPad IBM.
A seconda della configurazione l'X40
ha un prezzo che parte da 6 milioni
200 mila lire, e l’S40 da 2 milioni 600
mila lire; tutti i prezzi sono IVA inclusa.
Infine per coloro che desiderano
ampie visualizzazioni, IBM propone i
nuovi monitor TFT a schermo piatto.
Il T74A con una superficie di 17 polli¬
ci raggiunge risoluzioni di 1024 x 768
punti e sarà distribuito nei colori nero
e grigio perla al prezzo di 6
milioni 900 mila lire circa.
Rivolto al professionista,
il T86A (foto il alto) da
18,1 pollici viene offerto
in risoluzioni da
1280x1024 e la possibilità
di rotazione di 90°; tramite
software Pivot precaricato, permette
di visualizzare interi documenti o pagi¬
ne Web in verticale. Il display è dispo¬
nibile al prezzo indicativo di 9 milioni
duecento mila lire.
6 o 12 Gbyte e display TFT da
12,1 a 15 pollici
con una memoria
video da 4 a 8
Mbyte di Vram.
Se si desidera una
stazione mobile
per l'acquisizio¬
ne video, il
potente M20p
potrebbe es¬
sere la solu¬
zione ideale; il
cuore di que-
i sto ThinkPad è
caratterizzato dal
Pentium III a 700
MHz di Intel con
tecnologia
SpeedStep e
dal chip grafico
ATI Rage Mo-
bility 128 con
16 Mbyte di ram video, mentre le porte S-video in/out e il
software di editing MGI VideoWave III garantiscono una perfet¬
ta cattura e riproduzione delle immagini, Anche il monitor in
dotazione non è da sottovalutare, si tratta infatti di un SXGA
Plus 15 pollici capace di realizzare visualizzazioni fino a
1400x1050 punti; inoltre se questa modesta configurazione
che parte da lire 3.960.000 IVA esclusa.
Infine, il vero "portatile" T20 con un peso di soli 2,1 Kg e uno
spessore di 3,3 cm si propone con processori Pemtium III da
700 e 650 Mhz , una memoria da 128 Mbyte e 8 Mbyte di Ram
video.
Il disco fisso supportato è da 6 o 12 Gbyte. mentre il display
può essere scelto tra un 13,3 o un 14,1 pollici con una definizio¬
ne di 1024 x 768 punti. Il modello è fornito di un lettore CD o
DVD e una batteria a ioni di litio che assicura fino a quattro ore
di autonomia. Il ThinkPad T20 è venduto ad un prezzo che parte
da lire 8.860.000 sempre IVA esclusa.
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MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
23
HARDWARE
dì Massimiliano Cìmelli
Nec ridisegna il futuro del portatile
zionati in tre diversi punti, capaci di
una frequenza sonora tra i 300 Hz e i
20 Khz.
Ideale per l'editing video, il prodotto
può essere collegato a qualsiasi peri¬
ferica digitale tramite l’interfaccia
IEEE 1394 Firewire, creando montaggi
video tramite il software in dotazione
e il capiente disco rigido da 18 GB,
Inoltre, dato che dispone di un lettore
DVD 6x con uscite S-video e Dolby
Digital, il portatile si presta perfetta¬
mente nei collegameti con qualsiasi
televisore trasformandosi in una pic-
Ergonomia ed estetica per la
casa sono alla base
delle innovative
proposte Le Div@
e Chrom@. Le loro
caratteristiche pro¬
vengono
dall'lnstitute of
Home Computing
Packard Bell, divisione
consumer di Nec Compu-
ters. propone sul mercato
italiano dei PC per uso
domestico nuove soluzioni
mobile studiate per soddi¬
sfare coloro che desidera¬
no un prodotto mulfunzio-
nale pratico e nel contempo
esteticamente piacevole, utilizzabili
quindi sia come strumento di lavoro o
di svago sia come oggetto d'arreda¬
mento in casa.
In particolare, il portatile Le Div@ è
un PC all-in-one con un processore
Intel Pentium III a 650 MHz, adatto
per la lettura di DVD e collegamenti in
rete con un modem da 56 K integrato
Il prodotto colpisce particolarmente
per le dimensioni ridotte e alla man¬
canza dei fili di collegamento tra il
corpo del personal e le periferiche,
come la tastiera e il mouse, rendendo-
lo facilmente trasportabile
Lo chassis è realizzato
con materiali riciclabili,
come il vetro, mentre il
cabinet integra perfetta¬
mente un LCD da 15 polli¬
ci con il resto dell'hardwa-
re, per un risultato ergo¬
nomico e dal design
molto gradevole.
Il prodotto è studiato
per un utilizzo domesti¬
co: durante il
regolare fun¬
zionamento emet¬
te un rumore di
soli 25 decibel.
Inoltre consente di navi¬
gare direttamente in
Internet mediante un
touchpad navigator
senza fili, come se fosse
un normale telecoman¬
do.
Chrom® invece, è un
portatile multimediale
con Pentium III studiato
per regalare ascolti cine¬
matografici con effetti
audio "reai sound" gra¬
zie ai sei speakers posi-
Design & hardware nelle case del 2000
L'impegno e la creazione di soluzioni innovative è l’obiettivo dello European
Institute of Home Computing, istituito da Packard Bell per esaminare bisogni e
richieste del consumatore per una perfetta integrazione tra PC e ambiente domesti¬
co. L'Istituto coinvolge nella sua analisi esperti europei in sociologia, psicologia-psi¬
chiatria, futurologia e design.
Per questo particolare progetto è stato intervistato un campione di oltre 1600 per¬
sone appartenenti a diverse nazionalità europee. I primi dati ottenuti mostrano
come l’eventuale utente sarebbe maggiormente incoraggiato all'acquisto se l'home
computer, oltre ad avere un design accattivante, corrispondesse a precise specifi¬
che strutturali come l'assenza di fili per il collegamento alle varie periferiche, un
hardware più compatto e un controllo vocale o comandi in stile "touch screen", Tali
esigenze rispecchiano, ad esempio, il pensiero di esperti come Pier Luigi Molinari,
designer internazionale, che vede nell' home computer del futuro un terminale di
comunicazione e di servizio della casa privo dei soliti chilometri di cavi, più compat¬
to, capace di sfruttare la tecnologia per un uso più semplice e per ottenere un
maggiore livello di interattività tra i componenti della famiglia.
cola stazione Home Theatre. Chrom®
è indicato anche per lo svago integran¬
do in un design avveniristico un disl-
pay LCD da 15 pollici, una scheda
video ATI con acceleretore 3D e un
modem 56K V90
Entrambi i prodotti offrono in dota¬
zione un vasta gamma di software per
la musica, i giochi e lo studio e saran¬
no in commercio al prezzo indicativo
di 9 miliardi di lire.
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Packard Bell Nec,
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24
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
• AUDIO & VIDEO
Prestazioni da primato
per la Asus AGP-7700
di Franco Paiamaro
AsusTek presenta il suo nuovo accelera¬
tore grafico di punta, l'AGP-V7700, dotato
di 32 MByte di memoria video DDR e pro¬
cessore nVidia GeForce 2 GTS, la scheda
implementa il bus AGP 4x ed è dotata di
un alimentatore switching.
Dichiaratamente per il mercato
Consumer e soprattutto per l'utenza "ludi¬
ca", la Asus AGP-V7700 è ottimizzata per
i giochi DirectX 7 e OpenGL.
Le prestazioni dichiarate da Asus sono
impressionanti: la scheda dovrebbe esse¬
re fino a tre volte più veloce della prece¬
dente generazione di acceleratori grafici
basati sulla GPU GeForce 256 di nVidia,
grazie al motore Gigatexel, alla tecnologia
di memoria DDR a 128 bit, al supporto
hardware dell'antialiasing a pieno scher¬
mo e al motore di seconda generazione di
Transform & Lighting, quest'ultimo in
grado di superare deH‘80 per cento le pre¬
stazioni del motore precedente con 25
con gli occhiali di visualizzazione 3D Asus,
Nel prossimo numero di MCmicro-
computer proveremo a fondo questa
scheda acceleratrice, che promette di bat¬
tere parecchi record
Per informazioni:
Asus.
l ytp //www asus convitali a
Mtris/s (milioni
di triangoli al
secondo).
La tecnologia
di processo
con cui è rea¬
lizzato il silicio
del processore
è di 0.18
micron; grazie
a questo, la
dissipazione di
calore del chip è la metà di quella della
generazione precedente
La scheda è venduta in bundle con una
dotazione software di tutto rispetto, tre
CD di giochi full version (Drakan. Rollcage
e un CD contenente una selezione di gio¬
chi diversi), i driver per Windows NT.
2000 e 98, e il software di riproduzione
AsusDVD 2000
Opzionalmente è disponibile la versione
• UTILITY
Washer, un lavavetri per la privacy
Sono distribuiti in Italia da Italsel i due
applicativi shareware che ripuliscono il
PC o il Mac da ogni traccia del vostro
passaggio. Windows Washer e Mac
Washer, questi i nomi dei due program¬
mi, renderanno meno rintracciabile la
sequenza di azioni compiute con i corri¬
spondenti sistemi operativi, eliminando
cache, cronologia, cookies, programmi
scaricati, dati recenti e quant'altro può
servire ad un estraneo a capire che uso è
stato fatto dell'elaboratore
Le caratteristiche di Windows Washer
e Mac Washer ne fanno un prodotto indi¬
spensabile anche per navigare più sere¬
namente sulla Rete delle Reti.
La versione dimostrativa di questi pro¬
grammi, valida 30 giorni, è scaricabile
liberamente dal sito |http;//wwwitalsel|
com/washer.
Per informazioni:
Italsel _
|nrrp /Avmv naisei con |
• ONLINE
Pubblicità personale sulla rete
Il world wide web moltiplica le sue
forme di promozione.
In quest'ottica WinWin.com si propone
come network e agente pubblicitario di
collegamento, tra l'utente intenzionato
all'acquisto e l'azienda, capace di svilup¬
pare un'offerta e un messaggio che pos¬
sano stimolare l’interesse dell'aspirante
consumatore.
Infatti il servizio consentirà di ricevere
on-line la pubblicità e le promozioni mira¬
te esclusivamente alle aree precedente-
mente segnalate e al profilo personale
del consumatore, nel più totale rispetto
della privacy individuale. Inoltre WinWm
tratterrà solo il 20% da ogni lira spesa
dall'azienda in promozione, dividendo il
rimanente tra il consumatore, destinan¬
dogli un 20%, il sito o il mezzo che ha
servito la promozione stessa con un
50% e i siti che hanno raccolto le prefe¬
renze di consumo del consumatore con il
rimanente 10%.
La tecnologia proprietaria di ad-serving
e stata realizzata in sedici mesi di attività
di sviluppo con la collaborazione del Mit
e il supporto di partner come Sun ed
Exodus.
La pubblicità personale veicolata da
WinWin comunicherà inizialmente solo
banner ed entro la fine dell'anno anche
tramite telefonia Wap, PDAs e DigitalTV.
Per informazioni:
hrrp /Avww. winwin con)
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
25
N e w»
Il •CELLULARI
di Massimiliano Cimelli
Samsung verso il TV Phone
Samsung rilancia le sue ambizioni
consumer annunciando una serie
di terminali multimediali da polso,
MP3 e TV che allieteranno,
entro la fine dell'anno,
tutti gli amanti della telefonia
mobile.
Si comincia daH'SGH-A100, un dual
band con apertura a conchiglia del
peso di 87 grammi e dalle dimensioni
di 42 x 80 x 22,9 mm. Il display a cri¬
stalli liquidi retroilluminato permette di
visualizzare un testo su tre linee da 16
caratteri, e in grafica una serie di icone
informative per una risoluzione di 128
x 64 pixel.
Con questo modello la comunicazio¬
ne dei dati risulta particolarmente
semplice, dato che integra sia un
modem sia una porta a infrarossi per il
collegamento ad un PC dotato di inter¬
faccia Irda. Inoltre il piccolo mobile
vanta numerose funzioni, tra le quali
18 differenti suonerie, melodie perso¬
nalizzabili, giochi, vibrazione, rubrica,
agenda elettronica e calcolatrice.
Il prodotto, disponibile nelle versioni
gold e silver, è venduto al pubblico
con due batterie, un auricolare e un
alimentatore per la ricarica rapida ad
un prezzo consigliato di 899 mila lire.
Entro la fine dell’anno, per gli amanti
della musica in formato MP3,
Samsung proporrà l'MP3 Phone, cellu¬
lare GSM ultraleggero del peso di soli
94 grammi.
A
Oltre alle varie funzioni di comando
vocale, grazie ai 32 Mbyte di memoria
integrata è possibile archiviare fino a
30 minuti di file musicali scaricabili tra¬
mite PC e ascoltagli grazie alle cuffie
stereo in dotazione.
Ma le novità non sono finite. Infatti
sarà prevista, a data ancora da deter¬
minarsi, anche l’uscita di due cellulari
A sinistra,
l'SGH-AWO, a
destra per gli
amanti della
musica in tor¬
ma ro MP3.
I'MP3 Phone
di prossima generazione, come il
Wacth Phone e il TV Phone.
Particolarmente intrigante è il cellulare
da polso. Peserà solo 50 grammi, per¬
metterà comunicazioni telefoniche
come un normale telefonino tramite
comandi vocali con il microfono inte¬
grato, disporrà di un display LCD per
la visualizzazione di icone animate e
per l’iterazione con le 30 funzioni
disponibili.
Invece, il TV Phone integrerà in 160
grammi di peso un GSM con apertura
a conchiglia e un televisore godibile
tramite in display TFT da 1,8 pollici.
Quindi l'antenna potrà ricevere sia il
segnale telefonico sia il segnale VHF e
UHF, per una visione di circa 200
minuti con una singola batteria.
Per informazioni:
Samsung, _
hupy/www£amsun£ji _
ntlpy/www samstingelectronics.coni
26
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
COMPUTERUNE
Multimedia fuori standard,
TerraTec
High Qualitv Audio Decoder
mjpo - inizia la festa.
• Riproduzione di file MP3 direttamente da CD
• Riproduzione di CD audio convenzionali
• Supporta le playlist nel diffusissimo formato .M3U
• Spazio aggiuntivo per l'installazione di un hard disk da 3.5 pollici AT-bus
• Supporta i file System IS0966o/|oliet e FAT16/32 per CD ed hard disk
• Dati MP3 su artista, album e titolo (ID TAGS) letti e visualizzati sul display
• Sono supportate tutte le risoluzioni in bit. le frequenze di scansione e le codifiche
a tasso di bit variabile (8-48 kHz. 8-320 kbps) MPEG
• Telecomando ad infrarossi facile da utilizzare
TerraTec
PreAmp |
Record Player PC Interface
Nuova vita per i vecchi dischi in vinile!
• Amplificatore HiFi per schede audio
• Semplice da installare ed utilizzare
• Selezione del livello di output ed input
• Alta qualità RIAA equalizer
• Ingresso stereo per giradischi (RCA/Cinch)
• Uscita stereo con livello dì linea (minijack stereo 3.5 mm)
I prodotti TerraTec sono disponibili
PRESSO I SEGUENTI PUNTI VENDITA:
TerraTec
Terra CAM PRO
For Desktop + Mobile Computing
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Ideale per PC desktop e notebook.
• Reale risoluzione VGA 640 X 480
• Software per controllo ambientale
• Può essere utilizzata come webcam
• Registra singole immagini e video via e-mail
• Invia immagini e video via e-mail
• Ideale per videoconferenza
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I prodotti TerraTec sono distribuiti oa:
NAAC SRI • 0425-804411 www.naac.it
Digits Sri 080-5742122 www.oigits.it
TERRATEC
Foceida Sri 081-8428111 • www.toceida.it
GauoIntech Sri • 049-9335137 www.gauointech.com
Bintec, azienda emergente
nel campo del networking
integrato voce-dat
propone la linea di
router X-Genera-
tion. sistemi mul-
tìprotocollo capa¬
ci di integrare I
funzionalità di
sicurezza compie- 1
te IPSec per l'imple-
mentazione di Virtual Private
Network offrendo una buona scalabilità
rispetto alle tecnologie di accesso remoto
a banda larga come ATM, Fased Line e
xDsl. I modelli, caratterizzati da processori
con tecnologia RISC oltre a risultare ideali
per le funzioni di orinazione e compressio¬
ne dati, integrano funzionalità firewall e di
Always On/Dynamic ISDN Per mezzo
dell'AO/DI, il canale di controllo ISDN
verrà sfruttato per II trasferimento dei dati
con una minore richie¬
sta di banda,
mentre il cana¬
le B aggiuntivo
potrà mante¬
nersi aperto,
riducendo in
questo modo i
costi di gestione.
La nuova famiglia per
momento è composta
da tre router: l’XIOOO e
l'X1200, prodotti entry level
dedicati a piccoli uffuci o studi professio¬
nali e CX4000 rivolto invece alle piccole e
medie imprese L'XIOOO dotato di inter¬
faccia LAN 10/100, ISDN BRI a
due canali e una porta
seriale offre, inoltre,
una perfetta gestione
da postazioni remote
e una suite integrata
di software per la
comunicazione
Capi-Tapi, Mantenendo la
medesima architettura, TX1200 utilizza
anche una porta Fast Ethernet per
accessi Wed tramite ADSL o Cable
Modem. Inoltre, il router dispone di
una maggiore flessibilità, permettendo
'integrazione sino a quattro interfacce SO,
due BRI e tre seriali X.21. Infine, TX4000
si propone come router multiprocollo
modulare, integrando sia una interfaccia
10/100
Base-T e
una BRI sia
una X.21/V,35 e
una V.24. Il prodot¬
to quindi risulta parti¬
colarmente adatto
come server
di accesso
remoto,
gateway per
fax. server
remoto Capi, rou¬
ter LAN o anche per
fornire accesso WAN
L'X4000 disponibile in ver¬
sione desktop o rack da 19 pol¬
lici è commercializzato al prezzo di 1499
Euro, mentre l'XIOOO e1200 sono venduti
rispettivamente al prezzo di 510 e 610
Euro.
Per informazioni:
Bintec, _
\http://www. bin tee . con\
di Massimiliano Cimelli
Router X-Generation da Bintec
• GIOCHI
Notre-Dame virtualmente giocabile
Microids, dopo l'epica impresa che riuscì
a rappresentare con meticolosità il micro¬
cosmo delle piccole formiche tramite la
simulazione giocabile de "L'Impero delle
Formiche, ora ci stupisce con un'altra
avventura interamente tridimensionale
ambientata nella Parigi del 1313, al tempo
di Filippo il Bello. I
I Mistero di Notre-Dame grazie all'am-
bientazione ricreata con dovizia di partico¬
lari e alla trama avvincente, riesce a cata¬
pultare il giocatore nel medioevo trasfor¬
mandolo in un esploratore affamato di
storia. Infatti, l'avventura porterà l'utente
tra gli scenari delle capitale, dalle rive
della Senna al Palazzo Reale mediante
una riproduzione fedeli delle struttere e
paesaggi dell'epoca, osservabili a 360°
anche nei dettagli più minuziosi. Inoltre, il
gioco consente di impersonare tre diversi
soggetti le cui vicende si intecciano, per¬
mettendo all'avventuriero di assume tre
diversi punti di vista e di iterazione con
l'ambiente circostante. Il Mistero di Notre-
Dame oltre ad essere coinvolgente, per¬
mette di consultare una aprrofondita e
vasta banca dati documentale, costituita
da più di 120 schede e realizzata con la
collaborazione dei Musei Nazionali france¬
si... una vera e propria piccola enciclope¬
dia sul medioevo, che rende il gioco sti-
molente ed istruttivo.
L'avventura storica è distribuita da
Leader al prezzo indicativo di lire 99.900
nelle versioni per PC CD-ROM e
Macintosh.
Per informazioni:
Microids, _
in ttp://www. microids. coni
28
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
La collezione
più segreta
Il'anno
Fanno parte della linea Sexy Collection:
Shock thè Game
Una scossa
psicosessuale
che non si dimentica.
Strip Black |ack
Un'appassionante versione
sexy del gioco d'azzardo
più famoso di Las Vegas
Sexy Collection. By Microforum Italia. Il meglio a meno solo per adulti .
Microforum Italia Point. Il meglio a meno.
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P C P. «nociati
tJr-Twirg
• TELECOM
Blu, il colore della nascita
Forte orientamento marketing
per il più recente operatore
di telefonia mobile.
In una sala affollata più del previsto,
segno dell’interesse che suscita in
Italia ogni cosa che riguardi l’argomen¬
to, è stato presentato Blu, niente altro
che il quarto gestore di telefonia mobi¬
le
E nascere è proprio il termine adatto
vista la campagna di spot basata sul
paragone con la nascita di un bambino,
a partire da quegli inquietanti sperma-
tozoì a forma di occhio.
Se si considera poi che sono passati
poco più di nove mesi dal rilascio della
concessione all’avvio della commercia¬
lizzazione del servizio, il paragone calza
a pennello!
La strategia della società è quella di
offrire servizi sofisticati utilizzabili in
maniera semplice, di sfruttare le poten¬
zialità offerte da Internet, di proporre
prezzi convenienti e multiaccesso tra¬
mite telefono cellulare, personal com¬
puter e presto anche PDA e agende
elettroniche evolute.
Blu avrà a disposizione soltanto la fre¬
quenza a 1800 MHz. quindi per utiliz¬
zarne i servizi bisognerà dotarsi di un
telefono dual-band. Sulla carta sembra
un problema, ma ormai sono tutti così
e chi ha ancora un telefono di vecchio
tipo dovrebbe sostituirlo comunque per
sfruttare le potenzialità delle nuove
schede SIM a 32 K fornite da Blu. Il
roaming sarà inizialmente garantito da
un accordo con Omnitel, e quindi non
dovrebbero esserci problemi di coper¬
tura.! servizi interattivi
Si tratta di servizi di informazione e di
transazioni via cellulare disponibili gra¬
zie alle nuove SIM e che sono specifici
dell'operatore, in questo caso di Blu.
Possono essere utilizzati anche con
telefoni non compatibili WAP (Wireless
Application Protocol) che invece richie¬
de un telefono predisposto (ad esem¬
pio il Nokia 7110).
Blu punta molto, ovviamente, su
Internet e quindi su sistema WAP.
Si potranno effettuare operazioni in
borsa e pagamenti bancari. La chiama¬
ta da un cellulare WAP costa 150
lire/minuto + IVA 20 %, oltre a 250 lire
alla risposta.
Le tariffe
Schede prepagate
Tariffa "Blu Open"
245 lire/minuto + IVA per tutte le desti¬
nazioni, 24h su 24
Tariffa “Super Blu"
160 lire/minuto + IVA per telefoni fìssi
e telefonini Blu
480 lire/minuto + IVA per tutte le altre
destinazioni
Costo delle SIM prepagate "Blu
On": 60.000 lire con 50.000 lire di
traffico prepagato. Se si è disponibile
a rispondere ad un questionario di
marketing saranno acreditale altre
5.000 di traffico.
Abbonamenti
Tariffa "Blu Open for Ever"
Nessun canone mensile.
290 lire/mmuto + IVA per i primi tre
minuti di conversazione
190 lire/minuto per i successivi
per tutte le destinazioni, 24h su 24
Sconto del 50% per spesa superiore
a 250.000 a bimestre di traffico voce
nazionale
Tariffa "Super Blu for Ever"
Nessun canone mensile.
160 lire/minuto verso telefoni fissi e
cellulari Blu
480 lire/minuto per tutte le altre desti¬
nazioni
Sconto del 50% per spesa superiore
a 250.000 a bimestre di traffico voce
nazionale
Nuove iniziative
di marketing...
Ma non erano già abbastanza in tre a
contendersi uno dei mercati più vivaci
d’Europa? Certo che lo erano tanto è
vero che persino l'amministratore dele¬
gato di Blu, ing. Enrico Casini, lo ha
ammesso fin dall’inizio del suo interven¬
to. Per aggiungere poi però che Blu non
è un gestore come gli altri e si conqui¬
sterà il suo spazio offendo servizi più
innovativi e più semplici da utilizzare.
Si è avuta la positiva impressione che la
tecnologia, notevole, che fa funzionare il
meccanismo di Blu sia quasi in secondo
piano, e che si dia per scontato che
debba funzionare. Questo consente di
dedicare le attenzioni prevalentemente al
servizio da offrire ai clienti e a nuove ini¬
ziative di marketing per attirarne sempre
di nuovi. Se si considera che al momento
di cambiare il telefono cellulare il 25%
delle persone cambia anche il fornitore di
accesso alla rete, si vede come ci sia
spazio per inserirsi con offerte conve¬
nienti che prevedano l’abbinamento
telefono-SIM. Nel catalogo Blu si posso¬
no trovare gli ultimi modelli Nokia.
Ericsson e Sagem. La caratteristica curio¬
sa è che con alcuni telefoni vengono for¬
nite 2 carte SIM prepagate con 50.000
lire di traffico ciascuna. La risposta a
domanda precisa non è stata altrettanto
precisa perché è stato detto che il secon¬
do numero serve per non specificati ser¬
vìzi accessori, chissà che non serva per
vendere più abbonamenti Blu 2.
...in attesa dell'UMTS
Sui telefonini a larga banda secondo
l’atteso UTMS nessuno si é sbilanciato
troppo, ma si è capito che c’è molto inte¬
resse verso l’assegnazione delle licenze
per la nuova tecnologia di telefonia cellu¬
lare.Una notizia da tenere in considera¬
zione è il fatto che in questo momento
Blu sta ricercando parecchio personale
specializzato, dai tecnici per la gestione
della rete a persone esperte di marke¬
ting. In particolare sono richieste espe¬
rienze tecniche relative ad Internet. Nella
conferenza stampa non è stato ovvia¬
mente detto, ma se davvero pensate di
essere bravi potreste provare, se da 750
dipendenti devono arrivare a 3000 entro
l’anno, tentar non nuoce. Tra l’altro sul
sito di Blu c’è la possibilità di esaminare
le offerte di ricerca di personale.
30
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
CELLULARI
Da Sagem un nuovo telefono cellulare Dual
Il telefono MC 940 e caratterizzato dal
design "tuttotondo" e da un'originale
incavatura dei tasti, che lo rendono parti¬
colarmente comodo da utilizzare. Il
telefono è utilizzabile anche in modalità
viva voce, grazie all'altoparlante ad alta
potenza.
In questo modo si può dialogare anche
se si hanno le mani occupate oppure
quando è necessario coinvolgere più per¬
sone nella conversazione.
Il nuovo cellulare dispone di tutte le
funzioni di un prodotto della nuova gene¬
razione, tra cui sei giorni di autonomia in
stand-by, un display grafico ad alta risolu¬
zione, un tasto di navigazione dei menù,
una rubrica interna di 100 nomi con sele¬
zione automatica di tre nomi, quaranta
suonerie diverse e un convertitore di
valuta in Euro.
Il telefono adotta il sistema T9 per faci¬
litare la scrittura dei messaggi SMS:
basta premere una sola volta il tasto cor¬
rispondente ad un carattere ed un dizio¬
nario interno propone una lista di vocabo¬
li. Il 940 è disponibile in due colori,
argento e verde, ed è dotato di tre fron¬
talini intercambiabili.
Il nuovo Sagem è distribuito in Italia
dalla Distrel al prezzo di 529 mila lire Iva
inclusa
Per informazioni:
Distrai,
Tel 02/611901
mo://www.dis1tèl ./I
PERIFERICHE
Lexmark Z32 e Z52: B/N qualità laser,
ONLINE
Il matrimonio è in rete
colore fotografico
Lexmark rinnova la sua linea di stam¬
panti a getto di inchiostro, puntando su
migliori prestazioni in quanto a qualità e
velocità e, soprattutto, su prezzi davve¬
ro concorrenziali.
Il modello Z32 (nella foto in basso),
pensato per l’utenza domestica, si col¬
lega anche tramite USB e stampa fino
a 7 ppm in bianco e nero. Quanto alle
stampe fotografiche, in Lexmark dichia¬
rano che, con i suoi 1200x1200 dpi e la
velocità di cui è capace alle alte risoluzio¬
ni, la Z32 può stampare 24 foto in meno
di 45 minuti: manca solo il rullino omag¬
gio!
Per chi non si accontenta, la Z52 (nella
foto in alto) dovrebbe assicurare buone
soddisfazioni anche agli utenti più attenti
alla qualità di stampa, grazie ad un'otti¬
ma risoluzione massima di 2400x1200
dpi. Notevole anche l’incremento di velo¬
cità che se si mantenesse sui valori
dichiarati (15 ppm in bianco e nero e 7
nella stampa a colori), potrebbe essere la
stampante inkjet più veloce attualmente
sul mercato consumer.
Ma il punto di maggior interesse delle
nuove Lexmark sono certamente i prez¬
zi: infatti la Lexmark Z32 costerà appena
199.000 lire, mentre per portarsi a casa
le prestazioni della Lexmark Z52 ne
basteranno 399 000, sempre IVA com¬
presa.
Per informazioni:
Lexmark.
Tel. 02/703951
\nttp://www. lexmark . ri I
Dedicato a tutti i neo-sposi che non desi¬
derano occupare troppo tempo per orga¬
nizzare il proprio matrimonio, il sito
Allafolha.com propone una serie di servizi
rivolti alla completa e personalizzata orga¬
nizzazione del lieto evento. Infatti i due pro¬
messi potranno scegliere direttamente on-
line sia l'abito, visualizzato in 3D con possi¬
bilità di zoom per osservarne anche i parti¬
colari, sia l'ambientazione virtuale del
festeggiamento, con la possibilità di esplo¬
razione a 360°. Il sito accompagnerà la
coppia anche nella scelta del viaggio, della
lista nozze e nella formulazione con relativa
spedizione degli inviti. Il servizio compren¬
de anche un sito personale, per la creazio¬
ne di pagine individuali e una sezione
"chat" con i futuri sposi.
Per informazioni:
Viuo/Avww.allatolha.corri
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
31
Jini in a Nutshell
Di Scott Oaks & Henry Wong
Prima edizione marzo 2000
1-56592-759-1.400 pagine.
S24.95 (circa 50 mila lire).
http://www.oreilly.com
gli
oreilly -
Oggetti che comu¬
nicano senza filo con
protocolli wireless
quali Bluetooth o
DECT, perdendo di
vista la distinzione tra
client e serve in una
invisibile ragnatela di
scambi... è questo lo
scenario in cui si muo¬
vono alcune proposte
di linguaggi per ogget
ti embedded in rete.
E‘ la volta di Jini.
gemale paradigma
programmazione deg
elettrodomestici in
rete ideato da Sun
Microsystems.
Diciamo geniale in
quanto il suo nome è
una storpiatura del ter¬
mine inglese gentus, che appunto vuol
dire genio.
Jini è oggi quello che a suo tempo
Java pensava di essere e non è stato
Oggi Jini è presentato come una rac¬
colta di classi Java e di servizi di base
che permette a generici oggetti infor¬
matici di sapere quali servizi sono Onli¬
ne momento per momento e quindi di
farne uso. Jini lancia un nuovo approc¬
cio alla rete: funzioni di stampa,
memorizzazione, riproduzione di suoni
ed immagini sono
oggi disponibili.
Le foto prese con le fotoca
trasferite a sistemi di memo-
less. oppure scaricate sul
palmare o sulla stampante; il
frigorifero e la lavatrice si
coordinano per evitare
sovraccarichi di corrente. Ma
questo vale per i servizi
odierni: chissà cosa ci riser¬
verà il futuro!
Su questo argomento, gra¬
zie ad O'Reilly. è disponìbile
Jini in a nutshell. Il libro si
rivolge a programmatori Java
appena appena esperti, spie-
JINI
IN A NUTSHELL
A1 yiiii k Rtference
gando loro come rea¬
lizzare servizi con Jini.
Java resta l'ambiente
madre, al quale gli
autori fanno riferimen¬
to m dettaglio ogni
qual volta se ne renda
necessaria la trattazio¬
ne.
Le specifiche alle
quali si fa riferimento
sono la Jini 1.0 e la
Java 2.
Tra gli argomenti
viamo la sicurezza
la Sun Community
Licence. il cri-
ato approccio
da Sun per
uire la cono¬
scenza di Jini a prezzi
competitivi senza la
totale deregolamentazione tipica
dell'Open Source.
Online è disponibile il capitolo 4.
Basic Jini Programming
(www.oreilly.com/catalog/jininut/chap-
ter/ch04.html), che esemplifica sia il
livello di competenza Java che viene
richiesto al lettore, sia le possibilità del
linguaggio stesso. Il libro può essere
ordinato online all’indirizzo
order49oreilly.com,
Leo Sorge
f.T-.M..
OVfLiY
k~"
issar.
ONLINE
di Leo Sorge
L'esame di stato
online
E 1 pronta, ed è stata distribuita l'edi¬
zione 2000 della Guida all'Esame di
Stato e all'Orientamento Post-Diploma.
Si tratta di un progetto che tra studen¬
ti. professori e operatori del settore inte¬
resserà due milioni di persone, dei quali
mezzo milione circa di studenti, e già da
aprile è stata distribuita in tutte le scuole
superiori d'Italia
Molte informazioni, ma non tutte, sono
disponibili anche online all’indirizzo
|nnp://www cornereuniv i(
La Guida si rivolge agli studenti degli
ultimi anni delle superiori.
I principali obiettivi sono, fornire un
supporto didattico, ma anche emotivo,
per il superamento dell'Esame di Stato e
indirizzare i giovani nel cammino post-
diploma
L'opera si articola in tre sezioni: l’esa¬
me di Stato, i giorni dell'esame e
l'Università.
Particolarmente attuale è la seconda
sezione, nella quale gli esperti tracciano
un vademecum per affrontare le prove
sia culturalmente che emotivamente.
Per informazioni:
mabercomumcazione,
Tel 06 44252134.
Tel 081 5564083
tmp.//www. cornereuniv~i]
Corri ere .«Università
1 B-O/VME 2000
[sì
9
■ ««—-«. «— * 4 'N—
■ . v- «rw
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Concordo Konda/lunr
ermi - chino
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Iprna il i>iu stranile prostrilo
«ti Oricnlamrnio in Italia
«2SE.
i” 1 Riform» I nl.crMtarla:
X* i •• p*m« •• a»* mu «a»
«■«a-.*- uaawt»i
il
32
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
• STAMPANTI
Hutto per la Hewlett-Packard Designjet 1000
Gli stessi supporti di stampa sviluppati per
i modelli ColorPro sono ora disponibili
anche per la serie 1000 delle stampanti A0
di Hewlett-Packard. Si tratta dei fogli Studio
Canvas, ideali per realizzare copie eccellenti
da originali dipinti a mano, dei Banners whit
Tyvek per durevoli striscioni da esporre
all'aperto, dei Colorfast Adhesive Vinyl per
manifesti adesivi ideali per i punti vendita, e
dei rulli da 90 metri di Coated Paper per
stampare in economia immagini ad alta
risoluzione.
Per informazioni:
\hllp;//www hp co»!
AZIENDE
Italdata aperta verso Te-commerce
In un incontro tenutosi il 15 aprile scorso
presso l'azienda vinicola Mastroberardino di
Atripalda, Italdata ha presentato le sue
nuove strategie nel campo dell’e-commer-
ce e della new-economy.
Ospite Luciano De Crescenzo, l'incontro è
stato frutto della sinergia tra l’azienda ospi¬
tante, famosa in tutto il mondo per la qua¬
lità dei suoi vini, l'Italdata e la Nikon Italia.
Nell'eccezionale cornice delle bellissime
cantine Mastroberardino, azienda esistente
dal 1878, sono stati presentati i nuovi
prodotti e le rinnovate strategie dell’a¬
zienda campana. Tra i prodotti distri¬
buiti da Italdata troviamo computer ed
accessoristica, compresa la nuova
gamma delle camere digitali Nikon, Tra
i servizi a valore aggiunto dell'azienda, che
già opera in un gruppo sinergico con
Siemens e Telecom Italia, troviamo il WAP
Web Customer Relationship Management
e i corsi on line sulla gestione tecnica del
Web Marketing e nell'area del commercio
elettronico.
Per informazioni:
Italdata. Tel. 0825-621529
• AUDIO & VIDEO
Gladiac Elsa: spettacolari prestazioni delle nuove schede grafiche
Basate sull'ultima generazione di chip
GeForce 2 GTS nVIDIA, le nuove schede
Elsa Gladiac utilizzano la nuova architettura
"hypertexel" che consente di raddoppiare
le prestazioni della prima generazione di
chip GeForce 256. Grazie a hypertexel e
alla seconda generazione dei processori
"Transform & Lighting" si possono proces¬
sare fino a 25 milioni di poligoni al secondo.
Nella modalità a 32 bit di colore ognuna
delle quattro pipeline hypertexel processa
due texture di pixel. In questo modo è pos¬
sibile visualizzare giochi 3D con la massima
risoluzione e profondità di colore, per imma¬
gini estremamente realistiche. Tutte le
schede Gladiac utilizzano la tecnologia di
memoria Double-Data-Ram (DDR) con ver¬
sioni a 32 e 64 MB Grazie all'interfaccia
DVI, Digital Video Interface, è anche possi¬
bile collegare display digitali. Per le schede
Gladisc è disponibile un modulo video S-
VHS professionale, che consente di avere
un input ed un output S-VHS ideale per
videoeditmg, videoconferenze e visione di
programmi TV a pieno schermo.
La distribuzione delle schede è prevista
per fine maggio con in bundle il software di
videoediting MainActor e il player DVD
ELSAmovie.
Per informazioni:
Trend Easy, Tel 02/7 2546462
l/irrp./Avww .elsa, corri
• HARDWARE
Diva Server Voice da Eicon Technology
Eicon Technology annuncia la nuova solu¬
zione Diva Server Voice. Si tratta di una
piattaforma in grado di gestire su un unico
server l'accesso remoto, trasmissioni VolP
gateway e tutti i messaggi di voce, email e
fax. Gli utenti di una intranet possono rice¬
vere comunicazioni aziendali tramite un PC
munito di scheda audio o per mezzo di un
ricevitore funzionante su rete IP.
Il gateway Diva, per mezzo del software
sviluppato da Eicon, permette di gestire
tutte le chiamate VolP in ambiente ISDN,
collegando le telefonate IP con il tradiziona¬
le sistema di telefonia PSTN. Le schede
Diva supportano gli standard G.711 e
G.723.1 per la cancellazione dell’eco e i pro¬
tocolli Reai Time e Jitter Buffering per la
compressione della voce; inoltre possono
essere controllate da un gatekeeper com¬
patibile H 323 o da un database di indirizzi
in standard LDAP. La soluzione di Eicon
offre due diversi modelli, la scheda Server
Voice 4BRI, dispositivo ISDN a quattro
porte che permette l'accesso fino a otto
chiamate simultanee, e l'interfaccia prima¬
ria Server Voice PRI ad alta velocità studiata
per un massimo di 30 connessioni. La
prima è rivolta alle piccole medie imprese,
mentre la seconda risulta ideale per le gran¬
di aziende I prodotti Eicon si possono
gestire sotto i sistemi operativi Windows
nelle versioni NT e 2000 Server, quindi
sono compatibili con gli apparati terminali
come NetMeeting di Microsoft o IP Phone
LP5100 di Siemens.
Per informazioni:
Eicon Technology,
tntw://www. eicon.ij
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
33
• AUDIO & VIDEO
Creative estende i confini del digitale
Creative Labs propone un'altra soluzione
per l'ascolto sonoro capace di regalare
un'alta qualità digitale Le nuove casse
SoundWorks Digital, come il prodotto
"padre" FourPoint Surround FPS2000,
sono fornite con ingresso audio digitale
SPDIF (Sony/Philips Digital InterFace) e
quindi collegabili a tutti i dispositivi personal
digitai entertainment. Il sistema di altopar¬
lanti comprende un subwoofer della poten¬
za di 24 Watt RMS realizzato con cassa in
legno, per una maggiore fedeltà nella ripro¬
duzione dei bassi ed una coppia di satelliti
da 8 Watt RMS per canale. Il prodotto pre¬
vede inoltre altri due ingressi stereo analogi¬
ci e comodi ganci per appendere le due
casse alla parete. SoundWorks Digital è
disponibile al pubblico ad un prezzo di lire
179.000. Per coloro che invece desiderano
possedere un vero e proprio mostro di
potenza, con il neo-nato processore grafico
GeForce2 GTS di NVIDIA potranno spreme¬
re al massimo tutti i videogiochi
della prossima generazione. La
scheda 3D Blaster GeForce2 GTS,
che incorpora il piccolo "gioiellino",
consente di generare in tempo
reale le ombre pixel per pixel, intro¬
ducendo la nuova tecnologia NSR
(NVIDIA Shading Rasteriser). Questa tecni¬
ca permette di effettuare fino a sette opera¬
zioni simultanee su ogni pixel in un solo
passaggio, lavorando su otto texel per ciclo
di clock, raggiungendo valori di fili rate pari a
1,6 Gigatexel al secondo. Inoltre, implemen¬
tati via hardware, la scheda sfrutta sia il full-
scene anti-aliasing sia i motori Transform
and Lighting di seconda generazione, in
grado di elaborare oltre 25 milioni di triangoli
al secondo. L'architettura di 0,18 micron è
sempre a 256 bit con bus AGP 4X, mentre i
32 Mbyte di memoria operano a 333 Mhz.
Quindi si può affermare che la GeForce2 ha
una velocità di calcolo doppia rispetto al
modello precedente. Se si desiderano riso¬
luzioni da fantascienza, la creatura vi per¬
metterà di realizzare visualizzazioni fino a
2048 x 1536 punti e una profondità del colo¬
re a 32, 16 e 8 bit per pixel con un refresh
video capace di raggiungere 1 240 Hz
La 3D Blaster GeForce2 GTS è fornita con
i software Lavai Music Player, E-Color
Colorific, 3Deep e Media Ring Talk al prezzo
di 849 mila lire.
Per informazioni:
Creative,
rutp://www. creative, europe. córri
httpVAvww.nvidia.com
• PALMARI
Un lampo nella mano: è Flash su Symbian
Se finora i palmari sono stati utili ma non
molto divertenti, le cose stanno per cambia¬
re: valanghe di contenuti multimediali ed
interattivi stanno per entrare nei loro circuiti.
E' questo il senso dell'accordo tra
Macromedia ed Intuwave per portare su
Symbian la tecnologia Flash di Macromedia.
L'accordo ovviamente parla esclusivamente
del player, non essendoci le condizioni tec¬
niche per eseguire l'ambiente di editing su
dispositivi di capacità fisiche ed elaborative
cosi ridotte Alcune dimostrazioni della
nuova impresa sono state fatte durante lo
scorso Cebit. Tra le caratteristiche dei file
Flash c'è l'ottimizzazione delle dimensioni,
un'attenzione a suo tempo suscitata dalla
lentezza delle reti telefoniche sulle quali
viaggia Internet, ma particolarmente interes¬
santi anche in ambienti di ridotte potenze di
esecuzione Un'altra caratteristica interes¬
sante è la scalabilità delle immagini, gestite
in vettoriale, a seconda delle dimensioni del
display: è questo un elemento fondamenta¬
le per gli attuali schermetti dei palmari, in
genere limitati ai 640x240 punti, Intuwave è
un'azienda statunitense specializzata in ser¬
vizi ed applicazioni interattive per il mondo
wireless. Symbian è il consorzio fondato da
Ericsson, Matsushita, Motorola, Nokia e
Psion pei sviluppare una comune piattafor¬
ma hardware per i portatili.
Macromedia si pone l'obiettivo di dare vita
macromedia .-idd ufo io thè wob
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fiaat. Oiaa-nwMv** Ovario 1
F raaHantf
al web con una vasta gamma di prodotti; gli
oltre 200 milioni di utenti fanno del Flash
Player uno dei software più diffusi nella sto¬
ria dell'informatica.
Per informazioni:
h 1 tp://www intuwave.com
• ONLINE
Promozioni verticali su I0L
Vortalpromotion è un'iniziativa rivolta allo
sviluppo di nuovi portali tematici verticali
sponsorizzabili dalle aziende in esclusiva
merceologica, con promozioni mirate. I
Vortal, accessibili dall'home page di IOL,
toccheranno diverse aree di sviluppo come
la cucina, la vita in città, la casa, il software,
la salute, la finanza e lo sport. Il primo porta¬
le sarà dedicato al mondo della gastrono¬
mia, dove si potranno consultare un vasto
numero di ricette, ricercare ristoranti o infor¬
marsi sulle manifestazioni culinarie. Il secon¬
do, disponibile a settembre, realizzerà un
immenso "vivicitta" sui comuni nazionali
Per informazioni:
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34
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3
MILW1 di Leo Sorge
Corel e Inprise/Borland di nuovo slegate
Le due aziende si accordano
per non concludere l'accordo
di fusione. In tre mesi
la capitalizzazione in borsa
si era inabissata.
Corel considera altre offerte.
Il giorno 16 maggio Corel
Corporation ha annunciato che si è
posto fine all'accordo di fusione con
Inprise/Borland Corporation con
mutuo accordo da parte di entrambe le
aziende senza il pagamento di nessuna
penale. Le due aziende si separano ami¬
chevolmente e continueranno a ricercare
opportunità di partnership di sviluppo.
Allo stesso modo, si è posto fine ai reci¬
proci accordi di opzione sulle azioni.
Con la fine dell'accordo di fusione.
Corel è ora in grado di valutare a fondo
offerte di finanziamento alternative, rice¬
vute di recente.
In attesa dell'accordo di fusione. Corel
e Inprise/Borland avevano siglato un
accordo di riservatezza che includeva
una clausola di moratoria standard della
durata di tre anni. Questo accordo rima¬
ne in vigore. "Con grande delusione
abbiamo constatato che la fusione non
procedeva secondo i piani e che non ha
modificato il nostro obiettivo strategico - .
£lCO®B. Corri Produrli Prrfoimonrt Vàhjt CotnpotiÈnlity
Investor Relations .
Beceri Updete*
Corel « mpneelBorland updeM
■ir 16. Al»
ha affermato il Michael Cowpland. presi¬
dente e CEO di Corel Corporation.
"Assieme ai nostri partner del settore,
continueremo a fornire soluzioni open-
standard. cross-compatible e multiple-
platform che aumenteranno progressiva¬
mente la potenza del Web". Dal punto di
vista borsistico la giornata del 18 maggio
è stata di passione per Corel (Nasdaq:
CORD: il titolo ha aperto a 5.375 dollari
per scendere e chiudere a 4,188$ Dopo
l’improvviso ed effimero picco dell'8
dicembre scorso, con la chiusura a
39,25, si era tornati a scendere partendo
dai 20 dollari del periodo dell'annuncio di
fusione. Dale Fuller, Presidente e CEO di
Inprise/Borland. ha affermato: "Molte
cose sono cambiate da quando è stata
pianificata la fusione, più di tre mesi fa II
nostro consiglio d'amministrazione ha
Linux per mainframe: e-business new generation
IBM ha annunciato oggi una serie di servizi e software di e-business per
Linux per S/390 enterprise server. Linux per S/390 sarà distribuito da SuSE e
TurboLinux, mentre IBM Global Services, renderà disponibile un'offerta com¬
pleta a livello di supporto e servizi La soluzione Linux per S/390 include inoltre
il middleware di IBM, permettendo portabilità e integrazione di dati e applica¬
zioni su molti sistemi diversi. L'offerta IBM di Linux per S/390 è la risposta alla
eccezionale domanda degli utenti S/390 dal gennaio di quest'anno, quando il
codice è stato messo a disposizione gratuitamente, sono state effettuate ben
2.100 operazioni di download. Sarà comunque, ancora possibile scaricare il
codice gratis, e i clienti, che desiderano un supporto tecnico completo e l'inte¬
grazione del middleware per le applicazioni mission-critical, potranno sfruttare
i servizi offerti da IBM Global Services, SuSE e TurboLinux. IBM sta inoltre
sviluppando importanti soluzioni middleware per permettere agli utenti di poter sfrutta¬
re pienamente le potenzialità del server S/390. Le nuove applicazioni potranno operare
su Linux per S/390, contemporaneamente e sullo stesso server. Per esempio, il nuovo
middleware DB2 Connect permetterà alle applicazioni Linux di accedere e utilizzare i
dati di DB2 Universal Database che operano sull'OS/390. Uno dei vantaggi principali di
Linux su S/390 è la possibilità per gli utenti mainframe di accedere alle applicazioni
scritte per Linux. Importanti società di sviluppo software, come BMC e Software AG.
supportano questo rilascio con applicazioni disponibili per Linux su S/390.
stabilito che la cosa migliore da fare
era di porre fine in modo amichevole
all'accordo di fusione". In effetti a
metà dicembre le azioni di Inprise
(Nasdaq: INPR) erano schizzate a
quasi 18 dollari, a febbraio erano a
10,2 dollari e il giorno dopo l'annun¬
cio ha chiuso poco sopra i 5,563 dol¬
lari, aprendo a 5,625 ed andando in
forte perdita ma recuperando nel
corso della stessa giornata del 18,
senza particolari volumi di scambio.
Commentando il futuro di
Inprise/Borland, Fuller ha inoltre
dichiarato "L'attuale posizionamento di
Inprise/Borland e ottimo, i risultati opera¬
tivi sono in netto miglioramento ed
abbiamo una notevole disponibilità finan¬
ziaria. Le operazioni future continueran¬
no a seguire la nostra strategia Internet
per portare sul web le attività aziendali
Creeremo gli strumenti necessari per
supportare le nuove e meno nuove piat¬
taforme come Linux, Solaris, e
Windows, e forniremo servizi di alto livel¬
lo agli Application Service Provider.
Inoltre, Inprise/Borland continuerà a inve¬
stire in aziende e tecnologie che siano di
complemento alla nostra strategia
Internet.’’
Alcuni fatti a margine
I commentatori internazionali hanno
recentemente osservato che il settore
delle suite applicative potrebbe subire
scossoni Infatti l'eventuale divisione di
Microsoft m due società separate cree¬
rebbe la possibilità del porting su Linux
dell'incredibile patrimonio dell'azienda di
Redmond, ivi incluso lo stesso Microsoft
Office. Corel ha una suite di programmi
applicativi che interessano molto l'utente
finale. In giro non ci sono più molti pro¬
dotti che possano contrastare Microsoft
Office. Uno di questi era Lotus
SmartSuite. che dopo la Millennium
Edition ha decisamente segnato il passo
Tra l'altro l’Organzier era un eccellente
programma PIM.
Non è invece immediatamente valuta¬
bile la situazione di Borland, che pure ha
ufficialmente concordato di non richiede¬
re penali né creare alcun problema. E'
ovvio che lo scambio di tecnologie inter¬
corso in questi tre mesi sia comunque
un vantaggio, ma che essendo reciproco
non sembra sufficientemente importan¬
te da compensare Inprise/Borland
36
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
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PALMARI
di Aldo Ascenli
□
Arrivano gli ultra
portatili basati
su Windows CE.
Presentati a New
York i primi esem¬
plari della nuova
generazione di ultra
portatili e digitai assi-
stant gestiti dal siste¬
ma operativo
Microsoft. Si tratta degli eredi dei
prodotti basati su Windows CE,
sviluppati da nomi come Casio,
Compaq, Hewlett-Packard e Symbol.
I nuovi, raffinati computer da taschino
si avvarranno del progres¬
so di tecnologie
quali Micro¬
soft ClearType
per la lettura
di libri in for¬
mato elettroni¬
co e del noto
Media Player
per ricevere
audio e video
attraverso il
Web
Un notevole pas¬
so avanti verrà segnato anche
dalla collaborazione tra
Microsoft e SAP, che prevederà
il rilascio, da parte di quest'ultima, di un
set di strumenti per sfruttare le soluzio-
Barcode alla ricerca
di un Symbol
Tra i primi modelli di questa nuova generazione di portatili ci
sarà il PPT 2700, già in grado di impiegare collegamenti wire¬
less alla rete locale, da sfruttare congiuntamente alla capacità di
automazione delle procedure di immissione dei dati, che si
avvalgono del lettore incorporato di codici a barre e dei 16 MB
di RAM in dotazione.
Per informazioni:
Symbol Technologies
\bttp://www. svmbol. coni
ni mySAP.com di
e-busmess anche
attraverso i
Pocket PC.
Anche Xircom
darà il suo contri¬
buto attraverso
l'implementazione
di una completa
famiglia di soluzio¬
ni per la comuni¬
cazione via
Ethernet e modem a
56 Kbps, anche con sistemi wireless
grazie all'innovativa tecnologia di tra¬
sferimento dei dati via radio a 1 Mbps
denominata Bluetooth.
Non mancheranno nemmeno le ver¬
sioni Pocket dei principali applicativi
Microsoft: da Outlook 2000 a Internet
Explorer, da Word ed Excel a Money,
senza dimenticare Pocket Streets, che
consentirà di portare ovunque uno stra¬
dario sempre aggiornato e di costruirsi
gli itinerari desiderati.
Insomma, i nuovi piccoli gioielli, a
dispetto delle dimensioni, avranno
sempre meno da invidiare ai computer
tradizionali e si candidano a conquistare
una fetta di mercato sempre piu ampia
sia come raffinati PDA che nelle appli¬
cazioni aziendali di raccolta dati e pro¬
duttività personale.
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38
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
Linux senza fatica
di Luca Cananeo e Davide Eynard
Mac Graw-Hill Libri Italia s.r.l.
via Ripamonti 89
20139 Milano
ISBN 88 386 4098-X
prezzo £ 36.000
A dieci anni circa dalla prima release.
Linux ha assunto dignità di sistema ope¬
rativo di grande qualità e prestigio. E que¬
sto anche grazie al potente contributo
dato dalle distribuzioni commerciali, che
hanno determinato una forte spinta all'e¬
voluzione del sistema, rendendolo sem¬
pre più semplice da gestire e utilizzare e,
come conseguenza, sempre più fruibile
da una piu vasta e articolata utenza.Il
risultato è che il numero di utilizzatori è
aumentato e, per diretta conseguenza, è
notevolmente migliorata l'amichevolezza
dell'ambiente. Molti utenti, per spirito di
iniziativa, sete di novità, desiderio di
nuove esperienze o solo per cunosità non
hanno esitato ad installarlo sulle loro mac¬
chine, aprendo le porte su un nuovo
mondo, sconosciuto e senza alcun dub¬
bio affascinante.
"Linux senza fatica” nasce dall'esigenza
di venire incontro a chi decide di entrare
in questo mondo senza avere alcuna
conoscenza pregressa del sistema opera¬
tivo, del suo funzionamento e delle sue
modalità di installazione. Il volume guida il
lettore, passo passo, nella completa pro¬
cedura di setup, evidenziando immediata¬
mente il vantaggio e il privilegio di acquisi¬
re un nuovo ambiente d'uso, con tutte le
sue prerogative (multiutenza, utilizzo in
rete, orientamento a Internet, e cosi via).Il
tutto partendo da un ambiente già familia¬
re come Windows, in modo da rendere la
transizione per quanto possibile indolore.
I due capìtoli seguenti sono destinati
alla configurazione del sistema, con l'illu¬
strazione della procedura relativa e la
ricompilazione del kernel. Nel capitolo
successivo vengono poi descritte, con
puntuale precisione, le procedure di
setup della scheda audio e della stampan¬
te, oltre che i principali programmi che
consentono di sfruttare tali dispositivi.
Questo sia in fase diretta di configurazio¬
ne iniziale, sia attraverso l'uso del
Pannello di Controllo.
II quarto capitolo è dedicato all'uso del
sistema in modalità testo; sebbene possa
apparire come anacronistico, va attenta¬
mente letto e studiato, visto che in esso
viene descritta la console di Linux (per chi
non sapesse cosa è una console, immagi¬
ni il prompt di MS-DOS), vera chiave per
raggiungere le caratteristiche più avanza¬
te e nascoste del sistema sia per quel
che attiene direttamente ai comandi della
Shell, sia per la gestione delle utility di
base del sistema operativo stesso (crea¬
zione di file di testo, compressione, ricer¬
ca di file. La discendenza diretta da UNIX
traspare nella gestione del redirecting e
della gestione dei processi. Ancora, pro¬
prio a causa della diretta discendenza da
tal genitore, le applicazioni text-mode
rivestono ancora, in Linux, grande impor¬
tanza, non foss'altro che quelle basate su
interfaccia grafica spesso di basano su di
esse attraverso una maschera di gestio¬
ne. Ma nessuna paura; chi non ne vuol
sapere di Shell testuali (e come fare a dar
loro torto?) i due capitoli successivi sono
dedicati a GNOME e KDE, i due desktop
environment più diffusi (ma non unici) di
Linux. Una volta configurato il sistema
per bene, niente di meglio che accedere
a Internet, di cui Linux vive, e da cui trae
infinita e quotidiana linfa vitale. Ecco quin¬
di tutte le regole per eseguire e gestire la
configurazione di connessione, e utilizza¬
re l'ambiente per le tre funzioni più note e
diffuse: navigazione, FTP e posta elettro¬
nica. Ma, al contrario di quanto avviene in
ambiente Wndows, dove la gestione di
Internet si ferma qui, Linux è pronto per
lavorare anche "dall'altra parte”, vale a
dire da quella del fornitore di servizi. E a
questa funzione sono dedicati due capito¬
li, che affrontano l'argomento della confi¬
gurazione e dell'utilizzo di un server
Apache e FTP, con tutta la problematica
relativa alla gestione delle funzioni verso
l'utente finale. Il CD allegato al volume
contiene la versione 6.1 di Red Hat. una
serie molto nutrita e interessante di link a
pagine home di distribuzione di materiale
Linux e una directory. Bonus, che contie¬
ne un estesissimo manuale italiano su
questo sistema operativo.
HARDWARE
di Massimiliano Cimelli
Modem multifunzionale da Knopex
Knopex Italia amplia la propria famiglia di
prodotti dedicati alla consolidata architettura
Umversal Serial Bus con il nuovo Modem
USB-HUB II dispositivo e in realtà un sem¬
plice modem V.90 che permette di navigare
in Internet secondo lo standard V 90, intera¬
gendo con il personal tramite l'interfaccia
USB anche quando quest'ultimo è acceso.
Ma se osservato con maggiore attenzione
ci si accorge che in più offre ben tre porte
USB alle quali è possibile collegare qualsiasi
periferica, ampliando in questo modo
le possibilità connettive del PC
modem risulta l'accessorio ideale per
computer portatili grazie alle dimensioni
molto compatte e all'elegante look traspa¬
rente che lo caratterizzano. Inoltre è possibi¬
le utilizzare la porta posteriore della presa
per la linea telefonica analogica anche per
collegare un apparecchio telefonico in
cascata, senza ricorrere a spine tripolari
multiple. Il prodotto, adatto a tutti i sistemi
operativi Windows, è
compatibile con lo standard USB
1 1 e sarà proposto al prezzo di lire 179.000.
Per informazioni:
Knopex Italia,
hffP./Avww knopex. coni
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
39
• TELECOM
Eutelsat accelera l'IP over satellite
Il consorzio europeo
di telecom satellitari
rende pubblici i particolari
del suo programma
multimediale
Si amplia la banda passante
disponibile via etere per
Internet. Lo scorso aprile, infat¬
ti, il programma multimediale di
Eutelsat è stato lanciato per
ampliare l'offerta del consorzio
verso la connettività, la multi¬
medialità e la gestione dei ser¬
vizi via satellite, in altre parole
per fornire soluzioni di IP over
Satellite.
Ricordiamo che Eutelsat già offre
alcuni servizi multimediali attraverso
alcuni fornitori, tra i quali Tachyon.net
(fondata da Nicholas Negroponte) o l'i¬
taliana Hit Cast.
Essenzialmente, Eutelsat aumenterà
la quantità di satelliti geostazionari in
orbita sul lungo termine, con il lancio di
dispositivi ottimizzati (On board proces-
sing/sky routing, spot beam coverage e
terminali interattivi a basso costo
SIT/SUT, DVB, ecc.), come i futuri Hot
Bird 6 e 7. A breve termine s’intende
utilizzare una parte dei transponder
attualmente installati sui satelliti geo¬
stazionari in orbita per il multicast ed
operanti secondo il concetto "forward
and store": server POP e/o terminali
con grande capacità di Storage e servizi
di cache per minimizzare i tempi di
risposta.
Considerando la larghezza di banda di
40 Mbit (singola polarizzazione) di cia¬
scun trasponder e una larghezza di
banda stimata di circa 2 Gbit per posi¬
zione orbitale, si può ragionevolmente
supporre una capacità complessiva ini¬
ziale sui 20 Gbit.
I servizi IP a banda larga di Eutelsat
sono tre: EMP franchi-
se, il POP delivery e il
microbroadcast. Il
primo, basato su tecno¬
logia push, è indirizzato
ad utenti domestici e
piccole aziende ed è
previsto entro l'anno in
corso. Il POP delivery,
che si rivolge ai service
provider, è previsto per
il 2001, infine il micro¬
broadcast interattivo via
satellite, di nuovo indi¬
rizzato ad un'utenza pic¬
cole aziende ed utenti
finali, atteso per il 2002
L'allestimento della
piattaforma per la nuova
generazione di servizi
sviluppati da Eutelsat è basata sia sulle
frequenze Ku, sia Ka, per ridurre la
soglia di investimento richiesta agli
utenti ed aumentare la gamma di servi¬
zi e soluzioni per un'interattività satelli¬
tare completa.
Il satellite Hot Bird 6 introdurrà la
banda Ka (uplink e downlink) e lo
Skyplex di seconda generazione, con
maggiore potenza sulla banda Ku; sarà
posizionato sui 13° est
Per informazioni:
Eutelsat, __
\http /Avww.eutelsat coni 1
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Distributore:
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40
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
• TECNOLOGIE
• GIOCHI
Scende in campo la tecnologia "fluorescent"
Constellation 3D, sviluppatore di tecno¬
logia FMC/D (fluorescent multilayer
card/disk) e Toolex, produttore di attrez¬
zature per la registrazione di supporti
ottici, hanno annunciato di avere in avan¬
zata progettazione prodotti basati su
questa nuova tecnologia
Come è noto, la tecnologia FMC/D
supera le limitazioni insite nelle memorie
ottiche convenzionali, consentendo di
conservare dati su un supporto dotato di
multilayer, strati differenti di immagazzi¬
namento ottico conservati nella stessa
unità.
Il risultato è che una scheda o un disco
possono contenere dati incomparabil¬
mente più abbondanti di quelli disponibili
su un CD o un DVD
La prima generazione di prodotti
FMC/D ospiterà una scheda , della gran¬
dezza di una carta di credito, dotata di un
multistrato a 20 livelli, con una capacità
di 10 GB.
Saranno altresi subito disponibili anche
una schedina a 10 livelli della capacità di
un GB di memoria e un dischetto, sem¬
pre a dieci livelli, di formato standard CD,
che conterrebbe bel 140 GB di dati. Ma
la sfida è solo all'inizio; è stata già annun¬
ciata la seconda e la terza generazione di
queste schede, che potrebbero raggiun¬
gere la capacità di un TB (1000 MB).
Sono in progetto anche versioni riscrivibi¬
li di tali supporti, mentre i primi prodotti
dovrebbero essere già presenti sul mer¬
cato per la fine di aprile.
E, cosa ancora più interessante,
Constellation 3D afferma che vecchi dri¬
ver DVD e CD potranno essere adattati
alla nuova tecnologia modificando solo
parte dell'hardware.
Per informazioni:
Constellation 3D
H t toZ/www. c-Jd. ne H
BZBZHZ B3Z5S rupi
• SOFTWARE
IBM lancia Content Manager
L'architettura software di Big Blue per la
gestione dei contenuti è stata recente¬
mente ristrutturata.
L'offerta si compone adesso di due
famiglie di prodotto, il DB2 Umversal
Database e il Content Manager. In questa
seconda famiglia, oltre a ricadere alcuni
dei prodotti preesistenti (tipicamente
ImagePlus ed OnDemand), s'innestano
altre soluzioni multimediali. L'approccio di
CM è di tipo middleware, non pacchettiz-
zato: in pratica è un ambiente di sviluppo
completamente aperto con già delle solu¬
zioni pronte.
Con la sua ampia gamma di soluzioni
data management e con DB2 Universal
Database, IBM può rispondere in manie¬
ra diretta a tutte le esigenze.
Mentre altri fornitori offrono soluzioni
per i singoli elementi che compongono
il content management, IBM è in grado
di fornire le soluzioni più affidabili e
complete per la gestione e la capitalizza¬
zione dei contenuti informatici digitali,
consentendo alle aziende di completare la
loro trasformazione e-business.
Per informazioni:
IBM.
http://www.ibm.it
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Da Db-Line Pokémon
per GameBoy
Anche Db-Line si è fatto contagiare dalla
Pokémon Mania, arricchendo il listino con
una nuova gamma di prodotti che hanno
come protagonisti i piccoli mostri. Oltre
all'entusiasmante gioco, disponibile nelle
versioni del Pokémon giallo, rosso e blu,
che nei primi 10 giorni di commercializzazio¬
ne negli Stati Uniti è stato venduto in oltre
10 milioni di pezzi, Db-Line distribuisce una
gamma ricchissima e divertente di accesso¬
ri composta da gadget, T-shirt, cappellini e
giocattoli. Il determinato allenatore Ash, il
terribile Gray, Brock. Misty e tutti i perso¬
naggi della fantastica squadra sono diventati
ormai assoluti protagonisti delle tendenze
giovanili, di cui Db-Line è da sempre attento
portavoce: grazie alla ricca offerta di Db-
Line, infatti, il magico mondo del cartone
Manga prende vita e forma. Db-Line è un
distributore indipendente di videogiochi e
accessori per Playstation, GameBoy e
Nintendo 64. L'intera gamma di accessori e
giochi è disponibile nei negozi affiliati Db-
Line, il cui elenco è indicato nel sito Internet
del distributore, ed è anche acquistabile
direttamente attraverso la sezione Shop.Db-
Line, dedicata alla vendita on-line.
Per informazioni:
http://www. dbline, it
ew Jobs foriMac
iMovie e la matematica, ovvero la celeste equazione che regola il Digital Video.
E le meraviglie di Office For Macintosh
di Nero Berri
R ileggendo le News del numero di
marzo (MCMicrocomputer 204),
troverete che per l'occasione avevo
coniato un'equazioncina che riporto qui
per i soli "distratti":
Apple = DV.
I termini dell'equazione citata sono,
rispettivamente, la casa di Cupertino
(località californiana) che fabbrica i
Macintosh da un ventennio e il mercato
più florido e promettente dopo quello
delle comunicazioni, cioè il Digital
Video, L'equazione nei suo complesso
significa che Apple intende diventare il
punto di riferimento nel settore, così
come lo era nel settore dell'editoria
elettronica un decennio fa. Ora, a parte
i professionisti che, come vedremo
hanno di che gioire dagli annunci del¬
l'ultimo mese, il mercato consumer
sembra essere quello (facendo "i
numeri", come dicono gli uomini di
marketing) capace di decidere la batta¬
glia del DV,
Apple, dalla sua, commercializza
l'iMac, che a parte il modello base, del
tutto analogo alla generazione prece¬
dente, porta proprio il nome DV; e
porta in dote iMovie, lo stru- _
mento per Video Editing
digitale alla portata di tutti.
Fino ad oggi, se non si
aveva un iMac, iMovie lo si sognava o,
come hanno fatto a gran voce oltreo¬
ceano, lo si chiedeva sull'AppleStore,
con tanta insistenza da generare una
risposta ufficiale: iMovie lo trovate su
tutti gli iMac DV e sullo SE, per il resto
non è in vendita. Segno inequivocabile
della realtà americana, dove un movi¬
mento (anche spontaneo) di utenti
suscita interesse e produce un risulta¬
to, una delle poche cose buone che il
nostro strambo consumismo provincia¬
le non riesce ad importare.
Apple adesso conferma: iMovie non è
in vendita. Scaricatelo dal sito! Una
mossa, attenzione, non una concessio¬
ne: la stessa che fece anni addietro
Download iMovie
Microsoft con gli studenti, ai quali
regalò Windows. Quella gente ringra¬
ziò ed iniziò a pensare Microsoft e
valse da allora l'equazione tra
Redmond e mercato che ora porta la
stessa azienda sotto inchiesta. Apple,
alla quale auguriamo solo la conquista
di una quota di mercato, vorrebbe che
chi fa DV pensasse al Mac.
Quindi lo regala alla base d'installato
dei Macchisti di oggi, sperando che
domani siano i professionisti di DVE
(DV Editing) e quindi clienti di FinalCut
Pro.
Il download è di 17,9 Mbytes: manca-
_ no solo gli esempi ed il
manuale, che potete però
avere su CD-Rom col solo
rimborso delle spese di
spedizione e confezionamento. Per voi,
che comunque non avete tante preoc¬
cupazioni di marketing, è un'opportu¬
nità: approfittatenel Se lo farete vi uni¬
rete a quelli come voi, che solo nella
prima settimana sono già in 150.000
Unico requisito è un Macintosh dotato
di FireWire, Mac OS 9.0.4 e QuickTime
4 .1 o superiore. __
http://www.apple.com/imoviel
A questo proposito...
Se tutto quanto enunciato nelle righe
precedenti non vi convincesse ancora
sulla possibilità che l'equazione sia
un teorema, addurremo altre prove:
Il 10 aprile, FinalCut Pro 1.2.5, la
nuova release del prodotto di punta
per il DVE, oltre a correggere una
serie di bug noti e meno noti,
aggiunge al prodotto le seguenti
caratteristiche: supporto per Velocity
Engine (quello dei G4), YUV proces¬
sing ed editing nel formato 16:9
L'upgrade sarà scaricabile per gli
utenti della 1.2 e maggiori info le trova¬
te su http://www.apple.com/finalcut-
pro.
Se non vi ritornasse chiara la possibi¬
lità che alcune di queste caratteristiche
confermino l'affermazione, pensate a
quanti monitor 16:9 avete visto in vita
vostra (uno, l'AppleCinema Display) e
pensate invece dove questo formato è
lo standard o lo sarà tra breve. .
Senza sforzarvi troppo, sappiate che
sempre il 10 di aprile, Apple annuncia
di aver acquisito "DVD Authoring
Technology, Products and Engineering
Team" da Astarte, cioè quasi Astarte
Non a caso Apple finora non aveva mai
acquisito intere
divisioni, prodotti
e team di svilup¬
po (salvo il caso
di NeXT, ma que¬
sta è un'altra sto¬
ria...), e non a
caso l’annuncio è
venuto poco
42
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
prima di quello di gratuità
di iMovie.
Lo stesso fatidico gior¬
no Apple a Matrox
annunciano RTMac, una
scheda video fabbricata
dalla seconda azienda,
disponibile quando legge¬
rete queste News e pen¬
sata proprio per chi vuol
fare Real-Time DVE sul
Mac.
Microsoft
Office 2001
Macintosh
Edition
Se questa nota stampa fosse stata
datata 1 aprile anziché 24, sarei stato
tentato di non includerne il contenuto
nelle n ews (Per non credere ai vostri
occhi: Ihttpy/www.microsott.coTn]
macoff ice/Newsroom/pressO2001 Ann
ounce.htm).
Il sostituto di Office 98 Macintosh
Edition verrà nel secondo semestre
2000 e sarà il 2001. La notizia è di
Microsoft, che annuncia il prodotto, ma
svela caratteristiche e screenshot che
non ci saremmo aspettati di vedere
L'annuncio della versione prossima
ventura conferma l'abitudine di dare ai
programmi nomi di annate secondo un
costume più enologico che informatico,
ma le novità riguardano l'integrazione in
%Wìce
Macintosh Editimi
La gestione della posta elettronica è completa e sofisticata
Office di un client di posta elettronica
ed un organizer.
Molte sono le novità in dettaglio, ma
la più sfiziosa è la possibilità di sincro¬
nizzazione con un palmare Pilot
HotSync di PalmComputing, antagoni¬
sta per eccellenza dei Pocket PC di
Microsoft.
Per quanto è dato vedere il look del¬
l'interfaccia ricorderà molto Outlook.
L'agenda, che sembra un clone proprio
di quel Palm Desktop con cui vanta l'in-
teroperabilità, altro non è Claris
Organizer neanche tanto abilmente
camuffato.
Non solo Video
Visto che la fascia consumer ha un
suo peso nelle tecnologie un tempo
dedicate ai professionisti, Roland non
poteva mancare all'appuntamento.
UA-30 è un processore USB Audio
MIDI e costituisce una soluzione di
qualità unita ad un
prezzo abbordabile
grazie alla semplifica¬
zione e non alla com¬
ponentistica peggiore.
Promettendo di eli¬
minare fruscii e distor¬
sioni dall'udito dei
suoi clienti, con IN e
OUT a/d ed un cam¬
pionamento di qualità
CD, la conveniente
UA-30 abbatte l'ultima
barriera di usabilità tra
i Mac 'old-style' ed i
nuovi con le sole
porte USB.
DBMS
for-the-rest-of-us
A proposito di Claris, FileMaker Ine.,
una delle costole ancora prolifiche
della software house della Mela
(verso la quale venite comunque dirot¬
tati se tentate un www.claris.com),
annuncia la disponibilità della versione
per sviluppatori di FileMaker 5.
Segno dei tempi che cambiano, l'an¬
nuncio della disponibilità del prodotto
viene linkato sulla home di FileMaker
con Windows Magazine.
Questa versione, oltre ad includere
FileMaker PRO, include un ambiente
di sviluppo completo, il set completo
di API di interfaccia col mondo ester¬
no (leggi ODBC e JDBC) ed una serie
di caratteristiche come il KioskMode
(menu customizzabili con possibilità,
ad esempio, di nascondere il 'Quit') e
la creazione di un runtime compilato
che lo rendono ancora più competitivo
ed agguerrito verso il rivale multi piat¬
taforma di sempre cioè 4thDimension.
In tema di siti fantasma, anche
www.aclus.com non vi porta più sulla
home di 4D, ma sul nuovo sito
http://www.4D.com, che rispecchia la
nuova ragione sociale della ACI US:
una volta si diceva che stesse per
Apple Computer Ine. Unsolded
Software! Proprio come Claris con
FileMaker, mutua il nome dell'azienda
dal prodotto di punta.
Oltre al rinnovato nome, la società
franco-americana rilascia la 6.5.5 di 4D
e di buona pane delle componenti tra¬
dizionali della suite (Client, Engine,
Runtime, Runtime Classic e Tools) ad
esclusione del Transporter e del
Customizer che restano validi malgra¬
do rimesti alia sola release (6.5 appun¬
to). Per i possessori di una 6.5.x gli
update sono gratuiti e scaricabili dal
sito citato.
FileMaker Developer 5
I i. ■
Costituisce una valida alternativa
anche per coloro che non intendono
utilizzare (o non possono) gli slot PCI
interni dei desk G3/G4 ovvero le PC-
Card sui portatili che, con l'occasione
vi consentiranno di produrre il vostro
desktop sound everywhere. ^
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
43
Attualità
Nuovo servizio di posta
più lento solo di una e-mail
Nell’era in cui trasmettere un documento è poco più che batterlo alla tastiera,
un nuovo servizio viene offerto a chi desidera far pervenire a un destinatario
documenti scritti su carta in tempi ragionevolmente brevi
di Paolo Badò
U na nuova compagnia, la NowDocs,
pttp://www.nowdocs.com| promet¬
te di trasferire documenti al destinata-
rio, in USA, in tempi molto inferiori ai
più veloci aerei della Federai Express e
dell'UPS.
La compagnia, costituita ed operante
in Aliso Viejo, in California, permette,
agli iscritti al servizio, di inviare docu¬
menti cartacei importanti usando
MSWord, Word Perfect, Corel Draw,
Excel e Power Point. Nel giro di due
ore, nell'arco dell'intera giornata, la
compagnia trasmette a una delle sedici
sedi di NowDocs dislocate nel paese,
dove saranno stampate, rilegate e con¬
segnate a domicilio.
Ogni sede NowDocs è equipaggiata
con una stampante Xerox 6180, per ga¬
rantire un look professionale ai docu¬
menti prodotti. Una flotta di Maggiolino
Volkswagen e di ragazzi in bicicletta di¬
stribuiscono infine i documenti al legitti-
^HowDocs
w« dlgltally print. bind, and deliver your
documenti nationwlda in lini» <u 2 hoursl
Whori Navrt
Tir od of printing haulti and ovarnight cutoHs?
S#nd color prtsontation», contraete ano brochuros wtffi a click of a mousoi
Just lOQ-m and upload your fllts • no additionat software is requireoi
Sava TI ma and Monay
wnen vou nave largo Or «mali pimi |0bs, or yuu rteed to «end documenta lo
one corion or a hundred. NowDocs com tìelrvers
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FedEx
Tfl-Iai i SjgM !aA i tgua-Ui i I inea t a»
I *W0oc. oom. K
J joaXsrHBwiLrLto
'M& imnca mMi uM b , bam-.nicn
Uaugm XTSum i“ w ani
mo destinatario. In ogni caso la
consegna è garantita entro le sei
ore dal momento del deposito
presso una sede di spedizione.
Il prezzo di una tale stravagan¬
za? Neppure tanto, in fondo! La
spedizione di un documento nello
stesso giorno costa una diecina di
dollari, mentre per la consegna in
due ore la cifra può raddoppiare.
Il funzionamento è semplice;
una volta ricevuto l'account e de¬
positata una cifra che rappresen¬
terà il budget da cui prelevare i co¬
sti del servizio, l'utente gestirà il
login, farà l'uploading del docu¬
mento, e inserirà nome e indirizzo
del ricevente. Selezionerà, suc¬
cessivamente il servizio desidera¬
to (due ore, stesso giorno, over-
nigth, giorno successivo) e sce¬
glierà , dopo un preview, le speci¬
fiche opzioni di stampa (tipo di car¬
ta, legatura). NowDocs
offre inoltre un sistema
di tracciatura on-line si¬
mile a quella usata dai
maggiori corrieri, che
permette di verificare il
percorso del documento
fino a destinazione.
Bradley Adamske,
CEO e fondatore della
società, ha assunto per
lo scopo tre vecchi ma¬
nager della FedEx, con
più di 55 anni di espe¬
rienza collettiva nel set¬
tore.
La compagnia, fonda¬
ta nel 1998, ha iniziato a forni¬
re il servizio nel febbraio di
quest'anno e opera in 13
maggiori piazze degli USA, tra
cui Boston, Chicago, Dallas,
Los Angeles, San Francisco,
NewYork Seattle e Washing¬
ton e. all'estero, a Hong Kong, Londra e
Toronto.
E' previsto l'ampliamento del servi¬
zio a 200 città per la fine del 2000.
fi®
Per informazioni:
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44
dove lo
dimensione semplice e reale
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Le macroregioni del Web
La teoria del Bow Tie, il Papillon, mostra che il Web non è interconnesso come
si supponeva, ma che è costituito da quattro grandi regioni di influenza e sviluppo.
La raffigurazione globale della struttura del Web è sempre più vicina
di Raffaello De Masi
N ell'ambito dei lavori della 9° Confe¬
renza Internazionale sul World Wide
Web tenutasi ad Amsterdam dal 15 al 19
maggio, un gruppo di ricerca congiunto,
creato da AltaVista,
Compaq e IBM, ha mostrato la prima
mappa del World Wide Web. svelando
l'esistenza di zone di separazione tra re¬
gioni diverse della rete Internet, con limiti
fisici talora rilevanti, che possono rende¬
re la navigazione difficoltosa o. in certi ca¬
si, pressoché impossibile
Precedenti studi, basati su piccole
campionature del Web. suggerivano un
alto livello di connettività tra i siti (come
evidenziato da recenti rapporti che parla¬
vano di un "piccolo mondo web"), e ad¬
dirittura diciannove livelli di separazione
La nuova scoperta sconvolge di fatto
questa raffigurazione, e crea nuove inte¬
ressanti prospettive.
La “teoria del papillon”
L'immagine emersa dalla ricerca è sta¬
ta quella di un bow tie, la cravatta a farfal¬
la. Le quattro regioni distinte costituisco¬
no circa il 90% del Web (il papillon nelle
sue ali e nelle fascette di chiusura), con
circa un 10% completamente isolato da
esso.
Il nucleo del papillon (ovvero il nodo
della cravatta stessa), altamente connes¬
so con le altre regioni, contiene circa un
terzo di tutti i siti Web mondiali. I naviga¬
tori possono facilmente navigare tra que¬
sti siti tramite i classici link ipertestuali;
siamo di fronte a quello che è il vero cuo¬
re del Web.
Un lato del Papillon contiene le pagine
"originane" ("Origination Pages"), che
formano circa un quarto del web. Le pa¬
gine originane sono quelle che permetto¬
no ai navigatori di raggiungere il nodo del
papillon, ma che non possono a loro vol¬
ta essere raggiunte dallo stesso
L'altra parte del Papillon contiene le
"pagine finali" ("Termination Pages"),
che costituiscono circa un altro quarto
del web. Le pagine finali sono accessibili
partendo dal nucleo centrale, ma non
consentono di tornare ad esso. La quarta
regione contiene pagine isolate, che co¬
stituiscono circa il 22% del Web. Queste
pagine possono essere connesse alle ori¬
ginarie e/o alle finali ma non possono es¬
sere raggiunte da/per il nodo centrale.
States, addio! L'Europa vince nell'e-commerce
Il predominio USA nell'eCommerce è finito, e sorge l'astro del Vecchio Continente A
dirlo è la London School of Economics e Politicai Science, che ha condotto una ricerca
sulle strategie Internet delle prime 100 aziende Fortune 500. Oggi 13 aziende tra le
prime 30 sono europee. 14 sono americane e 3 giapponesi
Ben dieci aziende tra le prime 20 della lista sono europee Deutsche Bank è la prima
della classe, e sale di sette posizioni rispetto al 1999. I supermercati inglesi Teseo e
Sony chiudono la rosa dei primi tre classificati. La prima delle società americane si po¬
siziona al quinto posto ed è Walmart. Inoltre è stato nlevato che i servizi di vendita on-
line non sono più un lusso. Il 53 per cento delle aziende intervistate offre una qualche
forma di eCommerce, rispetto al 36 per cento dello scorso anno. Tra le aziende che
permettono di acquistare online anche dall'estero la percentuale è cresciuta, arrivando
al 28 per cento (+20 per cento rispetto allo scorso anno)
La salvaguardia della privacy e la sicurezza delle transazioni per gli utenti sono altri due
argomenti essenziali che scaturiscono da questa indagine.
L'intera indagine, commissionata da Novell, è disponibile online all'indirizzo:
http://www.intl.novell.com/corp/intl/uk/company/we0IU0_Z00U.ntml
(L.S.)
Impatto dello studio
Con la teoria del Papillon, e la sua nuo¬
va spiegazione della struttura di Internet,
le comunità scientifiche e business sa¬
ranno ora in grado di creare strategie In¬
ternet più efficaci, rivoluzionando la tecni¬
ca dello spidenng, che sarà modificato
per adattarsi alla nuova struttura e per
poterla "percorrere", durante le opera¬
zioni di ricerca e indicizzazione, in manie¬
ra più efficace La più completa cono¬
scenza della mappatura del Web favorirà
le nuove tecniche dell'e-commerce, mi¬
gliorando la progettazione del browsing,
e consentendo modellazioni dinamiche
di gestione del settore più flessibili, con
più adatte strategie per attirare i naviga¬
tori da zone differenti del Web
Per informazioni:
http://wwvv9.org/
http/Avww almaden. ibm com/almaden/web-
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Intervista con Rex Lee , Co untry Manager di As usTek
AsusTek: oggi i PDA,
domani gli SmartPhone
La situazione del mercato e le prime notizie sui progetti
futuri del gigante taiwanese.
di Franco Paiamaro
I l mondo dell'informatica va sempre
più verso oggetti leggeri e consu¬
mer ma dalle caratteristiche incredi¬
bili. In questa direzione fortemente
tecnologica si sta spingendo anche
AsusTek, la dinamica azienda taiwa¬
nese leader nel mercato delle sche¬
de madre, di schede di espansione
e dei notebook. Abbiamo intervistato
in esclusiva Rex Lee, Country Mana¬
ger per l'Italia.
Come considera Asus il merca¬
to delle motherboard in Italia}
Si tratta di un
mercato in rapida
evoluzione, con
utenti attenti e si¬
curamente molto
esigenti in fatto di
qualità e di rapporto prezzo/presta-
zioni. Nel 1999 Asus ha superato i
450.000 pezzi
venduti; nel
2000 contiamo
di raggiungere i
600.000 pezzi.
Molte di que¬
ste motherboard
sono impiegate
da System Inte-
grators di primo piano come Olidata.
E' ormai qualche anno che Asus
produce e commercializza una sua
linea di notebook. Quali sono i risul¬
tati raggiunti finora e cosa ci riserva
il futuro?
Siamo riusciti a ottenere il 30%
complessivo del mercato dei notebook
1500 dollari.
Sono molti i
produttori che
hanno cominciato
a realizzare te¬
lefoni cellulari e
PDA, Personal
Digital Assistant. Anche AsusTek
intende proporre questa tipologia
di prodotti?
in Italia, sia con i prodott
Asus-branded, sia con i prò
dotti OEM. A breve lancere
mo un nuovo notebook ultra
slim, il S8200, basato su CPL
Intel Celeron e Pentium III, su
Socket MicroPGA e realizza¬
to per la maggior parte in
magnesio <molto usata
nell'industria aerospaziale, ndr). Il seg¬
mento di mercato sul quale ci focaliz¬
ziamo con l’S 8200 è l'entry level evo¬
luto, lo stesso dell'Acer 340, per inten¬
derci
Il notebook sarà dotato di display da
12,1 TFT, avrà un design innovativo e
elegante e partirà da un prezzo base di
Il mercato ci interessa. Potrebbe
avere uno sviluppo enorme anche a
breve termine, e noi abbiamo già al¬
cuni prototipi di WebPad e di
handheld PC, ancora top secret.
Posso solo dire che hanno il display
a colori , Comunque, al Computex
probabilmente esporremo alcuni
esemplari dei progetti su cui stiamo
lavorando; la commercializzazione di
questi prodotti è fissata per metà
2001 .
Per quanto riguarda il mercato
dei telefoni cellulari, questo al
momento non ci interessa che
marginalmente.
A lungo termine potrebbe in¬
teressarci il segmento della core
technology per i terminali cellu¬
lari.
Abbiamo allo studio anche
un prodotto correlato, uno
SmartPhone, che presenteremo al
Computex.
Per informazioni:
AsusTek,
VHP v/www.asus.cori]
48
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
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il Pentium MMX, fece stupire! Ricordo che, in redazione, si scommetteva sul 500 MHz,
non su quando sarebbe stato realizzato, ma se era possibile realizzarlo! Nel 2000 ,
intorno agli inizi di marzo, si è cominciato a parlare di uno strabiliante processore
da un GHz, che pare avesse visto già la luce a casa AMO.
E Intel è pronta a sparare il suo 1,5 GHz sul mercato, dotato di tanta tecnologia
da ridicolizzare le prestazioni dei nostri Pili.
di Paolo Badò
:a- .
4
* /
M ai come oggi la guerra della velocità
è stata tanto furiosa e accanita. Le
novità si susseguono settimana dopo
settimana, e se una volta la vita d
un processore si misurava in anni
e successivamente in mesi, oggi
l'unità di misura sono le setti¬
mane Cosa sta davvero ac¬
cadendo e cosa dovremo
aspettarci? t
L'antefatto, dalla
preistoria; nel giugno
1979 IBM presenta¬
va , senza ancora
darne immediata¬
mente la disponibi¬
lità sul mercato, il
suo "IBM Personal Com¬
puter", La macchina, che al¬
lora si presentava in una arena
ben affollata di personal e di si¬
stemi operativi, era basata sul
processore Intel 8088, figlio di¬
retto dell’8080, con velocità di
8 MHz, le funzioni di 29.000
transistor (una volta era questo
il metodo di raffronto) e una
tecnologia da 3.0 micron. Oggi
l'Athlon gira a 1 GHz, contiene
22 milioni di transistor e si ba¬
sa su una tecnologia da 0,18 mi¬
cron. Per non parlare del mi¬
glioramento delle tecnolo¬
gie delle schede madri
e della componenti
stica accessoria.
Nel grafico in basso
vediamo lo sviluppo del¬
le velocità nel tempo, da
quel lontano 1979. Quale
sarà il prossimo obiettivo?
Dal lato
dei poveri
In tanta guerra di potenti, c’è chi si
accontenta di poco e vive lo stesso
una vita prospera e beata Via Techno¬
logies sta effettuando il lancio del Cy¬
rix III. basato sul nucleo Joshua, il chip
e disponibile con prestazioni intorno ai
500 MHz, costa un centinaio di dollari,
e ci permetterà
di non svuotare il
portafogli con
una macchina
che pochi mesi
fa costava tre
volte tanto.
Via ha acqui¬
stato la tecnolo¬
gia Cyrix quando
questa è , alcuni
mesi fa, caduta
vittima della
guerra del basso
prezzo che AMD
e Intel si erano
fatta nella fascia
dei processori di
bassa potenza.
Via ha ridato linfa
al progetto, svi-
50
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Intel promette guerra aperta e annuncia una nuova frontiera
Quale, se non quella della velocità pura? Il gigante dei micro¬
chip, che si è guadagnato il nomignolo di ChipZilla, non ha cer¬
to gradito di essere stato battuto ripetutamente da AMD nella
realizzazione dei chip di 650, 700, 750 e 1000 MHz
Con la rapidità con cui si evolvono i processori è probabile che
queste note, scritte alla fine di maggio, siano divenute attua¬
lità piena quando la rivista sarà in edicola Come mai questa
guerra senza fine, con la lancetta del contagiri lancetta sempre
in zona rossa?
La velocità della CPU non è la sola cosa che determina le pre¬
stazioni di una macchina, tutt'altro. Eppure è il solo valore cui
l'utente presta attenzione, E cosi, battaglia, senza esclusione
di colpi, a costo di andare arrosto per un nonnulla.
La supremazia di AMD degli ultimi tempi potrebbe essere fini¬
ta se il nuovo progetto di Intel dovesse vedere la realizzazione
Con nome in codice Willamette, la settima generazione di pro¬
cessori a 32 bit di Intel potrebbe riportare il primato a casa, se
dimostrerà alla prova dei fatti, la velocità promessa di 1500
MHz, ben il 50% dell'Athlon (ammesso, però, che quelli di
AMD stiano a guardarel)
Il grande salto di velocità di questo processore e del relativo
clock che lo supporta sta nella nuova struttura del "core" del
chip stesso. Il nucleo operativo dei Pentium II e III si è basato,
comunque, sulla tecnologia P6 introdotta cinque anni fa con il
Pentium Pro. Willamette adotterà , per l’occasione, una archi¬
tettura IA32 completamente nuova includente:
✓ WNI. una evoluzione del Katmai New Instructions, introdot¬
to col Pentium III, con 67 nuove istruzioni, e un motore mi¬
gliorato per la gestione della virgola mobile e delle funzioni
su interi,
✓ Potenza incrementata delle funzioni matematiche: la nuova
struttura interna del processore garantirà, , con velocità di
1500 MHz, una potenza di 3 miliardi di loop matematico-al¬
gebrici per secondo.
✓ Hyperpipelinmg; come è noto, la lunghezza del pipeline
(percorso imposto all'istruzione durante la sua esecuzione)
determina la rapidità del sistema. Intel ha raddoppiato la pi¬
peline a dieci stadi del Pentium, portandola a 20 stadi (Ath¬
lon è anch'esso a 10 ).
✓ Bus quadruplicato; Willamette usa un bus di sistema a 400
MHz (al posto del corrente 100), e Intel afferma che l'archi¬
tettura complementare permetterà l’uso di RDRAM a dop¬
pio canale o di Memoria Rambus (la Rambus garantisce tra¬
sferimenti di circa 3,2 GB per secondo). Intel afferma che
Willamette girerà a velocità da due a tre volte superiori al
Pentium III da 733 MHz.
Prezzo, disponibilità e caratteristiche finali sono ancora da defi¬
nire, ma non è prevedibile che macchine basate sul nuovo
chip si possano vedere da noi prima della fine dell'estate.
La progressione dei Megahertz
iuqno-79
febbraio-82
aprile-88
aprile-89
giugno-95
novembre-95
giugno-97
gennaio-98
aprile-98
agosto-98
febbraio-99
novembre-99
dicembre-99
febbraio-00
marzo-00
I Intel 8088
Intel 286
Intel 286
Intel 386
Intel 386
Intel 386
Intel 486
Intel 486 DX2
Intel 486 DX4
Intel Pentium _
Intel Pentium _
Intel Pentium _
I ntel P entium Pro_
Intel Pentium MMX
Intel Pentium II
Intel Pentium II_
I ntel Pe ntium II _
Intel Pentium III
AMD Athlon _
AM D Athlo n
Penti
) Atht
Penti
) Athli
) Atht
%
luppando una serie di am¬
biziosi piani di sviluppo
della linea CPU, prenden¬
do accordi con diversi pro¬
duttori di schede madri
con velocità di bus fino a
133 MHz, cache di livello
1 di 64 KB e di livello 2 di
256 KB. Il Cyrix III dovreb¬
be poi offrire supporto per
le istruzioni native
3Dnow!
Ma l'interesse del¬
l'utenza per lo sforzo Cy-
rix-Via potrebbe scemare
se Intel e AMD dovessero
rapidamente upgradare la
loro serie di fascia bassa
(Celeron di Intel e Spitfire
CPU, il nuovo nato in casa
AMD derivato dall'Athlon,
per non parlare di Duron, il
neonato processore di
basso costo e di fascia
media, pensato diretta-
mente per combattere il Celeron), am¬
bedue basati su tecnologia da 0,18 mi¬
cron, Insomma, guerra totale!
MS
Per informazioni:
I http //www.ama comA
Ihrto /Mww.reaiworiarecn colvA
prrp //www Cyrix, comj
\nttp.//www viatech com/mdex ntni
\http //www mtel comA
IntpV/developer. intel.com/design/pro-
cessor/luture/manuals/index.htm
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
57
Los Angeles 11-13 Maggio 2000
S e veramente fosse
la citta degli ange¬
li, verrebbe spontaneo
chiedersi se l'hanno
scelta o gli e stata
assegnata; in questo
ultimo caso penserei
anche ad una punizio¬
ne, infatti, per i mitici
esseri alati provenienti
dal paradiso, Los
Angeles sarebbe sicu¬
ramente una delle
migliori simulazioni
d'inferno presenti
sulla terra.
Devo ammettere
che parte del mio giu¬
dizio viene influenzato
da alcuni episodi ricorrenti: ogni
anno riesco a prendere almeno
un paio di multe; ogni anno
all'ufficio postale perdo tempo
in attesa che l'impiegata conti
francobolli ausiliandosi con la
calcolatrice; ogni anno, nono¬
stante aumenti il fattore di pro-
me una delle nostre regioni, con
strade lunghe cento chilometri e lar¬
ghe 8 corsie, a piedi non si va da
nessuna parte, i motorini non sono
stati ancora inventati e le auto utili¬
tarie le usano per spostarsi in casa.
Dall'alto offre un panorama di gri¬
glia cruciverbiale, perdersi è quasi
impossibile Famosa in tutto il
mondo per essere la culla natale del
cinema, offre ai suoi visitatori incre¬
dibili attrazioni come: strade matto-
nellate con stelle in cui è inciso il
nome di una star, un cinema fatto a
pagoda contornato da un pavimento
in cui troviamo orme di
personaggi noti, una
collinetta con una scrit¬
ta a caratteri cubitali
che recita "Hollywo¬
od", un lungomare, di
nome Venice Beach,
affollato di pazzi che
parlano con serpenti,
fanno fitness o vendo¬
no cose assurde.
Devo ulteriormente
tezione della
mia crema
solare, rie¬
sco ad
ustionarmi il
viso
Per chi
non l'avesse
mai vista è
una città
grande co-
52
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
confessarvi che parte del mio giudizio
è influenzato dal fatto che impiego ben
14 ore per arrivare e 9 le sposto sull'o¬
rologio trasformando la notte in giorno
e viceversa.
Ogni anno finisco dall'altra parte del
mondo perché qui raccontano cosa
accadrà nel futuro, non perché si svol¬
ga il raduno mondiale dei cartomanti e
preveggenti, ma perché si tiene l'E3,
ovvero Electronic Entertainment Expo,
detto in breve la Fiera mondiale dei
videogiochi.
Anche quest'anno un’infinità di titoli
brillavano sui monitor di tutte le
dimensioni e forme, il tutto condito
dall'indubbia capacità americana di
fare spettacolo, ovvero donnine semi¬
nude in posa per fotografie da riporta¬
re agli amici, incontri di wrestling,
acrobazie su bici e pattini, e via così.
Le novità salienti non erano molte,
alcuni erano titoli attesi da anni, altri
erano il sequel di
best-seller; in
totale erano
esposti ben 2400
nuovi giochi.
Due passi
in Fiera
Il Los Angeles
Convention
Center si snoda
lungo tre impo¬
nenti edifici, il
principale, la
West Hall, ospita¬
va i grandi nomi
del software ludi¬
co.
All'ingresso lo
stand Electronic Arts incombente di un nuovo Tomb Raider.
aggrediva i visitatori Pochi passi e ci si trovava nello spazio
con un maxi¬
schermo dove
scorrevano le
immagini di
tutte le novità
presentate, tra
cui vi segnalo il
nuovo Com-
mand & Con-
quer e 007
Tomorrow ne-
ver dies A
destra della EA
la EIDOS mette¬
va in bella
mostra i suoi
nuovi titoli, nien¬
te di eclatante e
soprattutto la minaccia Continua a pag. 54
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
53
Segue da pag 53
Sterra che nella Bltzzard ha la sua
punta di diamante, ed infatti quest'ul-
tima faceva giocare due titoloni atte¬
sissimi Diablo 2 e Warcraft 3 Nel
padiglione infinito prendevano posto
anche la Fox con il gioco dei Simpson
e tutti gli sport, l'Activision con
Tenchu 2 e alcuni titoli sui supereroi
Marvel, la Infogrames con il nuovo cal¬
cio di Ronaldo, una serie di prodotti
Warner Bros ed un piccolo spazio (l'u¬
nico in tutta la fiera) dedicato ai video-
giochi per Macintosh: la nota casa
francese ha infatti di recente acquisito
il gruppo GT e quindi anche la MAC-
SOFT. All'appello in West Fiali rispon¬
devano anche Disney, Hasbro,
Akklaim, Microsoft e tanti altri.
Nell'altra grande hall si svolgeva lo
scontro a 3 tra i colossi Nintendo,
Sony e Sega. I primi, fieri del ritorno in
testa alla classifica delle vendite, pun¬
tavano molto sul Game Boy Color,
affiancato dal divo del momento
Pokemon, ma non scoprivano nessu¬
na carta sul progetto Dolphm, la nuova
console di casa. Il secondo colosso
mostrava al mondo per la prima volta
fuori dal Giappone la Playstation 2,
che a dire il vero era presente quasi in
ogni stand delle software house, il
prodotto arriverà in Italia il 26 Ottobre
con un prezzo di poco inferiore alle
800 mila lire.
Infine la Sega puntava tutto sulla sua
nuova idea per restituire linfa al
Dreamcast SegaNet ovvero la possi¬
bilità di giocare su Internet con la con¬
sole, che nell'ultima proposta di mer¬
cato viene addirittura regalata in cam¬
bio dell'abbonamento al servizio.
Le cose da vedere erano tante, ma
niente che lasciasse a bocca aperta.
Ho selezionato solo 4 novità che ho
ritenuto degne di nota per originalità,
innovazione o attesa del pubblico.
Microsoft
X-BOX
Il 10 Marzo di quest'anno a San José,
Bill Gates alla Game Developers
Conference ha annunciato che la
Microsoft entrerà a pieno titolo nel
mondo dei videogiochi con una conso¬
le di nome X-BOX.
Basandosi sull'esperienza maturata
nel mondo PC. il team che sta svilup¬
pando i tool software di programma¬
zione punterà molto sulla grafica 3D e
sulla connettività internet, uniti ad una
facilità di utilizzo che farà impallidire il
buon vecchio "autorun"
La Microsoft, ben consapevole che il
successo di una game-console è
decretato dai giochi che vengono pub¬
blicati, e quindi dagli sviluppatori, ha
stretto l'occhio a questi ultimi offrendo
loro un tool di sviluppo che si basa
sulle API directX, ovvero nessuno sfor¬
zo in piu per chi programma già
Windows 95/98. L'hardware sarà di
tutto rispetto, tenuto conto che la con¬
sole non è espandibile o upgradabile si
deve cercare di tenere il mercato per
Specifiche tecniche
X-BOX
API DirectX
/ Processore Intel Pentium III
con estensioni Streaming SIMD
/ Chip grafico 3-D NVIDIA
64 MB RAM
/ Processore audio 3-D dedicato
/ 8 GB hard drive
/ 4X DVD drive con movie playback
/ Quattro porte per connessione
joypad
/ Porta espansione
/ lOOMBps Ethernet
Test di performance
almeno 2 o 3 anni (il miracolo
Playstation compie 5 anni!)
Il cuore sarà un processore Pentium
III, affiancato da un chip dedicato NVI¬
DIA, capace di generare 200 milioni di
poligoni al secondo; i due saranno
supportati da un hard disk capiente ad
accesso veloce ed ovviamente da un
modem per la connessione ad
Internet.
Il prodotto sarà rilasciato nell'estate
54
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
del 2001, ma già raccoglie gli entusia¬
smi degli sviluppatori; per l'occasione
Microsoft ha creato una divisione
Giochi all'interno della società, proprio
al fine di supportare la crescita della
nuova console. Robbie Bach, vicepre¬
sidente della Home and Retail
Division, passerà ad occuparsi del
nuovo gruppo. All'Interno della fiera X-
Box era un fantasma che aleggiava
senza nessuna presenza reale, fatta
eccezione per una piccola sala in cui si
poteva assistere ad un filmato 3D,
attribuito alla console (ne vedete un
paio di immagini).
Grand Prix 3
Appassionati di Formula 1 invidiosi di
tutto il mondo unitevi, perché vi sto
dicendo che dopo anni di leggende ho
corso a Monaco con GP3.
Il prodotto esiste, e già, perché per
pietre miliari come queste, c'è sempre
qualche simpaticone che ne comincia
a parlare molto prima che vedano luce,
quindi l'effettiva esistenza è già qual¬
cosa.
Lo stand Microprose (all'interno della
proprietaria Hasbro) aveva proprio
nella parte dedicata al simulatore più
famoso del mondo il suo centro di
attenzione; un gruppo di monitor tutti
sottostati da volante e pedaliera offri¬
vano la possibilità di provare il gioco
Dopo un'impaziente coda, mi sono
accomodato e ho dato gas al via del
semaforo, pur¬
troppo l'interazio¬
ne è stata bassis¬
sima in quanto le
marce erano auto¬
matiche, i giri
erano tre e non
c'era alcuna possi¬
bilità di settaggio,
ma fatto mio il
press book vi
vado ad enunciare
le caratteristiche
da acquolina in
bocca e prurito
sulle mani.
Innanzi tutto se
non avete almeno
un Pentium 2 266
andatelo a com¬
prare, altrimenti
non si corre
Cominciamo con
l'unico difetto: il
prodotto ha la
licenza ufficiale
FOM, con tutti i
piloti e i team
della stagione
1998 (sigh!).
Si possono fare
tre tipi di gara:
Quick Race, Non-
Championship
Race o Full
Championship
Season.
Ci sono 5 livelli
di difficoltà, da
Rookie a Ace.
Otto aiuti per il
pilota: freni auto¬
matici, cambio gomme automatici,
traiettoria auto correttiva, indistruttibi¬
lità, assetto ideale, gomme suggerite,
correzione del gas e in curva.
Cruscotto virtuale fedele alla realtà.
Grafica 3D accurata che funziona sia
in modalità hardware (3DFX & co.) che
in quella software.
Possibilità di fare settaggi standard
(alettoni, freni, gomme) o di andare a
modificare anche gli aspetti più com¬
plessi (assetto, distanza dal suolo, anti
roll-bar, ecc .), tutti spiegati nel manua¬
le.
Tanti diversi punti di vista, dall'inter¬
no dell'auto o dall'alto.
Accurata possibilità di essere aggior¬
nati in tempo reale sulle condizioni del¬
l'auto (gomme, tempi sul giro, freni,
carburante, sospensioni, ecc.).
Multiplayer in rete locale da 4 a 16
giocatori.
Possibilità di corsa sul bagnato o con
tempo variabile all'interno della stessa
gara. Il prodotto dovrebbe essere sugli
scaffali mentre leggete questa antepri¬
ma o al massimo entro la fine di
Luglio.
Il suo predecessore è tuttora il prefe¬
rito dei veri appassionati, per la sua
fedeltà di simulazione in ogni particola¬
re; tutti i suoi successori si sono presi
cura dell'aspetto grafico e sonoro tra¬
scurando che la formula 1 è anche la
gomma giusta, il pit stop azzeccato ed
ovviamente la traiettoria migliore.
GP3 si preannunci come il titolo del¬
l’estate, imperdibile, ma non pensate
di giocarlo senza un bel volante!
Microsoft
Sidewinder
Game Voice
Una novità interessante nello stand
Microsoft era sicuramente questo
sistema di controllo vocale per i gio¬
chi, utilizzabile anche per il chat in
linea mentre si combatte in rete.
La periferica si connette ad una
Continua a pag. 56
MCmicrocomputer n. 208- luglio/agosto 2000
55
r
Segue da pag. 55
porla USB e lavora con Windows 98
Il prodotto è formato da una cuffia
con microfono (foto in alto a sinistra)
musica senza interruzioni"
Mi trovavo nello stand della Creative
che presentava II nuovo Nomad
Jukebox, ovvero un lettore musicale
multiformato dalle avveniristiche
caratteristiche.
Com'è fatto lo vedete nella foto,
pesa circa 400 grammi ed è grande
quanto un lettore CD portatile, ha una
capacita di memoria pari a 6 Gb, il che
significa che e in grado di memorizza¬
re 100 ore di musica con qualità CD o
2600 ore di parlato A differenza di
tutti gli altri lettori basati su tecnica
Pentium 2 233 con
Windows 98 e 32
Mb RAM
Il prodotto do¬
vrebbe essere di¬
sponibile a partire
dal mese di
Ottobre ad un prez¬
zo indicativo di 120
mila lire.
Nomad Jukebox
collegata ad una unità di controllo con
8 pulsanti (foto in alto a destra), attra¬
verso quest'ultima è possibile decide¬
re se parlare a tutti o ai singoli gioca¬
tori, attivare comandi del gioco, modi¬
ficare il volume in cuffia per
farla breve, non si dovrebbe
toccare più il mouse e la
tastiera.
I device software, basati
sull'API DirectPlay Voice, per¬
mettono azioni all'interno del
gioco con comandi vocali
come "cambia arma", "attac¬
ca". "spara", "salta"; tanti di
questi comandi sono reimpo¬
stati, ma la programmazione a
nostro piacimento è libera
questa è la caratteristica più
divertente!
La connessione vocale tra
tutti i giocatori gestisce fino a
64 utenti, la qualità della voce
è ottima da 33.6 Kbps
all'ADSL.
Per funzionare correttamen¬
te ha bisogno almeno di un
Camminavo un po' intontito dai
suoni e dalle luci che affollano l'Expo
quando la mia attenzione è stata cata¬
lizzata da uno slogan: "150 CD di
hard-drive, il Nomad è dotato di un
processore di segnale digitale real-
time (DSP) per migliorare la qualità
riproduttiva
I formati riproducibili sono i WAV. gli
MP3 e i WMA.
Il lettore è anche dotato
di un buffer shock protec-
tion pari a 5 minuti per
garantire l’affidabilità del
sistema anche in movimen¬
to Una porta USB garanti¬
sce una connettività univer¬
sale ed una velocità di tra¬
sferimento ottima.
La porta infrarossi per un
telecomando opzionale e le
cuffie equalizzate comple¬
tano la dotazione del gioiel¬
lino Creative.
Volete un difetto? 4 batte¬
rie stilo durano solo 3 o 4
ore!
Il prodotto dovrebbe arri¬
vare nei negozi a breve con
un prezzo intorno al milione
e duecentomila. 532
56
MCmicrocomputer n 208 - luglio/agosto 2000
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zione (Modeler) sono intuitivi, completi e facili da usare. I suoi punti di
forza sono: software multi-piattaforma. ineguagliate caratteristiche di
modellazione e di definizione fotorealistica con effetti delle scene ani-/
mate, architettura aperta per moduli aggiuntivi e calcolo su reti con/
nesse (ScreamerNet) 0 sistemi multi-processore. Le caratteristiche avan
zate di LightWave 3D soddisfano tutte le esigenze delle produzioni pr
fessionali di grafica 3D sia statica che animata.
LightWave 3D racchiude enormi potenzialità e Lina
grande ricchezza di strumenti. Il pieno supporto dell'O-
penGL, di QuickDraw 3D® e di Direct3D ,M permette di
vedere le proprie creazioni e di agire su di esse in
tempo reale. LightWave 3D è adatto ad ogni situazio¬
ne; la sua mappatura di proiezione frontale permette di
integrare oggetti 3D con immagini 2D per ottenere (spet¬
tacolari effetti speciali ed animazione. LightWave 3D ha
uno dei migliori motori di rendering; grazie alla sua
rubusta e stabile architettura e alla dotazione di moltissi¬
mi moduli aggiuntivi (pltrg-in) inclusi nel pacchetto,
LightWave 3D è indiscutibilmenteil pacchetto ideale
per tutti gli sviluppatori. Disponibile Per Piattatorme :
Intel/Win 95/98 - NT; Dee Alpha/NT; PowerMac/System
7.6.1 0 sup.; SGI Silicon Graphics/lrix 5.2 0 sup. / SUN
Sun Microsystems/Solaris 2.5.1 0 sup.
LightWave 3D è stato utilizzato per creare effetti speciali
in: litanie. Star Trek: Voyager, Star Trek: Deep Space
Nice. X-Files, James Bond GoldenEye, Hercules, Casper: A
Spireted Beginning, Batman VS. Mr. Freeze: SubZero,
Men in Black. E' il software adottato dalle migliori case
cinematografiche (Disney. Cinestasia, Area 51,
Muse, Intelligent Light Digital Imaging ecc.) e
di games (Sony. Sega,
soft, Ine., Lucas Arts, ActivìsijrJ, Disney
tronicArts ecc.).
/ Inspira 3D 4 uno strumento (ti animazione software
indirizzato sia ai neofiti che ai professionisti dei nuovi
mezzi di diffusione, quali artisti grafici, sviluppatori multimedia e progettisti Web. Inspire
3D fornisce una elevata qualità di modellazione 3O e un’eccellenie capacità di calcolo. La
combinazione tra l'alta qualità dei risultati ottenibili e la facilità d'uso lo rendono strumento
ideale per grafici e progettisti WeO/multimediali. Un'importante componente del prodotto è
il cd '30 Interactive' fin dotazione) che fornisce ai neofiti un corso di formazione interattiva
sulla modellazione 3D al fine di garantire produttività fin dal primo instante. Inspiro 3D ha
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permettendo inoltre di salvaguardare l'investimento software effettuato. Infatti, grazie alla
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Il mondo, per l’ennesima volta, non sarà più lo stesso
e noi tutti potremo dire “c’ero anch’io”.
Edoardo Boncinelli
(Corriere della Sera, 7 aprile 2000 )
MARIO COSTA
Professore di Estetica
di Ida Cerosa
Mario Costa è Professore di Estetica all'Università
di Salerno e di "Metodologia della critica " all'Uni¬
versità di Napoli (I.U.O.). E' impegnato, da più di
vent'anni, nella definizione di un'estetica dei media
e. su questo tema, ha pubblicato un gran numero
di saggi e di volumi in Italia e all'estero.
Tra le sue pubblicazioni più recenti, tutte pubblicate
presso Castelvecchi di Roma, confronta: "Il subli¬
me tecnologico" 1998; "L'estetica della comunica¬
zione", 1999; "L'estetica dei media". 1999.
Un’epoca straordinaria
SI, è importante essere presenti ai
cambiamenti, alle trasformazioni epoca¬
li. ma credo sia più appagante contribui¬
re.
Ogni volta che penso al periodo stori¬
co in cui ho vissuto e sto continuando a
vivere, ne sono felice. Ne abbiamo par¬
lato tante volte, ma mi piace ripeterlo. In
questo periodo ci sono delle opportunità
inimmaginabili solo un secolo fa Mi
sembra che da sempre questo sia l'uni¬
co periodo in cui ciascuno di noi, nel suo
campo, abbia il potere di partecipare at¬
tivamente e collaborare alla costruzione
dei mutamenti stessi.
E' sufficiente essere in sintonia con
l’atmosfera che viviamo.
Tra tutti, un contributo fondamentale
è dato dagli studiosi, dagli "osservatori"
che concorrono con intelligenza e aper¬
tura mentale alla comprensione di quan¬
to sta accadendo. Per questo ho chiesto
a Mario Costa di rispondere ad alcune
domande riguardanti l'Arte elettronica in
genere e la Computer art in particolare.
Il mezzo di lavoro
Ida Gerosa - Lei scrive che per capire
l'estetica dei media "bisognerà innanzi
tutto considerare le trasformazioni che i
nuovi media hanno sollecitato e prodotto
in quelli tradizionali".
Questo è senz'altro vero perché è la
base della comprensione. Lei. però, non
pensa che a distanza di quasi vent'anni
dall'inizio della ricerca nel campo della
Computer art. sia tem¬
po di ignorare il mez¬
zo di lavoro, ormai
sufficientemente co¬
nosciuto dalle giovani
generazioni? Personal¬
mente credo che per l'artista sia il mo¬
mento di fare un lavoro approfondito di
introspezione per riuscire a far emergere
nell'opera l'essenza umana, e non piu
semplici accordi di forme e di colori, e
che per il critico, per lo studioso sia tem¬
po di considerare l'opera a sé stante, di¬
menticando la matrice di origine.
Mario Costa - Ciò che intendo dire è
che c'è bisogno di una riconsiderazione
generale delle avanguardie, le quali, a
mio avviso, restano ancora sostanzial¬
mente incomprese
La storia dell'arte del '900 può essere
veramente intesa soltanto se la si consi¬
deri come un complesso, multiforme e
vario, di perturbazioni nell'estetico provo¬
cate da tutto quanto è avvenuto nel cam¬
po dei media e dell’innovazione tecnolo¬
gica.Non è poi possibile, come lei dice,
"considerare l'opera a sé stante, dimenti-
. cando la matrice
bisognerà innanzi tutto consi- di origine" per-
derare le trasformazioni che i nuovi ché ogni "ope-
media hanno sollecitato e prodotto ra" è, innanzi-
in quelli tradizionali" tutt0 - 11 Prodotto
del dispositivo che
la ha posta in essere e che custodisce
nella sua essenza
Un’apertura mentale
I. G - Sono d'accordo con lei nel dire
che per capire il mondo dell'arte elettro¬
nica sia importante guardare i percorsi
compiuti dai singoli artisti e cercare un
58
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
comportamento globale
degli artisti di tutto il mon¬
do. Penso però che per
una maggiore comprensio¬
ne, lo spettatore dovrebbe
porsi davanti a quest'arte
con uno spirito puro, con
un'apertura mentale tale da
accorgersi che le pareti del¬
lo spazio pittorico sono let¬
teralmente esplose, per la
non contemporaneità degli
eventi e per la fine dell'esi¬
stenza di un rapporto diret¬
to e sensibile con le cose,
con la materia e le energie in essa conte¬
nute.
Lei è d'accordo con me quando dico
che tutti quanti noi, sia operatori che
spettatori dobbiamo, con urgenza, rag¬
giungere un'armonia con la realtà? Che
dobbiamo compiere un lavoro di demisti¬
ficazione del mezzo e nel contempo far
conoscere a fondo la mitologia della no¬
stra epoca con quanto di positivo e quan¬
to di negativo è in essa contenuto? Ma
quale strategia attuare?
Certo sono nati e continueranno a na¬
scere tanti interrogativi perché viene sra¬
dicata l'idea di ricondurre tutto allo stret¬
to controllo dei sensi. Del re¬
sto c’è da ricordare che il
corpo dell'uomo irradia
continuamente segnali,
quindi messaggi, e tutta
la realtà diventa carica di
messaggi, la materia si
smaterializza e diventa
messaggio. Dal concre¬
to e tangibile si arriva ai
flussi energetici e invisibi¬
li. Non resta quindi che tra¬
smetterli sotto forma di immagini usando
l'energia e lo "spazio esploso" del com¬
puter
M. C. - Non sono solo le "pareti dello
spazio pittorico" ad essere esplose, è, in¬
vece, la dimensione stessa dell'artistico,
con tutto il suo tradizionale apparato di ca¬
tegorie estetiche, che è andata irrimedia¬
bilmente in pezzi. L'arte è veramente or¬
mai "una cosa del passato", come già di¬
ceva Hegel; continuiamo ad amarla come
ciò che è passato, ma il presente è tutta
un'altra cosa. Oggi tutto va rifondato, non
travestito.
Il "sistema dell'arte" sopravvive, più
forte che mai, per ragioni di pura prassi.
IDA GEROSA
Artista di Computer art
li.cieiosaWpiupcoiri.il
|nttp://www. mciinK.il/mq inK/arte
Esso è soltanto noioso e privo di interesse
ma diventa insopportabile quando si accin¬
ge, come sta avvenendo, a far svolgere ai
nuovi media il lavoro di quelli vecchi.
Immagine elettronica
I. G, - Lei scrive: "Esiste nell'arte con¬
temporanea una situazione paradossale:
mentre l'immagine, grazie alle risorse
dell'elettronica e all'intervento di numero¬
se altre tecnologie, si trova attualmente
in una fase mai raggiunta di fascinazione
e di splendore, e promette mutazioni
straordinarie del suo apparire, l'arte figu¬
rativa, luogo storicamente privile¬
giato della ricerca sull'immagi¬
ne. retrocede e si attarda in un
iconismo artigiano che la tesi
del "contrappeso" all’eccesso
tecnologico non basta ovvia¬
mente a giustificare. ... Queste
restano (le immagini, ndr), fino
ad oggi, prevalentemente, di
competenza del solo dominio
tecnico/scientifico, senza che una
sufficiente quantità di energia speculativa
(di estetologi, critici, semiologi, storici
dell'arte...) le abbia ancora approfondite
dal punto di vista estetico e filosofico; la
diffidenza/ostilità degli artisti nei confronti
dell'immagine elettronica, mentre sottrae
a quest'ultima un patrimonio di esperien¬
za e di inventiva, altrimenti disponibile,
condanna gli attuali artigiani dell'immagi¬
ne ad un ambito di progressiva e sempre
più insignificante marginalità culturale. ...
Ed è così che, mentre in paesi come gli
U.S A., il Giappone o la Francia si va af¬
fermando un tipo di cultura basato su un
uso esteso ed intensivo deH'immagine
elettronica, qui da noi essa è accurata¬
mente tenuta fuori dai "territori dell'arte"
o, se minimamente in essi accolta, frain¬
tesa e snaturata nella sua essenza."
Fatte da lei, queste affermazioni diven¬
tano un "manifesto".
Come dicevo, io lavoro, espongo, creo
installazioni, faccio spettacoli, scrivo su
tutte le riviste che me lo chiedono, ho la
la dimensione
stessa dell’artistico,
con tutto il suo
tradizionale apparato
di categorie estetiche,
che è andata
irrimediabilmente
in pezzi
rubrica fissa di arte elettronica su MCmi-
crocomputer, faccio proiezioni/conferen¬
ze, ho un giornale web in Internet, dove,
ovviamente, privilegio l’arte elettronica.
Non riesco a fare di più (forse per trovare
il tempo, dovrei vivere una seconda vi¬
ta...).
Lei che cosa suggerisce si possa fare
ancora per diffondere le sue e le mie
idee, le sue affermazioni, per cambiare
l'ottusa opposizione del mondo dell'arte?
M. C. - Non mi interessa molto diffon¬
dere le mie idee, mi interessa invece
constatare che in esse, maturate molto
tempo fa, andava emergendo la consa¬
pevolezza della oggettiva forza delle co-
" Palazzo Civiltà si accende"
Progetto di
Ida Gerosa
"Ida Gerosa, Palazzo Civiltà - Proget¬
to 1997".
se, quella forza che ora sta agendo e che
finirà col trasformare un po' tutto.
Il Whitney Museum di New York ha
acquistato dei "siti" di "web art" e li mo¬
stra in esclusiva Le istituzioni dell"'arte
contemporanea" sono chiamate ad una
modifica profonda del loro essere, cosi
come i ricercatori estetici di oggi hanno il
compito, anche morale, di mettere in for¬
ma il nostro vero presente.
“No comment”
I. G. - Lei scrive ancora: "Mentre do¬
vunque l'avvento della fotografia segnò
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
59
una svolta nell'arte figurativa, questa cre¬
de ora di poter reagire aH'immagine elet¬
tronica con un semplice e imbarazzato
"no comment".
Non ci sarebbe difficile individuare i
motivi della situazione descritta (il ruolo
giocato dal mercato dell'arte, dalla situa¬
zione dell'industria nei singoli paesi, dai
piani di sviluppo e di riconversione indu¬
striale nei singoli Stati...) ed e quanto
avremmo fatto se avessimo continuato a
ritenere interessante, come per il passa¬
to, il punto di vista dell'ermeneutica so¬
ciologica. Ma attualmente ciò che piu ci
interessa è il piano delle modificazioni
antropologiche che le nuove tecnologie
dell'Immagine, del suono, della spazialità,
della memoria, della comunicazione
inducono, e uno sguar-
ll momento che do filosofico sul pa-
stiamo vivendo è di
quelli cosiddetti "epo¬
cali” e in esso anche
gli aspetti drammatici
vanno vissuti con la
consapevolezza della
loro ineluttabilità, ma
c’è chi non riesce a
farlo.
norama che esse
vanno configuran¬
do anche contro
ogni ottusa "politi¬
ca dello struzzo"."
Sono compieta-
mente. totalmente
d'accordo con le
sue affermazioni,
anche se forse
non dovrebbe esse¬
re molto importante
fermarsi a considerare le reazioni
dell'ambiente artistico perché in ogni ca¬
so si va ugualmente avanti, con pa¬
zienza, per la propria strada. Nono¬
stante ciò esistono i presupposti
perché io continui a rimanere
esterrefatta dalla mancanza di
apertura che spesso mi circonda.
Secondo lei, a parte le considera¬
zioni sociali e di strategia artisti¬
co/economica, viviamo in un
mondo di sordi, dove ognuno è
chiuso nella propria sfera, dentro
la quale parla, si ascolta, si com¬
piace, insegue i propri obiettivi rigi¬
randovi dentro?
M. C. - Il cambiamento, in fondo, non
è mai piaciuto a nessuno; pensi alla forza
dei "riti" che continuano a sopravvivere
anche dopo la fine dei "miti" e del "si¬
gnificato". Il cambiamento non vuol dire
solo rimessa in questione di statuti socia¬
li e di ruoli di potere, vuol dire anche tur¬
bamento degli equilibri profondi raggiunti
dalle persone. La storia, anche nei suoi
momenti rivoluzionari, è caratterizzata
dalla resistenza al cambiamento; questo
si fa strada faticosamente, mai per effet¬
to della volontà degli uomini ma come ri¬
sultato di eventi tecnologici di grande
portata che instaurano e diffondono le lo¬
ro fisiologie contaminandole, spesso,
con altre vecchie e oggettivamente ob¬
solete.
Il momento che stiamo vivendo è di
"Zhang Peili, Piacere incerto - 1996".
quelli cosiddetti "epocali" e in esso an¬
che gli aspetti drammatici vanno vissuti
con la consapevolezza della loro inelutta¬
bilità, ma c'è chi non riesce a farlo.
Una mutazione in atto
I. G. - Vorrei poter avere un approfon¬
dimento di alcuni suoi concetti che mi
sembrano fondamentali per apprezzare,
per capire la Computer art. Parlo
dell'emancipazione da ogni matrice ana¬
logica, del dominio dell’energia, della lu¬
ce, del mentale.
M. C. - Quelli che lei indica sono sol¬
tanto alcuni aspetti della mutazione che
è in atto; essi si riferiscono alle immagini
di sintesi e hanno prodotto una frattura
radicale nella storia delle immagini e del¬
la loro produzione. L'olografia, la robotica
assistita, l'intelligenza artificiale, la realtà
virtuale, le reti..., così come, d'altra par¬
te, la manipolazione genetica, le bio-tec¬
nologie, i trapianti di organi, la clonazio¬
ne..., ne introducono altri
che qui non è possibile
neanche accennare E'
il senso di tutto que¬
sto che l"'artista" de¬
ve oggi decifrare e tra¬
durre sul piano esteti¬
co, ammesso che sia
ancora possibile farlo
Per quanto riguarda
l'immagine sintetica,
poiché è di questa che
mi chiede, le dirò sol¬
tanto che nel 1982 ho
scritto di essa che "non penetra più nel
soggetto ma ne resta fuori e vive come
un’-epifania-ritratta-in-sé. La "simbiosi
immagine/immaginario è rotta per sem¬
pre", e nel 1986 ho scritto ancora, tra
l'altro, "Le immagini numeriche si
presentano nella forma dell'essere-ntrat-
to-in-sé. Qui le immagini ostentano un lo¬
ro "essere in carne ed ossa", una loro
"presenza" indipendente dal soggetto e
dall'oggetto ... la "nuova immagine” non
è più una "mimesi", una "rappresenta¬
zione", un'"impressione", un "deriva¬
to", una "traccia" ... non rimanda più ad
un altro-da-sé cui riferirsi o da cui riceve¬
re senso, ma si presenta come una nuo¬
va entità in sé oggettiva”. Ora trovo que¬
ste cose ripetute continuamente da filo¬
sofi francesi o americani (lo struzzo este-
ll pericolo è,
ancora e sempre,
quello del travesti¬
mento. Il sistema
dell’arte è disposto ad
accogliere le nuove
produzioni a patto che
queste si uniformino
alla sua logica arcai¬
ca e desueta.
tologico italiano considera
ancora tutto questo come
poco filosofico), e questo
mi conforta.
Il pericolo del
“travestimento”
I. G. - Infine. Che cosa pensa delle
mostre, degli eventi proposti oggi, sia dai
musei che dai critici d'arte, rivolti più a
stupire, sorprendere lo spettatore con
opere che sembrano accattivanti, ma in
realtà sono piuttosto lontane dall'arte?
Mi sembra che tutti cerchino di far ap¬
parire l'arte elettronica come un fenome¬
no da baraccone e nessuno o pochi la
considerino per quello che è: un'arte in
crescita, un'arte difficile (forse) ma porta¬
ta avanti, da chi la fa, con convinzione,
dedizione, certamente con consapevo¬
lezza Credo che tutti quelli che operano
in questo senso abbiano studiato, ap¬
profondito, sviscerato la "materia" che
stanno trattando, credo che tutti sappia¬
no esattamente quello che stanno facen¬
do, sia quelli che propongono opere
"sorprendenti" per accontentare un mer¬
cato e una critica che ancora si deve for¬
mare, sia quelli che hanno lavorato e
continuano a lavorare per creare una
nuova estetica e per portarla ad essere
un’arte che fa finalmente sentire il suo
"battito del cuore".
M. C. - Il pericolo è, ancora e sempre,
quello del travestimento, Il sistema
dell'arte è disposto ad accogliere le nuo¬
ve produzioni a patto che queste si
uniformino alla sua logica arcaica e de¬
sueta. Un grande numero di "artisti" e dì
"critici" trova conveniente acconsentire
e, invece di forzare le strutture a trasfor¬
marsi e ad adeguarsi al nuovo in quanto
tale, forza il nuovo ad una logica che gli è
estranea. Il danno è, in sintesi, prodotto
da due tipi di procedimenti:
a) quello che costringe i nuovi media a
fare, come ho già detto, il lavoro dì quelli
vecchi, e che esibisce poetiche esaurite
mettendole in opera con strumenti nuo¬
vi, e
b) quello che trasferisce nel campo
delle pratiche artistiche tradizionalmente
moderniste, delle suggestioni mimetiche
ricavate dalla nuova estetica tecnologica
Queste operazioni, che vengono
scambiate dai più per il nuovo modo
d'essere dell'arte, vanno smascherate e
combattute perché più insinuanti e misti¬
ficanti di tutte le altre.
Mario Costa ci ha fornito tanti spunti
di riflessione, ma per capire meglio la sua
visione estetica sarebbe importante leg¬
gere i suoi libri.
60
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
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Aprite le finestre!
di Raffaello De Masi
Lo avevamo preannunciato nel nume¬
ro passato, tempo un mese ed è in re¬
dazione. Windows, nella prima versione
decente, compie dieci anni. Inutile pen¬
sare alla precedente versione come a
una release di qualche importanza; era¬
no le prove d'orchestra prima del con¬
certo.
Ma ci saremo tra un momento; ci
preme ricordare che, niente di nuovo
sotto il sole, Lotus e Borland vengono
alle mani, manco a dirlo per l’ennesima
storia di plagio-copiatura-hai la stessa
faccia mia.
Oggetto del contendere è Quattro
Pro, che sarebbe un po' troppo "vicino"
a Lotus 123. Pare che Borland, per age¬
volare al massimo gli acquirenti di Quat¬
tro, giù utenti di 123, abbia messo a di¬
sposizione un ambiente d'uso che somi¬
glia quel tanto di più del lecito al prodot¬
to Lotus, per la verità già un po' stagio-
struttore. Per permettere a noi della re¬
dazione di verificare la bontà dell'affer¬
mazione, la stessa Polaroid ci fa arrivare
un kit di attacco formato da alcune bu¬
stine di crema di caffè, senape e ket¬
chup con cui sporcare il disco. Nessuno
ha avuto però il coraggio di far girare il
floppy, cosi ridotto, nel suo driver per
spandere bene l'agente distruttore.
Epson offre un pannello grafico LCD
a colori, ancora piccolo riguardo la riso¬
luzione (640x400 pixel), ma di grande
qualità. Net Ine. mette a punto una nuo¬
va versione dell’omonima macchina ba¬
sata sul 68040, e Microsoft Works pas¬
sa alla release 2
La sicurezza
di casa nostra
natello. Staremo a vedere chi ne uscirà
con le ossa rotte; secondo quanto ci ha insegnato la stona,
nessuno!
Polaroid deve amare, apparentemente, le situazioni estre¬
me, visto che offre un servizio apparentemente imbattibile.
Promette di poter recuperare tutto il contenuto di un floppy
incidentato, qualunque sia stato il danno subito o l'agente di¬
La prima prova spetta a S.C.U.DO.,
un sistema per l’automazione casalinga messo a punto dalla
Merloni, dalla ISI e dalla Fatme, per l'occasione consorziate
nel progetto. Segue una prova decisamente interessante,
quella dell'Acorn Archimedes RI40, una macchina professio¬
nale basata sul "solito" RISC, su una versione customizzata
di UNIX versione 4.3 Berkeley e di X-Windows release 3. A
vederla, sembra una macchina di classe
modesta, ma la dotazione minima di 4
MB di RAM e di un disco rigido da 50
MB la dice lunga sulla destinazione pro¬
fessionale del prodotto. Il prezzo è perfi¬
no allettante, considerando la qualità of¬
ferta: meno di otto milioni, ma una sche¬
da Ethernet costa un milioncino tondo!
Ecco, di seguito, la prova della Fujitsu
DL 1100; niente di eccezionale, neppure
nel prezzo. E' la prima volta che vediamo
però una stampante "sviluppata in verti¬
cale", con carica dei fogli singoli dall'alto.
Più interessante è il prodotto provato nel¬
le pagine successive, un pregevole scan¬
ner della Epson, il GT-6000, che, allineato
nel prezzo con i prodotti di allora (circa
quattro milioni, più o meno una diecina di
volte il costo di uno scanner odierno di
qualità), offre una risoluzione variabile dai
50 ai 600 dpi, risoluzione selezionabile at¬
traverso una serie di mìcroswitch. Anco¬
ra, Paolo Ciardelli prova una scheda con-
Eccolo qua. nello splendore dei suoi selle dischetti. Windows diventa, finalmente, 3.0 e conseguentemen¬
te un prodotto usabile e proponibile a tutti. Quanta acqua è passata, nel frattempo, sotto I ponti. Dieci anni
fa eravamo ancora alla 'tre', oggi siamo già giunti a quota 'duemila'...
troller di PSI, destinata ad alleviare al
DOS la fatica della gestione di diverse
periferiche.
62
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Ma passiamo al piatto di portata; Win¬
dows è tra noi. Direttamente legato alle
vicende IBM-OS/2 non nega il suo passa¬
to senz'altro stretto a MS-DOS (che pe¬
raltro si porta appresso robetta ereditata
da CP/M). Si tratta di un prodotto del tut¬
to rinnovato rispetto a Windows 2.11
(l'ultima mediocre versione precedente-
mente offerta), con tutte quelle caratteri¬
stiche (Program Manager, File Manager,
Macro Recorder, Task Manager, Clip-
board, e cosi via) che poi sopravviveran-
no. più o meno mascherate, fino al
W2000 dei nostri giorni Ovviamente la
prima preoccupazione è la compatibilità
(peraltro assicurata) degli applicativi scritti
per DOS con il nuovo sistema; poi ci sarà
da aspettare per le nuove applicazioni na¬
tive. E ci sarà tempo per l'infinito cammi¬
no giudiziario che Apple percorrerà, bat¬
tendo strade già percorse da altri, asse¬
rendo di essere titolare unica dell'inter¬
faccia a finestre.
Arts&Letters, di CSC Corp, è un enne¬
simo tentativo, sotto DOS, di rendere semplice il DTP E,
giusto per mantenerci leggeri, ecco Borland Turbo C++ &
Tools, mattone con cui ci si gingillava ancora il sabato pome¬
riggio, autodefinendoci "programmatori" Mauro Gandmi,
nella rubrica di DTP, traccia un rapido excursus del Desktop
Un videocitofono intelligente o, peggio?, un robot tuttolare? Non s'è mal capito. 'S.C.U.DO. " si proponeva
ufficialmente come un dispositivo evoluto In grado di programmare le utenze elettriche ed idrauliche, con¬
trollare i dati di temperatura, pressione e umidità ambientale, segnalare dispersioni elettriche, di gas e
d'acqua, oltre a svolgere le funzioni di antifurto, antiaggressione effettuando, nel caso, chiamate di soccor¬
so. Che desiderare di più dalla vita?
Publishmg negli ultimi tre anni, mentre Francesco Petrom ci
fa vedere cosa è possibile fare in Excel, con un articolo dal
simpatico titolo “Tutto in una cella" StoryWare offre tre rac¬
conti scritti dai lettori, ma già si tratta di materiale che non ri¬
spetta quasi più le regole iniziali, e si avvia verso l'aneddoti-
stica pseudoFS che poi determinerà la
chiusura della rubrica. La rubrìca Mac
ospita la prova di QuarkXPress, nella ver¬
sione 2.12, e quella Amiga ospita l'ultima
puntata dell'enciclopedico ADPnetwork
(il protocollo di rete fault tolerant ideato e
realizzato dall'inammazzabile Andrea de
Prisco!).
Quando aveva ancora un senso, nell'area DTP. ragionare esclusivamente in bianco e nero esistevano pro¬
dotti per ottenere II meglio anche dai solo ‘livelli di grigio Gray F/X, proposto da Xerox e venduto a
1.370.000+IVA ne era un esempio. Ebbe successo?
Conclusioni
Windows è tra noi, e dopo dieci anni
ci sta ancora. Tra dieci anni come sarà di¬
venuto? Seguite attentamente questa
rubrìca, per saperlo. Nel frattempo vi rac¬
conto una curiosità, prelevata dritta dritta
dalla pubblicità della prima pagina; per
l'offerta di Turbo C++ Professional Bor¬
land si inventa frasi come: "Ecco un
bell’upgrade per tirarvi ancora più su!" e
"Borland, una mano al cervello!", lo, per
tirarmi su, avrei pensato ad altre cose,
ma tutti i gusti sono gusti; ma perché
una mano al cervello? forse per soste¬
nerlo quando vacilla? «5
MCmìcrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
63
di Franco Paiamaro
IBM microdrive
Produttore e distributore:
IBM Corporation. PSG
vw/w.pc.ibm.oorrVit/options
Prezzo UVA esclusal
IBM micfodrrve 340 MB
Lit. 1.060.000
in vendita presso tutti i rivenditon IBM
definitiva.
Nella confezione troviamo il micro-
drive da 340 MByte, un adattatore da
CF+ a PC-Card tipo II, due custodie in
plastica antiurto (quella per l'adattato¬
re è dotata di quattro elementi am¬
mortizzatori). un succintissimo manua-
letto ed un dischetto con i driver per
Windows 95.
Cosa ci si può fare?
IBM microdrive
Abbiamo avuto la possibilità di pro¬
vare il più piccolo dispositivo di archi¬
viazione di grande capacità non a stato
solido del mondo, o se volete il più
compatto disco rigido esistente in com¬
mercio: il microdrive IBM da 340 MBy¬
te.
tatili oggi in commercio, inclusi i note¬
book Apple.
La confezione in cui abbiamo ricevu¬
to il microdrive è piuttosto spartana e
sicuramente provvisoria ma sia il dispo¬
sitivo, sia la dotazione sono in forma
Il microdrive non e un oggetto fine a
sé stesso, un mero esercizio di bravura
o una dimostrazione di alta tecnologia:
si tratta di un prodotto che può essere
vantaggiosamente utilizzato in tutti i
settori "Storage" dove sono contempo¬
raneamente necessari alta capacità, mi¬
nime dimensioni e costo contenuto. In
altre parole, è un eccezionale sostituto
delle memorie Flash a stato solido.
Sono tantissimi i dispositivi che at¬
tualmente utilizzano le memorie Flash;
ovviamente, il microdrive è economica¬
mente implementabile solamente dove
la capacità richiesta supera i 64 o i 128
MByte, come nelle fotocamere digitali,
i PDA e i PalmTop, i lettori MP3 (come
Il microdrive è un disco rigido forma¬
to Compact flash+ Tipo II; in millimetri,
corrisponde a un parallelepipedo di 5,0
x 42,80 x 36,40 mm; il peso dell'intero
dispositivo è di soli 16 grammi II mi-
crodrive esiste in due versioni, una da
170 MByte (non disponibile in Italia) e
una da 340 MByte.
L'interfaccia ATA Compact Flash+ di
tipo II è molto diffusa tra i dispositivi
PDA (Personal Digital Assistant), Palm¬
Top e molte fotocamere digitali, oltre a
questi dispositivi, l'interfaccia è elettri¬
camente compatibile con il bus Card-
Bus PCMCIA delle schede PC-Card.
Con l'adattatore PC-Card/CF+ tipo II
fornito a corredo è quindi possibile col¬
legare il microdrive a tutti gli apparec¬
chi dotati di slot PCMCIA Tipo II: in pra¬
tica, la quasi totalità dei computer por-
II microdnve con l'adattatore PC-Card/CF * tipo II fornito a corredo
64
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
IBM microdrive
i dispositivi MP3 RCA/Thomson ed
e.Digital), nei sistemi ultraportatili di ac¬
quisizione dati, in campo medicale (ci
vengono in mente i sistemi Holter, tan¬
to per fare un esempio) e industriale
(controller di processo, ecc),
Un enorme mercato è, quindi, rap¬
presentato dal settore Embedded; per
quanto riguarda il suo uso come dispo¬
sitivo Retail a sé stante, noi lo abbiamo
proficuamente provato con una fotoca¬
mera digitale Canon PowerShot SIO e
con un computer portatile Acer Travel-
mate 313T con Windows 98 SE.
Inserito il microdrive, sfruttando
l'adattatore PC-Card/CF+ fornito a cor¬
redo, in uno slot PCMCIA del notebook
e acceso quest'ultimo, il riconoscimen¬
to e il caricamento dei driver (integrati
nel SO) è rapido e senza intoppi: il mi¬
crodrive è immediatamente pronto
all'uso.
Le prestazioni di questo minuscolo
disco rigido sono molto interessanti;
abbiamo rilevato transfer rate sostenuti
con file di piccole dimensioni, tra 1,3 e
Particolare del microdrive con in evidenza le parti¬
colarissime viti a triangolo", peculiari di questo di¬
spositivo
1,7 MByte/s, mentre con file di grosse
dimensioni (oltre 60 MByte) i valori
hanno superato i due MByte/s.
I tempi di accesso sono allineati a
quanto dichiarato; il microdrive è rico¬
nosciuto da Windows 98 come disco
locale non rimovibile (non è possibile
estrarlo, pena il "crash" del sistema,
se non dopo averlo disattivato).
microdrive
Il piu piccolo disco rigido del mondo l'IBM mieto-
drive da 340 Mbyte
Il consumo delle batterie del portati¬
le, utilizzato con il microdrive, non ha
fatto registrare alcuna differenza rispet-
Fotografando con il microdrive di Aldo Ascertti
Per fare un giro di prova con il nuovo gioiello di Big Blue lo abbiamo
inserito in una fotocamera digitale Canon la PowerShot SIO, che si
avvale di un CCD capace di 2,1 milioni di pixel e memorizza JPEG a
tre diversi livelli di compressione, ad una risoluzione massima di
1600x1200 pixel. La PowerShot S10 accetta senza problemi il Mi-
crodrive perché dotata di uno slot CF di tipo II e la logica di gestio¬
ne sembra digerire senza difficolta la nuova periferica, con la sola
eccezione del contatore digitale delle fotografie ancora disponibili,
che alle risoluzioni più basse non è in grado di mostrare valori supe¬
riori a 9991
Sfruttando la massima qualità esprimibile dalla Canon, il valore
scende a 236 foto scattate senza artifici, che diventano 589 con
una leggera compressione che influisce poco o nulla sulla resa fina¬
le.
Nell'uso quotidiano con una fotocamera digitale compatta il picco¬
lo, straordinario giocattolo di IBM porta a cambiare un po' le abi¬
tudini: con la formidabile capacità che lo caratterizza non si an¬
drà più alla affannosa ricerca di un qualsiasi computer dove ri¬
versare le poche, preziose immagini che in breve tempo affolla¬
no una Compact Flash
Certo, si potrebbe obbiettare che oltre cinquecento immagini
sono fin troppe anche per un mese intero di esotica vacanza
(corrispondono a piu di 13 rullini da 36 foto), ma la tendenza a
CCD sempre più efficaci, e, conseguentemente, a maggiori ri¬
soluzioni e occupazione di memoria, renderà presto del tutto in¬
dispensabili anche quegli inverosimili 340 MB.
Già con fotocamere da oltre 3 megapixel la situazione si fa diffi¬
cile anche adottando costose Compact Flash da 64 MB.
Inoltre, il microdrive non sembra davvero un hard disk, poiché
non pare risentire di nessuna delle controindicazioni tipiche di
uno strumento meccanico, essendo leggero, veloce ed affidabi¬
le proprio come le comuni memorie a stato solido In effetti i
tempi d'attesa non variano in modo significativo quando nella
fotocamera c‘è il disco IBM. e se si notano rallentamenti con
qualche funzione speciale di gestione delle immagini, sembrano
dovuti piu alla difficoltà della logica della fotocamera a operare
con un numero di file cosi elevato che a limiti effettivi nel transfer
rate del nucrodrive. Anche i consumi, punto dolente di tutti i mo¬
delli sul mercato, non sembrano differire troppo da quelli consueti,
e il pacco batterie ricaricabile della PowerShot S10 di Canon ha
scattato più di 150 volte con l'LCD attivo e ha eseguito un paio di
slìdeshow completi prima di dare qualche segno di cedimento.
Se avete una fotocamera digitale compatibile (ancora oggi molti dif¬
fusi modelli mancano all'appello), prendete in considerazione l'ac¬
quisto di un Microdrive e scatterete in libertà, rischiando solo qual¬
che crampo all'indice della mano destra.
Fotocamere compatibili con il Microdrive IBM:
Canon Powershot Pro70,Canon Powershot S10,Canon Powershot
S20, Casio QV-2000UX, Casio QV-2000UX/lr, Casio SI. Hitachi MP¬
EG 10W .Kodak DCS315. Minolta RD-3000. Sanyo VPC-SX500,
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
65
IBM microdrive
Particolare del connettore del nncrodnve, a confronto con il connettore di un di
sposmvo CF di tipo I si nota immediatamente lo spessore maggiore del "torre
factor" CF* tipo II. identico allo spessore delle schede PC-Card tipo II
Il microdrnre inserito,
con il suo adattatore, in
uno slot PC-Card di un
notebook
Tecnologia Load/Un
load: dettaglio di alcune
testine GMR IBM bloc¬
cate dagli elementi del
LoadAJnload Ramp.
to allo stesso portatile senza il microdri¬
ve; in pratica, l'utilizzo del dispositivo
non ha alcun impatto percepibile
sull'autonomia del notebook.
Si potrebbe obiettare che un disco ri¬
gido è normalmente un apparecchio
r — — — — — — — — — — — — — — — — —
Caratteristiche tecniche
Tipologia: Disco rigido IBM Microdrive da un pollice Configurazione: Unità con singo¬
lo piatto, densità areale di 5.04 Gbit/pollice quadro, 19,000 TPI; 512 byte/settore, velo- |
cità di rotazione 4500 giri al minuto. 128 KByte di buffer (di cui 32 dedicati al microcodi¬
ce); Interfaccia CompactFlash+ (compatibile ATA e PCMCIA), capacità: 340 MByte. -
Prestazioni Transfer rate del media magnetico: 30,1-45,2 MByte/s; transfer rate dell'in- ,
terfaccia: 5,2 MByte/s; transfer rate sostenuto, in lettura/scrittura: da 1,8 a 3,0 MByte/s;
I seek timer 15 ms. - Consumi: Il dispositivo è in grado di essere alimentato sia a +3,3 V. I
sia a +5 V con auto-detect; operazione di scrittura: 300/330 mA, standby: 65/80 mA. - .
Dimensioni: 5,0 x 42,80 x 36,40 mm; peso 16 grammi.
molto delicato e se questo è vero per
un dispositivo desktop, figuriamoci per
un oggetto piccolo come il microdrive.
In realtà, il fatto che il microdrive sia
cosi piccolo, significa che la massa in
gioco è minima. IBM dichiara una resi¬
stenza agli urti di 150 G per 2 ms e
1000 G per 1 ms; in pratica, il microdri-
ve, come indicatoci dai tecnici IBM, re¬
siste ad una caduta da 50 cm su una
superficie dura (naturalmente non ce la
siamo sentita di effettuare un simile te¬
st).
Conclusioni
Abbiamo di fronte un oggetto mera¬
viglioso, senza retorica si tratta di un
vero prodigio della tecnologia moderna.
Il prezzo di 1.060.000 più Iva potreb¬
be sembrare elevato in confronto alla
capacità di "soli" 340 MByte; in realtà,
il rapporto capacità/prezzo è estrema-
mente favorevole, considerando la fa¬
scia e il tipo di mercato di questa clas¬
se di dispositivi
Infatti, una scheda CF+ a stato soli¬
do utilizzante memoria di tipo Flash da
160 MByte ha un costo di circa
850.000 escluso l'iva; i rarissimi esem¬
plari da 256 MByte arrivano a costare
anche mille dollari (più di due milioni), e
ancora non siamo arrivati alla capacità
del microdrive!
Senza poi contare che il prezzo "su
strada" risulta essere sensibilmente in¬
feriore del prezzo "cosigliato" da IBM
sul sito Web di un importante distribu¬
tore nazionale abbiamo trovato il micro-
drive Traveller's Kit da 340 MByte
(completo di custodie e adattatore PC-
66
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
IBM microdrive JK?
Dettaglio della superficie di un disco in lega di alluminio/magnesio. Immagine
da nanoscopio elettronico, lato 15 nanometri
Dettaglio della superficie di un disco in vetro Immagine da nanoscopio elettro¬
nico. lato 15 nanometn Da notare, rispetto al substrato in allummio/magnesio.
la maggiore levigatezza del substrato in vetro
Card) a 820.800 lire Iva compresa!
IBM commercializza il microdrive so¬
lo come "opzione" per i PC portatili
della serie ThinkPad (infatti il microdri¬
ve dipende dal Personal Systems
Group -PSG- e non
dallo Storage), ma la lista di compatibi¬
lità certificata reperibile sul sito Web di
IBM include moltissimi Notebook, si¬
stemi PDA e PalmTop, lettori MP3 e fo¬
tocamere digitali; noi crediamo che
questo apparecchio rivoluzionerà la tec¬
nologia nei prossimi mesi, quando final¬
mente sarà disponibile in volumi
«e
r — — — — —-----________________________---— i
La tecnologia del microdrive
5,0 x 42,80 x 36,40 millimetri per 16 grammi di peso: in queste di¬
mensioni IBM è riuscita a concentrare una quantità stupefacente di
tecnologia: tra le caratteristiche dichiarate di questo oggetto trovia¬
mo un regime di rotazione di ben 4500 giri al minuto, un transfer
rate interno variabile dichiarato da 30.1 ad addirittura 45.2 MByte/s,
un data buffer di 128KByte (32 KByte sono dedicati al microcodice
di gestione e agli algoritmi della cache multisegmentata) e 15ms di
seek time; il transfer rate dell'interfaccia ATA è di 5,2 MByte/s.
La versione da 340 MByte utilizza entrambi i lati del piatto del me¬
dia magnetico, mentre la versione da 170 MByte ne usa uno solo:
il peso di quest'ultimo dispositivo è quindi leggerissimamente infe¬
riore.
Il Microdrive non solo utilizza le
tecnologie che oggi sono imple¬
mentate nei dischi rigidi da 10.000
giri di fascia alta IBM (e nei disposi¬
tivi TravelStar destinati all'uso con i
computer portatili), ma è anche
stato utilizzato come banco di pro¬
va per molte di queste tecnologie.
Ricordiamone alcune: testine di
lettura/scrittura GMR (Giant Ma-
gneto Resistive) di terza genera¬
zione, il load/unload ramp, tecno¬
logia di ottimizzazione dei consu¬
mi Enhanced Adaptive Battery Li¬
fe Extender 3.0 e il TrueTrack ser¬
vo per la massima capacità, pre¬
stazioni e affidabilità.
La tecnologia GMR (Giant Magne-
to Resistive) è ormai generalizza¬
ta, ma nei dischi IBM è stata ulte¬
riormente migliorata con l'adozio¬
ne della versione Spin Valve
GMR.
La tecnologia Load/Unload consiste essenzialmente nel non lar (
mai toccare alle testine il piatto, per cui quando il disco non è in .
funzione queste si "parcheggiano" al lato del disco.
I bracci portatestme "salgono" su una rampa che le distanzia dal J
piatto anche quando il disco è spento, in caso di mancanza di all- 1
mentazione, l'energia cinetica residua immagazzinata dall’inerzia •
del piatto è sufficiente a consentire il "parcheggio" e il blocco delle I
testine. I
II piatto del media magnetico è piu piccolo di una moneta da 100 li- |
re, è realizzato con un substrato in vetro (Glass substrato media) e |
vanta una eccellente densità areale di 5.04 Gbit per pollice quadro (
e ben 19,000 TPI (Tracks per Inch) .
Come paragone, la densità areale [
di un moderno disco rigido ad alte
prestazioni da 10.000 giri si aggira 1
intorno ai 3,4 - 3,8 Gbit. In genere, I
i piatti dei dischi rigidi sono realiz- I
zati in leghe di alluminio e magne- |
sio rivestite di un materiale ma- |
gnetico; utilizzando un piatto realiz- |
zato con il substrato in vetro si ot- .
tiene una maggiore durata del piat- .
to stesso, una maggiore levigatez¬
za superficiale (che consente di 1
aumentare la densità areale dei da- *
ti) e una maggiore resistenza alla I
corrosione. I
Grazie alla massa e al diametro ri- |
dottissimi del piatto, i tempi di |
"spin-up" (il tempo che il disco •
impiega a raggiungere il regime di .
rotazione ottimale) sono eccellen-
ti: il disco raggiunge il regime di J
funzionamento in meno di 0.7 se- 1
condi. 1
Il microdnve senza la copertura: si tratta di un gioiello di microingegneria
meccanica.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
67
di Raffaello De Masi
• fan come SO milioni DI utenti In
tutto Ul
• Estirpato I vinti
• Distruggete le minacce de Internet
• Aggiornatevi Immediatamente
per sempre
VlnuScin
nratAM
OH Cliango
McAfee
Virus Scan
Deluxe 4.0
l&LJ uW MVP
« ss*
4.0.79, promette di rimanere punto di
riferimento dell'argomento per facilità
Il n. 1 nel rilevamento e rimozione di virus
VirusScan
d'uso e rapidità di intervento
Inutile qui dilungarci sulla tecnica di
monitoraggio usata dagli antivirus, più
o meno identica in tutti i casi; ci pre¬
me evidenziare subito, anche dato il
poco spazio a destinazione, le caratte¬
ristiche specifiche del prodotto, che
rappresentano poi quelle che lo hanno
portato all'attuale fortuna
Virus Scan consiste in una suite di
file e dati che cooperano per la gestio¬
ne massima della sicurezza. L'avan-
InluiDiAnoni tu McAfaa V.uiScan
Modestia a parte, credo di essere
stato una delle prime vittime di "I love
you!" in Italia. Come, direte, amici let¬
tori, dopo tutte le lezioni di vita sui vi¬
rus e sulle raccomandazioni di non fi¬
darsi di nessuno, proprio Raffaello ci
casca? Ebbene si, ci sono caduto co¬
me una pera cotta!
I fatti, mi arriva un messaggio dal
buon Rino con una promettente prof¬
ferta d’amore, che faccio? Ma non ci
penso neppure un attimo, anche per¬
ché, in redazione, si è usi scambiarci
utility, fatti singolari, file bizzarri, im¬
magini curiose man mano che se ne
trovano qua e là. Il bello è che, giusto
per completare l'opera, ho rinviato a
tutti gli indirizzatari un messaggio del
tipo: "Finalmente, amore mio. non do¬
vremo più nasconderci!". Mauro Gan-
dini mi ha subito risposto mettendomi
in guardia, ma ormai la frittata era fat¬
ta! Fortuna che il danno fu inesistente
o quasi, visto che ho la buona abitudi¬
ne, ogni lunedi, di fare una copia im¬
magine dell'HD con il fidatissimo Gho¬
st, Dio benedica chi lo ha realizzato.
Ovviamente, come quel che si dice
a Napoli del Con¬
vento di S. Chiara
("doppo arrubbato,
mettettero 'e porte
'e chiuovi ! ), ho
provveduto subito
a recuperare tutti i
pacchetti antivirus
di cui dispongo,
ben cinque. E ne
approfitto per rac¬
contarvi di quello che, probabilmente,
e il più popolare prodotto disponibile
sul mercato, VirusScan Deluxe.
Dagli all’untore!
"Va’, va', untorello, non sarai tu
quello che spianta Atripalda!” . è stata
la mia successiva lettera a Rino, che
ho perdonato, nella mia magnanimità
solo superiore alla mia modestia 1 Ma
per ogni evenienza mi sono sparato in
vena digitale il buon VirusScan , di cui
vi parlo. Si tratta di un prodotto con
una storia alle spalle quasi leggenda¬
ria, che qui, giunto alla versione
Network Associates
3065 Freedom Circe
Santa Clara, CA, 95054
http://www.mcafee.com
Distribuito In Italia da:
ITALSEL S.R.L
Via Logo. 1
40128 Bologna (ITALIA)
tei. 051-320409
fa* 051-320449
Prezzo (IVA compresa):
Lit. 128.000
10
McAfee VirusScan <0.3
Copyright ® 1999 Network Allocale! Ine
uir
Numera t* iene
E000JXCEV97X
Definizioni vi ut:
4 0 4079
Data cieezune
5/24/2000
Motore di tcaniione
4025
Avvertente quello ptopamma i Melalo dalle legp ni copyright e date dnpossron dei
Uditati ni emozionali La tipi optinone o dBtnbunone non autorizzata di questo piogiamine
o parte di aito, wà peitegubie civilmente e penalmente
F
MCAfee VirusScan
68
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
McAfee Virus Scan Deluxe 4.0
«i MrAtrr VnutSc». Tulli I duchi HtfKk
Ete S'iumenti &*Ao
-IdIkI
®i McAlea VnusSr.nn ludi i duchi itoirfi
£to Slnmenli fimlo
-IPlxl
Rilevamento | Azione Avviso | Rapporto | E «elulione |
P Invia ewno di tele
T Avvilo D£)l
Se è «eleaonala Topnone Richiedi rtetvenlo utente
fv VuuaEzza metiaggn peuonafc’ra'o & Segnale acudico
I Ti hanno liegaio adesso «orto cavo* luci
d
Rlevamenlo | Azione | Awuo Rapporto | Eidutraie |
fv Regnila tu Ile
|C SPiogtammANetwotk AiiociateikMcAiee VauiScan S|ogta .
P Lvrrta Jmennone Ile di restio a |l00^j klotye
Registi aaone di
P R lev amento y*us
P i umettazioni sessione
W Pukoa vwu*
P Riepiggo sessione
P fclimnazione He filetti
P Oataeofa
P Spostamento lie inietti
p Nome uterte
| Avvia jeamone |
guardia è rappresentata dallo scanner
della riga di comando, rappresentato
da due potenti agenti di scansione,
SCAN.EXE e BOOTSCAN.EXE, mirati
ambedue a tecniche di scansione dalla
finestra di DOS.
Quando infatti il danno è tanto ele¬
vato da impedire anche l'avvio di Win¬
dows, accedere al sistema attraverso
una finestra in modo testo può portare
ad attaccare frontalmente l'intruso, e a
provvedere a recuperare il danno. Inol¬
tre BOOTSCAN.EXE ha dimensioni
tanto piccole da poter essere ospitato
su un floppy assieme ai file di boot.
VirusScan, il programma principale,
offre il più completo controllo sotto
Windows dell'ambiente di protezione,
ed esegue scansioni su richiesta o a
periodi preprogrammati, scegliendo,
automaticamente o manualmente,
l’azione da eseguire in caso di infezio¬
ne. Il programma utilizza una semplice
interfaccia dinamica che collega il pro¬
dotto principale alle utility accessorie ,
in modo da chiamarle all’intervento
quando ce ne fosse necessità.
Vshield è un componente che forni¬
sce una protezione costante contro vi¬
rus trasmissibili dai dischetti, contratti
dalla propria rete o presenti in memo¬
ria. L’ultima versione include una raffi¬
nata tecnologia per la protezione con¬
tro Applet Java e controlli ActiveX.
Inoltre l'ambiente controlla e gestisce
la sicurezza dei messaggi giunti via In¬
ternet, monitorando continuamente i
più diffusi Client di posta che suppor¬
tano lo standard MAPI,
E come add-in particolarmente inte¬
ressante, VShield permette di eserci¬
tare una protezione passiva (non solo
contro i virus) escludendo dall'apertura
siti pericolosi; e le scelte possono es¬
sere protette anche attraverso pas¬
sword.
Un'utility ad hoc consente, infine, di
eseguire la scansione di caselle di po¬
sta prodotte da Lotus cc:Mail che non
utilizzano lo standard MAPI di Micro¬
soft. Ancora, è possibile "agganciare"
le operazioni di scansione e controllo
continuo all'inserimento dello screen
saver e, come al solito, pianificare la
verifica delle condizioni del sistema ad
intervalli periodici.
Conclusioni
McAfee , come dicevamo , gode
della fiducia di circa cinquanta milioni
di utenti registrati e di chissà quanti al¬
tri. E ne ha tutto il diritto, essendo
l'antivirus per eccellenza in ambiente
PC e OS/2. Si dice comunemente che
un antivirus valga un altro, ma ciò non
è vero. A parte la rapidità dell'aggior¬
namento e la bontà del motore euristi¬
co, c'è da tenere conto della rapidità
di intervento, a livello immediato o
preventivo.
Ma forse la vera carta vincente di
VirusScan sta nella disponibilità illimi¬
tata degli aggiornamenti, che lo rende,
di fatto, un compagno di tutta la vita
delle nostre macchine. Rapidità, effi¬
cienza, amichevolezza, sono le altre
sue impeccabili doti. "A must bave"
come dicono oltre oceano! E come se
non bastasse...
Il CD contiene, infatti, come bonus,
versioni d’uso di Oil Change (un pac¬
chetto per l'aggiornamento automati¬
co dei programmi installati sulla nostra
macchina) , FirstAid, suite di pronto
soccorso capace di intervenire in vario
modo, ivi compresa la possibilità di re¬
cuperare la vecchia installazione di
Windows dopo operazioni o aggiorna¬
menti che lo hanno danneggiato, e
BackWeb, prodotto per l'interazione
tra utenti e fornitori di informazioni su
Web.
Ne riparleremo nel prossimo nume¬
ro, quando avremo modo di provare il
pacchetto Office di McAfee, fratello
maggiore di questo. A presto!
fi®
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
69
di Franco Paiamaro
Schede
madri <
QDI Legend è uno dei maggiori produttori di schede madre a livello mondiale,
situato in Cina e dotato di uno stabilimento di produzione capace di realizzare
350.000 motherboard al mese. La sua produzione è particolarmente vasta,
coprendo di fatto tutti i segmenti di mercato desktop: ValuePC, Mainstream, SOHO,
Performance, Workstation e Server; allo stesso tempo, il supporto per le varie piattaforme
disponibili (Intel Pentium III e Celeron, AMD K6 e Athlon) e la scelta fra diversi produttori
di chipset (tra cui Intel, Via e SiS) è molto ampia.
QDI Legend ha sviluppato una serie di tecnologie per rendere più affidabili, semplici da usare
e da aggiornare le proprie schede madri. Le più interessanti sono: ProtectEasy, per aumentare
la sicurezza del sistema dagli accessi non autorizzati: RecoveryEasy, per la protezione dei dati;
SpeedEasy per la configurazione semplificata "Jumper-free" delle velocità della CPU;
PowerEasy per semplificare l'aggiornamento di CPU future.
Dal catalogo QDI abbiamo scelto tre prodotti, individuati in base a ciò che attualmente,
in fatto di processori, è più popolare tra gli utenti: il Celeron e il Pentium III di Intel, e l'Athlon
di AMD; il rapporto prezzo/prestazioni e l'espandibilità dei prodotti provati è eccellente.
La fascia di prezzo è più o meno la stessa per tutti i prodotti, caratterizzati
dall'implementazione degli ultimi e più aggiornati chipset per i processori più periormanti
sul mercato. Per finire, la garanzia è di due anni per tutti i prodotti.
70
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Schede madri ODI
QDI Advance 10
La QDI Legend Advance 10 è una
scheda madre progettata esplicitamen¬
te per sfruttare al massimo le prestazio¬
ni del processore Intel Pentium III nel
package FC-PGA 370, del tutto simile a
quello del Celeron, supportato anch'es-
so su frequenze che partono da 300
MHz per arrivare a 633 (anche con i vol¬
taggi futuri di 1,5 e 2,5 V), mentre per il
Pentium III le frequenze disponibili van¬
no dai 500 agli 800 MHz.
Questa scheda madre implementa il
chipset VIA Apollo Pro 133A, con il FSB
di 66/100/133 MHz, con possibilità di ar¬
rivare fino a 150 MHz.
Sulla M/B troviamo tre slot DIMM
che consentono (utilizzando i rarissimi e
costosi moduli da 512 MByte ciascuno)
di installare fino ad 1,5 GByte di memo¬
ria RAM PC133.
La dotazione di porte è aderente agli
standard attuali, con in più due porte
USB aggiuntive (accessibili tramite un
pannellino da inserire al posto di una
scheda di espansione); è anche presen¬
te una porta FIR.
Il bus IDE/ATA supporta il protocollo
(schede madri QDI
Produttore:
Legend QDI Itd
www.qdigrp.com
Distributori:
Brevi Srl
tei 035.309 411
Digits
tei 080.5742 122
Intesi Spa
tei 02.661791
Mmd Spa
tei 035 325.81
L 233.000
L. 275.000
L 266.000
Prezzo (IVA esclusal
Advance 10
Centuriex 2
Kinettf 7A
Particolare della Advance IO con in primo piano un componente del chipset VIA Apollo Pro I33A
UltraATA/66 su entrambi i canali
Il target della scheda madre Advance
10 M è il PC di fascia media, vista l'in¬
terfaccia audio (prodotta da Aureal) inte¬
grata, le dimensioni standard ATX e il
supporto (via slot AMR) per i softmo-
dem a basso costo; si tratta di una solu¬
zione dall'ottimo rapporto prezzo pre¬
stazioni, sottolineata dalla ottima possi¬
bilità di espansione dovuta alla presenza
di quattro slot PCI, due slot ISA e tre
slot DIMM.
Comunque, la presenza di uno slot
AGP universale (fino a 4x) e il supporto
della CPU Intel mainstream più potente
rendono questa M/B ideale per impie¬
ghi dove le prestazioni sono importanti
e l'espandibilità potrebbe passare in se¬
condo piano; pensiamo a workstation
aziendali di un certo livello, front-end
per la gestione e visualizzazione di dati
e, perché no, computer ottimizzati per il
gioco e il tempo libero casalingo.
QDI Centuriex 2
La Centuriex 2 è una proposta di
gamma alta "single CPU" di QDI Le¬
gend; si tratta di una scheda madre ba¬
sata su chipset Intel 820, progettata ed
ottimizzata per offrire una piattaforma
stabile ed espandibile per il processore
Intel Pentium III con package FC-PGA
370. La M/B utilizza il chip MTH (Me¬
mory Translation Hub) per consentire
l'utilizzo di DIMM standard a 168 pin;
sono presenti tre slot DIMM, per un
massimo di 1 GByte di memoria
SDRAM PCI00 (utilizzando due DIMM
da 512 MByte).
E' possibile installare processori fino
ad una frequenza operativa di 933 MHz
senza aggiornare il BIOS; il front side
bus della M/B è di 133 MHz, per con¬
sentire le massime prestazioni con i
processori Pentium III dotati di cache
L2 su chip.
Anche per questa scheda la dotazio¬
ne di porte è aderente agli standard
PC99; sono presenti uno slot AMR e
l'interfaccia audio integrata, AC 97 2.1
compilane II bus IDE/ATA supporta il
protocollo UltraATA/66 su entrambi i ca¬
nali.
La scheda madre è dotata di slot
AGP 4x, compatibile con la versione
2.0; sono presenti ben cinque slot PCI
2.2, per la massima espandibilità.
La M/B supporta la funzione di Su-
spend to RAM, che, come per i note¬
book, consente di "addormentare" il si¬
stema e ottenere il massimo del rispar¬
mio energetico.
E' sufficiente premere un pulsante
sulla tastiera per ripristinare la situazio¬
ne del SO al momento del Suspend.
La QDI Legend Centuriex 2 è l'ideale
per la realizzazione di computer di fa-
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
71
Schede madri QDI
scia medio/alta, caratterizzati da stabi¬
lità e prestazioni superiori alla media;
purtroppo per le limitazioni di interfac¬
ciamento alla memoria SDRAM intrin¬
seche del chipset 820 (che in alcuni ca¬
si hanno influito sulle politiche com¬
merciali di diversi produttori), le presta¬
zioni sono inferiori a quelle ottenibili da
un sistema con lo stesso chipset e
CPU, ma dotato di memoria Rambus.
L'alto costo di quest'ultimo tipo di
memoria renderebbe però il rapporto
prezzo/prestaziom troppo sfavorevole.
Pertanto, raccomandiamo l'utilizzo di
questa scheda madre in tutte quelle
applicazioni "mission criticai" che ne¬
cessitano di stabilità e sicurezza, dove
non è fondamentale la velocità com¬
plessiva
QDI Kinetiz 7A
La Legend Kinetiz 7A è la scheda
madre di punta, del catalogo QDI, per
gli utenti di processori AMD Athlon;
questa CPU finora è sempre stata uti¬
lizzata al disotto delle sue reali possibi¬
lità a causa della mancanza di un chi¬
pset adeguato, in grado di sfruttare le
caratteristiche avanzate implementate
nel "core" del processore.
Con l'avvento del chipset VIA
KX133, molte delle precedenti limita¬
zioni sono state superate: la Kinetiz 7A
implementa proprio questo chipset, of¬
frendo il supporto per il bus UltraA-
TA/66 su due canali IDE/ATA, uno slot
AGP 4x e tre slot DIMM PC133 con
supporto per la memoria VCM
SDRAM.
La QDI Kinetiz 7A supporta fino a
1,5 GByte di memoria RAM; possono
essere utilizzati moduli a 66, 100, 133
MHz, mentre il FSB verso il processo¬
re e a 200 MHz (DDR).
Come tutte le schede madre prodot¬
te da QDI Legend, anche la Kinetiz 7A
è dotata di un BIOS su Flash ROM ag¬
giornabile da 2 MBit
La dotazione di porte è notevole, so¬
no disponibili quattro porte USB (due
di queste sono accessibili tramite un
pennellino da inserire al posto di una
scheda di espansione), la porta FIR e
I'I/O per l'interfaccia Audio integrata,
AC'97 2.1 Compliant, oltre all'usuale
gruppo a standard PC99 (seriali, paral¬
lela e PS/2).
Le possibilità di espansione sono tra
le migliori della categoria, con cinque
slot PCI 2.2 e uno slot ISA condiviso
(ed escludibile), oltre ad uno slot AMR
e lo slot AGP
Le caratteristiche tecniche di questa
scheda madre la rendono ideale per la
realizzazione di PC molto potenti come
workstation grafiche, CAD/CAM e di
visualizzazione e gestione dati; oltre¬
tutto, la stabilità dimostrata dalla piat¬
taforma AMD Athlon consente anche
di ottenere un discreto livello di sicu¬
rezza e affidabilità.
Infine, il rapporto tra prezzo, presta¬
zioni e caratteristiche offerte in relazio¬
ne alla concorrenza è molto favorevole,
per cui consigliamo di valutare attenta¬
mente anche questo prodotto tra le va¬
rie alternative disponibili prima di effet¬
tuare un acquisto.
Kg
Un particolare della Kinetiz 7A in evidenza il chipset KX133, lo slot AGP e AMR e parte dello slot A.
72
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
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1 BfcjeDJ
2 Stianti
3 Copyni
4 Voyeur.
5 Xtiebl 2
6 ÌXBan I
iLi
Nell'ambito delle schede audio lo
sviluppo degli ultimi anni ha raggiunto
aspetti inaspettati. Oggi un PC può es¬
sere trasforma¬
to in un poten¬
te sintetizzato¬
re e in una sta¬
zione di control¬
lo audio del tut¬
to simile a un
prodotto
hardware tradi¬
zionale dedica¬
to. Eppure c’è
ancora spazio
per ulteriori svi¬
luppi.
Sviluppi che possono
essere rappresentati, a
questo punto, soprattut¬
to dalla specializzazione.
E Voyetra, già nome ben
noto nel campo delle
schede audio, presenta
questa volta una scheda
"dedicata", appunto che,
accanto agli utilizzi più
tradizionali, si presenta
come pensata e dedicata
per chi desidera, nell’am¬
bito del gioco, raggiungere la più avan¬
zata sofisticazione e dotarsi di un am¬
biente "full immersion" che possa rap¬
presentare, al momento attuale, lo sta¬
to dell’arte più prossimo a una realtà
effettiva.
.jajxj
I w
H
1
% DOOnnOOQUDDUDOOOOHOODUDDOOQODOJUinDliniHl
MiDDDaaiinDonDnnnoDonaDiioaiiiDiDnnii iDiia
ÌC
'/-BEH
Per giocare,
ma non solo!
La confezione contie¬
ne due schede separa¬
te, la prima, che contie¬
ne tutto l'hardware ope¬
rativo, che offre,
all'uscita, le porte classi¬
che, con input di linea e
di microfono stereo,
un'uscita stereo a due canali per gli al¬
toparlanti frontali e l'interfaccia Midi con
il connettore per joystick La seconda
scheda supporta l’output S/PDIF e l’out¬
put a due canali degli altoparlanti poste¬
riori.
Notevoli e notevolmente differenziati
sono i controlli disponibili attraverso il
software in dotazione. Un equalizzatore
grafico a dieci bande, presente nell'ap¬
plicazione principale (Audiostation 32)
permette un controllo totale sull'uscita
L'ingresso S/PDIF, nominato prima,
74
MCmicrocomputer n. 208 - luglìo/agosto 2000
Montego II Quadzilla
consente trasferimenti digitali di dati au¬
dio da un PC senza alcuna caduta di
qualità.
Inoltre, attraverso un opportuno Se¬
tup nel Pannello di Controllo Audio il
rapporto di campionatura dell’output
può essere prestabilito in 33KHz o in 48
KHz. Midi Orchestrator trasforma il de¬
sktop in un vero e proprio studio di regi¬
strazione, con completo controllo su
musica già esistente o possibilità di re¬
gistrazione multitraccia.
AudioStation 32 integra una serie di
controlli in un unico comodo punto di ri¬
ferimento (supportati vari standard, co¬
me Redbook CD Audio, MIDI, WAV,
DVD e Videodisk). Un software dedica¬
to presente all'installazione è Audio-
View 32, un vero potente editor di que¬
st'area, capace di modificare e registra¬
re file in formato e con opzioni pratica-
mente illimitate.
Midi Orchestrator 32 consente di ar¬
rangiare, attraverso un'intuitiva interfac¬
cia a 16 canali, musica MIDI, filtrando e
sostituendo strumenti, tempo, ritmo, e
permettendo anche di ascoltare singo¬
larmente o eliminare strumenti dall'or¬
chestrazione generale. WaveTable per¬
p
i.
per maggiori informazioni:
iirttr^/iTrmrnTiinnTrrr.Fàl
mette di settare il numero di voci da uti¬
lizzare (320, 128 o 64) come pure la
qualità e il livello delle stesse. E, infine,
un'intera sezione è
dedicata agli effetti
speciali!
Quadzilla non è la sola scheda progettata e costruita da Voyetra. Il catalogo in li¬
nea del sito http://www.voyetra-turtle-beach.coir) offre una serie di alternative di
costo e prestazioni differenti rispetto a quella provata su
queste pagine.
Montego II Home Studio è una scheda a 18 bit DA/AD, os¬
sequiente allo standard Roland GS. Ancora più pregevole è
la Montego II Plus, che supporta audio direzionale 3D e per¬
mette di miscelare fino a 96 tracce audio Direct Sound.
Ma il vero fiore all’occhiello di Voyetra è Audiotron, un pro¬
dotto per network audio che, utilizzando il cablaggio te¬
lefonico, permette di creare un ambiente personalizzato di
ascolto musicale, con separazione dei canali e gestione di
più file musicali diretti in punti diversi dell'abitazione e/o
dell'ufficio.
MAY
Conclusioni
Strumento pro¬
fessionale, dalla vo¬
cazione ben più
avanzata di quella le¬
gata all'uso di un
semplice gioco,
Quadzilla offre
all'utente una serie
di tool di gran pregio
e la più ampia possi¬
bilità di intervenire,
professionalmente
o dilettantisticamen¬
te, su file di diversa
natura. Simpatica la
presenza, nel packa¬
ge, di una copia di
X-Wing Alliance,
ben noto gioco deri¬
vato dalla serie
dell'Impero, messa
li proprio per la dovi¬
zia di suono e di ef¬
fetti sonori da "pro¬
vare sul campo", fi®
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
75
di Franco Paiamaro
&-
Quantum
Fireball Plus LM
Lo spazio sul disco rigido del nostro per quanto compressi, in quantità occu-
computer non basta mai: appena acqui- pano molto spazio su disco, senza par-
stato il PC sem¬
bra avere capien¬
za sconfinata, ma
dopo pochi mesi
ci accorgiamo di
avere a disposi¬
zione sempre
meno di quanto
vorremmo.
Il motivo si
chiama multime¬
dia: i file MP3,
Particolare della sche¬
da logica del disco ri¬
gido
La realizzazione dei
circuito stampato è di
prima qualità, con un
elevatissimo indice di
integrazione dei com¬
ponenti
Fireball Plus LM
UjtraATA/66 20,5 GByte
Produttore:
Quantum Cotporation
wwwquantum.com
Distributori:
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Tal. 02 66125545
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lare dei file Mpeg o AVI; il contenuto
multimediale dei siti Web, gli attach-
ment alle e-mail con suoni o filmati, le
immagini riprese con la fotocamera digi¬
tale appena acquistata.
Senza contare che maggiore è la di¬
mensione dei file, maggiore sarà il tem¬
po impiegato dal disco rigido a scrivere
o rendere disponibile i file stessi al si¬
stema.
Quantum propone come soluzione il
disco rigido Fireball Plus LM, con inter¬
faccia UltraATA/66 e disponibile in vari
formati, fino a 30 GByte; noi abbiamo
provato la versione da 20,5 GByte, ca¬
ratterizzata dal migliore rapporto prez-
zo/prestaziom.
La serie Fireball Plus LM è ottimizza¬
ta per l'archiviazione e la gestione di
contenuto multimediale: alla grande ca¬
pacità è accoppiata una eccellente velo¬
cità, merito del regime di rotazione di
7200 giri al minuto, delle testine MR e
al buffer di ben 2 MByte.
L'affidabilità del disco rigido è accre¬
sciuta daH'implementazione di due tec¬
nologie proprietarie Quantum: Data Pro-
tection System (DPS) e Shock Protec-
tion System (SPS).
Il DPS consente di verificare l'inte¬
grità del disco, mentre l'SPS protegge
l'unità da vibrazioni e urti, tra le cause
più frequenti di malfunzionamento e
guasto.
Il disco rigido da 20,5 GByte imple¬
menta 2 piatti e quattro testine, con un
seek time di 8,5 ms e una latenza me¬
dia di 4,17 ms; il tempo di power-up è
di circa 15 secondi.
Lo consigliamo a tutti gli utenti che
necessitano di un disco rigido capiente,
veloce ed affidabile; certo, si tratta di un
dispositivo dal costo leggermente supe¬
riore alla media, ma si è ripagati da delle
prestazioni fuori del comune.
76
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Non date sempre la colpa
ai Provider ...
non date sempre la colpa
al sistema operativo ...
ricercate assurde stringhe
di configurazione...
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massimo delle prestazioni sulla
tradizionale lineo telefonica o
56000 bps secondo gli standard
V.90 e K56fl£X"
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si comporta
efficacemente comunque.
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il vantaggio di una segreteria telefonica
e di un fax che memorizzano i
messaggi a computer spento.
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gamma di soluzioni su linee PSTN, ISDN e
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di Pierfrancesco Fravolini
Palladio USB
Un potente e versatile modem GSM,
dotato di interfaccia USB
Il modem analogico presente nei por¬
tatili si può utilizzare solamente dove c'è
una linea telefonica. Ma potremmo aver
necessità di collegarci a Internet anche
se siamo in luoghi dove tale collegamen¬
to non è disponibile.
Proprio per risolvere questo problema
la Digicom propone un modem per te¬
lefoni GSM che ha la caratteristica di
Finora sono disponibili quattro kit differenti per i te¬
lefoni GSM Nokia. Ericsson, NEC e Siemens
sfruttate la connessione USB invece del¬
le solite schede PCMCIA. Il bus USB
permette, tra l'altro, di poter collegare e
scollegare tranquillamente le nostre peri¬
feriche anche a computer acceso e ciò
può risultare utile quando si debbano fa¬
re cose particolari, oppure in tutti quei
casi dove gli slot PCMCIA del nostro
computer siano già occupati, ad esempio
da hard disk esterni oppure da un maste¬
rizzatole.
Costruzione e
installazione
Il Palladio USB è in pratica una scatoli¬
na esterna che segue l'ultima moda in
quanto a colori e materiali L'involucro è
infatti trasparente e sabbiato, e fa tanto
iMAC II modem però non è dedicato so¬
lo al Mac, visto che funziona perfetta¬
mente anche con i computer Windows
grazie ai driver in dotazione e all'interfac¬
cia USB
Oltre allo scatolino esterno viene for-
Palladio USB.
Produttore e distributore:
Digicom, Via A Volta 39.21010 Cardano al
Campo (VA)
Prezzo (IVA Inclusa)
Ut. 378.000
nito anche un cavetto adattatore per il
collegamento con il telefono portatile,
come visibile nella foto. Finora sono di¬
sponibili quattro kit differenti per i telefo¬
ni GSM Nokia 5110, 5130, 5190, 6110,
6130, 6150, 6190, Orange nk702 e com¬
patibili, per gli Ericsson 628, 688, 768,
788, 788e. 868, T18s, 888, per i NEC
DB500, DB2000, DB4000, DB4100 e per
i Siemens S25, S35i, M35i e C35i.
Il dispositivo utilizza il protocollo V.110
per connessioni digitali, e consente una
velocità di collegamento fino a 9600 bps,
sia per i dati che per il fax. La confezione
è completa di cavo di USB, cavo per la
connessione al telefono GSM, manualet-
to d'uso e installazione, anche in italiano,
e i dischi, CD-ROM e floppy, contenenti i
driver USB per Windows 98 e Mac OS.
Il modem è semplicissimo da utilizza¬
re: basta infatti collegare il cavetto forni¬
to in dotazione sia al telefono cellulare
che all'apposita presa sul modem e inse¬
rire il cavetto USB nella corrispondente
presa del notebook Windows si accor¬
gerà della nuova periferica connessa e vi
dirà di inserire il CD-ROM o i dischetti
con i driver. Una volta terminata l'installa¬
zione è possibile utilizzare subito il mo¬
dem, naturalmente settando opportuna¬
mente le proprietà della connessione e
dell’accesso remoto. Va precisato che,
una volta installati i driver, non è neces¬
sario mantenere il modem collegato.
Quest'ultimo (ma questo funziona per
tutte le periferiche USB) può essere con¬
nesso anche solamente quando serve.
Se si ha quindi una sola porta USB sarà
possibile utilizzare su di essa due o più
dispositivi, naturalmente uno per volta,
semplicemente collegando quello che
serve, scollegando gli altri
Conclusioni
Il Palladio USB è sicuramente la solu¬
zione ideale per chi ha necessità di colle-
garsi alla Rete quando non si hanno pre¬
se telefoniche nei paraggi. Il prezzo ap¬
pare un po’ alto, ma a volte inferiore a
quello dei kit di connessione GSM dispo¬
nibili direttamente dalle case costruttrici
dei telefonini. ^
78
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
ieminari di specializzazione
• Internet base
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Quantum Snap!
Server 2000
Lo Snap! Server è un file
server NAS (Network-Atta-
ch Server): si tratta di un di¬
spositivo che consente di
aggiungere ad una LAN
spazio su un disco rigido
condiviso, senza la neces¬
sità di dover installare un
server tradizionale.
Il maggior pregio di que¬
sta classe di dispositivi è
l'estrema semplicità di in¬
stallazione. Il tutto si riduce
al collegamento dell'appa¬
recchio ad una presa di cor¬
rente e alla LAN tramite un
cavo Patch, e alla sua con-
II pannello posteriore dello Snapl
Server si noti il ridottissimo numero
di connessioni
ò
n
V
•
W ri—- -
■
|F€
<$. «
G
figurazione effettuata attraverso un
comune browser Web
Il modello 2000 dello Snap! Server
è disponibile con capacità che variano
da 10 a 40 GByte; la versione in esa¬
me è da 20 GByte.
Questo dispositivo supporta reti
Microsoft, Unix (Linux, Solaris, AIX e
molti altri), Novell e Apple, è anche in
grado di emulare il comportamento di
server Windows NT 4.0, NetWare
3.12, Appleshare 6.0 e NFS 2.0.
È da sottolineare che il dispositivo
supporta tutti i protocolli contempora¬
neamente, con la connessione con¬
corrente di più piattaforme: ad esem¬
pio, computer PC e Mac possono col-
legarsi allo Snap! Server simultanea¬
mente.
Lo Snap! 2000 è dotato di due di¬
schi rigidi e capacità RAID (Redundant
Array of Inexpensive Disks) livello ''0''
(striping) e "1" (mirroring), rispettiva¬
mente per la massima velocità e capa¬
cità dell’array, e per la massima sicu¬
rezza dei dati contenuti nell'array; in
quest'ultimo caso la capacità è pari a
metà di quella complessiva dell’array.
I dischi rigidi sono da 10 GByte cia¬
scuno, con bus UltraATA/66, l'inter¬
faccia di rete è AutoSensing 10/100
con connettore RJ45.
La gestione dello Snap! 2000 è to¬
talmente effettuata attraverso una co¬
moda interfaccia HTML.
Per concludere, pensiamo che un
oggetto come questo sia ideale per
piccoli gruppi di utenti che necessita¬
no di aumentare in modo semplice ed
economico la capacità di Storage sulla
rete; ciononostante, lo Snap! Server è
in grado di sostenere fino a 100 ac¬
cessi contemporanei, ed è quindi indi¬
cato anche per l'uso aziendale, spe¬
cialmente nel settore dipartimentale.
Kg
80
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
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di Franco Paiamaro
Router ISDN Bingo!
Professional
Bìntec Communications propone una
valida soluzione integrata per l'accesso,
la condivisane e il firewalling al Web
con il router ISDN Bingo! Professional,
progettato e ottimizzato per la connetti¬
vità degli utenti di reti aziendali di picco¬
le e medie dimensioni
All'interno della confezione, oltre al
router, troviamo l'alimentatore, il cavo
UTP per il collegamento alla LAN e il ca¬
vetto RJ45 per la connessione alla bor¬
chia ISDN, un CD-ROM contenente una
suite di comunicazione ISDN (RSV-
COM Lite per Windows 9x e NT) e un
voluminoso libretto di istruzioni
L’apparecchio e totalmente multipwi
taforma, potendo funzionale perielio
mente con qualsiasi sistema opeiativu
che supporti il protocollo TCP/IP (trami¬
te bridge è possibile collegare anche re¬
ti con altri protocolli) con connessione
Ethernet lOBaseT, grazie alla gestione
e alla configurazione basata su interfac¬
cia HTML e linguaggio Java.
Le caratteristiche tecniche del router
Bingo! Professional sono di tutto rispet¬
to: oltre ad integrare un completo fi¬
rewall con tecnologia Safernet e auten¬
ticazione PAP, CHAP, CLID e Radius, il
Packet Filtering. le funzioni NAT, VPN
Tunneling e la cifratura, questo disposi¬
tivo offre funzioni di gestione remota e
locale tramite ISDN Login o telnet con
callback e il DIME (Desktop Internet
working Management Environment).
Per quanto riguarda la funzione di
router ISDN vera e propria, il Bingo!
Professional supporta le funzionalità
avanzate TAPI remote per il CTI (Com¬
puter Integrated Telephony), i servizi
avanzati ISDN e PBX supplementari ed
integra un server DHCP per l'assegna¬
zione dinamica degli indirizzi IP
A questo si aggiunge il vantaggio del¬
le due porte analogiche per la connes¬
sione di un fax e un telefono standard,
oltre alle funzioni telematiche basate
sulla tecnologia CAPI remota proprieta¬
ria Bmtec
Il router Bingo! Professional è attual¬
mente una delle soluzioni "prò” più
convenienti sul mercato, l'investimento
iniziale è ampiamente ammortizzato dal¬
la funzione di fi¬
rewall e dal fat¬
to di essere do¬
tato di alcune
delle caratteri¬
stiche tipiche di
apparecchi di
classe (e co¬
sto!) nettamen¬
te superiori:
non possiamo
che consigliare
di confrontare
questo apparec¬
chio con i con¬
correnti della
stessa categoria
prima di pren¬
dere una deci¬
sione...
II router ISDN Bingo 1 Professional visto dal lato connessioni Da sinistra l'interrutto¬
re di alimentatone, il connettore di alimentatone, la porta seriale, la porta ISDN, la
porla LAN lOBaseT e le due utilissime uscite analogiche
Router ISDN Bingo!
Professional
Produttore:
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j Italia
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Nome e Cognome
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Indirizzo
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Scelgo una delle seguenti forme di pagamento:
_1 Allego assegno NON TRASFERIBILE intestato a Chronomedia Srl
j Versamento a mezzo vaglia postale intestato a:
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_l Versamento su C/C postale n. 52922002 intestato a:
Chronomedia Srl via C. Perrier, 9/A 00157 Roma
Desidero ricevete una Iattura o ricevuta valida al Tini fiscali (secondo
quanto disposto dalla normativa vigente), vi tornisco pertanto il numero di
Partita Iva
I dati che Lei ci ha trasmesso e che, ai sensi della Legge 675/96. Lei ci autonzza a trattare e comunicare, saranno utilizzati per la gestione del suo abbonamento, per l'eventuale par¬
tecipazione a concorsi, a premi, nonché per finalità promozionali della nostra attività I dati verranno raccolti, registrati ed elaborati anche elettronicamente con riservatezza nel rispet¬
to della Legge sulla Privacy Lei potrà in ogni momento accedere ai dati e chiedere la correzione o cancellazione a Chronomedia Srl via Carlo Perrier, 9/A 00157 Roma.
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di Franco Paiamaro
Router ISDN
Tintoretto LAN+
Il router ISDN Tintoretto LAN+ è
ideale per collegare rapidamente e
senza troppi problemi i PC di una pic¬
cola rete (SOHO o casalinga) ad Inter¬
net sfruttando un accesso ISDN; l'ap¬
parecchio è dichiaratamente ottimizza¬
to per ottenere il meglio da un abbo¬
namento per singolo utente.
L'apparecchio si presenta particolar¬
mente ben costruito e anche estetica¬
mente piacevole, anteriormente pre¬
senta una completa serie di spie lumi¬
nose indicanti lo stato del collegamen¬
to e di ogni funzione in uso
Si tratta di un dispositivo caratteriz¬
zato da un eccellente rapporto prez-
zo/prestaziom: sono presenti due con¬
nettori RJ11 per il collegamento di di¬
spositivi analogici (per esempio, un te¬
lefono ed un Fax), un hub lOBaseT
completo con quattro porte RJ45 più
una porta Uplmk per la connessione
ad un secondo hub (nel caso fossero
presenti più di quattro PC nella LAN) e
la connessione ISDN
Quest'ultima può avvenire sia a 64
Kbps a canale singolo, sia a 128 Kbps
a doppio canale.
Il Digicom Tintoretto LAN+ suppor¬
ta il Diai on Demand e l'Autodiscon-
nect, PPP e Multilink PPP a 128 Kbps,
il NAT (Network Address Translation)
e l'autenticazione PAP/CHAP
Per facilitare ulteriormente la confi¬
gurazione dei PC Client, il router sup¬
porta la funzione di DHCP Server, per
l'assegnazione dinamica degli indirizzi
IP
Molto interessante la caratteristica
di poter essere utilizzato sia in am¬
biente Windows, sia Apple Macintosh
o Unix; il Tintoretto LAN+ è in¬
teramente configurato e gesti¬
to via browser e il firmware
può essere aggiornato grazie
alla presenza di una RAM Fla¬
sh.
Per utilizzare il router è ne¬
cessario disporre di un contrat¬
to per una linea ISDN accesso
base (BRI), una LAN basata su
protocollo TCP/IP e un browser
installato.
La confezione contiene un
cavo Patch per il collegamento
alla LAN e un cavetto RJ45 per
la connessione alla borchia
ISDN, oltre all'alimentatore e al
volumetto delle istruzioni.
II pannello posteriore del router ISDN Tintoretto LAN + di Digicom: da sinistra, l’interruttore di alimentazione, il connet¬
tore di alimentazione, il gruppo di quattro porte lOBaseT piu il connettore di Uplmk e i LEO di stato, la porta seriale per
un eventuale modem esterno, il banco di Dip-Switch per le impostazioni hardware, la porta ISDN e le due utilissime
uscite analogiche
84
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
la nuova generazione
di abbonamenti ADSL di
i
per le
Dopo la rivoluzione di Internet ecco la rivoluzione della nuova generazione di ab¬
bonamenti aziendali MC-link, Internet no limit: ADSL Lan e ADSL Corporate.
Grazie alle nuove tecnologie ADSL e ATM, basta attese per collegarsi, basta attese
per ricevere o inviare file pesanti, basta scatti telefonici, basta linea occupata men¬
tre siete su Internet... basta un clic e siete subito dove volete, senza limiti. Perché
scegliendo Internet no limit di MC-link la vostra azienda è sempre on-line, connes¬
sa con il resto del mondo 24 ore su 24 senza ulteriori costi telefonici. E natural¬
mente mai soli. A tenervi compagnia ci sono i nostri servizi, la nostra assistenza e i
nostri 25.000 clienti che hanno già scelto la qualità Internet di MC-link.
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Roma, Milano. Torino,
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fino a 640/128K
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1
14
il Consigliabile per videoconterenza
no
Si
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•§] Domini (.it. .com, .org o .net)
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10MB
50MB
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gj Account dial-up aggiuntivi per accessi da 4.000 comuni italiani e 1.200 città nel mondo
9
24
x|
ij Consultazione gratuita della Gazzetta Ufficiale (normativa nazionale, regionale e comumtana)
si
si
& Canone mensile
lit 240.000 * Iva
liL 750.000 » Iva
Costi di attivazione
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il valor* aggiunto di Internet
di Roberta Rotili
OverView
^
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2000
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Ut. 48 000
La tastiera... da passeggio
Vi è mai capitato di trascorrere da¬
vanti al computer diverso tempo e, con¬
temporaneamente, avere voglia di cen¬
tellinare o piluccare qualcosa? A me si.
nelle lunghe e "dure" ore di lavoro pas¬
sate davanti al monitor, e spesso, nel
versare distrattamente la bibita di turno
nel bicchiere, mi è anche capitato di ro¬
vinare sulla tastiera, mettendo a repen¬
taglio la sua integrità (e anche la mia,,.).
E' per questo che quando stamattina è
giunta in redazione una nuova tastiera
dall'aspetto insolito mi sono subito la¬
sciata prendere dalla curiosità e ho chie¬
sto (io, che quasi mai mi entusiasmo
per i prodotti informatici) di poterla pro¬
vare. Detto fatto: il buon Rino, con la
pazienza che lo contraddistingue, me
l’ha ceduta ed eccomi a scrivere circa le
sue originali caratteristiche che non
passeranno certo inosservate, cosi co¬
me è successo qui in redazione. E già.
la particolarità che per prima mi ha col¬
pito è l'impermeabilità (per i problemi
cui accennavo prima...); infatti, è costi¬
tuita da un materiale plastico trasparen¬
te morbido, tipico di alcuni prodotti di
nuova generazione, simile ad uno di
quegli oggetti che a breve metteremo
in valigia insieme al telo per il mare..
Quindi la trasportabilità e la maneg¬
gevolezza, dovuta al fatto che è pieghe¬
vole (foldable significa, appunto, pie¬
ghevole. da qui il nome ..); si. avete
proprio capito bene, una tastiera che
potete trasferire dall'ufficio a casa in ta¬
sca o in borsa perché, oltre ad essere
molto leggera (pesa solo 220 grammi),
è anche flessibile, arrotolabile, compri¬
mibile e chi più ne ha più ne metta di
aggettivi!!
E la morbidezza? Ad un primo impat¬
to con i tasti della Fold 2000 vi sem¬
brerà di giocare con la carta pluribolle
(avete presente la plastica trasparente
con cui vengono imballati gli oggetti fra¬
gili?), Questo succede perché abbiamo
a che fare con una tastiera a membrana
(cosi come moltissime tastiere comuni),
che non è dotata di molla sotto al tasto
ma che sfrutta, piu semplicemente,
l'elasticità della plastica che l'avvolge
Pieghevole e arrotolatale Probabilmente la caratte¬
ristica più divertente della Fold 2000
Per contro, questa sua sofficità le
conferisce un modesto feedback, con
alte possibilità di errore nella digitazio¬
ne; le signore, poi. cui piacciono le un¬
ghie lunghe e affilate potranno incappa¬
re nel rischio di forare il supporto plasti¬
co che racchiude la circuitazione, rischio
a cui non sono sottoposti i led e la parte
logica di interfacciamento con il PC, che
si trovano dentro l'unica zona rigida del¬
la tastiera. Altre peculiarità? E' possibile
scegliere tra diversi colori e sarà a bre¬
ve disponibile la versione
italiana (quella in prova, in¬
fatti, essendo tra le prime in
circolazione è in inglese); e,
inoltre, compatibile con
Windows 95 e 98 e, infine,
ha un prezzo piuttosto inte¬
ressante...
L'utilizzo ideale di questo
oggetto?
A mio parere in associa¬
zione con un portatile, pen¬
sate alla comodità di poter
girare portandosi in borsa
sia il notebook che la Fold
2000 opportunamente ripie¬
gata, in modo da poter utiliz¬
zare, all'occorrenza, una ta¬
stiera dalle dimensioni nor¬
mali!! ^
L unica parte rigida della Fold 2000 e la tona che racchiude la parte
logica di interfacciamento con il PC e i led di servizio.
86
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
I.C.P. 4»»OOdt
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IO
casa tua
...con ADSL@home
di MC-link
Di rivoluzione in rivoluzione, ecco che MC-link ha portato le nuove formule ADSL
per essere sempre in rete 24 ore su 24 anche a casa tua. Con il nuovo abbona¬
mento ADSL@home di MC-link *:
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telefonica puoi navigare e telefonare contemporaneamente
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perché vai ad una velocità media fino a 128 Kbps (velocità di picco 640Kbps),
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di Alessandro Fette
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HiBox 550 Stereo
MicroDowell
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L 600 000
UPS e amplificatore audio insieme diventano
il MUPS, acronimo di Multimedia
Uninterruptible Power Supply.
La MicroDowell, società italiana che
da diversi anni opera nel mercato come
produttrice di gruppi di continuità, ha
pensato di attirare l'attenzione del mer¬
cato consumer unendo l'utile al dilette¬
vole. HiBox 550 Stereo, infatti, non è
nient'altro che un UPS e un amplificato-
re audio montati e collegati insieme
all'interno di un unico case. Una trovata
intelligente e funzionale, che riaccende
per certi versi l'interesse verso un og¬
getto non sempre considerato impor¬
tante quanto un componente interno
del nostro PC.
La tecnica
Lo "scatolotto", che non supera i 15
centimetri di altezza e i 24 di profondità,
trova facilmente spazio vicino alla no¬
stra postazione. Inversamente ai con¬
sueti canoni estetici e ergonometrici
della stragrande maggioranza degli UPS
in commercio, questo oggetto è di di¬
screta e silenziosa presenza e si fa
guardare per la sua estetica davvero in¬
novativa per la categoria di prodotto Al
lato del tasto di ripristino troviamo però
la sorpresa, ossia un potenziometro de¬
dicato proprio al controllo del volume
dell'amplificatore interno che pilota le
due casse acustiche a corredo.
I due altoparlanti dal colore grigio
scuro e leggermente inclinati verso l'al¬
to, in modo da direzionare l’emissione
sonora in maniera corretta verso l'ascol¬
tatore, sono costruiti secondo la tecno¬
logia Bass Reflex, con un woofer da
130 mm e un tweeter da 26. La rispo-
88
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
MicroDowell HiBox 550 Stereo
Per essere un UPS di connessioni ce ne sono fin troppe USB sia per la gestione software del gruppo di
continuità, sia per la gestione dell'audio in digitale, sema dimenticare però il vecchio e caro miniiak analogi¬
co Un poco scomodi i due potemiometn per la regolazione dei toni .
constatare ora che, disaccoppiando si¬
stemi di codifica audio dalla rete elettri¬
ca. il segnale non può che migliorare,
grazie all'isolamento dalle interferenze
elettromagnetiche.
Fondamentalmente questo è il se¬
greto del progetto Hibox, ossia fornire
corrente elettrica pulita non solo per
proteggere il nostro computer da sovra¬
tensioni nocive, ma anche per eliminare
interferenze dal nostro sistema di am¬
plificazione audio, utilizzando, con la re¬
te elettrica presente, gli stadi di potenza
dell'inverter in driver audio. La sezione
UPS è stata progettata secondo la tec¬
nologia Interactive, che permette un
rendimento del 95% a pieno carico, os¬
sia collegando al gruppo di continuità un
carico di 325 W effettivi il tempo di ca¬
duta delle batterie è di circa 15 minuti,
dato dichiarato leggermente inferiore ai
fatti. L'Hibox è stato provato con un
AMD K6 450 MHz, masterizzatore in
modalità di scrittura e un monitor com¬
merciale di 17 pollici. La durata effettiva
è stata di 19 minuti e mezzo, tempo più
che sufficiente per finire la masterizza¬
zione e spegnere il PC. La forma d'onda
in uscita è una sinusoidale stabilizzata
"Step Wave", mentre il tempo di inter¬
vento è minore ai 2 millisecondi. La fre¬
quenza di ingresso della corrente elettn-
sta in frequenza del si¬
stema va da 48 Hz a 20
kHz, la potenza soppor¬
tata dai trasduttori è pari
a 60 W rms, ossia quel¬
la massima erogata
dall'amplificatore dell'Hi-
box. Interessante è la
soluzione impiegata per
pilotare le due casse
acustiche. Prima di tutto
la connessione al nostro
PC avviene tramite la
porta USB, che permet¬
te (oltre alla gestione di
tutte le funzioni di con¬
trollo dell'UPS) di prele¬
vare l'audio in formato
Potenza Audio IliBox
Po(W)
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70
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«
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1*0 17» 1M ZOO SO ZM
Ecco i due grafici che dimostrano sia la potenza di uscita della sezione amplificatrice che la larghezza di banda del sistema
Scheda tecnica
FPotenza 550 VA/325 W - Tensione ingresso da 160
a 275 Vac - Frequenza 50/60 Hz - Tensione uscita
modalità batteria: 230Vac - Forma d'onda sinusoida¬
le stabilizzata "Step Wave" - Rumorosità (in linea) 25
dBAa 1 metro Potenza audio 2x60 W rms -
Connessioni USB e ingressi analogici - Regolazioni
audio volume, toni Dimensioni 175x140x230 mm -
Compatibilità: Mac OS9/PlayStation 11/Win 98-2000
digitale e affidarlo ad un
DSP di ultima generazione
che opera una conversio¬
ne a 96 kHz con un bit ra¬
te pari a 24. La banda pas¬
sante in questo caso viene
mantenuta molto larga,
abbassando di molti dB la
distorsione e ottenendo
una pulizia del segnale de¬
gna di ben altre schede
audio in commercio. Facile
ca viene stabilizzata da un PLL a 50/60
Hz, mentre la tensione d'ingresso ac¬
cettata va da 160 Vac monofase a 275
Vac selezionabile. Infine, per dovere di
cronaca, una riprova della qualità del si¬
stema messo a punto dalla Micro-
Dowell viene data dall'utilissimo
software di controllo dell’UPS, che ci
permette non solo di tenere sott'occhio
lo stato del gruppo, ma anche di pro¬
grammare accensione e spegnimento
nel giorno e nell'ora stabilita.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
89
di Pierfrancesco Fravolini
Dazzle
Il videoed
E' notìzia recente la trasformazione
di Fast Multimedia Italia, azienda con
esperienza piu che decennale nel
campo del videoeditmg e nei prodotti
per l'acquisizione video.
Da Fast Multimedia Italia nasce
Rekeo, azienda che si propone come
nuovo distributore di soluzioni a livello
consumer, mentre Fast Multimedia
Italia si occuperà invece di soluzioni
professionali e semiprofessionali.
Questa ristrutturazione ha portato
che ai prodotti Fast Multimedia, DV
Master. AV Master ecc., siano stati
affiancati prodotti dedicati al mercato
consumer dell'americana Dazzle, e di
Canopus. un marchio poco conosciu¬
to in Italia, specializzato nella produ¬
zione di schede per il trattamento e
l'interfaccia dei dati DV. I prodotti di
questa prova sono i primi distribuiti
dalla nuova società, e provengono
dalla americana Dazzle’ Icon l'asteri¬
sco), multinazionale realizza soluzioni
estremamente economiche per la
cattura e l'elaborazione di immagini
video. I prodotti della ditta americana
sono orientati al mercato consumer e
sono caratterizzati da un prezzo estre¬
mamente contenuto.
In particolare Digital Video Photo
Maker è un dispositivo esterno che
sfruttando la connessione USB per¬
mette di acquisire immagini fisse o
filmati pronti per essere registrati su
CD-ROM o per essere pubblicati sul
Web.
Digital Video Creator è sempre un
dispositivo di acquisizione video con
interfaccia USB ma dispone di con¬
nessioni audio e video sia in ingresso
sia in uscita. In questo modo è possi¬
bile registrare su nastro i filmati realiz¬
zati con il software a corredo.
Con tutti e due i dispositivi la ripre¬
sa ed il montaggio di un video sono
estremamente intuitivi, soprattutto
grazie del software fornito a corredo,
che in questo caso è Ulead Video
Studio per l'acquisizione delle clip vi¬
deo ed il montaggio, e Ulead Photo
Express, per l'elaborazione delle im¬
magini fisse. DV-Editor è invece una
scheda PCI, che va quindi montata in¬
ternamente al computer, che permet¬
te di acquisire filmati da una teleca¬
mera digitale in standard DV La sche¬
da offre ben tre connessioni Firewire
IEEE 1394
Videoediting Dazzle*
Costruttore:
Darzie Multimedia Ine - www.dattle com
Distributore
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Digital Video Photo Maker L 298 000
Digital Video Creator L 598.000
DV-Editor L 298 000
90
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Dazzle* il videoediting facile
Digital Video
Photo Maker
Si tratta di una scatolina esterna di
colori azzurro e bianco trasparente, con
ingressi video e uscita USB. Come ap¬
pare chiaro il dispositivo è molto sem¬
plice e non è altro che una scheda di vi-
deocapture ma che frutta l’interfaccia
USB per il trasferimento dei dati al com¬
puter. L'utilizzo dell'interfaccia USB ren¬
de la periferica ideale per l'impiego con
i computer portatili, tra l’altro il dispositi¬
vo non ha bisogno di alimentatore e
prende l'energia necessaria direttamen¬
te dal computer. È possibile quindi an¬
dare in giro con il notebook a tracolla e
la telecamera in mano e catturare filma¬
ti e foto direttamente sul computer,
senza bisogno del riversamento su una
videocassetta. Questa caratteristica
può davvero essere considerata impor¬
tantissima per quelli che non hanno
molto tempo a disposizione oppure che
non vogliono aspettare inutilmente il
tempo di riversamento dei contenuti
della videocassetta appena registrata
sul computer.
Oltre alla connessione USB il Digital
Video Photo Maker ha anche altre carat¬
teristiche interessanti: innanzitutto, co¬
me il nome stesso fa notare, è in grado
di catturare oltre che clip video anche
immagini fotografiche, sempre utilizzan¬
do la telecamera. E' possibile tra l'altro
catturare un singolo fotogramma, oppu¬
re una sequenza di foto ed è possibile
catturare foto con una progressione
temporizzata,
In pratica il sistema è in grado di
scattare fotografie ad intervalli di tempo
predeterminati. Sarà possibile quindi
creare effetti di accelerazione altissima
(classico è l’esempio del fiore che si
schiude, realizzato catturando i singoli
fotogrammi con una pausa molto punga
tra un fotogramma e l'altro, oppure ri¬
prendere immagini fisse di un luogo a
differenti ore della giornata, ed in ma¬
niera del tutto automatica. La risoluzio¬
ne massima disponibile in uscita è di
Digital YidcoCrcatòr
Il programma di cattura ed editing video tornito
con Digital Video Photo Maker e Digital Video
Creator è dotato di un'interfaccia piuttosto futuribi¬
le Sul monitor del computer viene disegnato un
vero e proprio registratore digitale audio e video,
con tanto di pulsami, manopola del volume e
schermo video
Il Digital Video Photo Maker è una scatolina esterna di colore azzurro trasparente, con ingressi video e
uscita USB II dispositivo accetta sia segnali videocomposito che s-video, e presenta una uscita, denomina¬
la video-thru che non è altro che un rimando dell'ingresso, comoda per momtorare il segnale collegandola
ad esempio all’ingresso di un televisore
Tra le utility comodissimo 6 il Setup Wizard, che
aiuta /'utilizzatore a configurare e collegare corret¬
tamente il dispositivo di cattura video.
1600x1200 pixel ma si tratta in realtà di
una risoluzione finta, realizzata tramite
una interpolazione del segnale; dalla te¬
lecamera infatti si può avere un quadro
con al massimo 720x576 punti II siste¬
ma è poi in grado di salvare le foto in
quasi tutti i formati di solito utilizzati:
BMP, JPG, TIF, PCX, TGA, WMF, EPS,
FPXe PSD.
La cattura dei video invece risente
chiaramente delle limitazioni del colle¬
gamento USB che, ricordo, ha una am¬
piezza di banda ed un data rate insuffi¬
cienti per il video di alta qualità. Nel ca¬
so del Digital Video Photo Maker la
massima ampiezza di quadro possibile
è la QSIF, cioè 160x144 pixel per il PAL,
a 25 fotogrammi al secondo, oppure
SIF, cioè 320x240 pixel, ma quest’ulti-
ma grandezza viene raggiunta solo se il
dispositivo è collegato ad un computer
Mac. Il sistema è in grado di catturare
sia in PAL che in NTSC e dispone, co¬
me abbiamo visto, sia di ingresso video¬
composito, che di s-video. La dotazione
comprende a tal proposito anche un ca¬
vetto con due pin RCA per il segnale
composito e una cavetto s-video, oltre
ad un altro cavo per il collegamento
dell'audio che non viene catturato dal
dispositivo ma utilizza gli ingressi esi¬
stenti nel computer.
La dotazione software è completa e
consente di utilizzare subito l'apparec-
chietto. Il programma principale per la
cattura e l'editing delle clip video è dav¬
vero semplice e comodo da usare, co¬
me vedrete dalle foto allegate all'artico¬
lo Oltre a questo vengono forniti Dazz¬
le Photo Studio, per il foto ritocco delle
immagini acquisite e Videoimpression,
un programma di acquisizione video e
editing solo per Mac.
Viene inoltre fornita una buona libre¬
ria di clip e immagini da incorporare nei
propri filmati.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
91
Tramile una apposita finestra 6 possibile scegliere
la sorgente di ingresso, tra composita e s-video
Composite2 è utilizzabile solamente con apparec¬
chi che dispongono di due ingressi
Dazzle* il videoediting
Digital Video
Creator
Cuccando su apposite
"linguette " si aprono dei
pannelli aggiuntivi me¬
diante i guati e possibile
accedere alle vane opzio¬
ni di conhgurazione del
programma
Anche il Digital
Video Creator è in
grado di catturare
immagini fisse, con
risoluzione fino a
1600x1200 punti (interpolati) ed è in
grado di salvare in tutti i formati comu¬
ni. Inoltre il sistema è in grado di cattu¬
rare immagini singole, brevi sequenze o
sequenza di immagini a tempi determi¬
nati.
Nel caso della cattura video l'ampiez¬
za del quadro è maggiore di quella di¬
sponibile con il Video Photo Maker; in
questo caso infatti si può arrivare a
E' il fratello maggiore del Video Pho¬
to Creator. La differenza sta soprattutto
nelle connessioni e nella grandezza del
quadro video catturabile. Nel Video
Creator si hanno connessioni sia in in¬
gresso che in uscita e questo permette
il riversamento dei filmati realizzati an¬
che su un dispositivo analogico, come
un videoregistratore, o semplicemente
la visione sul televisore di casa, Inoltre il
dispositivo accetta anche l'audio, oltre
che il video. Il Digital Video Creator, pur
sfruttando la connessione USB per il
trasferimento dei segnali da e verso il
notebook, non prende l'alimentazione
dal computer ma ha bisogno di un ali¬
mentatore esterno. Questo fa sì che il
dispositivo sia in realtà adatto solamen¬
te per un uso desktop, in unione ad un
computer fisso. Anche le dimensioni
sono diverse, il Digital Video Creator è
infatti più grande e può essere poggiato
sulla scrivania o orizzontalmente oppure
verticalmente, sfruttando un apposito
piedistallo sagomato. Le uscite audio e
video sono poste nella parte posteriore,
mentre gli ingressi sono anteriori. Que¬
sto facilita non poco le connessioni ve¬
loci a dispositivi come telecamere e vi¬
deoregistratori. Si ha un ingresso mi¬
crofonico, utile per inserire commenti
"al volo", un ingresso video composito
e un s-video.
Stessa cosa per le uscite, mentre
sempre sul posteriore è presente una
presa punto-linea per l’alimentazione,
fornita da un adattatore esterno.
La confezione comprende una coppia
di cavi con connettori RCA per il segna¬
le videocomposito, un cavetto s-video e
due cavi audio, uno con una coppia di
pin RCA e uno che da una parte ha un
mmijack stereo.
Il Digital Video Creator é un dispositivo esterno piuttosto piccolo ma che dispone di ingressi e uscite audio
stereo e video Gli ingressi sono posti anteriormente, in maniera da favorire un collegamento rapido ad ap¬
parecchiature quali telecamere o videoregistratori, le uscite invece sono sulla parte posteriore
E 1 possibile
anche deci¬
dere lo
standard di
registrazio¬
ne, tra PAL
e NTSC
92
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Dazzle* il videoediting facile
II sistema permette inoltre la scelta del dispositivo
audio di ingresso, qui siamo con il Digital Video
Creator che dispone sia di ingresso linea che mi¬
crofonico
E' possibile
catturare il
video con
una grande
quantità di
formati pre¬
determinati,
in particola¬
re il Iormato
Video-CD.
352x288 pixel, con 25 trame al secon¬
do, corrispondenti ad un quarto di
schermo PAL. Un filmato con queste di¬
mensioni, se visualizzato su un televiso¬
ri ogni caso è possibile configurare completamente
la cattura dei filmati scegliendo la dimensione del
fotogramma, il frame rate, il bitrate video, il metodo
di compressione e il data rate del file registrato.
Tramite un pannello ulteriore e possibile modifica¬
re le impostazioni di visualizzazione del filmato, co¬
me la tinta, la saturazione, la luminosità, il contra¬
sto ecc
Se "estraiamo “ un altro pannello, si accede ad una
vasta libreria di clip e immagini che possiamo utiliz¬
zare nei nostri filmati
re, fornisce una qualità simile a quella di
un videoregistratore VHS, Il sistema
cattura i filmati direttamente in MPEG
1, con un bit rate video che può andare
da 56 kbps a 2,5 Mbps.
Nel caso dell'audio il sistema è in
grato di campionare a 32 kHz, 44,1 kHz
e 48 kHz. Il segnale campionato può es¬
sere registrato in formato wave oppure
in MPEG 1 o MP3, sfruttando il softwa¬
re Reai Juke Box, fornito in bundle. Ol¬
tre a Reai Juke Box vengono forniti
Dazzle Video Creator per il montaggio e
l’editing del video, Ulead Photo Ex¬
press, per l'elaborazione ed il ritocco
delle immagini fisse e per la creazione
di poster, calendari, biglietti di auguri
ecc, Ulead Video Studio per il montag¬
E ' possibile, nel caso di cattura di immagini fisse,
deciderne la grandezza, la profondità del colore ed il
formato di registrazione E' inoltre possibile cattura¬
re immagini multiple ad mteivalli di tempo prefissati
gio avanzato. SmartSound per l'inseri¬
mento della colonne sonore e SierraHo-
mes Web Studio, un completo editor di
pagine Web.
Da notare che la capacità di catturare
filmati in MPEG-1 con risoluzione di
352x288 pixel rende possibile, oltre che
la pubblicazione dei filmati sul Web, an¬
che la masterizzazione di Video-CD, che
utilizzano proprio tali parametri per il
contenuto video.
DV Editor
E' una scheda interna PCI che rende
disponibile sul computer ben tre prese
Firewire IEEE 1394, per il collegamento
con telecamere digitali in formato DV.
Questa scheda è simile a tante altre
presenti sul mercato, con una particola¬
rità: il prezzo estremamente basso.
La scheda costa infatti solo 298.000
lire Iva inclusa e permette l'acquisizione
e l'editing dei filmati nel formato DV na¬
tivo.
Questa caratteristica permette di la-
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
93
Dazzle* il videoediting facile
II pannello in basso e il vero e proprio editor video
Sistemando le clip in sequenza nello spazio predi¬
sposto si monta il filmato, scegliendo anche sem¬
plici effetti di transizione tra una scena e l'altra.
Il DV-Editor è una scheda PCI da montare internamente al computer Per su di essa sono presenti ben tre
porte firewire IEEE 1394 per la connessione a telecamere DV ma anche ad altri dispositivi che utilizzano
questa interfaccia, che è di tipo seriale ad alta velocita
vorare sui filmati, con transizioni, effetti
ecc., mantenendo la qualità originale
del filmato,
Va ricordato infatti che il formato DV
utilizzato nelle videocamere digitali
amatoriali è un formato compresso. In
questo caso i singoli fotogrammi sono
compressi 5:1, con un algoritmo adatta-
tivo, per avere un frame rate fisso di 25
Mb al secondo.
Se si ha una telecamera digitale con
uscita Firewire ma si utilizzano le uscite
analogiche per catturare il segnale in¬
nanzitutto il segnale video viene de¬
compresso e passa attraverso il conver¬
titore analogico/digitale interno alla tele¬
camera, si ha poi una ulteriore com¬
pressione nello standard scelto per l'ac¬
quisizione, che sia MPEG-1 MPEG-2 o
MJPEG. Nel caso di editing nativo inve¬
ce non viene fatta nessuna trasforma¬
zione sul segnale, questo viene regi¬
strato sull'hard disk proprio come arriva
dall'interfaccia Firewire. Anche il
software di montaggio, utilizzando degli
appositi codec, lavora tutte le transizioni
e gli effetti nel formato nativo, e questo
assicura la migliore qualità possibile.
Con Reai Jukebox è possibile catturare e convertire brani musicali in MP3, an¬
che da CD
SmartSound è il sistema più facile per creare colonne musicali per i vostri fil¬
mati Non è assolutamente richiesta la conoscenza della musica. Smart Sound
si compone di due differenti programmi: Maestro si occupa di comporre per
voi la musica secondo il genere musicale richiesto, con Sound Editor sarà pos¬
sibile poi modificare la colonna sonora per i propri gusti Da provareI
94
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
Dazzle* il videoediting facile
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Con U/ead P/iofo Express Icori Digital Video Photo Maker viene fornito Dazile
Photo Studio) è possibile ritoccare le immagini fotografiche acquisite, espor¬
tandole in lutti i formati più comuni, ed utilizzarle por creare poster, calendari,
e biglietti di auguri
Il programma permette anche di inserire titoli animati sfruttando tutti i font
presenti sul computer
Molle sono le
opzioni disponi¬
bili per la crea¬
zione del filma¬
to finale Da
Ulead Vìdeo
Studio è possi¬
bile creare pa¬
gine web con il
nostro filmato,
inviare e-mail
contenenti le
clip, o creare bi¬
glietti di auguri
animati,
I ® I A/V
^ Pagina web T
Pagina web
E-mail
Biglietti d'auguri
Registra TI DV
I □ >
Ulead Video Studio è un programma di editing avanzato e allo stesso tempo di
semplice utilizzo II programma guida passo-passo /'utilizzatore nella creazione
del filmato attraverso tutte le tasi della lavorazione, dall'acquisizione al mon¬
taggio, alla scelta delle transizioni e al rendering finale
Assieme alla
scheda viene for¬
nito anche un ca¬
vo di connessione
Firewire mentre
come software di
montaggio è pre¬
sente Ulead Video
Studio. Con que¬
sta scheda è pos¬
sibile acquisire fil¬
mati con la massi¬
ma qualità disponi¬
bile con apparec¬
chiature amatoria¬
li. Inoltre l'interfac¬
cia Firewire, che è
bidirezionale, per¬
mette il riversa¬
mento dei filmati
da noi montati ol¬
tre che su disposi¬
tivi analogici, an-
Conclusioni
Con questi nuovi prodotti della
americana Dazzle" la Rekeo si col¬
loca in buona posizione nel merca¬
to dei prodotti per il video di qua¬
lità amatoriale. I prodotti sono ben
fatti, e funzionano egregiamente.
Il target di utenti ai quali sono de¬
dicati è manifestato chiaramente
dal prezzo: mentre il Digital Video
Creator appare un po’ troppo co¬
stoso per le caratteristiche offerte,
sicuramente nel caso del Video
Photo Maker il prezzo è da consi-
Gli effetti di transizione utilizzabili sono numerosi Si hanno sia effetti 2D che derarsi contenuto e addirittura bas-
3D, vari tipi dì tendine e dissolvenze, allungamenti, transizioni a spinta ecc. sissimo per il DV-Editor,
che su videoregistratori o camcorder di¬
gitali, a patto che abbiano l'ingresso DV-
in abilitato.
Disponendo di una telecamera con
DV-in sarà possibile quindi registrare su
nastro digitale il filmato completo di effet¬
ti e transizioni dal quale sarà possibile
creare delle copie o su nastro DV, per
mezzo di un altro camcorder digitale, o su
supporto di qualità inferiore, come
cassette VHS, S-VHS o Video 8.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
95
Speciale Linux
Un po' di storia
di Giuseppe Zanetti
Non è facile spiegare in poche pagine cosa significhi Linux senza rischiare di cadere nel riduttivo e nella mera
descrizione di aspetti tecnici e liquidarlo semplicemente come "un sistema operativo simile a UNIX ma gratuito ". In
realtà, perdendo un po di tempo per conoscerne la storia, esso rappresenta qualcosa di molto più profondo di come
appare esternamente o a prima vista: è forse uno dei simboli più importanti e significativi, di
come Internet e le reti di comunicazione abbiano iniziato a modificare la vita, la società, i
rapporti interpersonali e persino l'economia di questo fine millennio. Linux, e le idee che ci
stanno dietro, hanno reso vere cose che solo fino a ieri erano inimmaginabili, come il
lavorare in migliaia di persone, ciascuno a casa propria - che può essere in qualunque
angolo del mondo ■ allo stesso progetto.
La nascita di Linux
Linux nacque nel 1991, dall'idea di
uno studente diciannovenne di infor¬
matica delTUniversità di Helsinki in
Finlandia, Linus Benedict Torvalds, il
quale, spinto dalla curiosità di provare
a programmare il suo nuovo 386, deci¬
se di iniziare a scrivere un piccolo ker¬
nel (nucleo alla base di un sistema
operativo) in grado di far girare con¬
temporaneamente due semplicissimi
programmi (uno scriveva sullo scher¬
mo una "A" maiuscola, l’altro una
"B").
piuttosto feroce nei confronti di Minix.
Ovviamente il professore non accettò
troppo serenamente il fatto che uno
studentello osasse criticare in maniera
anche così pesante il suo lavoro e que¬
sto diede vita ad un intenso scambio
di messaggi pubblici fra i due (trovate
il testo completo della disputa su
ftp://sunsite.unc.edu/pub/Linux/docs/ol
d/misc/linux_is_obsolete.txt.z).
Il motivo principale del contendere
era insito, oltre che in una questione di
orgoglio, anche nella diversa struttura
interna dei due sistemi operativi: Minix
era basato infatti sul concetto del mi¬
> MINIX is a microkernel-based
La fortuna e la grande intuizione di
Linus furono quelle di non tenere per
sè la cosa ma di condividerla con gli al¬
tri programmatori attraverso Internet,
che dieci anni or sono non era ancora
un fenomeno di massa ma era limitata
quasi solo al mondo universitario.
La prima apparizione di Linux avven¬
ne in un messaggio impostato nel
1991 nel newsgroup (gruppo di discus¬
sione di USENET) comp.os.mmix.
In questo messaggio Linus presen¬
tava il suo lavoro come la base per un
sistema operativo che avrebbe dovuto
superare i limiti di Minix (un sistema
operativo simile a UNIX, scritto a sco¬
po didattico come complemento ad un
suo libro da Andy. S. Tanenbaum, uno
dei più eminenti ricercatori nel campo
dei sistemi operativi e del networking).
Ad una critica del professore su Li¬
nux, Torvalds rispose con una critica
crokernel, in cui le diverse funzioni
(gestione della memoria, filesystem,
device driver, .) sono implementate
in modo separato e colloquiano fra lo¬
ro scambiandosi opportuni messaggi
Linux invece era basato su una archi¬
tettura piu tradizionale, in cui le diver¬
se funzioni sono inserite nel kernel in
maniera monolitica.
Quando ho scritto Linux conosce¬
vo UNIX da sei mesi e ho pensato
di poterlo riscrivere da zero.
Se lo avessi conosciuto meglio,
non avrei iniziato.
Alle critiche del luminare, lo studente
rispondeva semplicemente che il suo
sistema operativo era forse teorica¬
mente meno bello ma che, messo alla
prova dei fatti, avrebbe funzionato me¬
glio rispetto a Minix.
System.... LINUX is a monolithic
style System.
If this was thè only criterion for
thè "goodness" of a kernel, you'd
be right. What you don't men-
tion is that minix doesn't do thè
micro-kernel thing very well, and
has problems with reai multita¬
sking (in thè kernel). If I had tria¬
de an OS that had problems with
a multithreading filesystem, I
wouldn’t be so fast to condemn
others: in fact, l'd do my damnde-
st to make others forget about
thè fiasco.
In realtà uno degli aspetti che Linus
contestava maggiormente a Tanen¬
baum era anche che Minix non fosse
disponibile gratuitamente, cosa che egli
riteneva inaccettabile per un sistema ad
96
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
r
Cos'è Linux
t
tratto da "Linux Information Sheet" di Michael K. Johnson <johnsonm@redhat.com>
traduzione a cura di Giovanni Bortolozzo, <borto@pluto.linux.it>
Potete trovare il documento completo su \http://www.piuto. iinux.it/iiap/HUW i u/maex. htm\
Linux è una reimplementazione completamente gratuita delle
specifiche POSIX, con estensioni SYSV e BSD (il che significa che
sembra proprio come Unix, ma non è derivato dallo stesso codice
di partenza), disponibile sia come codice sorgente sia in formato bi¬
nario, Il suo copyright è posseduto da Linus Torvalds
<torvalds@transmeta,com> e da altri collaboratori, ed è liberamen¬
te distribuibile nei termini della GNU General Public License (GPL).
Una copia della GPL è inclusa nei sorgenti di Linux; è possibile otte¬
nerne una copia anche da ftp://prep.ai.mit.edu/pub/gnu/COPYING,
Linux, di per sè, è solo il kernel del sistema operativo, la parte
che controlla l'hardware, gestisce i file, suddivide i processi e cosi
via. Esistono diverse combinazioni di Linux con insiemi di utilità e
applicazioni per formare un sistema operativo completo Ognuna di
queste combinazioni è detta una distribuzione di Linux. La parola Li¬
nux, sebbene in senso stretto si riferisca specificamente al kernel,
è largamente e correttamente usata per riferirsi all'intero sistema
operativo costruito attorno al kernel Linux. Per un elenco e una bre¬
ve descrizione delle diverse distribuzioni, si veda
fittp://sunsite. unc.edu/LUP/HUW I U/UisttiPution-HUW I U html|
Nessuna di queste distribuzioni è il Linux ufficiale"
Linux non è di pubblico dominio, non è nemmeno shareware"
È un software "libero", comunemente chiamato freeware o Open
Source Software|tm| (si veda >)ll|i.//WWW.fl|1fchSòu)Y;è ò<ù). (• i|
possono distribuire o venderne copie, ma si devono includerne ì
sorgenti o renderli disponibili nello stesso modo con il quale si di¬
stribuiscono o si vendono gli eseguibili. Se si distribuisce una qual¬
siasi modifica, si è obbligati per legge a distribuire i sorgenti di que¬
ste modifiche Si veda la GNU General Public License per i dettagli
Linux è ancora libero, come nella versione 2.0, e continuerà a
esserlo La natura del copyright GNU. a cui Linux è soggetto, ren¬
derebbe illegale il fatto che non sia piu libero. Notare che: la parte
libera' implica l'accesso ai sorgenti indipendentemente dall'aspet¬
to monetario; è perfettamente legale far pagare denaro per la distri¬
buzione di Linux, a patto che venga distribuito anche il codice sor¬
gente Questa è una generalizzazione; per aspetti più accurati, leg¬
gere la GPL.
Linux gira su macchine 386/486/Pentium con bus ISA, EISA, PCI
e VLB, MCA (bus della IBM) non è attualmente ben supportato,
sebbene nella nuova versione in fase di sviluppo, la 2 1 x, il suppor¬
to sia stato inserito Se siete interessati, guardate
inttp://Qiycerine.nsmm.uni.eau/mca|
E in corso il port per diverse piattaforme Motorola 680x0 (attual¬
mente usate in alcuni Amiga, Atari e macchine VME), che ora fun¬
ziona abbastanza bene. Richiede un 68020 con MMU, un 68030,
un 68040 o un 68060 e richiede anche l’FPU. Per ora il supporto di
rete e X non funzionano. Si veda news:comp.os.linux.m68k.
Linux funziona bene sulle CPU Alpha della DEC, supportando at¬
tualmente le piattaforme Jensen", NoName", Cabriolet", Uni¬
versa! Desktop Box" (meglio conosciuta come Multia). Per altre
informazioni, si veda intp://www azstarnet.com]
-axplinux/FAQ.html.
Linux funziona bene su Sun SPARC e viene utilizzato già su mol¬
te macchine sun4c, sun4m e sun4u, mentre il supporto per sun4 è
in fase di sviluppo. Red Hat Linux è (alla scrittura di questo testo) la
sola distribuzione disponibile per SPARC; si veda
inttp ,//www regnai.com/s j pport/docs/rhl-sparc/
Linux è in attiva fase di port per architetture PowerPC, incluse le
macchine PowerMac (Nubus e PCI), Motorola, IBM e Be. Si veda
pnpv/www cs nrm eou/-nnuxppc| e pnp://www linuxppc.org/i
Port su altre macchine, tra cui MIPS (si veda http://linus
linux.sgi.com e ihnp://lena fnet.fr/) e ARM. sono in corso e stanno
mostrando dei progressi. Non trattenete il fiato, ma se siete inte¬
ressati e capaci di contribuire, potete trovare facilmente altri svilup¬
patori che vorrebbero lavorare con voi.
Linux non è più considerato in beta test da quando è stata rila¬
sciata la versione 1 0 il 14 marzo 1994. C'erano ancora bug nel si¬
stema, e nuovi bug salteranno fuori e saranno risolti col passare del
tempo Siccome Linux segue il modello a sviluppo aperto”, tutte
le nuove versioni sono rilasciate al pubblico anche se non sono
considerate "prodotti di qualità" Comunque, per aiutare la gente a
capire se sta prelevando una versione stabile o no. è stato adottato
il seguente schema: le versioni n.x.y, dove x è un numero pari, so¬
no le versioni stabili, e come vengono risolti bug viene incrementa¬
to y. Cosi dalla versione 1.2.2 alla 1.2.3 ci fu la correzione di alcuni
bug e non l'aggiunta di nuove caratteristiche. Le versioni n.x.y, do¬
ve x è un numero dispari, sono di qualità beta per soli sviluppatori,
e possono quindi essere instabili e cadere (crash), ma hanno nuove
caratteristiche aggiuntive. Non appena il kernel attualmente in svi¬
luppo diviene stabile, verrà "congelato" in uno nuovo kernel stabi¬
le", e lo sviluppo continuerà con una nuova versione del kernel. SI
noti che la maggior parte dei rilasci del kernel Linux, beta o meno,
sono relativamente robuste; in questo contesto "stabile" significa
che cambia lentamente" oltre a robusto".
La versione stabile attuale è la 2.2.15 (questa continua a cambia¬
re a mano a mano che vengono aggiunti nuovi supporti hardware e
corretti bug), ed è partito lo sviluppo dei kernel sperimentali 2.3.x. I
sorgenti del kernel Linux contengono un file, Documentation/Chan-
ges, che spiega i cambiamenti di cui si deve essere consci quando
si aggiorna la versione del kernel. Comunque, la stragrande mag¬
gioranza degli utenti di Linux semplicemente aggiornano periodica¬
mente la loro distribuzione per avere una nuova versione del ker¬
nel.
Molte versioni di Linux, beta o no, sono abbastanza stabili e si
possono usare se fanno quel che vi serve. Un sito ha utilizzato un
computer con la versione 0.97p1 (rilasciata nell'estate del 1992)
per più di 136 giorni senza nessun errore o crash (e avrebbe funzio¬
nato ancora più a lungo se un operatore sbadato non avesse erro¬
neamente staccato la spina dell’alimentatore principale ..) Altri han¬
no segnalato uptime di oltre un anno. Un sito ha ancora un compu¬
ter che usa Linux 0.99p15 da oltre 600 giorni.
Una cosa da considerare è che Linux è sviluppato usando un
modello aperto e distribuito, invece di un modello chiuso e centra¬
lizzato come molto altro software. Questo significa che la versione
di sviluppo corrente è sempre pubblica (con un ritardo di una o due
settimane) in modo che tutti possano usarla. Il risultato è che ogni
volta una versione con nuove funzionalità viene rilasciata, quasi
sempre contiene bug, ma con il rapido sviluppo esistente i bug so¬
no trovati e corretti velocemente, spesso in ore, in quanto molta
gente lavora per risolverli
Diversamente, il modello chiuso e centralizzato significa che una
sola persona o un gruppo lavora al progetto, e solo loro rilasciano il
software quando ritengono che funzioni bene. Spesso questo porta
a un lungo intervallo tra le release, una lunga attesa per risolvere i
bug e uno sviluppo lento. Certamente l'ultima release pubblica di
tale software è, a volte, di qualità superiore, ma la velocità di svilup¬
po è generalmente molto inferiore
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
97
Linux
La licenza GNU GPL
Questa è una traduzione italiana non ufficiale della Licenza Pubblica Generale GNU. Non è pubblicata dalla Free
Software Foundation e non ha valore legale nell'esprimere i termini di distribuzione del software che usa la
licenza GPL. Solo la versione originale in inglese della licenza ha valore legale. Ad ogni modo, speriamo che
questa traduzione aiuti le persone di lingua italiano a capire meglio il significato della licenza GPL.
LICENZA PUBBLICA GENERICA (GPL) DEL PROGETTO GNU
Versione 2. Giugno 1991
Copyright (C) 1989. 1991 Free Software Foundation. Ine.
675 Mass Ave. Cambridge. MA 02139, USA
Traduzione curata dal gruppo Pluto e da ILS. ultimo aggiornamen¬
to, 30 luglio 1998.
Tutti possono copiare e distribuire copie letterali di questo
documento di licenza, ma non è lecito modificarlo.
Preambolo
Le licenze per la maggioranza dei programmi hanno lo scopo di to¬
gliere all'utente la liberta di condividerlo e di modificarlo Al contrario,
la Licenza Pubblica Generica GNU è intesa a garantire la liberta di
condividere e modificare il free software, al fine di assicurare che i
programmi siano "liberi" per tutti i loro utenti. Questa Licenza si ap¬
plica alla maggioranza dei programmi della Free Software Founda¬
tion e ad ogni altro programma i cui autori hanno scelto questa Li¬
cenza. Alcuni altri programmi della Free Software Foundation so¬
no invece coperti dalla Licenza Pubblica Generica per Librerie
Chiunque può usare questa Licenza per i propri pro¬
grammi. Quando si parla di free software", ci si sriferi-
sce alla libertà, non al prezzo. Le nostre Licenze (la
GPL e la LGPL) sono progettate per assicurarsi che cia¬
scuno abbia la libertà di distribuire copie del free
software (e farsi pagare per questo, se vuole), che cia¬
scuno riceva il codice sorgente o che lo possa ottenere
se lo desidera, che ciascuno possa modificare il pro¬
gramma o usarne delle parti in nuovi programmi liberi"
e che ciascuno sappia di potere fare queste cose.
Per proteggere i diritti dell'utente, abbiamo bisogno di
creare delle restrizioni che vietino a chiunque di negare
questi diritti o di chiedere di rinunciarvi. Queste restrizioni si tra¬
ducono in certe responsabilità per chi distribuisce copie del softwa¬
re e per chi lo modifica
Per esempio, chi distribuisce copie di un Programma coperto da
GPL, sia gratis sia in cambio di un compenso, deve dare ai desti¬
natari tutti i diritti che ha ricevuto Deve anche assicurarsi che i
destinatari ricevano o possano ricevere il codice sorgente. E deve
mostrar loro queste condizioni di Licenza, in modo che conoscano
i loro diritti.
Proteggiamo i diritti dell'utente in due modi: (1) proteggendo il
software con un copyright, e (2) offrendo una Licenza che offre il
permesso legale di copiare, distribuire e/o modificare il Programma
Infine, per proteggere ogni autore e noi stessi, vogliamo assicurar¬
ci che ognuno capisca che non ci sono garanzie per i programmi co¬
perti da GPL. Se il Programma viene modificato da qualcun al¬
tro e ridistribuito, vogliamo che gli acquirenti sappiano che ciò che
hanno non è l'originale, in modo che ogni problema introdotto da al¬
tri non si rifletta sulla reputazione degli autori originari.
Infine, ogni programma libero è costantemente minacciato dai bre¬
vetti sui programmi. Vogliamo evitare il pericolo che chi ridistribuisce
un Programma libero ottenga brevetti personali, rendendo perciò
il Programma una cosa di sua proprietà Per prevenire questo, ab¬
biamo chiarito che ogni prodotto brevettato debba essere distribuito
per il libero uso da parte di chiunque, o non distribuito affatto
Seguono i termini e le condizioni precisi per la copia, la di¬
stribuzione e la modifica.
LICENZA PUBBLICA GENERICA GNU
TERMINI E CONDIZIONI PER LA COPIA. LA DISTRIBUZIONE E
LA MODIFICA
0 Questa Licenza si applica a ogni Programma o altra opera
che contenga una nota da parte del detentore del copyright che di¬
ca che tale opera può distribuita sotto i termini di questa Licenza
Pubblica Generica. Il termine Programma" nel seguito indica
ognuno di questi programmi o lavori, e l'espressione lavoro ba¬
sato sul Programma" indica sia il Programma sia ogni opera
considerata "derivata" in base alla legge sul Copyright: cioè un
lavoro contenente il programma o una porzione di esso, sia letteral¬
mente sia modificato e/o tradotto in un'altra lingua: da qui in
avanti, la traduzione è in ogni caso considerata una modifica”. Ven¬
gono ora elencati i diritti dei detentori di licenza.
Attività diverse dalla copiatura, distribuzione e modifica non sono
coperte da questa Licenza e sono al di fuori della sua influenza.
L'atto di eseguire il programma non viene limitato, e l'output del
programma è coperto da questa Licenza solo se il suo contenuto
costituisce un lavoro basato sul Programma (indipendentemente
dal fatto che sia stato creato eseguendo il Programma) In base
alla natura del Programma il suo output può essere o meno co¬
perto da questa Licenza.
1. É lecito copiare e distribuire copie letterali del codice sor¬
gente del Programma cosi come viene ricevuto, con qualsiasi mezzo,
a condizione che venga riprodotta chiaramente su ogni copia una
appropriata nota di copyright e di assenza di garanzia: che si
mantengano intatti tutti i riferimenti a questa Licenza e all'assenza di
ogni garanzia: che si dia a ogni altro destinatario del Programma una
copia di questa Licenza insieme al Programma.
E possibile richiedere un pagamento per il trasferimento fisico di
una copia del Programma, è anche possibile a propria discrezione
richiedere un pagamento in cambio di una copertura assicurativa.
2. E lecito modificare la propria copia o copie del Programma, o
parte di esso, creando perciò un lavoro basato sul Pro¬
gramma. e copiare o distribuire queste modifiche e que¬
sti lavori sotto i termini del precedente punto 1. a patto
che anche tutte queste condizioni vengano soddisfatte:
a) Bisogna indicare chiaramente nei file che si tratta
di copie modificate e la data di ogni modifica.
b) Bisogna fare in modo che ogni lavoro distri¬
buito o pubblicato, che in pane o nella sua totalità deri¬
vi dal Programma o da parti di esso, sia globalmente uti¬
lizzabile da terze parti secondo le condizioni di questa li-
cenza.
c) Se di solito il programma modificato legge co¬
mandi interattivamente quando eseguito, bisogna fare in modo
che all'inizio dell'esecuzione interattiva usuale, stampi un mes¬
saggio contenente una appropriata nota di copyright e di assenza di
garanzia (oppure che specifichi il tipo di garanzia che si offre). Il
messaggio deve inoltre specificare agli utenti che possono ridistri¬
buire il programma nelle condizioni qui descritte e deve indicare co¬
me reperire questa licenza. Se però il programma di partenza
è interattivo ma normalmente non stampa tale messaggio, non
occorre che un lavoro derivato lo stampi.
Questi requisiti si applicano al lavoro modificato nel suo comples¬
so. Se sussistono parti identificabili del lavoro modificato che non
siano derivate dal Programma e che possono essere ragione¬
volmente considerate lavori indipendenti, allora questa Licenza e i
suoi termini non si applicano a queste parti quando vengono distri¬
buite separatamente. Se però queste parti vengono distribuite all'in¬
terno di un prodotto che è un lavoro basato sul Programma, la distri¬
buzione di questo prodotto nel suo complesso deve avvenire nei
termini di questa Licenza, le cui norme nei confronti di altri uten¬
ti si estendono a tutto il prodotto, e quindi ad ogni sua parte, chiun¬
que ne sia l'autore.
Sia chiaro che non è nelle intenzioni di questa sezione accampa¬
re diritti su lavori scritti interamente da altri, l'intento è piuttosto quel¬
lo di esercitare il diritto di controllare la distribuzione dì lavori deri¬
vati o dal Programma o contenenti esso
Inoltre, se il Programma o un lavoro derivato da esso viene aggre¬
gato ad un altro lavoro non derivato dal Programma su di un mez¬
zo di immagazzinamento o di distribuzione, il lavoro non derivato
non deve essere coperto da questa licenza
3 É lecito copiare e distribuire il Programma (o un lavoro basato
su di esso, come espresso al punto 2) sotto forma di codice oggetto
o eseguibile sotto i termini dei precedenti punti 1 e 2, a patto che si
applichi una delle seguenti condizioni:
a) Il Programma sia corredato dal codice sorgente completo, in una
forma leggibile dal calcolatore e tale sorgente deve essere fornito
secondo le regole dei precedenti punti 1 e 2 su di un mezzo comune¬
mente usato per lo scambio di programmi
b) Il Programma sia accompagnato da un'offerta scritta, valida per
almeno tre anni, di fornire a chiunque ne faccia richiesta una copia
98
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Linux
completa del codice sorgente, in una forma leggibile dal calcolatore,
in cambio di un compenso non superiore al costo del trasferimento
fisico di tale copia, che deve essere fornita secondo le regole dei
precedenti punti 1 e 2 su di un mezzo comunemente usato per lo
scambio di programmi.
c) Il Programma sia accompagnato dalle informazioni che sono
state ricevute riguardo alla possibilità di avere il codice sorgente.
Questa alternativa è permessa solo in caso di distribuzioni non
commerciali e solo se il programma è stato
ricevuto sotto forma di codice oggetto o ese¬
guibile in accordo al precedente punto B
Per codice sorgente completo" di un la¬
voro si intende la forma preferenziale usa¬
ta per modificare un lavoro. Per un pro¬
gramma eseguibile, "codice sorgente com¬
pleto" significa tutto il codice sorgente di
tutti i moduli in esso contenuti, più ogni file
associato che definisca le interfacce ester¬
ne del programma, più gli script usati per
controllare la compilazione e l'installa¬
zione dell'eseguibile. In ogni caso non è ne¬
cessario che il codice sorgente fornito inclu¬
da nulla che sia normalmente distribuito
(in forma sorgente o in formato binario) con i
principali componenti del sistema operativo
sotto cui viene eseguito il Programma (com¬
pilatore, kernel, e cosi via), a meno che tali
componenti accompagnino l'eseguibile.
Se la distribuzione dell'eseguibile o del co¬
dice oggetto è effettuata indicando un luogo
dal quale sia possibile copiarlo, permettere
la copia del codice sorgente dallo stesso luo¬
go è considerata una valida forma di distribuzione del codice sor¬
gente, anche se copiare il sorgente è facoltativo per l'acquirente.
4. Non è lecito copiare, modificare, sublicenziare, o distribuire il
Programma in modi diversi da quelli espressamente previsti da
questa Licenza. Ogni tentativo di copiare, modificare, sublicenziare
o distribuire il Programma non è autorizzato, e farà terminare au¬
tomaticamente i diritti garantiti da questa Licenza. D’altra parte ogni
acquirente che abbia ricevuto copie, o diritti, coperti da questa Licen¬
za da parte di persone che violano la Licenza come qui indicato non
vedranno invalidare la loro Licenza, purché si comportino confor¬
memente ad essa.
5. L'acquirente non è obbligato ad accettare questa Licenza,
poiché non l'ha firmata. D'altra parte nessun altro documento
garantisce il permesso di modificare o distribuire il Programma o i
lavori derivati da esso. Queste azioni sono proibite dalla legge per
chi non accetta questa Licenza; perciò, modificando o distribuendo il
Programma o un lavoro basato sul programma, si indica nel fare ciò
l'accettazione di questa Licenza e quindi di tutti i suoi termini e le
condizioni poste sulla copia, la distribuzione e la modifica del Pro¬
gramma o di lavori basati su di esso.
6. Ogni volta che il Programma o un lavoro basato su di esso ven¬
gono distribuiti, l'acquirente riceve automaticamente una licenza
d'uso da parte del licenziatario originale. Tale licenza regola la copia,
la distribuzione e la modifica del Programma secondo questi termi¬
ni e queste condizioni. Non è lecito imporre restrizioni ulteriori
all'acquirente nel suo esercizio dei diritti qui garantiti. Chi distri¬
buisce programmi coperti da questa Licenza non e' comunque re¬
sponsabile per la conformità alla Licenza da parte di terze parti.
7. Se, come conseguenza del giudizio di una corte, o di una
imputazione per la violazione di un brevetto o per ogni altra ragione
(anche non relativa a questioni di brevetti), vengono imposte
condizioni che contraddicono le condizioni di questa licenza, che
queste condizioni siano dettate dalla corte, da accordi tra le parti o al¬
tro, queste condizioni non esimono nessuno dall’osservazione di
questa Licenza. Se non è possibile distribuire un prodotto in un modo
che soddisfi simultaneamente gli obblighi dettati da questa Licenza e
altri obblighi pertinenti, il prodotto non può essere affatto distri¬
buito. Per esempio, se un brevetto non permettesse a tutti quelli
che lo ricevono di ridistribuire il Programma senza obbligare al paga¬
mento di diritti, allora l’unico modo per soddisfare contempo¬
raneamente il brevetto e questa Licenza e' di non distribuire affatto il
Programma.
Se parti di questo punto sono ritenute non valide o inapplicabili per
qualsiasi circostanza, deve comunque essere applicata l'idea espres¬
sa da questo punto; in ogni altra circostanza invece deve essere
applicato il punto 7 nel suo complesso.
Non è nello scopo di questo punto indurre gli utenti ad infrangere
alcun brevetto nè ogni altra rivendicazione di diritti di proprietà, nè di
contestare la validità di alcuna di queste rivendicazioni; lo scopo di
a uesto punto è solo quello di proteggere l'integrità del sistema di
istribuzione dei programmi liberi, che viene realizzato tramite l'uso
della licenza pubblica. Molte persone hanno contribuito generosa¬
mente alla vasta gamma di programmi distribuiti attraverso questo
sistema, basandosi sull'applicazione fedele di tale sistema. L’auto¬
re/donatore può decidere di sua volontà se preferisce distribuire
il software avvalendosi di altri sistemi, e l'acquirente non può impor¬
re la scelta del sistema di distribuzione.
Questo punto serve a rendere il più
chiaro possibile ciò che crediamo sia una
conseguenza del resto di questa Licenza
8. Se in alcuni paesi la distribuzione e/o
l'uso del Programma sono limitati da brevet¬
to o dall’uso di interfacce coperte da copyri¬
ght, il detentore del copyright originale che
pone il Programma sotto questa Licenza
può aggiungere limiti geografici esplici¬
ti alla distribuzione, per escludere questi
paesi dalla distribuzione stessa, in modo che
il programma possa essere distribuito solo
nei paesi non esclusi da questa regola. In
questo caso i limiti geografici sono inclusi
in questa Licenza e ne fanno parte a tutti gli
effetti.
9. All'occorrenza la Free Software
Foundation può pubblicare revisioni o nuo¬
ve versioni di questa Licenza Pubblica Ge¬
nerica. Tali nuove versioni saranno simili a
questa nello spirito, ma potranno differire
nei dettagli al fine di coprire nuovi pro¬
blemi e nuove situazioni.
Ad ogni versione viene dato un numero
identificativo. Se il Programma asserisce di essere coperto da una
particolare versione di questa Licenza e "da ogni versione successi¬
va", l'acquirente può scegliere se seguire le condizioni della ver¬
sione specificata o di una successiva. Se il Programma non spe¬
cifica quale versione di questa Licenza deve applicarsi, l'acquirente
può scegliere una qualsiasi versione tra quelle pubblicate dalla Free
Software Foundation.
10. Se si desidera incorporare parti del Programma in altri
programmi liberi le cui condizioni di distribuzione differiscano da
queste, è possibile scrivere all'autore del Programma per chiederne
l'autorizzazione. Per il software il cui copyright è detenuto dalla Free
Software Foundation, si scriva alla Free Software Foundation; tal¬
volta facciamo eccezioni alle regole di questa Licenza. La nostra de¬
cisione sarà guidata da due scopi; preservare la libertà di tutti i pro¬
dotti derivati dal nostro free software e promuovere la condivi¬
sione e il riutilizzo del software in generale.
NON C'É GARANZIA
11. POICHÉ IL PROGRAMMA É CONCESSO IN USO GRATUI¬
TAMENTE, NON C'É GARANZIA PER IL PROGRAMMA, NEI LIMI¬
TI PERMESSI DALLE VIGENTI LEGGI SE NON INDICATO DIVER¬
SAMENTE PER ISCRITTO, IL DETENTORE DEL COPYRIGHT E LE
ALTRE PARTI FORNISCONO IL PROGRAMMA ''COSI' COM'É'',
SENZA ALCUN TIPO DI GARANZIA, NÉ ESPLICITA NÉ IMPLICITA,
CIO COMPRENDE, SENZA LIMITARSI A QUESTO. LA GARAN¬
ZIA IMPLICITA DI COMMERCIABILITÀ E UTILIZZABILITÀ PER
UN PARTICOLARE SCOPO. L'INTERO RISCHIO CONCERNEN¬
TE LA QUALITÀ' E LE PRESTAZIONI DEL PROGRAMMA É
DELL'ACQUIRENTE. SE IL PROGRAMMA DOVESSE RIVELAR¬
SI DIFETTOSO, L'ACQUIRENTE SI ASSUME IL COSTO DI OGNI
MANUTENZIONE, RIPARAZIONE 0 CORREZIONE NECESSARIA.
12. NÉ IL DETENTORE DEL COPYRIGHT NÉ ALTRE PARTI
CHE POSSONO MODIFICARE 0 RIDISTRIBUIRE IL PROGRAMMA
COME PERMESSO IN QUESTA LICENZA SONO RESPONSABILI
PER DANNI NEI CONFRONTI DELL'ACQUIRENTE, A MENO CHE
QUESTO NON SIA RICHIESTO DALLE LEGGI VIGENTI O APPAIA
IN UN ACCORDO SCRITTO. SONO INCLUSI DANNI GENERICI,
SPECIALI O INCIDENTALI, COME PURE I DANNI CHE CONSE¬
GUONO DALL'USO 0 DALL'IMPOSSIBILITÀ DI USARE IL PRO¬
GRAMMA; CIO' COMPRENDE, SENZA LIMITARSI A QUESTO,
LA PERDITA DI DATI, LA CORRUZIONE DEI DATI, LE PERDITE
SOSTENUTE DALL'ACQUIRENTE O DA TERZE PARTI E L'INABI¬
LITA' DEL PROGRAMMA A LAVORARE INSIEME AD ALTRI
PROGRAMMI, ANCHE SE IL DETENTORE O ALTRE PARTI SONO
STATE AVVISATE DELLA POSSIBILITÀ' DI QUESTI DANNI.
FINE DEI TERMINI E DELLE CONDIZIONI
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
99
Lavorare con Linux
Ogni singola parte di Linux deriva dal contributo di qualcuno ed è stata scritta con lo
scopo di andare incontro ad una esigenza, fosse anche quella specifica della singola per¬
sona che ha contribuito il pezzettino. Se ci pensate bene non si può perdere tempo o in¬
vestire ore di lavoro dietro alle esigenze di una sola persona se lo scopo ultimo è sola¬
mente quello di fare soldi.
Non per questo voglio dire che chi sviluppa Linux sia povero o votato alla povertà o alla
missione II professionista medio che lavora con vera passione su e con Linux non naviga
certamente nell'oro - e in questo momento potrebbe benissimo farlo, dato il successo
commerciale che sta avendo il nostro sistema operativo - anche perchè di solito è abba¬
stanza intelligente da aver capito che i soldi non possono essere l'unico aspetto ricercato
nella vita, ma solamente un pezzettino che non deve essere confuso o barattato in cam¬
bio di tutte le altre cose belle che la vita può dare, come lavorare, magari comodamente a
casa propria, ad un progetto che piace
Le opportunità offerte da Linux e dal software libero sono moltissime: sviluppo e per¬
sonalizzazione del software, consulenza, rivendita di programmi, hardware, editoria, for¬
mazione, e persino... fabbricazione di pinguini di peluche Per ognuna di queste tipolo¬
gie c‘è una casistica di aziende o persone che si sono riuscite a ritagliare il proprio spazio,
piccolo o grande Alcuni nomi: Red Hat, Caldera, S.u.S.E., Linuxcare, O’Reilly, e, nel lo¬
ro piccolo, anche Mario Rossi, Andrea Verdi, Antonio Bianchi, ...
Fare il consulente per Linux è a prima vista difficile per la complessità del sistema ope¬
rativo, ma in realtà c'è talmente tanta documentazione che con un po'di buona volontà im¬
parare diventa facile Inoltre il fatto di poter vedere come sono fatti dentro i programmi e
la possibilità di adattarli alle esigenze proprie o del cliente, semplifica enormemente la vi¬
ta, in quanto permette di trovare delle soluzioni a problemi nuovi riutilizzando molto lavoro
fatto da altri
Linux mette a disposizione - intrisecamente per come è costruito - moltissimi strumen¬
ti per il telelavoro, cosicché usando Internet non vi è moltissima differenza nel lavorare
sulla macchina sopra la propria scrivania oppure su una a 10000 chilometri di distanza.
Quando vedrete un tipo triste e accaldato dopo una giornata di corse avanti e indietro per
la città, fategli un sorriso amichevole: potrebbe essere un consulente di un altro sistema
operativo al termine di una giornata di lavoro.
E' possibile guadagnarsi da vivere facendo gli sviluppatori di software libero e si è faci¬
litati in questo dal fatto di poter incorporare nei propri programmi il lavoro scritto da altri,
senza doversi scrivere tutto da zero o spendere soldi in licenze per librerie o strumenti di
sviluppo II giusto che si potrà chiedere al committente in cambio del proprio lavoro sarà il
valore effettivo di quanto lavorato, senza costi fittizzi Non si venderà infatti un software o
una licenza, bensi la propria professionalità.
Un'aspetto interessante che ha iniziato a farsi strada negli ultimi tempi è quello legato
allo sviluppo cofinanziato di progetti Open Source, che consiste nella possibilità per più
aziende che abbiano la necessità di disporre di un determinato programma o driver di fi¬
nanziarne lo sviluppo secondo un modello Open Source. Il contatto con i programmatori
interessati avviene via Internet, utilizzando uno dei siti che coordinano questo tipo di atti¬
vità Una specie di borsa del software, con domanda e offerte Nel caso un programmato-
re accetti la commessa, gli verrà offerto un contratto di sviluppo, esattamente come av¬
viene per la commessa di un qualunque software personalizzato. Poiché non necessaria¬
mente offerente e programmatore si trovano nella stessa nazione, il sito che funge da
contatto di solito si occupa di fare in modo che alle parti vengano fornite le opportune ga¬
ranzie (pagamento del lavoro, garanzia di riuscita del progetto, ..). Il prodotto cosi realizza¬
to verrà poi distribuito secondo la licenza GPL. I principali progetti di cofinanziamento del
software sono Free Software Bazaar Hhitp://visar csustan edu/bazaar/l, LoSouice.corri
lihttp //www cosource com/l e SourceXchanqe lihttp://www.sourcexchanqe.com771
____ S
uso didattico.
Make Minix freey available
and one of my biggest gripes
with it will disappear
Alla fine, anche se i libri di Tanen-
baum rimangono delle letture fonda¬
mentali nelle aule universitarie, la storia
ha dato la sua parte di ragione anche a
Linus
Il “progetto GNU”
ed il software libero
La grande intuizione di Linus fu quel¬
la di rendere pubblici i frutti del proprio
lavoro. Se non l'avesse fatto, probabil¬
mente Linux non sarebbe diventato
quello che è. Infatti, spinti dall'entusia¬
smo per il lavoro dello studente finlan¬
dese, molti programmatori, anche parti¬
colarmente esperti, offrirono il loro con¬
tributo al progetto, aggiungendo nuove
funzioni e aiutando a correggere i bug
presenti.
In realtà l'idea che il software, o per
meglio dire l'accesso al suo codice sor¬
gente, inteso come frutto della cono¬
scenza umana dovesse essere disponi¬
bile liberamente non era nuova Già al¬
cuni anni prima Richard Marshall Stall-
man, del MIT, aveva pubblicato un pro¬
getto, in cui si proponeva di
"realizzare un sistema operativo
compatibile con UNIX, chiamato
GNU (acronimo ricorsivo di "Gnu
is Not Unix") e di renderlo dispo¬
nibile liberamente in modo che
ognuno che lo possa usare"
Il termine "free" utilizzato da Stall-
man ha però il doppio significato di "li¬
bero" e di "gratuito" e questa ambi¬
guità è stata fonte di moltissimi proble¬
mi e fraintendimenti.
Il lettore infatti era portato a pensare
che il "free software" fosse semplice-
mente un programma disponibile gra¬
tuitamente. Il concetto che Stallman
voleva esprimere invece è compieta-
mente diverso: il free software è quello
in cui la licenza con cui viene reso di¬
sponibile non limita la visibilità al codice
sorgente e la possibilità delle persone
di studiarlo ed eventualmente modifi¬
carlo per migliorarlo o adattarlo alle pro¬
prie specifiche esigenze. Esso deve poi
essere ridistribuibile liberamente - sem¬
pre rendendo disponibile anche il codi¬
ce sorgente ! - eventualmente anche
facendoselo pagare, se lo si ritiene op¬
portuno. Nonostante tutti possano pre¬
levare liberamente Linux spendendo
soltanto il proprio tempo e i costi della
connessione ad Internet, nessuno trova
immorale che ci sia gente che produce
dei CD con dentro Linux facendosi pa¬
gare per questo servizio. Lo stesso
Stallman, nel "manifesto GNU”, mise
bene in evidenza tale possibilità. Spes¬
so la "gratuità" è una conseguenza
dell"'essere libero", ma essa non deve
essere considerata la più importante.
In italiano per riferirsi al free softwa¬
re conviene usare il termine "software
libero".
E' un peccato che nella lingua ingle¬
se non esista un vocabolo in grado di
spiegare chiaramente e senza ambi¬
guità questo concetto. Per questo moti¬
vo recentemente il software libero è
stato ribattezzato "Open Source" (sor¬
gente aperto), su suggerimento di Eric
Raymond - la persona che convinse
Netscape a pubblicare i sorgenti del Na-
100
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Linux
Linus Trovalds
vigator/Mozilla - allo scopo di dare mag¬
giore visibilità a questo aspetto e di su¬
perare la pesante ambiguità di significa¬
to del termine "free" Inoltre la nuova
definizione è più accettata a livello com¬
merciale
Potete trovare maggiori informazioni
su GNU. compresa la traduzione in ita¬
liano del progetto, al sito
http //www,gnu org/
La licenza GPL
Stallman elaborò un documento, la
"GNU General Public License”, in cui
spiegava in modo formale, sotto forma
di contratto, le condizioni secondo cui
un programmatore, che rimane il deten¬
tore del copyright sul proprio lavoro, ne
può concedere l'uso come software li¬
bero.
Anche se il più usato, GPL non è
l’unico contratto applicabile al software
libero Ad esempio il sistema grafico X
Window, utilizzato da Linux, viene di¬
stribuito secondo una licenza scritta ap¬
positamente dal MIT Molto software di
rete viene diffuso invece secondo la li¬
cenza BSD
Il singolo programmatore, avendo il
diritto d'autore sul proprio lavoro, può
decidere secondo quale contratto ren¬
derne possibile l'utilizzo agli altri. Volen¬
do fare del software libero, il contratto
GNU è un'ottima scelta, già pronta
all'uso e collaudata Non è detto che sia
la migliore in tutti i casi.
Per una libreria di funzioni
è, ad esempio, più adatta
la sua variazione detta
LGPL
Bisogna prestare parti¬
colare attenzione a non
confondere il software li¬
bero con il software di
"pubblico dominio". In¬
fatti in quest'ultimo caso
il programmatore rinuncia
espressamente a qualun¬
que diritto su quanto ha
scritto, al punto che
chiunque potrebbe sve¬
gliarsi una mattina e met¬
terci sopra il proprio no¬
me, cosa non possibile
col software distribuito se¬
condo la GPL. La licenza elaborata da
GNU infatti stabilisce contemporanea¬
mente sia i diritti dell'utente finale (pos¬
sibilità di accesso al codice sorgente e
di modifica, ...) che quelli del program¬
matore (mantenimento del proprio no¬
me nel programma, sicurezza che non
verrà cambiata la licenza d'uso, ...).
Una curiosità il nome Linux non venne scelto da
Torvalds, bensì daH'amministratore del sito ftp mc.fu-
net.fi, su cui Linus rendeva disponibili al pubblico le pri¬
missime versioni della sua creatura Questo voler essere
lontano dai riflettori rispecchia molto bene la figura di Li-
nus come persona Ho avuto la fortuna di conoscere lui
e Tove (allora sua fidanzata e più tardi sua moglie e ma¬
dre delle sue bambine) nel 1994, in occasione della Con¬
vention degli utenti Linux di I2U.
In occasione di quell'incontro mi sono reso conto di
come il carattere schivo della persona non fosse un se¬
gno di orgoglio, bensi più probabilmente di timidezza co¬
me di paura nei confronti della notorietà che stava per
travolgerlo Anche adesso Linus, che nel frattempo si è
trasferito negli Stati Uniti per lavorare alla Transmeta,
riesce a fare in modo che il successo e la fama non in¬
tacchino la sua vita personale Rispetto alla sua visita in
Italia non sembra essere cambiato di molto: è disponibi¬
le a partecipare alle vane conferenze, capendo l'impor¬
tanza del suo ruolo nei confronti degli altri e contempo¬
raneamente non rinuncia ad essere un buon marito e pa¬
dre di famiglia, portandosi dietro le due figlie e Tove e
non dimenticandosi di dedicare una parte importante del
suo tempo anche quando tutti gli altri lo vorrebbero solo
per loro. Come sei anni fa
Ricordo la fatica che abbiamo fatto io e Leo Sorge -
che a quel tempo curava la rubrica di UNIX su MC - per
convincere Linus a posare assieme al sottoscritto per la
foto che vedete pubblicata in questo articolo. A quel tempo infatti c'era un alone di miste¬
ro (dovuto alla sua riservatezza) attorno alla persona di Linus Torvalds e le uniche tre foto
che era possibile reperire in rete lo ritraevano solo davanti ad un bicchiere di birra (che da
quel momento è diventata la bevanda ufficiale di ogni linuxiano) Mistero che si è ancora
più complicato quando Linus ha lasciato l'Europa (e sottolineo con orgoglio che Linux è
nato in Europa) per andare a lavorare al progetto segretissimo di Transmeta, il chip Cru-
soe di cui abbiamo parlato alcuni numeri or sono sulla rubrica.
Il vostro autore preferito assieme
a Linus Torvalds
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
101
Linux
Per maggiori dettagli consiglio di ve¬
dere i siti di GNU nnttp://www qnu.orq/1
e di Free Softw are Foundation
([http://www.tsf. oro/il Altri spunti inte¬
ressanti li potrete trova re su
ittp://www opensource.orqj e su
ittp://www. Imux.it/GNUI Una buona
lettura è il libro di Tim O'Reilly "Open
Sources", disponibile stampato o pr ele-
vabile da fittp://www.oreilly.com/l Le
slide di una ottima presentazione a cura
di Alessandro Rubini si possono trovare
su ftp://ftp.systemy.it/pub/develop/fi-
renze.ps.gz.
Una copia della licenza GPL può es¬
sere reperita all’interno di qualunque
programma distribuito secondo questa
licenza (ad esempio nel file /usr/src/li-
nux/COPYING all'interno dei sorgenti di
Linux).
GNU+Linux =
GNU/Linux
Linux è solamente il kernel, ovvero il
nucleo del sistema operativo. Per farlo
funzionare è necessario aggiungerci
tutta una serie di programmi e utility ac¬
cessorie.
Anche il progetto GNU prevedeva la
realizzazione di un kernel, Hurd, basato
sulla filosofia del microkernel, nonché
di tutti i programmi necessari a ricreare
un ambiente simile e compatibile con
UNIX: un editor, una shell, un compila¬
tore C, un linker, un assembler e tutto
quanto sarebbe servito per sviluppare
programmi e farli girare nel nuovo am¬
biente.
Tutto il software GNU avrebbe dovu¬
to essere disponibile liberamente assie¬
me al suo codice sorgente e senza la
necessità di firmare un NDA. In realtà la
scrittura del codice iniziò dal basso
(compilatore C, librerie e tool di svilup¬
po) e dalle cose più semplici (i program-
r ------------------------------------------- ------ i
I vantaggi del software libero
Il dare accesso al codice sorgente e libertà d’uso era una novità
sostanziale in un mondo in cui anche per utilizzare un semplice pro¬
gramma fornito come codice eseguibile occorreva firmare un NDA
(Not Disclosure Agreement, contratto di non divulgazione), in quan¬
to offriva la possibilità non solo di imparare studiando il lavoro degli
altri, ma anche di adattare il programma alle proprie esigenze In
questo modo si era slegati dalle decisioni economiche e dai tempi
di sviluppo di un particolare produttore di software. Inoltre eventua¬
li problemi nel software potevano essere risolti in casa oppure fa¬
cendo fare il lavoro da un programmatore di fiducia
Il fatto di essere libero garantisce una veloce correzione di even¬
tuali errori Nel software è normale che l’utente che trova un pro¬
blema o una limitazione usando un programma lo segnali all’autore
dello stesso. Nel caso del software libero, avendo i sorgenti, è pos¬
sibile correggere da soli eventuali bachi o aggiungere funzioni e poi
mandare all’autore la modifica in modo che la incorpori nella prossi¬
ma versione.
Per i programmi più diffusi la correzione di eventuali errori è una
cosa ' automatica’’ e veloce, dato il vasto numero di utenti in grado
di dare il proprio contributo. Un programma libero ha infatti tanti po¬
tenziali sviluppatori e correttori di bug quanti sono i suoi utenti ca¬
paci di programmare, al contrario di un programma commerciale
che ha al massimo qualche decina o qualche centinaio di persone
che possono accedere al suo codice sorgente e modificarlo.
Nel caso del software commerciale poi bisogna rifare una nuova
versione del software, riportarla nei negozi, verificare che gli utenti
abbiano il diritto di usarla, ... nel caso del software libero è invece
sufficiente rendere disponibile la nuova versione su un sito
La velocità di sviluppo è probabilmente il vantaggio più interes¬
sante del software libero nei confronti di quello commerciale. E’
questo il segreto del successo di Linux e dei grandi progetti di
software libero.
La possibilità di far provare il programma a migliaia di persone,
farsi aiutare nel trovare e correggere gli eventuali errori e rendere
disponibili in tempi brevissimi le correzioni, porta ad un modello di
sviluppo innovativo del software, in cui molte teste lavorano - in
"parallelo” - meglio e in modo più efficiente rispetto al modello tra¬
dizionale, con una qualità del prodotto finale migliore.
Vi possono essere, è vero, dei problemi di coordinamento nel ca¬
so ad uno stesso programma lavorino contemporaneamente più per¬
sone, ma anche nel caso del software libero esistono degli strumenti
(sia come metodi ingegneristici che come software, ad esempio il
programma CVS) in grado di risolvere il problema in modo egregio.
Ovviamente di tutti lo strumento più importante è Internet I
Per una discussione su questi due modelli, si legga lo storico ar¬
ticolo di Eric Raymond "The Cathedral and thè Bazaar" (http://sa-
gan.earthspace.net/-esr/writings/cathedral-bazaar/).
Il vantaggi del nuovo modello sono notevoli anche e specialmen¬
te per gli utenti finali, in particolare per le aziende, che, avendo libe¬
ro accesso ai sorgenti, possono adattare i programmi alle loro esi¬
genze Purtroppo a distanza di quasi due decenni molti non l'hanno
ancora capito e continuano a tentare di adattare la propria azienda e
sè stessi al software invece che viceversa.
Abbiamo visto che in alcuni casi la GPL potrebbe non essere a li¬
cenza più adatta. Ad esempio essa in un punto specifica che ogni
prodotto derivato da software protetto da GPL deve a sua volta es¬
sere distribuito secondo questa licenza, con tutti i vincoli che essa
comporta, come la visibilità dei sorgenti. Tali vincoli possono non
essere accettabili, ad esempio nel caso di software sviluppato da
aziende in regime di concorrenza. In questo caso la soluzione deve
essere quella di rinunciare ad utilizzare parti di sorgente GPL nel
proprio programma, riscrivendosi a proprie spese il software neces¬
sario oppure acquistando la licenza d’uso di un prodotto o di una li¬
breria commerciale. Utilizzare pezzi di software GPL in un program¬
ma commerciale è infatti una violazione dei termini della licenza,
che ha valore legale
Il fatto di poter studiare e riutilizzare il lavoro fatto da altri è sicu¬
ramente il vantaggio più grande, sia per il programmatore, che si
trova parte del lavoro già fatta e può usare pezzi già pronti e collau¬
dati, che per il committente, il quale paga solamente la parcella del
consulente e non il costo di eventuali tool di sviluppo o royalty su li¬
brerie scritte da altri. Indubbiamente da tutto questo la professiona¬
lità del consulente ne guadagna moltissimo
É sbagliato applicare al software libero lo stesso modello di re¬
munerazione del software tradizionale, ma è ugualmente sbagliato
presupporre che il lavoro utilizzato per scrivere software libero non
debba essere pagato. Dovrebbe essere pagato ancora meglio, in
quanto la scelta di usare e fare software libero comporta moltissimi
vantaggi per l'azienda.
Se si decide di rendere pubblico il codice sorgente vi saranno
inoltre altre persone che contribuiranno alla correzione degli errori
ed alla manutenzione del programma, con ulteriori risparmio di
tempo e di soldi per il committente.
Il poter vedere e studiare il codice scritto da altri è senz'altro il
modo migliore per imparare a programmare. Il poterlo riutilizzare e
modificare significa che non bisogna sprecare energie per reinven¬
tare cose che altri hanno già fatto e che le risorse risparmiate pos¬
sono essere utilizzate per migliorare l'esistente o per inventare
qualcosa di nuovo.
Moltissimi programmi oggi disponibili sono stati realizzati come
software libero, oltre a Linux e a tutti i programmi originari del pro¬
getto GNU. Da programmini di pochissime righe a progetti impe¬
gnativi con migliaia di sviluppatori e centinaia di migliaia di utenti,
come GNOME, sendmail, GIMP, TCL/TK, Perl, Apache. Mozilla.
102
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Unux (pS§3£)
mi accessori), Ci si trovò perciò con tut¬
to pronto... fuorché il kernel, che non si
sapeva quando sarebbe stato disponibi¬
le. Perché allora nel frattempo non uti¬
lizzare Linux ?
If thè GNU kernel had been ready
last spring, l'd not have bothered
to even start my project: thè fact
is that it wasn't and stili isn't. Li¬
nux wins heavily on points of
being available now.
Nacque cosi un sistema operativo
completo. Come sistema grafico venne
scelto l’X Window System del MIT, in
quanto anch’esso era distribuito con
una licenza simile a quella di Stallman
ed inoltre era lo standard de facto per la
grafica nei sistemi UNIX. Il software di
rete in gran parte deriva dallo UNIX di
Berkeley (BSD).
Anche se tutti lo fanno, è perciò im¬
proprio definire un sistema completo
solamente come "Linux". Sarebbe più
giusto nel nome dare credito anche
all'altro maggiore contributore e chia¬
marlo GNU/Linux (oppure anche
GNU/X11/BSD/.. ./Linux).
É difficile dire quante siano le perso¬
ne che, in un modo o nell'altro hanno
collaborato in qualche modo a Linux du¬
rante tutti questi anni, Solo al kernel
hanno dato apporto, mandando a Linus
i propri contributi, centinaia di persone.
Migliaia se si considerano anche le mo¬
difiche meno significative e le correzio¬
ni di bug. Inizialmente il kernel era ge¬
stito direttamente da Lmus, che racco¬
glieva i contributi sviluppati dalle altre
persone in modo indipendente e sce¬
glieva quali inserire nel kernel, Ora il la¬
voro viene portato avanti in modo più
preciso e coordinato. Lmus ora lavora
alla Transmeta e per questo ha passato
il compito di manutentore della versio¬
ne stabile ad Alan Cox.
Come dimenticare, oltre agli svilup¬
patori del kernel ed alle persone coin¬
volte nei progetti più importanti, tutti
coloro che hanno contribuito alla cresci¬
ta di Linux e del software libero anche
solo con un piccolo programmino, con
la correzione - o la semplice segnalazio¬
ne - di un bug. scrivendo un pezzo di
documentazione o un articolo divulgati¬
vo, oppure semplicemente parlando be¬
ne di Linux e magari aiutando un amico
ad installarlo ? Forse i più importanti ar¬
tefici del successo di Linux sono pro¬
prio gli utenti, che ne hanno capito l'im¬
portanza e che hanno avuto il coraggio
di provare ad installarlo nel proprio
computer.
Infine, come dimenticare che molto
r Intervista ad Alessandro Rubini
Alessandro Rubini è probabilmente una delle figure di
maggior rilievo nel mondo di Linux, non solo italiano. No¬
nostante la sua avversione per le tecnologie moderne, ha
conseguito laurea e dottorato in ingegneria elettronica
presso l'Università di Pavia. Il suo programma più usato è
senz'altro Gpm, il server per il mouse per la console di Li¬
nux. É autore di diversi articoli per Linux Journal
\http://www. imuxiournai. comi e Linux Magazine e del libro
“Linux Device Drivers" per l'editore O'Reilly (http://www.oreilly.com/catalog/li-
nuxdrive/). Alessandro è uno dei più accaniti sostenitori di GNU e della Free
Software Foundation. Da lui ho imparato a chiamare Linux “GNU/Linux " e il free
software “software libero". Nella vita divide il proprio tempo fra la famiglia e la
sua attività di programmatore libero professionista. Potete contattarlo all'indirizzo
msjfrn
D: da "free sofware" ad "Open Source". Potresti spiegare brevemente cosa ne
pensi di questa "evoluzione" nell'idea del software libero ?
Non sono entusiasta del movimento "open source", perché pone al centro la qualità dei
programmi e non la libertà degli utenti. Indubbiamente il termine "free' 1 in inglese è ambi¬
guo (significa anche "gratuito") e proprio per questo viene sempre più usato anche in italia¬
no. Preferisco parlare di programmi liberi o di informatica libera, anche se purtroppo in certi
contesti occorra spiegare dicendo "open source" all'americana.
D: ricordo che alcuni brani del "Manifesto GNU" di Richard Stallman erano delle
vere e proprie prese di posizione quasi politiche, mentre ora i toni sono stati piutto¬
sto smorzati e si è andati verso una visione meno utopistica.
La politica è l'arte di condurre una comunità (la "polis"). Il discorso di Stallman _è_ un di¬
scorso politico. E il movimento del software libero non è mai stato utopistico, anche se ha
raggiunto il grande pubblico solo negli ultimi tempi. Non noto, tra l’altro, una smorzatura dei
toni. Quello che sta succedendo invece é il proliferare di licenze semi-libere, prodotte dalle
aziende che vogliono apparire "open source” senza abbandonare la gestione monopolistica
della produzione.
D: è forse la sconfitta della filosofia nei confronti dell'economia e di una visione
più pratica della stessa medaglia ?
No. Non c’è niente di economicamente sbagliato nel produrre programmi liberi.
Si noti a questo proposito come l'informatica è l'unico campo in cui i produttori manten¬
gono il controllo completo sul prodotto, permettendo di usarlo (con molti limiti) ma non di
aggiustarlo, adattarlo ai propri bisogni, rivenderlo, farlo usare a terzi. Questo sopruso della
libertà è tra l’altro tutelato dalla legge: se copio un libro pago una multa mentre se copio un
programma vado in carcere. Oggigiorno l'informatica è sempre più importante per la vita di
tutti ed è per questo che le persone si ribellano sempre più a questi soprusi e si sente parla¬
re sempre più spesso di "Linux", etichetta usata per indicare indicare tutto un mondo di
programmi liberi.
D: che si possa vivere, anche dignitosamente, "facendo" (sono tue parole) Linux
ed il software libero è ormai dimostrato. Le opportunità sono moltissime, ma come
riuscire a conciliare progetti di un certo rilievo (kernel, gnome,...), che necessitano di
continuità con le necessità della vita. Non c'è il rischio che le distrazioni dovute ai bi¬
sogni economici facciano perdere di vista il progetto, magari per dedicarsi a fare delle
consulenze che permettano di arrivare tranquillamente alla fine del mese ?
Naturalmente non tutti i programmatori devono dedicarsi a progetti importanti e non tutti
sono abbastanza bravi per farlo. E in ogni caso adesso secondo me c’è molto più bisogno
di consulenti che di programmatori che seguano i grossi progetti. Quello che serve perchè
le persone (i non informatici) sfruttino la libertà offerta dai programmi che usano non è Li-
nux-3.0 o Emacs-25.67. è piuttosto la disponibiltà di consulenti che sappiano scegliere le
macchine e i pacchetti da installare, che li sappiano amministrare e personalizzare e che li
sappiano aggiustare in caso di problemi.
V Una delle obiezioni che vengono fatte ai programmi liberi è che "il codice sorgente è inu-
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
103
Linux
tile perchè chi non e del mestiere non lo sa usare". Sarebbe come dire "non mi interessa i
poter aprire il cofano dell'auto". Il punto è che chi non sa usare il sorgente può comunque |
rivolgersi ad un consulente, o un meccanico, che possa mettere le mani nel motore proprio <
perché può aprire il cofano.
Per quanto riguarda i grossi progetti, sono convinto che chi è abbastanza bravo da esse¬
re produttivo m tali contesti trovi facilmente chi lo finanzia perchè possa dedicarci il suo
tempo
D: cosa ne pensi del cofinanziamento di progetti basati su software libero 7 Può
essere questa la soluzione del problema 7 I
Sicuramente e una via interessante É importante però fare attenzione che chi finanzi |
non voglia asservire un progetto a scopi particolari, perchè farebbe più male che bene É .
questo il motivo per cui Lmus ha scelto di lavorare in una ditta che non si occupa specifica- .
mente di Linux: per evitare che gli interessi del suo datore di lavoro interferiscano con le
sue scelte relative allo sviluppo del kernel.
D: a tuo vedere, quali sono le possibilità e le prospettive serie di lavoro per chi vo¬
lesse lavorare nel campo del software libero in Italia 7 I
Al momento non vedo grossi sbocchi. La diffusione dei progammi liberi in Italia è molto li- |
mitata le aziende preferiscono comprare tutto dal monopolista di turno e la scuola non fa ec- (
cezione Naturalmente perchè nasca un mercato occorre sia la domanda che l’offerta e se .
non ci sono le competenze nessun cliente andrà a cercarle. Credo che i primi sbocchi occu¬
pazionali seri siano nell'amministrazione di sistema e di rete, in particolare nel campo banche
dati II vero lavoro di programmazione arriverà dopo, quando chi ha fatto il cambio "perchè 1
Linux e gratuito" si renderà conto delle potenzialità di personalizzazione ed estensione.
D: quanti posti di lavoro ha creato il software libero 7 Di che qualità 7
Confesso che non ne ho idea. Attualmente in Italia solo i fornitori di accesso a Internet |
fanno uso massicico di sistemi liberi Credo però che si apriranno grosse possibilità, perchè |
la flessibilità offerta dal sistema permette alle aziende alla pubblica amministrazione di dirot- .
tare le cifre adesso spese in macchinari e licenze verso la manutenzione e l'automazione
delle procedure E chiunque possa aumentare la propria produttività diminuendo i tempi di
fermo-macchina 6 disposto ad investire in capitale umano.
D: in generale come vedi la situazione di Linux in Italia 7 Puoi descriverci degli
esempi positivi, sia campo delle aziende che in quello degli appassionati 7
In generale mi sembra abbastanza negativa: come al solito siamo gli ultimi in Europa. (
Vedo molto interesse nel campo delle aziende di automazione, interessate a sfruttare in pri- .
ma persona la libertà offerta dai sistemi GNU/Linux: in molti stanno basando i propri prodot¬
ti su sistemi liberi o stanno pensando di farlo presto Spesso però si fermano perchè non
trovano chi gli dia una mano in questo salto, in quanto i consultanti a disposizione sono po- 1
chi in particolare nei settori di interesse per l'automazione. Mi sembra che la comunità de- 1
gli appassionati sia abbastanza attiva e devo dire che in Italia abbiamo anche dei program- l
matori di spicco in molti progetti importanti; spesso queste persone sono finanziate da |
aziende straniere o non finanziate affatto, alcuni hanno anche lasciato il paese per poter la- |
vorare. I
D: si sente parlare delle aziende che "fanno" Linux come dei fenomeni che riesco¬
no a crescere molto velocemente e ad ottenere finanziamenti colossali da parte di
grandi aziende (Red Hat) e singoli investitori (Linuxcare).
Probabilmente e un fenomeno temporaneo, dettato dalla moda e daH’entusiasmo per la I
"novità" (quanto in effetti la novità è fittizia: all'inizio tutti i programmi erano liberi). I
D: secondo qualcuno Linux sembra essere una delle più grandi opportunità della |
cosidetta "new economy"
Sicuramente e una grande opportunità per risanare una gestione storpiata dell'informati¬
ca, dando a ciascuno il controllo sulle proprie risorse informatiche. L'opportunità non è tanto
per le grandi aziende quanto per le piccole società ed i singoli individui. Quando l’informazio- 1
ne è accessibile a tutti il suo sfruttamento è per forza distribuito sul territorio. Anche l'elet- 1
tricità, come oggi l'elaborazione automatica dell'informazione, è stata una grande opportu- I
____ y
del lavoro che è entrato a far parte di Li¬
nux era stato scritto già molti anni pri¬
ma, magari da persone che non hanno
avuto la fortuna di conoscere Linux ?
Se si fosse trattato di software non li¬
bero, probabilmente sarebbe semplice¬
mente andato perduto semplicemen¬
te, andato . perduto
Le distribuzioni
di Linux
All'inizio era compito del singolo
utente procurarsi i vari pezzi necessari
ed installarsi il proprio sistema. Subito
però a qualcuno venne l'idea di fare una
"distribuzione" che contenesse tutto il
necessario assieme ad un programma
che ne semplificasse l'installazione
Nacque cosi SLS, la prima distribuzione
di Linux. A questa ne seguirono molte
altre, fra cui Slackware, per un certo
tempo la più utilizzata, Red Hat e De-
bian. Oggi tocca a queste due spartirsi
la fama di più diffuse.
La prima è un prodotto commerciale,
in cui l'azienda guadagna non tanto ri¬
vendendo Linux (la distribuzione e
eventualmente disponibile gratuitamen¬
te su Internet o su CD a basso prezzo),
ma per il fatto di fornire un prodotto te¬
stato, aggiornato e particolarmente
adatto ad un utenza professionale, con
manuali stampati e supporto tecnico
(che ovviamente non sono inclusi nella
versione gratuita). Le software house
commerciali, per motivi tecnici o per
accordi di marketing, supportano i loro
prodotti solo su certe distribuzioni.
La seconda è invece gestita e distri¬
buita secondo lo spirito originario del
progetto GNU e perciò è particolarmen¬
te rivolta ai programmatori (anche se
ormai tutte le distribuzioni sono abba¬
stanza equivalenti).
Altre distribuzioni importanti, ognuna
con delle proprie particolari prerogative,
sono Mandrake, S.u.S.E., Corel Linux,
La documentazione
La documentazione di Linux è gesti¬
ta sotto forma di un progetto a parte,
denominato LDP (Linux Documentation
Project, a cui tutti possono dare il pro¬
prio contributo. Originariamente orga¬
nizzato da Lars Wirzemus, il progetto è
ora coordinato da Matt Welsh con l'aiu¬
to di Michael K. Johnson. I documenti
prodotti sono raccolti e resi dispon ibili
nel sito http:///www.lmuxdoc. com/| Ov-
104
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Linux
nità di sviluppo Per l'umanità, non per poche aziende
D: Non si rischia in questo modo alla fine di snaturare l'idea filosofica originaria di
Linux e del software libero ?
Non vedo perchè. A me va benissimo le aziende lucrino sulla propria attività Anche i
miei clienti mi pagano perche io scriva loro i programmi Non vedo niente di male nel fatto
che qualcuno finanzi qualcun altro perchè crede nelle sue abilità
D: Cosa ne pensi delle grandi aziende che si basano sul software libero (Red Hat.
Corel.... e altre a tua scelta) ?
Non ho un giudizio "generale” perchè ognuno si pone sul mercato in modo diverso Nel¬
la maggior parte dei casi sono persone che fanno il loro lavoro Non è un problema per me
che RedHat (l'hai nominata tu) venda le scatole colorate. Il software che distribuiscono non
e per questo meno libero: si può copiare, modificare, rivendere Quello che viene venduto e
il disco, la scatola, il manuale, e l'assistenza per l'installazione Non i programmi Tra l'altro,
in quelle scatole c'è anche qualcosa che ho scritto io: a me conviene che qualcun altro si
occupi della commercializzazione, perchè aiuta a diffondere il mio lavoro in modo che i po¬
tenziali clienti possano trovarmi Òvviamente non sono molto contento quando vedo pro¬
grammi liberi e programmi proprietari mescolati nella stessa scatola e nello stesso CD É
nel loro diritto farlo, ma è anche nel mio diritto non comprare da loro; non arrivo al punto di
condannarli, però, perchè nella situazione attuale anche le distribuzioni parzialmente proprie¬
tarie sono positive rispetto a quelle totalmente proprietarie cui molte persone sono abitua¬
te.
D: cosa invidi ad uno sviluppatore Windows e cosa credi che lui debba invidiare
nei confronti di uno sviluppatore Linux ?
Cos'è Windows?
viamente quasi tutti sono originaria¬
mente scritti in inglese I diversi Linux
Users Group hanno tuttavia realizzato le
traduzioni nelle diverse lingue nazionali.
La traduzione in italiano è stata curata
dal PLUTO l(http://www pluto.Iinux.it/)|
il piu importante LUG del nostro paese
ed è disponibile nel sito Internet del
progetto ILDP (Italian Linux Documen-
tation Project) http://ildp.pluto .Iinux~it71
Non tutto il materiale disponibile per Li¬
nux è stato tradotto e perciò eventuali
volontari sono sempre ben accolti Ov¬
viamente il lavoro prodotto è disponibi¬
le a tutti secondo la licenza GPL
LDP è composto da diversi libri, chia¬
mati anche "Guide" Le principali sono:
"Installation and Getting Started". che
spiega come prelevare ed installare Li¬
nux, "The Linux System Admimstra-
tor’s Guide", che insegna ad ammini¬
strare un sistema, "The Linux Kernel
Hackers' Guide", un libro su come pro¬
grammare e modificare il kernel di Li¬
nux e "The Linux Network Admimstra-
tion Guide", che insegna tutto ciò che
serve sapere per installare, configurare
ed usare il software di rete.
I Linux HOWTO sono invece docu¬
menti che descrivono molto in dettaglio
determinati aspetti della configurazione
e dell'uso di Linux. Essi sono come del¬
le vere e proprie guide o tutorial che
spiegano passo-passo ad esempio co¬
me configurare il PPP, piuttosto che un
server WWW. una funzionalità avanzata
di networking o una scheda audio So¬
no sicuramente i documenti di riferi¬
mento per ogni utente di Linux, da
quello alle prime armi fino al più esper¬
to. E' consigliabile consultare gli HOW-
TO prima di ogni altro documento, in
quanto, oltre ad essere ben curati ed
aggiornati, contengono spesso riferi¬
menti ad altri siti o documenti.
Gli HOWTO e le principali guide del
progetto LDP sono anche disponibili co¬
me libri stampati e rilegati, come "The
Linux Bible" o "Dr. Linux". La traduzio¬
ne in italiano a cura del PLUTO è stata
stampata da Apogeo.
Rispetto alla versione originale, ILDP
aggiunge anche i seguenti documenti:
✓ Italian-HOWTO, di Marco "gaio"
Gaiarin, che spiega tutto ciò che c'è da
sapere per usare Linux in Italia, dalla
personalizzazione della tastiera e del
font di caratteri fino agli indirizzi dei ne¬
gozi che vendono CD di Linux.
✓ AppuntiLinux, un librone di 2000 pa¬
gine scritto in italiano, da Daniele Gia-
comini e disponibile nel sito di ILDP,
che spiega praticamente ogni aspetto
di Linux. Un testo da avere assoluta-
mente !
si sono avvicinate per la prima volta a
Linux, oltre che suggerimenti e link in¬
teressanti.
Vi è poi una miriade di siti Internet
che trattano l'argomento Linux. Convie¬
ne iniziare affidandosi ad un buon porta¬
le. I piu importanti e aggiornati sono i
seguenti:
Ringrazio, in ordine sparso, per l'aiu¬
to che mi hanno fornito per questo spe¬
ciale: Christopher R. Gabriel, Raffaello
de Masi, Lorenzo Zanetti, Edoardo Za¬
netti e Alessandro Rubini. L'autore del¬
la a foto del sottoscritto assieme a Li-
nus Torvalds è Leo Sorge.
http://vvww.slashdot.conj
hnp://www-Tresnmeat.com
L~'i: /,'0r- ì T:nd nei
✓ Pluto Journal, la
rivista mensile del
gruppo, interamen¬
te in italiano Oltre
al resoconto sulle
diverse attività del
gruppo, come il
meeting annuale,
offre spazio ad articoli tecnici e ad
esperienze raccontate da persone che Altri siti interessanti sono:
Htp://www.iinux.còrTj
iHo://www.ziobudda.neil
News su Linux
Programmi catalogati
Archivio (vastissimo) di prò
grammi in formato RPM
Uno dei migliori siti su Linux
ZioBudda Home Page (in ita
liano)
Ttt£V/wwwJinux or£
ittp://www.linuxdoc corri
ntp://www. tst.org
http://www.gnu. ore
"Tv
nnpy/yvww.
http://www.lmuxioijrnal.co:
wn.ne
http://www.linuxgazette.co
nttp://www.pluto.iinuxj
i
http://ildp.linux.nl
http://www.userfriendly.org/
Il sito ufficiale di Linux International
Documentazione di Linux (LDP)
Free Software Foundation
The GNU Project
LinuxWeeklyNews
Linux Journal
Linux Gazette
Sito ufficiale del PLUTO, rivista Pluto Journal, in
Italiano
Documentazione di Linux in italiano (ILDP)
User Friendly (striscia di fumetti su Linux)
MCmlcrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
105
Linux
Gli ambienti grafici
KDE e GNOME
La grafica in Linux
viene gestita median¬
te X Window System
versione 11, fami-
gliarmente X oppure
XII. Si tratta di un
complesso sistema
grafico basato su una
architettura di tipo
client-server, svilup¬
pato nei laboratori del
MIT (Massachusetts
Institute of Techno¬
logy) e liberamente
distribuibile secondo
una licenza che nelle
linee principali ricalca
la GPL.
Grazie alla sua
flessibilità e potenza,
X è diventato lo stan¬
dard per la gestione
della grafica in am¬
biente UNIX. Una
particolarità di X è
quella di essere stato
sviluppato prima di
Linux. Il fatto che Li¬
nux fosse cosi simile a UNIX e che nel¬
la sua realizzazione fossero state segui¬
te le specifiche di POSIX - uno standard
--—----—--- w
KOffice’s wordprocessor
fvs you t*6. ITs rv.v* post*» to mi dlfteitni ftowi for m* parfrjraph»
(ihoso »© tott. ertoti*, ryn and Noe*) Alao mdeow and «no-spacmg can
l» «©» now for ttx» poiaijrapto Th© ntrw and mie* ac (No Pier tfcws you
ro ••( (ho paQ* bordare ar*J (ho md©n(s vory oasy wimoui op*rtng a
<***)
TNs n no* a par*yaph w«h a groaiof Ino-spacing Pomapo you haro
afto a*oady noOcod. (hai (ho «rei ino of ovocy ParaGraph ha» a groator
tndoi ihan ih© om* dm A» you ww# 0*s e «ho shown m ih» novo n**
Pomaps you airuady vno* mai u » (of coureo) posti*** io *m «ho i©«»
wtih 4ff«xt>ni anrtxos. kns *©»ghi«, «n and »o on Bui a
rww loatijro « mal pècmw con ho mooftod r*«* Al (ho momonl ir* orty
possn» io nood mom as charactore. bui m m* futuro n *a - of court* -
bo powtt© to tot it» (oxl Ito* sound p*
» and otfwf spoetai otyiets
K
Hot* i» an ««ampio of an ira©rt©d peni* I
Ano mot no* («altro ». mai t©*i can P© w*©ci©d via mom* andfor m*
fc©ybo*d and mal cu»copy»pasto « imptomonlod no*
Fmaiy noto you ateo ooo som* nght-aUgnod io»i So. mte is onough for
no* A» «con » moro aro n*w foanros to prosoni, i l «ho* «homi
Gìmp. il program¬
ma di grafica e
fotoritocco di
Gnome
Un programma
molto
KWord
che assicura la portabilità dei program¬
mi fra i sistemi operativi - facilitarono
moltissimo gli sviluppatori impegnati a
portare X sul nuovo sistema.
X Window è solo il motore che
si occupa disegnare la grafica a
basso livello (pixel, linee, ...) in
base ai comandi che giungono
dai programmi. In questo modo è
possibile ad esempio far funzio¬
nare un programma su un com¬
puter e visualizzare il risultato su
un altro computer, anche dall'al¬
tra parte del mondo, trasmetten¬
do via rete in modo efficiente solamen¬
te le informazioni sulle primitive grafi¬
che da tracciare. Esse vengono gestite
arreso
106
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Linux
da un server grafico che le disegna sul¬
lo schermo e che manda indietro al pro¬
gramma informazioni sulle azioni com¬
piute dall'utente (spostamento del
mouse, pressione dei tasti, ...). Nell'uti-
lizzo normale non ci si accorge di que¬
sto funzionamento, in quanto il pro-
Qt, che, seppur disponibile gratuita¬
mente, non era software libero. Co¬
struire un programma libero sopra una
libreria proprietaria era considerato
inaccettabile, oltre che pericoloso (chi
vietava alla ditta che ne deteneva i dirit¬
ti di iniziare un giorno a reclamare una
royalty su ogni copia della libreria ?).
In contrapposizione a KDE, nacque il
progetto GNOME, con obbiettivi simili
ma basato interamente su software li¬
bero. Nonostante KDE sia più maturo ri¬
spetto a GNOME, quest'ultimo al mo¬
mento conta più sviluppatori e - ma è
gramma ed il server grafico - che in Li¬
nux è XFree86 - girano sulla stessa
macchina.
La gestione delle finestre è affidata
ad un apposito programma, detto Win-
dow Manager. Una delle cose che si
nota passando da Windows (dove c'è
un unico ambiente grafico) a Linux è
l'estrema duttilità nella configurazione
del proprio ambiente di lavoro. Credo
che esistano almeno un centinaio di
Window Manager diversi, ognuno con¬
figurabile in moltissimi modi.
Da un paio d'anni i semplici Window
Manager hanno ceduto il posto ad am¬
bienti grafici più complessi, i desktop
environment, basati su tecnologie ad
oggetti. Il primo progetto ad apparire
sulla scena è stato KDE, che, sebbene
portato avanti da persone che lavorava¬
no secondo la licenza GNU, non venne
però accettato da tutta la comunità Li¬
nux, in quanto basato su una libreria,
A
Cos'è KDE
Tratto dal sito http://www.kde.org/international/italY/mdex.htmi
KDE è un progetto di collaborazione di centinaia di sviluppatori nel mondo per la creazione
di un ambiente desktop sofisticato, personalizzabile e stabile utilizzando un'interfaccia
utente trasparente alla rete ed intuitiva. Attualmente lo sviluppo è focalizzato su KDE 2.
che per la prima volta offrirà una 'fully-featured' suite per l'ufficio gratis ed Open Source,
che promette di rendere il desktop Linux facile da usare come Windows e Macintosh ri¬
aperti e fornendo agli sviluppato-
Source. KDE è la prova vivente
software Open Source può crea-
anche al più complesso software
sktop grafico per workstation
derne funzionalità ed un design
riorità tecnologica dei sistemi
"open source" in tutti i sensi. Il
suo sviluppo avviene su Internet ed è discusso sulle nostre mailing list e news group
USENET a cui invitiamo e diamo il benvenuto a chiunque voglia unirivisi. Nessun gruppo,
compagnia od organizzazione controlla il codice KDE. Tutti sono invitati a contribuire a
KDE. Tutti possono accedere al codice KDE che può essere distribuito e modificato da
chiunque secondo le condizioni delle ben note licenze GNU.
KDE è una matura collezione di applicazioni per il desktop che fornisce una solida base ad
un sempre crescente numero di applicativi per workstation Unix. KDE ha sviluppato un'in-
frastruttura di sviluppo di alta qualità per Unix che permette un rapido ed efficiente svilup¬
po delle applicazioni. Applicazioni sviluppate su questa infrastruttura includono KOffice,
una completa collezione per l'ufficio, KDevelop, un ambiente di sviluppo integrato C/C++
(IDE, Integrated Development Enviroment), e molte altre.
Il software frutto del progetto KDE è free software disponibile a costo zero. Il codice sor- .
gente ha una licenza d'uso che ricalca fedelmente la definizione OpenSource (TM).
KDE è veramente internazionale. KDE è stato tradotto in più di 30 lingue con altre a segui¬
re. La comunità degli sviluppatori KDE è costituita da membri da tutto il mondo. La versio¬
ne di sviluppo corrente di KDE supporta UNICODE portando cosi un "desktop compu¬
ting" libero da monopoli in tutte le parti di questo mondo.
manendo fedele agli standard
ri e agli utenti software Open
che il modello di sviluppo
re tecnologie alla pari o superiori
commerciale.
KDE è un potente ambiente de-
Unix. Unisce facilità d'uso, mo-
grafico accattivante con la supe-
operativi basati su Unix.
KDE è un progetto Internet ed
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
107
.'—N
Linux
una mia opinione - tecnicamente sem¬
bra offrire ie migliori prospettive di svi¬
luppo Recentemente la licenza che co¬
pre la libreria Qt e stata modificata m
modo da offrire maggiori garanzie agli
utenti e sviluppai di KDE (impegno
all aggiornamento ed alia correzione di
eventuali bug. visibilità dei sorgenti, ri¬
nuncia ad eventuali royalty, .). Non e
ancora un software "libero", ma co¬
munque la nuova impostazione risolve
moltissimi problemi
A
Cos'è GNOME
Tratto da http://www.it.gnome.org/starty
Gnome e un amDiente di lavoro 'ree che viene utilizzato sotto X-Windows. Non e di¬
pendente da nessun tipo di gestore di finestre iWmdow Manageri, ma Gnome sicuramen¬
te funzionerà con uno compatibile Gnome si promette di fornire molte altre innovazioni a
quello che e I' ambiente standard di XI1
- Definire un framework
luppatori. Questo assicura
modo tale che i apprendi¬
sti applicazione gnome
senza troppe sorprese
- Un "potente" suppor-
applicaziom
- Un file manager, con il
virtuali (VFS. Virtual File
tare le API di altre compo-
VFS presente nel Midnight
- Oggetti che possono
esempio, trascinando un
cessivamenete eseguendo
to Questo dovrebbe avvia-
cessario, a caricare I' URL
- L' uso di CORBA per
sante fra i componenti di GNOME, permettendo r uso di queste componenti con molti
linguaggi di programmazione, senza dovere riscrivere una nuova interfaccia per ogni lin¬
guaggio Questo significa che potete scrivere un' intera applicazione GNOME in Python,
ad esempio, che possa manipolare gli oggetti sul desktop, eseguire un drag and drop"
etc
standard GNOME per svi- ,
un interfaccia coerente, in
mento dell' utilizzo di qual-
nsulti piu facile e veloce,
to "drag and drop" fra le
supporto per i filesystem
System), che possa espor-
nenti GNOME Basato sul
Commander
esistere sul desktop Per
URL sul desktop, e suc-
un doppio click sull' ogget-
re il browser web. se ne-
richiesto.
condividare APIs mteres-
- Fornire una componente pannello, che può essere scritta in tutti i linguaggi che hanno
un bindings per CORBA II pannello standard sarà una combinazione di avvio di applicazio¬
ni, visualizzatore delle icone dei programmi in esecuzione, e dove potranno risiedere pic¬
cole applicazioni i appiet i di utilità generica i ad esempio un modem con le luci che indica¬
no il traffico di rete)
Gnome e stato scelto sia dalla distribuzione Debian sia dalla Red Hat Software come il
loro ambiente di lavoro futuro In aggiunta, sono stati istituiti i RHAD Labs dalla Red Hat
Software per concentrarsi sullo sviluppo di GNOME, cosi come su altre tipologie di free
software Al momento sono 6 i membri del team di sviluppo dei RHAD che lavorano a
tempo pieno su GNOME e GTK+. il set utilizzando dalle applicazioni GNOME per la crea¬
zione delle interfacce grafiche
GNOME, come Linux, e principalmente un prodotto di volontari che lavorano assieme
attraverso Internet, ed è I e sempre lo sarai liberamente distribuibile e modificabile I e rila¬
sciato sotto le licenze GPL e LGPL. applicabili agli applicativi e alle librerie, rispettivamen-
tel
Molto importante il fatto che componenti dei "cuore" di GNOME e di GTK+ NON di¬
pendono da nessun tipo di software non-Open Source Questo significa che chiunque può
sviluppare per GNOME senza il dubbio o le paure di un tipo di licenza non free Noi pen¬
siamo che gli utenti e gli sviluppatori non debbono sottostare a nessun tipo di licenza re¬
strittiva, che può limitare il loro operato
Contrariamente a quanto potete aver sentito in giro, e possibile sviluppare applicativi
non-Open Source utilizzando le librerie GTK+ e quelle di GNOME, poiché queste sono co¬
perte dalla licenza LGPL Questa permette ad applicazioni non-Open Source/non-GPL di
essere linkate a questo tipo di librerie Quindi alcune società che sviluppano software
commerciale e/o proprietario volessero adottare le librerie GTK+/GNOME. lo possono fare
proprio grazie a questo tipo di licenza, senza alcuna restrizione
Infine, per favore leggete il GNOME Manifesto (http://www.it gnome org/about/mam-
festo shtmil per approfondire le motivazioni e gli obbiettivi
Intervista a
Christopher R.
Gabriel
Il futuro di Gnome
Christopher R Gabriel è il coordinato¬
re del progetto di traduzione in italiano
della documentazione di Gnome, di¬
sponibile sul sito http://www.it.gno-
me.org/. Appartiene al Linux Users
Group di Firenze ed e il mantamer del
pacchetto GNU "patch" Recente¬
mente ha tradotto in italiano il libro di
Havoc Pennmgton "Gtk+/Gnome Ap¬
plication Development" lApogeo) ed
allo sviluppo di un software scientifico
per conto dello Space and Remote
Sensmg Sciences Group, Los Alamos
National Laboratory IUSA). Nella vita
oltre a Linux ha la passione per la mu¬
sica Jazz e per la batteria. Lo potete
raggiungere all'indirizzo cgabriel@h-
nux.it.
D: Per prima cosa mi interesserebbe
sentire da una persona che vive il progetto
Gnome dal di dentro, il perchè tu abbia
scelto di seguire questo progetto invece di
appoggiare lo sviluppo di KDE. Lo Gnome
attira cosi tanto interesse solo perchè è
ben fatto, oppure ci sono altri motivi ?
Innanzitutto per motivi etici. KDE ai tempi
non era ancora libero e questo mi disturbava
un po' Non ero intenzionato a supportare un
progetto di questo tipo Gnome invece, fin
dall'inizio, si prefiggeva questa finalità, tra le al¬
tre Altro motivo, altrettanto importante per
me. era l'idea che legava tutto il progetto, il fi¬
ne tecnologico" che si voleva raggiungere,
insito anche nel nome stesso GNOME difatti
sta per "GNU Network Obiect Model Environ-
ment" creare un ambiente (environment) li¬
bero (GNUI. basato sul modello di oggetti Imo-
dularita, riusabilità) in rete (network) Questo
rispecchia molto la filosofia che ha sempre ac¬
compagnato i sistemi basati su Unix, dove
tante piccole cose si uniscono assieme per
creare qualcosa di nuovo Questi sono i moti¬
vi che mi hanno spinto ad unirmi a questo pro¬
getto, in primis il fatto che sia INTERAMENTE
libero
0: Ora che le librerie su cui si appoggia
KDE sono state rese libere, come è cambia¬
to il rapporto con questo "concorrente" 7
Come sono i rapporti fra gli sviluppatori di
GNOME e quelli di KDE 7 E con quelli di
Xfree/X Window 7
I rapporti con KDE sono stati, da parte di
GNOME, sempre molto amichevoli Si e sem¬
pre cercato di far cooperare il più possibile sia
le applicazioni sia le librerie, usando alcune
delle tecnologie di base usate da entrambi i
progetti, come CORBA Purtroppo, non sem¬
pre si è riusciti a coordinare questo effort, e
molte persone credono che ci sia astio, per
questo motivo, tra i due progetti, cosa che
non e assolutamente vera
II fatto che adesso le librerie di base di KDE
siano state rese "quasi" libere (poiché non lo
sono a tutti gli effetti, come quelle di GNOME)
non ha cambiato i rapporti che già esistevano
tra i due progetti
108
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
I rapporti con gli sviluppatori di XFree/X Win-
dow non sono molto intensi Alcuni degli svi¬
luppatori più famosi (come Jim Gettys. uno de¬
gli autori originali di X Wmdowl si stanno inte¬
ressando al progetto. GNOME sta anche ten¬
tando di risolvere autonomamente alcune ca¬
renze dell'implementazione originale di X, co¬
me l'introduzione di un canale Alpha per le ge¬
stione dei colori e le trasparenze.
0: A prescindere dall'aspetto filosofico,
quali sono i pregi di Gnome nei confronti
del KDE ? E quali i punti di svantaggio ?
Sicuramente aspetti tecnologici KDE ha re¬
centemente abbandonato l’uso di CORBA per
gli oggetti locali, utilizzandolo unicamente per
gli oggetti in rete. GNOME inoltre fornisce un
moderno sistema per la gestione delle immagi¬
ni, recentemente introdotto, e utilizza il sistema
a componenti Bonobo, ispirato alle tecnologie
COM/DCOM introdotte da Microsoft, mentre
KDE ha soltanto recentemente proposto un
proprio modello ad oggetti. Questo è sicura¬
mente un punto di vantaggio, in quanto Bono¬
bo è già sfruttato da molte applicazioni, quali
Gnumeric, Evolution, Nautilus e altre.
Infine la semplicità, per gli sviluppatori, di
poter scrivere il proprio applicativo in pratica¬
mente qualsiasi linguaggio. Esistono bindings
per utilizzare le tecnologie di GNOME in
python. peri, C++ e molti altri, oltre ovviamente
al C standard nel quale è scritto tutto il softwa¬
re. Il fatto che GNOME sia scritto in puro C è
sicuramente un vantaggio da non sottovaluta¬
re, in quanto rende il tutto molto performante
D: Sempre a prescindere dall'aspetto fi¬
losofìe o, quali sono i vantaggi dello Gnome
nei confronti dei sistemi Microsoft 7
L'aspetto piu importante e sicuramente
quello di essere libero e di poter funzionare su
svariati sistemi operativi, tra cui tutti gli UNIX in
circolazione e. recentemente, anche su sistemi
Microsoft II team di sviluppatori presta moltis¬
sima attenzione alla portabilità del codice scrit¬
to. in quanto avere un ambiente di lavoro a fi¬
nestre completamente libero che funzioni su
molteplici sistemi operativi è una delle finalità
preposte.
D: Quante persone lavorano ai progetto
Gnome nel mondo. E in Italia. Chi sono e su
quali aspetti del progetto stanno lavorando.
Molte, moltissime persone. Di recente è
stata stilata una lista di sviluppatori divisi per
continenti (disponibile presso IFÌTTd //www cinol
me.org/developers/) In Italia il maggior lavoro
che viene svolto per il progetto è quello legato
alla localizzazione del software e alla traduzio¬
ne della documentazione in lingua italiana
Questo piccolo gruppo di persone è nato all'in¬
terno del progetto ILDP (Italian Linux Docu-
mentation Proiect) del Gruppo Pluto
(lwww.piuto.iinux.it/ndp/qnom§7l e ha portato
alla creazione di un sito tutto italiano dedicato
al progetto, Ihttp://www.it.gnome.orq|
In Italia abbiamo anche molti sviluppatori,
tra cui Ettore Perazzoli. uno dei programmatori
fondamentali del progetto, che lavora sul nuo¬
vo file manager (Nautilus), il Client groupware
(Evolution) e alcune libreria di infrastruttura, co¬
me gnome-libs e gnome-vfs, Paolo Molaro,
che lavora su Gtk+ (un'altra libreria fondamen¬
tale) ed ad alcuni
importanti progetti legati all'uso dei compu¬
ter da parte dei disabili
Ovviamente il gruppo più grande è quello
costituito da tutti i volontari che si occupano
delle traduzioni del software e della documen¬
tazione, e che sono importantissimi quanto gli
sviluppatori di software.
Per quanto mi riguarda. Negli ultimi tempi
mi sono principalmente occupato di rendere il
più semplice possibile l'uso di GNOME per gli
utenti italiani, coordinando il team di traduzio¬
ne. fornendo supporto tecnico ai nuovi utenti e
altro. Questo compito mi sta molto a cuore,
e cerco di fare il meglio possibile. Continuo an¬
che a sviluppare, nel tempo libero e non,
software per GNOME, e la cosa è molto diver¬
tente, oltre che interessante
D: Una domanda un po'provocatoria: co¬
me viene finanziato un progetto di questo
tipo 7 E' basato solamente sulla buona vo¬
lontà oppure come sviluppatori si riesce a
rimendiare qualche contributo che permet¬
ta di concentrarsi sullo sviluppo di Gnome
senza essere distratti dalla necessità di fare
altri lavori. Oppure gli sviluppatori di Gno¬
me sono tutti studenti oppure ricchi 7
Non la trovo affatto una domanda provoca¬
toria il poter vivere lavorando con/su software
libero non è affatto una cosa malvagia, anzi'
Attualmente esistono società che contribuisco¬
no con fondi e sviluppatori al progetto GNO¬
ME. e siamo tutti contenti di questo. Ovvia¬
mente il lavoro dei volontari resta fondamenta¬
le: da quando queste società si sono avvicinate
al progetto la tendenza è stata quella di farle la¬
vorare su cose noiose o faticose che nessuno
dei volontari aveva voglia di fare, ad esempio ri¬
scrivere un ORB (Object Request Broker) leg¬
gero e veloce in sostituzione di quello utilizzato
precedentemente, che non soddisfaceva le
esigenze richieste Questo e stato fatto da uno
sviluppatore pagato da RedHat I volontari con¬
tinueranno a fare quello che fanno, finché non
ci sarà qualcuno che verta pagato per fare il lo¬
ro lavoro. Ovviamente, i volontari potranno be¬
nissimo continuare a lavorarci sopra, oppure
trovare qualcosa di più interessante o nuovo da
fare Se si è bravi e volenterosi, se si crede a
fondo nel progetto e lo si é dimostrato, le pos¬
sibilità di essere pagati per lavorarci sopra non
sono molto remote
Molte persone che all'inizio contribuivano
per puro piacere o divertimento al progetto
adesso vengono pagati a tempo pieno per fare
quello che piaceva a loro fin dall’inizio Mi sem¬
bra una cosa molto bella
D: A tuo vedere, quali sono le possibilità
e le prospettive serie di lavoro per chi voles¬
se lavorare nel campo del software libero
ed in particolare nel progetto Gnome 7
lo personalmente credo moltissimo in que¬
sta cosa. Credo che nel futuro i posti di lavoro
creati dal software libero aumenteranno note¬
volmente, più di quanti non siano adesso (e
non sono pochi) I posti di lavoro che si posso¬
no creare sono tantissimi, dallo sviluppatori, al¬
lo scrittore di documentazione, al supporto tec¬
ènte^
nico. Società intere si basano esclusivamente
su questo, e il successo che stanno avendo e
solo una conferma che questo modello di svi¬
luppo, ma anche economico funziona
D: Quali saranno le novità peculiari intro¬
dotte nella nuova versione 1.2 di Gnome 7
Per gli utenti ci sono stati notevoli miglioran¬
ti nell’interazione, in particolare sulla compo¬
nente principale del desktop i oanneno e e
sue applet. Molto lavoro e stato ‘atto anche
sull'integrazione con gestori di Lnesfe esi¬
stenti Il tutto ovviamente accompagnato da ot¬
tima documentazione, chiara e precisa molto
presto anche in italiano) E stato anche com¬
pletamente rinnovat o i sito /reo
lntto://www gnome orni sove si e celato d'
migliorare l'organizzazione del materiale dispo¬
nibile
Per quanto riguarda ' nfrastruttura ovvia¬
mente. è stato fatto, come sempre, un notevo¬
le lavoro di risoluzione di bachi o erron ne' codi¬
ce, grazie alle comunicazione fornite dagli uten¬
ti (è stato sviluppato, ed incluso m questa relea-
se, un apposito applicativo che espleta questo
ingrato, ma importantissimo compitoi
Una novità di rilievo è (‘utilizzo esteso della
nuova libreria per la gestione delle immagini,
gdk-pixbuf, molto performante e leggera, che
va a sostituire la precedente imlib' che non
soddisfaceva le richieste ed aveva alcuni pro¬
blemi non ancora risolti
Per gli sviluppatori non cambierà molto, an¬
zi. Le API delle librerie di sviluppo, come gno-
me-libs, sono rimaste inalterate oppure e stata
mantenuta la compatibilita all'indietro Questo
permette di poter utilizzare software scritto su
gnome 1.0 anche su 12 Questa situazione
cambierà con GNOME 2.0, quando verrano ef¬
fettuati cambiamenti radicali. Tutte le modifi¬
che apportate a 1 2 sono interne, migliorano
notevolmente le librerie ma non comportano
problemi per chi sviluppa software oppure per
chi utilizza software da sorgenti
Si verranno a creare quindi solo due piat¬
taforme di sviluppo. GNOME 1 x e GNOME
2 x, invece di avere tante piccole versione tutte
incompatibili sia in avanti che all'mdietro. come
purtroppo accade in molti progetti Credo sia
una particolarità molto importante, soprattutto
per far avvicinare nuovi sviluppatori a contribui¬
re al progetto.
Per mantenere questi fini e coordinare que¬
sto "lavorone" di sviluppo è stato creato un ap¬
posito comitato direttivo, i cui membri si occu¬
pano delle vane parti del progetto, ognuno se¬
condo le sue capacita e conoscenze
D: Quali cose sono state lasciate un
po’da parte nella versione 1.2 ? Cosa dob¬
biamo aspettarci dalle versioni successive 7
Da parte sono state lasciate le cose che
non vengono più utilizzate, concentrandosi
maggiormente sulle parti mancanti e/o da fini¬
re Ovviamente, non viene tralasciata la cura e
il mantenimento del codice già scritto, che vie¬
ne m continuazione migliorato
La versione 1.2 6 stata appena rilasciata, e
per un po' verrà mantenuta e migliorata Sono,
ad ogni modo, iniziati da tempo i lavori sulla
nuova architettura di GNOME 2 0, che sarà la
prossima major release. che dovrebbe (dovreb¬
be) uscire nel prossimo autunno Le novità in¬
trodotte in GNOME 2 0 saranno notevoli, tra
cui un nuovo sistema per la gestione della con¬
figurazione (GConf) che verrà introdotte in tutte
le librerie utilizzate, un maggior utilizzo del si¬
stema a componenti Bonobo, l'introduzione di
nuovi applicativi, tra cui il nuovo filemanager
Nautilus. il Client groupware Evolution e molto,
molto altro Non resta che aspettare > ,
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
109
Linux
I wordprocessor di Linux
Un aspetto che ha sempre tenuto molti utenti lontani dal mondo di Linux è stata la mancanza di un
buon programma di scrittura ed in
Ultimamente, anche grazie all’accresciuto
verso Linux, inizia ad essere disponibile
provare a mettere a confronto dei
generale di programmi per l’ufficio,
interesse e fiducia dell’utenza professionale
una buona scelta di titoli. Abbiamo voluto
programmi grandi con due alternative
“leggere”, per vedere come si sarebbero comportati durante l’uso corrente.
Effettivamente fino a poco tempo fa,
oltre agli onnipresenti editor, ottimi per
scrivere programmi ma insufficienti per
una lettera ben curata, non vi erano pro¬
grammi Open Source all'altezza ed i po¬
chi programmi commerciali disponibili
(ad esempio WordPerfect) erano ancora
troppo costosi e pesanti.
Criteri di valutazione
A prima vista valutare un programma
di scrittura potrebbe sembrare una ope¬
razione molto semplice. In realtà i moti¬
vi che portano a scegliere l'uno o l'altro
programma sono molteplici, spesso do¬
vuti a preferenze personali, ed è difficile
trovarli tutti assieme nello stesso
software. Tentando di scrivere dei crite¬
ri di scelta oggettivi, uno degli aspetti da
tenere in considerazione è senz'altro la
disponibilità di funzioni, ma bisogna sta¬
re attenti a distinguere fra quelle real¬
mente utili e quelle che invece appesan-
tiscono e rendono difficile l'utilizzo del
programma.
Farsi prendere la mano dai foglietti
svolazzanti o dalle graffette animate è
fin troppo semplice e spesso provando
un programma non ci si rende conto
che durante l’utilizzo di tutti i giorni la
stessa funzione dovrà essere ripetuta
decine, se non centinaia di volte. Per
questo motivo personalmente apprezzo
moltissimo i programmi semplici da
usare e con le funzioni base facilmente
ed immediatamente accessibili.
Alcuni dei programmi che incontrere¬
mo - ad esempio Ted, che altrimenti sa¬
rebbe il mio preferito - non sono parti¬
colarmente amichevoli da questo punto
di vista, in quanto per utilizzare alcune
funzioni importanti è necessario aprire
più menù.
A mio vedere, in un programma ben
pensato, le funzioni accessorie che ven¬
gono utilizzate di rado dovrebbero esse¬
re sempre messe in secondo piano, ed
eventualmente nascoste all'utente co¬
mune, per non appesantire troppo l'in¬
terfaccia, lasciando il più possibile spa¬
zio al testo scritto.
L'utente durante la scrittura non do¬
vrebbe pensare ad altro che al testo che
sta scrivendo, in quanto ogni operazione
mutile, dovuta magari ad una cattiva in¬
terfaccia utente, si riflette direttamente
sulla qualità del testo che si sta compo¬
nendo. La composizione del testo do¬
vrebbe essere una operazione meccani¬
ca e come tale risultare il più possibile
trasparente per lo scrittore.
Uno degli errori più frequenti è quello
di tentare di formattare il testo durante
la scrittura. Un buon metodo è invece
quello di concentrarsi solamente sui
contenuti di ciò che si sta scrivendo e
solo in un secondo tempo pensare alla
parte estetica.
I programmi provati
Questa prova non ha lo scopo di valu¬
tare quale sia in assoluto il migliore pro¬
gramma di scrittura per Linux, in quanto
per far ciò servirebbero troppi numeri di
MC. Si è trattato invece di vedere se
quanto è disponibile attualmente per¬
mette di scrivere in modo accettabile un
documento da parte di un utente comu¬
ne. Queste richieste molto limitate han¬
no reso possibile di inserire nella prova
anche due pacchetti più semplici. In par¬
ticolare ho provato la stabilità dei diversi
strumenti e la loro compatibilità con ma¬
teriale scritto in formato .doc.
Le funzioni necessarie
L'eccessiva disponibilità di funzioni,
spesso più utili ad un tipografo profes¬
sionista che ad una segretaria, rende
molte volte difficile ravvicinarsi ad un
nuovo programma e cosi al posto di
semplificare il lavoro, si rischia di ren¬
derlo ancora più complesso. E' anche
vero il contrario: anche la mancanza di
alcune funzioni può contribuire a rende¬
re difficile il lavoro e a far perdere del
tempo. Questo tuttavia è il problema
minore, in quanto, salvo alcune ecce¬
zioni che vedremo nel seguito dell'arti¬
colo, tutti i programmi provati offrono
caratteristiche e possibilità che vanno
oltre le esigenze della maggior parte
degli utenti.
Per valutare in modo omogeneo i
programmi presenti in questo articolo,
ho dovuto suddividerli in due categorie:
nella prima ho messo i programmi "es¬
senziali", i quali mettono a disposizione
solamente poco più delle funzioni di ba¬
se necessarie per il lavoro di composi¬
zione di un testo. Essi ripagano la man¬
canza di alcune funzioni con la sempli¬
cità ed intuitività d'uso e con una mag¬
giore velocità di apprendimento. Inoltre
essi spesso sono sufficientemente leg¬
geri da poter essere utilizzati anche su
calcolatori di generazioni precedenti
(es. 486, pentium), il che non è certa¬
mente un male.
In un secondo gruppo ho invece
elencato i programmi che offrono il
massimo delle funzionalità che un uten¬
te "evoluto" potrebbe richiedere ad un
programma di scrittura
Ovviamente la completezza si paga
con una maggiore difficoltà di apprendi¬
mento e in una maggiore richiesta per
quanto riguarda l'hardware (le prove so-
110
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Linux
no state eseguire utilizzando una mac¬
china basata su una CPU Celeron a 366
MHz).
Un riassunto delle funzioni conside¬
rate essenziali e di come si sono com¬
portati a riguardo i programmi provati è
riportato nella tabella seguente:
I “grandi”
Alcuni dei programmi più complessi
sono inseriti in "suite", ovvero in pac¬
chetti comprendenti oltre al wordproces-
sor anche altri programmi per ufficio (ta¬
bellone elettronico, programma di pre-
TABELLA CARATTERISTICHE ESSENZIALI
WYSIWYG
AbiWord
0.7.8
X
Ted 2.7
X
WordPerfect 9
beta 2
X
StarWrite 5.2
X
Applixwords 5
X
strumenti di correzione
X
X
X
X
X
correzione automatica
X
-
X
X
X
tabelle
X
X
X
X
zoom
X
-
X
X
X
font , 1 , caratteri
X
solo 4
X
X
X
stili caratteri
X
X
X
X
X
giustificazione testo
X
X
X
X
X
colonne multiple
X
-
X
X
X
interlinea variabile
X
X
X
X
X
note a piè di pagina,
intestazioni,
numerazione paqine
X
X
X
X
funzionamento su
macchine "piccole"
X
X
-
-
X
piattafoime supportate
Linux
Linux
Linux/UNIX/Win
Linux/Win
Linux
Licenza
GPL
GPL
Commerciale
Commerciale
Gratuito
Commerciale
sentazione, programma per grafici com¬
merciali, eventuale database,...).
Due delle suite da cui sono tratti i
wordprocessor presentati fanno capo a
nomi molto noti nell'industria del
software: Corel (Word Perfect Office
2000) e Sun Microsystems (StarOffice
5.2). ApplixWare invece è prodotta
e commercializzata dalla Applix, una
software house meno nota delle
precedenti ma che da tempo offre
all’utenza Linux questa suite di pro¬
grammi di elevata qualità.
Accanto ai programmi famosi, ab¬
biamo provato due programmi me¬
no importanti ma che hanno il van¬
taggio di essere usabili come
software libero secondo la licenza
GPL. Si tratta di AbiWord e Ted. Ve¬
dremo che in realtà AbiWord è parte
di un progetto più impegnativo.
Il programma di Corel si propone
come un tipico prodotto commercia¬
le (anche se è disponibile una ver¬
sione limitata del scaricabile gratui¬
tamente da Internet della versione
precedente), e vuole essere il com¬
plemento della distribuzione Corel
Linux, presentata dall'azienda cana¬
dese alcuni mesi or sono. La suite in
cui è contenuto comprende anche
E KOffice?
I lettori piu informati noteranno in questa pro-
va l'assenza impor tante di «office
l(http://www.koftice.orq/)| che non abbiamo in¬
cluso in quanto al momento non è ancora pron¬
to per un utilizzo in ambiente di produzione.
Questa suite, promette di di offrire caratteristi¬
che comparabili con prodotti commerciali, pur mantenendo la licenza GPL. Essa comprende il
wordprocessor, «Word, che offre anche funzioni evolute di DTP, un programma per creare gra¬
fici bi- e tri-dimensionali (KChart), un tabellone elettronico (KSpread) ed un software per creare
presentazioni e dispositive (KPresenter). A questi si aggiungerà, ma non nella versione iniziale,
un programma di database. Fra gli strumenti a corredo dei programmi principali non mancano
quelli necessari per disegnare le immagini e le figure da includere nei documenti, sia in modo
bitmap (KlmageShop) che in grafica vettoriale (Klllustrator). Sono inoltre presenti anche un
semplice visore di immagini
(KlmageShop) ed un editor
di formule matematiche
(«Formula), oltre a dei filtri di
conversione fra diversi for¬
mati di grafica e testi. Trat¬
tandosi di software libero e
di ottimo livello, sia «Office
che GNOME Office sono
troppo importanti per essere
risolti in una semplice prova.
Ne riparleremo certamente
in una prossima puntata del¬
la rubrica Linux.
Due schermale di KVZord Pecca¬
lo solo che non sia ancora finito!
MCmicrocomputer n, 208
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ran rami nnw i**t <* S" 1 thu» trr •*»./«
l*tl« fiamoi VOu i.jii li» no» I y>aj
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<*•' *•« k* fi ><« *« r—n*-, v, u
So « I» k* tei ih* tom KWcrd ir-, „tr*.
lo.l un arnuid .1 pru» 4* Airu t» t»«-
•h4tr«IC»U»»r*-«l| ni KWoid « qui» la»l V) I mr. il
Trv-e tal* .«O m MI of uw** v.«.<
•.tvam)** n mùntoti tram***,*.
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loot*r otuft *mV« nuJi ticltx
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tr» n*-* BOUICM ami
btrartM
B»> io kWcudi ir» atgoriBim ht
ir» Via tei nrrung «ou>1 or»*
liamw B M» noi p*rt»ct bui il
ili
Corel - Word Perfect Office 2
Ho voluto dedicare uno spazio maggiore alla suite Corel in parte
per premiare l'impegno della società canadese verso il mondo Linux,
dall'altra perché i programmi che compongono la suite rappresentano,
ognuno nella propria categoria, delle pietre miliari nella stona dell'Infor¬
matica.
Nella rubrica ”10 anni fa” del mese di giugno si parlava di due bel¬
lissimi programmi, un pacchetto di videoscrittura. WordPerfect ed un
tabellone elettronico Quattro Pro; questi due programmi, acquisiti dal¬
la Corel li ritroviamo in questa suite per Linux. Il tempo ha fatto i suoi
miracoli: non siamo di fronte a superstiti ma a veri e propri cavalli di
battaglia che negli anni hanno subito continui ammodernamenti e per¬
fezionamenti, riuscendo a rimanere prodotti di altissimo livello. L'età
veniva considerata, almeno fino ad alcuni decenni fa, sinonimo di sag¬
gezza, piu una persona invecchiava e più diventava un punto di riferi¬
mento per le nuove generazioni, la figura su cui contare, il salvadanaio
della storia, sia per le esperienze positive che per gli errori da non rifa¬
re.
La forza della suite Corel sta proprio in questo, nell'essere un grup¬
po di applicazioni robuste, ben collaudate, che con il tempo hanno ac¬
quisito una maturità tale da farle diventare un punto di riferimento per
l'utenza e per i concorrenti In altre parole Corel sta facendo nel
software ciò che la Volkswagen ha fatto con il New Beeatle nel cam¬
po delle automobili, un prodotto che ha la forza del passato e la miglio¬
re tecnologia del presente, qualche cosa che la gente possa acquista¬
Paradox
Le applicazioni che vengono installate
nel menù di Gnome dalla suite Corel.
re a scatola chiusa perchè in un
certo senso già la conosce e ne ap¬
prezza le virtù
Corel è una delle aziende di
software commerciale che si sta
più di tutte impegnando in Linux,
sia portando i propri applicativi su
questa piattaforma, sia lanciando
prodotti completamente nuovi, co¬
me la distribuzione Corel Linux o il
Netwinder, un thm Client basato su
Linux di cui abbiamo già parlato su
queste pagine. Non dimentichiamo
che si tratta di una delle aziende di
software più importanti del mondo.
Un analogo interesse verso Linux lo stanno iniziando a dimostrare
anche altri grandi nomi del software (IBM, SUN, Borland, Netscape,
...) che hanno eseguito il porting verso Linux di alcuni propri prodotti
L'idea comune, anche se perseguita con startegie diverse, è quella
di creare una alternativa di mercato, in cui riuscire a dar nuova vita a
prodotti molto validi e con anni di esperienza alle spalle.
Jy WordPerfect Office 2000
Corel Presentations 9
m BDE Admimstralor
Corel New Proiect
I CorelCENTRAL Address Boote
CorelCENTRAL Calendar
CorelCENTRAL Memos
I FontTasUc Font Installer
_j Paradox 9
PerfecIScript 9
f Quattro Pro 9
Release Notes
WordPerfect 9
Corel Presentations
Quattro Pro, Presentations e Paradox ha
la caratteristica di essere stata portata in
Linux utilizzando la libreria di compatibi¬
lità con Windows di Wine.
La strategia di Sun invece è compieta-
mente diversa: dopo l'acquisizione da
parte del colosso americano di StarDivi-
sion, la piccola software house tedesca
che originariamente produceva la suite, il
software è stato reso disponibile gratui¬
tamente (non si tratta comunque di
software libero nel senso della GPL), nel¬
le due versioni per Linux e per Windows.
E’ chiaro che una tale strategia vuole es¬
sere un segno di palese concorrenza nei
confronti dei prodotti Microsoft.Dal pun¬
to di vista dell'utente, i prodotti di Corel e
Applix differiscono per un aspetto impor¬
tante da quello di Sun: mentre nei primi i
programmi che compongono la suite
possono essere utilizzati anche separata-
mente ed indipendentemente fra loro, in
StarOffice siamo di fronte ad un pacchet¬
to "integrato", che affianca (ma in pratica
vorrebbe sostituire) al desktop dell'uten¬
te un proprio ambiente di lavoro. Tale so¬
luzione permette di avere lo stesso iden¬
tico ambiente indipendentemente dal si¬
stema operativo che su cui l'applicativo
sta girando (non era la stessa idea del Ja-
va, sempre di Sun ?).
Questo modo di operare, che ha il
contro di appesantire un po'i programmi
e di far storcere il naso a molti utenti, fa
certamente buon gioco alla politica di
marketing di Sun. Esso infatti riduce di
moltissimo l'importanza per l'utente di
usare un determinato sistema operativo
o una particolare interfaccia grafica. A
questo punto perchè allora non si do¬
vrebbe scegliere la stabilità di Linux ?
I “leggeri”
Accanto ai programmi importanti ho
voluto provare due software piccoli ma
promettenti, per vedere come si com¬
portavano nelle operazioni "essenziali"
Ovviamente la comparazione si è dovu¬
ta limitare agli aspetti comuni e perciò
non aspettatevi che prediliga ad esem¬
pio lo StarWriter sul Ted solamente
perchè quest'ultimo non ha le funzioni
di autocomposizione.
AbiWord è un programma libero pen¬
sato appositamente per funzionare
nell'ambiente grafico GNOME Esso è
parte del progetto GNOME Office
Khttp://www. gnome, orq/)| Si tratta di un
"meta-progetto" con la missione di
coordinare lo sviluppo del software libe¬
ro di produttività per l'ufficio in ambien¬
te GNOME. Oltre ad AbiWord, esso
comprende i seguenti programmi: Gnu-
meric (spreadsheet), GIMP (image edi¬
ting), Dia (disegno di diagrammi struttu¬
rati), Eye Of GNOME (image Viewer),
GNOME-PIM (personal information ma-
112
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Quattro Pro
Il motore... Wine I
Dalle foto sicuramente noterete la parentela molto stretta degli ap¬
plicativi con il mondo Windows. Tale rassomiglianza non è casuale e
si inizia a sospettare qualcosa aprendo la finestra "About" di Word¬
Perfect Qui si possono infatti scorgere i ringraziamenti agli sviluppato¬
ri che hanno contribuito al progetto Wine, che è contemporaneamen¬
te un emulatore ed una libreria per eseguire i programmi Windows in
ambiente Linux.
Dal punto di vista tecnico, la grande scommessa di Corel è quella di
tentare di "far girare" il proprio prodotto su Linux invece di eseguire un
porting verso il nuovo ambiente Non si tratta infatti di una applicazione
nativa per Linux, bensì di una ricompilazione del codice Windows fatta
utilizzando le librerie di Wine, se non di una vera e propria emulazione.
La cosa ha in sè una buona dose di azzardo: la versione in prova infatti
non è II massimo nè per stabilità, nè per prestazioni (anche se con un
Celeron o un K7 dotati di 64Mb di memoria, si lavora agevolmente).
Tuttavia si tratta di una versione beta e sicuramente con la release fina¬
le le cose miglioreranno. In questo caso per Corel sarà una grande vit¬
toria. in quanto sarà riuscita, con un lavoro presumo molto limitato ri¬
spetto alla riscrittura del software - altrimenti probabilmente avrebbero
scelto questa strada - ad unire lo sviluppo delle due versioni. Questo si¬
gnifica costi di manutenzione e di assistenza più limitati e possibilità di
fornire le nuove release contemporaneamente per le due piattaforme
(fino ad ora la versione per Linux/UNIX di WordPerfect era indietro di
una edizione rispetto a quella per Windows)
Tutte le modifiche fatte a Wine allo scopo di far funzionare corret¬
tamente la suite sono andate anche a beneficio degli sviluppatori
dell'emulatore (non poteva essere altrimenti, dato che si tratta di
software sviluppato secondo la licenza GPL)
Dentro la scatola
WordPerfect Office 2000 viene offerta in due versioni, da 109 e da
159 dollari (versione Deluxe) La più economica comprende i seguenti
programmi:
WordPerfect 9
Quattro Pro 9
Corel Presentations 9
CorelCENTRAL 9
Netscape Navigator
WordPerfect Office 2000 User Guide and Clipart Manual
Adobe Acrobat Reader
più di 100 font TrueType e PostScript Type 1
più di 1 .200 clipart e più di 20 foto
30 giorni di supporto gratuito per l'installazione
La versione Deluxe completa i programmi forniti con l'edizione
standard con i seguenti:
Paradox 9
Netscape Communicator
più di 1.000 font True Type e PostScript Type 1,
più di 12.000 clipart e 200 foto
la versione Download della distribuzione Corel LINUX
i giochi Railroad Tycoon II - Gold Edition Limited Version e vari demo
by Loki Games
un pinguino TuX
Conclusioni
Essendo in pratica lo stesso prodotto, la versione della suite per Li¬
nux è pressoché identica a quella per Windows, sia come caratteristi¬
che, che come aspetto. In questo modo è possibile creare reti etero¬
genee Windows-Linux in modo trasparente per l'utente dell'applica¬
zione. Sia il wordprocessor che il tabellone elettronico sono in grado di
utilizzare direttamente, senza dover passare per formati intermedi i fi¬
le creati con Microsoft Office.
Interessante è la possibilità di salvare con WordPerfect i documen¬
ti nel formato PDF di Adobe, che in questi ultimi anni è diventato lo
standard di fatto per la distribuzione in rete di documenti elettronici
Tutti i prodotti sono in grado di esportare dati verso Internet nei for¬
mati più comuni (HTML), caratteristica che al giorno d'oggi è diventata
e sta diventando sempre più una necessità. Paradox è sicuramente
uno dei migliori database del suo genere.
nager) e GNOME-DB (connettività a da¬
tabase).
Ted è stato sviluppato come un
wordprocessor semplice da utilizzare e
senza troppe funzioni oltre a quelle
strettamente necessarie. L'idea è quel¬
la dì avere un equivalente libero del
Wordpad presente sui sistemi Micro¬
soft, ma più potente. Il formato stan¬
dard utilizzato è RTF e uno degli aspetti
maggiormente tenuti in considerazione
durante lo sviluppo di Ted è la compati¬
bilità con i file RTF generati da Word e
Wordpad, anche se alcune formattazio¬
ni avanzate vengono perdute. La com¬
patibilità inversa è invece più complica¬
ta, in quanto WordPad non gestisce
molte delle funzioni presenti nel RTF ed
è perciò possibile che vengano perse
delle informazioni strutturali o di impa¬
ginazione. Non vi sono invece particola¬
ri problemi a caricare in Word un file
generato da Ted.
Altri programmi
Quelli provati non sono gli unici pro¬
grammi di composizione di testi dispo¬
nibili per Linux, ma sono quelli al mo¬
mento più utilizzabili Fra i programmi
non provati vale certamente la pena ri¬
cordare LyX, un frontend WYSIWYG
per il programma di composizione tipo¬
grafica LaTeX
La compatibilità
dei file
Uno degli aspetti che ci è sembrato
giusto ed importante sottolineare è la
possibilità di conservare il lavoro già fat¬
to. E' inutile infatti tentare di convince¬
re qualcuno a cambiare wordprocessor
se poi non lo si mette in grado di utiliz¬
zare i file scritti col programma prece¬
dente oppure se i nuovi file creati non
possono essere scambiati con altre
persone. Ogni programma di scrittura
salva i documenti nel proprio formato
"proprietario" (escluso Ted che usa
RTF), consentendo in questo modo un
pregevole controllo sulla formattazione
e sulla corrispondenza del file generato
con quanto visualizzato a video. Questi
formati, essendo tipici di ogni prodotto,
non si prestano ad essere utilizzati da
altri programmi, che o non riuscirebbe¬
ro ad interpretarli, oppure potrebbero
perdere informazioni durante la conver¬
sione. Una soluzione che consente la
lettura del nostro documento con prati¬
camente qualunque programma è quel¬
la di salvarlo nel formato non proprieta¬
rio RTF (Rich Text Format), le cui speci¬
fiche sono pubbliche Tuttavia esso non
supporta tutte le caratteristiche di for¬
mattazione presenti nei programmi più
recenti e perciò alcune informazioni sti-
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
113
Unux
listiche e di formattazione potrebbero
andare perdute.
Non potendo costringere tutte le per¬
sone con cui lavoriamo a scegliere come
formato RTF, dobbiamo adattarci all'idea
di dover essere compatibili col formato
.doc, che è lo standard di fatto, in quan¬
to prodotto da Microsoft Word, che è
ancora il programma di elaborazione te¬
sti più diffuso. Pur trattandosi di un for¬
mato proprietario, recentemente ne so¬
no state rilasciate le specifiche e vi sono
dei programmi liberi in grado di decodifi¬
carlo e convertirlo in altri formati:
Word2x
Catdoc
WvDecrypt
Mswordview
La presenza o meno di una funziona¬
lità è indicata nella tabella con i simboli +
e-.
Il fatto di poter utilizzare un determi¬
nato formato per i file è una condizione
necessaria ma non sufficiente per poter
dire che il programma è in grado di
scambiare file con il mondo esterno. In¬
fatti è anche necessario che il documen¬
to scambiato sia il più possibile fedele
all'originale e che durante il passaggio
non vengano perse informazioni, sia
strutturali che. possibilmente, estetiche.
Per verificare la compatibilità con il
mondo Microsoft, ho creato un file con¬
tenente elementi abbastanza eterogenei
e significativi (tabelle, colori, font con de¬
terminati stili, formattazione. ...) utilizzan¬
do Microsoft Word e l'ho salvato in for¬
mato .doc. Ho poi
provato a caricarlo
utilizzando tutti i pro¬
grammi che preve¬
devano il caricamen¬
to di questo forma¬
to
Nelle figure che
corredano l'articolo
potete vedere come
i diversi programmi
visualizzano lo stes¬
so file. Nella tabella
a lato trovate un
riassunto delle infor¬
mazioni che vengo¬
no mantenute o perse dai vari program¬
mi tentando di caricare il file.
I programmi più famosi (WordPerfect,
StarWrite e ApplixWare) non hanno trop¬
pi problemi a caricare i file di Word, con¬
sentendo di poter mantenere la maggior
parte del lavoro fatto e di poter tranquil¬
lamente scambiare documenti senza
aspettarsi grandi sorprese, salvo lievi dif¬
ferenze che comunque si notano anche
scambiando file fra installazioni diverse
di Word (ad esempio perche si non si
usa la stessa stampante).
Per contro i programmi più semplici,
pur riuscendo ad importare abbastanza
bene alcune caratteristiche del testo ori¬
ginale, perdono alcune informazioni im¬
portanti. Ciò è dovuto in parte al fatto
che determinate funzioni non sono sup¬
portate dal programma e in parte alla ne¬
cessità di utilizzare il formato rtf.
Considerazioni sui
singoli programmi
Star Write 5.2/StarOffice 5.2
URL: http://www.sun.com/productsd
staroftice
Licenza Sun's Community Source Li-
cense
Prezzo: il CD costa $39.95, altrimenti è
possibile lo scaricamento gratuito dal sito
StarWrite è un programma molto
completo, addirittura fin troppo troppo
ricco di opzioni e possibilità per un uten¬
te che si avvicina per la prima volta ad
un programma di videoscrittura. Gli
utenti possono essere disorientati dal
fatto che si tratta di una suite integrata
(lo stesso può essere visto anche come
un vantaggio). Il grande pregio di StarW¬
rite è quello di essere molto potente e
molto stabile, oltre che di essere gratui¬
tamente sia per Linux che per Windows.
Peccato che non sia sofware libero...
E' un ottimo compromesso di poten¬
za e semplicità di utilizzo, con un rappor¬
to prezzo/prestazioni innavvicinabile da
tutti gli altri concorrenti.
WordPerfect 9 beta 2 (parte di Word
Perfect Office 2000)
URL |hnp://linux.corel.com/productsJ
wpo2000_linux/index.htm
Licenza: Commerciale
Prezzo: $109-$159 (dipende dall'edizio¬
ne di WordPerfect Office)
E' senz'altro il prodotto più completo
di questa prova, anche se è appesantito
e reso poco stabile dal fatto di appog¬
giarsi a Wine. Confido che i problemi di
stabilità verranno risolti nella versione
definitiva (si tratta dopotutto di una be¬
ta). Per chi volesse, sul sito del produtto¬
re, http://www.corei.cdm1 è disponibile,
gratuitamente per uso personale, anche
la versione precedente del programma,
scritta in modo nativo per Linux. Rinun¬
ciare a tutte le possibilità offerte dalla 9
versione 9 è però veramente molto diffi¬
cile. Il programma ha il grande vantaggio
di essere sul mercato da parecchi anni e
di essere disponibile sia anche nelle ver¬
sioni per Windows e per altri dialetti di
UNIX.
ApplixWords 5 (parte della suite Ap-
plix) _
URL http://www.vil
stasource.com/
Licenza Commer¬
ciale
Prezzo $50
Dei maggiori è for¬
se il programma con
meno funzioni, ma
proprio per questo
motivo può essere
una ottima scelta per
chi volesse avere un
programma scattan¬
te rinunciando alle
TABELLA: ATTRIBUTI MANUTENUTI DURANTE IL CARICAMENTO
AbiWord
0.7.8
WordPerfect
9 beta 2
StarWrite
5.2
Applixwords
5
colore testo
X
X
X
X
colore sfondo
-
X
X
X
aspetto tabella
-
-
X
X
dimensione colonne e riqhe
-
X
X
X
tabelle
-
X
X
X
attributi caratteri
(sottolineato, corsivo, neretto,..
X
.)
X
X
X
font caratteri
X
X
X
X
giustificazione
X
X
X
X
Nota: Ted non carica direttamente i file doc
PttP7/word2x.alcom.co.ukrl
pttp:/Awirw.ice.ru/~vitug
pttp.//www.csn.ul ie/-caolan/publink/wvUecrypt
pttpv/www csn.ui ie/'Caolan/puDlink/msworqview/qevelopmeni
TABELLA: UTILIZZO FORMATI STANDARD
AbiWord
0.7.8
Ted 2.7
WordPerfect
9 beta 2
StarWrite
5.2
Applixwords
5
salvataggio (rtf txt html doc)
+ + +-
+ + +“
+ + + +
+ + + +
+++-(1)
immagini (gif ipq bmp tif png)
+ + + + +
+ + + + +
+ + + + +
+ + + + +
(1) Il salvataggio verso MS-Word avviene tramite RTF
114
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Wo-dPento 9 - l'oowou»»-! aocl _
TU t» »■* I—I S» fn sr
Q«gi
riwN*.*»
vi^/•:*✓• i= • e - in a- amjpn I ♦•
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WordPerfect
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Microcomputfr
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AbiWord
|Af/crocomputer
Prova I programmi di scrittura
Iti
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SlmOffiic
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Mutate)
MctcJo È iiVÌUPU—UùC
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fece
Fi—
Linux
(k|_
lAaCU;
Le diverse interpretazioni
dello stesso documento
* fu 6<* '£+* !«••« Fjm»! Tooti T*w#
DKM ai? e " « K C H F°« '13)
|H..|.„)I /jn' 4Tf7~ u ■ fa « ■ i; 1=1» UT
ApplixWords
Microcomputer
i.ri
r—
funzioni avanzate di DTP. Considerato Prezzo: scari-
l'ottimo prezzo, è sicuramente una scelta cabile libera-
da tenere in seria considerazione. mente dal sito
yiiiultt» Inferisci Farmelo StrumMU Fljetlre >
1] *••£)<%Icxiau
JF llt.///do»/prov«w-l
J [standard - nr^r M»w Rom^J |i: G i s
StarOffice
Microcomputer
EataljngnnLÉ tatto
SmJWK*
cemmerclak
Ccrm*/rialr
wp
m'esraa
Wb-wr
Wb-raw
bue
bue
■vantate
«vaniate
A vanta*
Paijin» 1 / i Standard
pAvvio| gT[ jrjMicfXom
85» IHS STO HVP
■^721 PM
Ted 2.7
URL: fittp //wvvw. nilgg.nl/ 1 èc]
Licenza GNU General Public License
Prezzo scaricabile liberamente dal sito
Si tratta di un buonissimo programma
se si desidera qualcosa di veloce e
estremamente leggero. Le funzioni di¬
sponibili sono abbastanza limitate ma
quelle che ci sono permettono di fare la
maggior parte dei lavori di scrittura che
servono ad una persona media. Peccato
che il numero di font utilizzabili sia limita¬
to e che l'interfaccia utente compieta-
mente da rivedere. Inoltre vi sono dei
bug nel refresh dello schermo. Se lo si
riesce a pensare per quello che è, non
pretendendo cose che non è in grado di
fare, è tuttavia sicuramente un program¬
ma da installare (considerando che è
software libero, vale la pena perdere 10
minuti in linea per scaricarlo e provarlo).
E' l'unico dei programmi provati in grado
di funzionare in modo eccellente anche
su macchine molto povere di risorse
(486).
AbiWord 0.7.8 (wordprocessor di
GNOME Office)
URL: |http://www.abisource.corr]
Licenza : GNU General Public License
Per ora il
programma è ancora quasi inutilizzabile
per un uso serio, in quanto manca la ge¬
stione delle tabelle. Il fatto di essere
software libero inserito in un progetto
importante (GNOME Office) dovrebbe
garantirne uno sviluppo veloce.
Nel programma vi sono moltissimi co¬
mandi non ancora implementati che, se
da una parte ne rendono fastidioso l'uti¬
lizzo, dall'altra fanno sperare bene per il
futuro. La cosa simpatica è che quando
si tenta di attivarli appare un messaggio
in cui viene proposto di contribuitre alla
loro implementazione.
Per il resto si tratta di un programma
stabile e ben fatto con quasi tutte le ca¬
ratteristiche che si richiedono a un pro¬
gramma di scrittura (anche se la man¬
canza delle tabelle pesa non poco).
Aspettiamo e speriamo.
Conclusioni
Alcuni anni fa si sentiva la mancanza
di un programma di scrittura per Linux
che fosse almeno comparabile al word-
pad di Windows. Ora la situazione è no¬
tevolmente cambiata e anche i due pro¬
grammi più semplici provati per questo
articolo sorpassano le caratteristiche che
un paio di anni fa sembravano sufficien¬
ti. Purtroppo in quanto a software libero
c'è ancora molto lavoro da fare; siamo
però sulla buona strada, in quanto le
energie che prima erano rivolte verso
tanti piccoli progetti, ora si sono concen¬
trate nello sviluppo di GNOME Office e
KOffice.
Chi avesse esigenze superiori alle
mie potrà trovare in uno dei programmi
più completi la soluzione più adatta alle
proprie necessità. Per quanto riguarda i
programmi maggiori, le caratteristiche
sono abbastanza allineate ad un livello
qualitativo più che ottimo.
Aspettando un software libero per ora
buona soluzione di compromesso può
essere StarOffice, che, almeno, è dispo¬
nibile gratuitamente nella versione com¬
pleta.
Per finire, la risposta alla domanda
che si staranno ponendo in molti lettori:
per scrivere questo articolo ho utilizzato
un semplice editor di testi. La formatta¬
zione finale ed il salvataggio nel formato
RTF richiesto dalla rivista sono stati inve¬
ce fatti a posteriori utilizzando Ted. L'im-
paginazione finale è compito della tipo¬
grafia. «e
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
115
di Diego Meozzi
Speciale fotocamere
Il passaggio da una macchina che
sfrutta la tecnologia chimica della pelli¬
cola ad un apparecchio che utilizza un
sensore allo stato solido per la cattura
delle immagini implica ben di più che il
semplice adattamento ad una macchina
di diverse dimensioni e dotata di funzio¬
ni inedite.
Fortunatamente, buona parte del ba¬
gaglio di esperienza raccolta da qualun¬
que fotografo è comunque utilissima
nel mondo dell'Immagine digitale: do¬
potutto, si tratta sempre di scattare fo¬
tografie, anche se alla fine invece di es¬
sere catturate da elementi chimici sen¬
sibili alla luce, vengono trasformate in
segnali elettrici e memorizzate su sche¬
de di memoria grandi come francobolli
Per rendere praticamente indolore il
passaggio al digitale - che ovviamente
non implica la rinuncia totale delle foto¬
camere a pellicola: una macchina digita¬
le può anzi affiancare con successo e
completare un corredo fotografico tradi¬
zionale - abbiamo pensato di dividere
l'articolo in sezioni, ognuna delle quali
dedicata ad un elemento ben conosciu¬
to dal fotografo.
Mirino
A parte rarissimi esempi, tutti piutto¬
sto costosi, il mondo delle fotocamere
digitali adotta un tradizionale mirino ga¬
lileiano: in pratica si tratta di un sempli¬
ce sistema a lenti, disassato rispetto al¬
l'obiettivo principale, che mostra con
buona approssimazione il contenuto
dell'inquadratura. Se l'obiettivo princi¬
pale è del tipo zoom, un sistema a lenti
mobili si occupa di aumentare l'ingran¬
dimento anche nel mirino ottico, in mo¬
do da mantenere inalterato il rapporto
tra variazione della focale dell'obiettivo
e inquadratura effettiva.
Lo stesso sistema viene normalmen¬
te utilizzato anche sulle tradizionali foto¬
camere compatte. Chi è abituato ad uti¬
lizzare una reflex dovrà però fare i conti
con numerose novità. Innanzitutto man¬
ca qualunque tipo di informazione nu¬
merica (apertura del diaframma, tempo
di otturazione, numero di pose residue),
dato che le uniche spie luminose nor¬
malmente presenti sulle compatte digi¬
tali sono quella che mette l’operatore
sull'avviso del raggiungimento di una
messa a fuoco ottimale, quella che si
attiva quando la luce ambiente consiglia
di utilizzare il lampo del flash ed even¬
tualmente un'indicazione sul carica¬
mento del lampeggiatore.
Il mirino di una fotocamera digitale è
poi molto meno luminoso e comunque
otticamente inferiore rispetto a quelli di
116
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Fotocamere digitali
Alcune fotocamere utilizzano 'pacchi batterie' specifici, altre comuni pile stilo alcaline, facilmente sostitui¬
bili da altrettanto comuni batterie ricaricabili di pan formato
L Olympus
C a m e d i a
2500 6 una
delle poche
fotocamere
digitali reflex
nell'area se-
miprofessio-
nale Dispone
di ottica zoom
fnon intercam¬
biabile) e di fla¬
sh integrato
La prova "su
strada‘ in Que¬
sto stesso nu¬
mero di PCima-
gmg.
una normale re¬
flex: sulla sua superficie
trovarsi diversi riferimenti relativi all'a¬
rea di azionamento del circuito autofo¬
cus oppure all'errore di parallasse indot¬
to dallo sfasamento tra mirino e obietti¬
vo. Infatti, come tutti gli apparecchi non
reflex, nella ripresa di soggetti partico¬
larmente vicini (ad esempio nelle ripre¬
se macro) si corre il rischio di inquadra¬
re nel mirino il soggetto, scattare, e poi
trovarsi con l'immagine spostata tutta
sulla sinistra, dato che l'obiettivo si tro¬
va general¬
mente sfa¬
sato sulla
destra. Per
evitare
questi pro¬
blemi. si deve
perciò tenere
conto degli
eventuali
rife-
trollare l'inquadratura esclusivamen¬
te sul monitor LCD di controllo.
Già: sebbene la stragrande maggio¬
ranza delle fotocamere digitali non
adottino il sistema reflex, una delle co¬
modità del fatto di avere un sensore al
posto della pellicola è che l'inquadratu¬
ra reale (cioè l'immagine che passa di¬
rettamente attraverso l'obiettivo) può
essere mostrata direttamente su un
pannello a cristalli liquidi a colori che
numerose macchine sfoggiano sul re¬
tro.
Altro handicap dell'LCD è rappresen¬
tato dal suo elevato consumo energeti¬
co: tenendolo sempre acceso, l'autono¬
mia operativa di una macchina digitale
può calare anche del 70%.
Obiettivo
Nella sua forma più semplice, l'obiet¬
tivo di una fotocamera digitale è corri¬
da una serie di lenti a focale fis¬
sa: i modelli più economici
rendono inutile persino
l'autofocus, dato che la
profondità di campo
permette di mantene¬
re a fuoco qualunque
soggetto si trovi tra
50-100 centimetri e
l'infinito. In questo ca¬
so, ovviamente, non
si può pretendere una
qualità stellare: se si de¬
sidera il massimo di defi¬
nizione e il minimo di di¬
storsioni, è bene affidarsi ad
una fotocamera realizzata da
un'azienda che abbia anche
una linea di produzione di obiettivi
tradizionali (Canon, Minolta, Nikon,
Olympus, Pentax); unica eccezione a
questa regola è la Sony, che per alcuni
modelli ha deciso di adottare obiettivi
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
117
Fotocamere digitali
c, -
:-Clv:U3
Cari Zeiss.
Nel caso una fotocamera digitale di¬
sponga di un obiettivo zoom, si dovrà
tenere conto degli inevitabili mugugni
da parte dei più esigenti dei fotografi.
Buona parte delle macchine oggi in
commercio - ad esclusione dei modelli
più costosi e sofisticati - dispo¬
ne infatti di obiettivi zoom la
cui escursione focale me¬
dia varia da un valore
mimmo (equivalente
al formato 35mm)
di 35 millimetri
ad un massimo
equivalente a
80/100 millimetri.
Nel primo caso ci si
potrà trovare spesso in
difficoltà nelle riprese di sog¬
getti di grandi dimensioni ango¬
lari e nelle foto di paesaggio e
di gruppi numerosi di perso¬
ne; nel secondo si potrà
certamente utilizzare la po¬
sizione tele per la realizza¬
zione di ottimi ritratti, ma
la focale di sicuro non
sarà sufficiente per con¬
sentire riprese di caccia foto¬
grafica né ingrandimenti estremi.
In una parola, chi è abituato a cam¬
biare obiettivi sulla propria reflex, con
una compatta digitale si troverà un po'
stretto e spesso obbligato a variare in¬
quadratura proprio perché l'obiettivo
zoom non può essere considerato - alle
sue focali estreme - né un vero gran¬
dangolo. né un vero tele. Per cercare di
alleviare il disagio degli utenti, alcune
mere digitali utiliz-
zavano come supporti di memo¬
rizzazione le Compact Flash Memory
o le Smart Media Card Poi sono arrivati i
primi apparecchi basati su floppy disk Ile
Sony Mavical e ora e disponibile anche il piu ca¬
piente dischetto ’chk !' di Iomega.
Chi è abituato ad usare una macchi-
Riprese e anteprime
Tutte le fotocamere digitali hanno una o piu uscite
per il mondo esterno Si va dalla basilare porta se¬
riale alle piu veloci USB se non addirittura FireWire
IIEEE 139^). Su alcuni apparecchi e presente an¬
che l'uscita videocomposita per il collegamento di¬
retto al televisore per la visualizzazione 'su grande
schermo' delle immagini
ditte produttrici si sono affrettate ad in¬
serire una funzione di zoom digitale sul¬
le proprie macchine, che permette di
raddoppiare la lunghezza focale dell'o¬
biettivo su cui è impiegata. Sembrereb¬
be la risoluzione di parte dei problemi,
ma in effetti si tratta di un equilibrismo
tecnologico; l'ingrandimento viene
compiuto infatti tramite interpolazione:
l'immagine appare più grande, ma au¬
mentano anche i disturbi e l'effetto di
scalettatura dei pixel. I puristi della qua¬
lità faranno quindi bene ad ignorare
questa funzione.
Infine, due parole sulla messa a fuo¬
co: il sistema autofocus delle fotoca¬
mere digitali funziona senza indugi nella
maggior parte delle situazioni; quando
però la luce è poca, ecco che può esse¬
re determinante la presenza di un illu¬
minatore aggiuntivo (presente ad
esempio sulla Canon PowerShot Pro70)
che proietta un fascio luminoso di riferi¬
mento e che permette all'autofocus di
lavorare al meglio anche al buio com¬
pleto. Da notare che tranne alcuni raris¬
simi esempi, le fotocamere digitali of¬
frono una messa a fuoco manuale ser-
voassistita di difficile azionamento, po¬
co intuitiva e in definitiva
inutilizzabile: questo
può rappresentare
un limite notevo¬
le per chi é
abituato a
maneggiare
le ghiere di
generose di¬
mensioni presenti
sugli obiettivi per il
formato 35mm. A par¬
ziale ammenda, alcuni
modelli permettono di fissare
fuoco su distanze standard (come
ad esempio l'infinito: una funzio¬
ne utile quando il sistema AF si
trova m difficoltà per la man¬
canza di elementi ad alto
contrasto nell'inquadratura),
oppure riportano sul monitor
LCD la distanza del fuoco in metri,
da regolare tramite piccoli pulsanti a
bilanciere.
118
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Fotocamere digitali fjt,.
ria reflex tradizionale, sa che basta ac¬
cenderla per essere immediatamente
in grado di scattare foto ad alta velocità,
che può diventare altissima nel caso sia
presente un potente motore di avvolgi¬
mento della pellicola. In pratica si può
mettere in un istante la macchina in
condizioni di ripresa, con la possibilità di
riprendere in sequenza fino a 36 foto.
Con una fotocamera digitale entrano in¬
vece in gioco i tristemente famosi ritar¬
di e tempi di latenza.
In parole povere, c'è una pausa di
qualche secondo (generalmente tra 3 e
10) tra l'accensione e la condizione di
piena operatività dell'apparecchio, cosi
come bisogna aspettare - prima dello
scatto - che il sistema autofocus si re¬
goli sul soggetto e che la pressione del
pulsante di scatto venga comunicata al
sensore. La latenza dell'autofocus di¬
pende dall'attuale posizione della mes¬
sa a fuoco dell'obiettivo, dal fatto che il
soggetto sia o meno in movimento e
che disponga di un sufficiente livello di
contrasto; in genere l'attesa si aggira
intorno a 1-2 secondi.
Per quanto concerne invece il ritardo
dell'effettuazione della foto rispetto alla
pressione del pulsante di scatto, c'è da
dire che questo è un problema che af¬
fligge soprattutto le macchine delle
passate generazioni, cosi come i mo¬
delli più economici: le moderne fotoca¬
mere digitali raramente mostrano ritardi
di questo tipo superiori a 2 o 3 decimi
di secondo.
Cosa accade però se vogliamo effet¬
tuare riprese in rapida successione?
Per le fotocamere meno capaci e re¬
centi si doveva necessariamente aspet¬
tare il completamento della registrazio¬
ne di ogni singola immagine sulla sche¬
da di memoria, il che può rappresentare
un'attesa anche di 10 secondi e più.
Per questo tipo di foto in sequenza non
c'è che un metodo: servirsi di macchi¬
ne digitali dotate di una particolare me¬
moria di supporto - denominata buffer -
che possa contenere tutta la serie d'im¬
magini (fino all'esaurimento della capa¬
cità) e che solo in un secondo tempo
provveda alla loro scrittura su scheda.
In questo modo alcune fotocamere di¬
gitali sono capaci di riprendere fino a 2-
3 fotogrammi al secondo, anche se è
difficile inviare più di 10-15 foto diretta-
mente alla memoria buffer.
Per quanto riguarda le riprese effet¬
tuate a distanza ravvicinata, va segnala¬
to che le macchine digitali sono estre¬
mamente capaci; effettuare foto macro
fino a pochi centimetri dalla lente fron¬
tale è un gioco da ragazzi anche se tal¬
volta si sente la mancanza di un flash
anulare attorno all'obiettivo. Per conti¬
nuare l'argomento flash, va detto che i
lampeggiatori integrati in quasi tutte le
fotocamere di questo tipo sono suffi¬
cienti per riprese di poco impegno, ma
mostrano senza pietà tutti i limiti nelle
foto di soggetti posti a più di un paio di
metri. Sebbene siano forniti di un gran
numero dì automatismi e funzioni spe¬
ciali, tra cui l'ormai diffusissimo sistema
per la riduzione dell'effetto occhi rossi, i
piccoli flash in uso sulle fotocamere di¬
gitali hanno un numero guida inferiore a
10 ed una copertura che spesso lascia
profonde zone d'ombra ai bordi del foto¬
gramma. Chi desidera sfruttare la co¬
modità di un lampeggiatore aggiuntivo o
esterno dovrà sincerarsi preventivamen¬
te che la propria fotocamera disponga dì
una slitta flash, di un contatto Sync o
perlomeno della possibilità di regolare
manualmente tempi e diaframmi. La
sincronizzazione con lampi che non sia¬
no emessi dal flash integrato è sempre
stato un problema nelle macchine digi¬
tali e solo di recente hanno cominciato
ad apparire modelli capaci di offrire un
minimo di flessibilità d’impiego.
In compenso, tutte le macchine digi¬
tali offrono ciò che nessuna fotocamera
tradizionale sarò mai in grado di fornire:
la possibilità di cancellare le foto venute
male e di far cosi posto a nuove imma¬
gini. L'operazione di controllo e selezio¬
ne delle foto deve necessariamente
avere il supporto di un monitor LCD ed
è meglio poter disporre anche di un si¬
stema di ingrandimento delle immagini
sullo schermo, in modo da poter valuta¬
re con precisione la qualità di ogni sin¬
gola ripresa. Generalmente l’ingradi-
mento di una porzione deH'immagine su
schermo viene compiuta direttamente
tramite il controllo dello zoom: un'ope¬
razione che, oltre ad essere rapida, in
un istante diventa familiare.
La possibilità di rivedere rapidamente
tutte le riprese in anteprima è una delle
funzioni che hanno decretato il succes¬
so della tecnologia digitale applicata alla
fotografia. Prima di concludere, un ulti¬
mo utile consiglio: dotatevi sempre di
un'ingente scorta di batterie alcaline.
Meglio ancora, acquistate uno o due si¬
stemi di batterie ricaricabilì al Ni-MH di
capacità pari o superiore a 1300 mAH:
tutte le fotocamere digitali sono infatti
estremamente ingorde di energia e non
è raro trovarsi con le batterie scariche
dopo appena una trentina di riprese,
specie se si utilizza molto il monitor a
cristalli liquidi.
Agfa è stato il primo produttore a lanciare sul mercato una fotocamera con drive 'clik!' incorporato Sul
piccolo dischetto magnetico, dal costo di poche decine di migliaia di lire, è possibile memorizzare 40 MB
di immagini Una Compact Flash di pari capacità costa dieci volte di piùI
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
119
di Aldo Ascenti
Fotocamere digitali
Dopo i pri¬
mi momenti di soddisfazione
all'idea di mettere le mani su molti
dei più accattivanti e minuscoli concen¬
trati tecnologici di questo inizio di millen¬
nio, è sorto il problema di come confron¬
tare, in modo il piu possibile oggettivo,
strumenti cosi innovativi e, talvolta, diver¬
sissimi tra loro. In effetti, alcuni di questi
prodotti sembrano piu esperimenti dei
grandi marchi in un settore di mercato
ancora immaturo, che consolidate con¬
cretizzazioni dei gusti dei potenziali acqui¬
renti. Anche i prezzi, pur notevolmente
più bassi, a parità di prestazioni, rispetto
alla generazione precedente, rimangono
un po' fuori misura, soprattutto se si con¬
sidera che una compatta dotata di un
CCD intorno ai due megapixel ha ancora
poco da spartire con il mondo dei profes¬
sionisti della fotografia e si deve accon¬
tentare di allettare il mercato consumer.
Permane, quindi, una certa promi¬
scuità circa le tecnologie di cui dotare
queste fotocamere, il tipo di clientela a
cui indirizzarle e perfino le caratteristiche
tecniche da strillare nei depliant pubblici¬
tari. Abbiamo cercato di mettere ordine
m questo panorama alquanto confuso
analizzando questi gradevoli oggetti tec¬
nologici dal punto di vista dell'utilizzatore,
cercando di esprimere valutazioni qualita¬
tive laddove i
freddi numeri non
avrebbero potuto aiutare
nella scelta. Da qui la decisione di far
seguire la descrizione di ogni fotocamera
da una serie di parametri valutati con un
numero di stelle da uno a cinque, attra¬
verso i quali cercheremo di trasmettere,
ad esempio, quanto c'è voluto per padro¬
neggiare le funzioni avanzate di questo o
quel modello, o quanto rapida è la rispo¬
sta del comando dello zoom, ai movi¬
menti del quale devono seguire una sene
di operazioni, come l'aggiornamento del
display LCD, che possono risultare un
po' onerose per i limitati "cervelli elettro¬
nici" di queste sofisticate scatolette
Altra caraneristica che abbiamo preso
in considerazione è la quantità e qualità
degli accessori forniti una di queste foto¬
camere, note per consumare molto rapi¬
damente ogni genere di batteria, se mes¬
sa in vendita senza alimentatore né bat¬
terie ricaricatali, ha un prezzo cui va som¬
mato quello di questi indispensabili ac¬
cessori Anche la quantità di memoria in
dotazione incide molto sui costi di produ¬
zione, per cui le case tendono a dotare i
loro prodotti del mimmo indispensabile
per contenere più o meno una decina di
foto alla massima risoluzione.
E non va dimenticato nemmeno il
gran numero di piccole comodità aggiun¬
tive di cui possono essere dotati questi
strumenti di acquisizione, che se. nella
maggior parte dei casi, non aggiungono
nulla
all'arte del fo¬
tografare, rap¬
presentano in¬
dubbiamente un piccolo valore ag¬
giunto. A questa categoria appartengono
caratteristiche come la possibilità di cat¬
turare brevi sequenze filmate o di ag¬
giungere commenti audio alle immagini
immagazzinate Tutte queste funziona¬
lità, più le varie possibilità di assistenza
all'acquisizione, sono state valutate tra¬
mite la voce “praticità d'uso"
Anche la qualità del display è un fatto¬
re importante, infatti il mirino ottico è
spesso molto meno preciso ed efficace,
su questo genere di fotocamere, dell'im¬
magine che compare sul minuscolo TFT,
senza contare che senza di esso non si
potrebbe vedere l'effetto del bilancia¬
mento del bianco o dello zoom digitale.
Il problema
della qualità
Un discorso a parte va fatto per tutto
ciò che riguarda la qualità deH'immagine
prodotta. Intanto va precisato che non
abbiamo dato importanza alla massima ri¬
soluzione d'uscita disponibile, poiché tale
valore, se non supportato da un’adegua¬
ta definizione prodotta dal sensore CCD,
non influisce che sull'occupazione della
memoria e non rappresenta, quindi, un
parametro significativo per valutare la
bontà dell'output della fotocamera.
Ciò che abbiamo fatto è essenzial¬
mente scattare alcune foto, in esterno
con lo zoom regolato alla minima e alla
massima lunghezza focale e in interno
usando il flash. Nell’acquisizione di que-
120
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Fotocamere digitali
L 'immagine tesi ’ammazzacicciddi creala dalla
redazione di PCImagmg, la rivista Pluncom intera¬
mente dedicata all'immagine digitale Le bande co¬
lorate RGB si infittiscono verso il centro In ripresa,
piu e ampia la zona centrale "impastata minore e
la risoluzione reale della fotocamera
ste immagini (tutte presenti nel CD-ROM
allegato alla rivista) abbiamo impostato le
macchine alla risoluzione più alta di cui
fossero capaci, per poi analizzare, zoom
alla mano, i risultati prodotti sul monitor
L'ultima foto scattata ha come soggetto
un cerchio i cui raggi sono riempiti dei tre
colori primari Questa immagine è stata
creata da PCimaging, la rivista Pluricom
interamente dedicata all’Immagine digita¬
le, per mettere in evidenza le differenze
di risoluzione reale delle diverse fotoca¬
mere, misurabile qualitativamente con la
tendenza a mescolare i colori in una mac¬
chia grigia indistinta man mano che ci si
avvicina al centro della semicirconferen¬
za I risultati dell'osservazione di queste
immagini sono riassunti nelle voci "niti¬
dezza" e "luminosità".
Conclusioni
Ciò che abbiamo ottenuto è di verifica¬
re come prezzi e qualità, in questi prodot¬
ti, non crescano sempre all'unisono. Inol¬
tre. anche tra le sole macchine in prova,
si distinguono abbastanza nitidamente
due diverse categorie: quelle per chi vuo¬
le lavorare con le immagini digitali, anche
solo per arricchire un sito Web aziendale,
ricche di regolazioni e di impostazioni
manuali ma un po' laboriose da sfruttare
e leggermente indietro quanto a innova¬
zioni tecnologiche, e quelle pensate per
sostituire la macchina fotografica di fami¬
glia, trasformando in luccicanti CD i vec¬
chi album ingialliti Queste macchinette
sono molto più comode da usare e gra¬
devoli da portare in giro, ma talvolta pec¬
cano in dotazione di accessori e versati¬
lità. Naturalmente l'evoluzione è ancora
in atto, e stiamo alla finestra aspettando
la prossima generazione quella dei 3
megapixel, i cui primi esemplari fanno
già capolino dalle vetrine dei negozi più
aggiornati. Ad ogni modo, già con i mo¬
delli attuali c'è di che divertirsi.
12 fotocamere in prova:
le nostre valutazioni
Marca
Agfa
Canon
Canon
Epson
Fuji
HP
HP
Kodak
Kodak
Nikon
Olympus
Olympus
Modello
CL30
SIO
Pro 70
PC800
mx-1700
C500
C200
DC215
DC280
CoolPix 800
2500
2020z
Tempo di reazione
3
4
3
5
5
2
1
4
4
4
4
3
Maneggevolezza
4
5
4
5
5
3
4
4
4
4
4
4
Luminosità
4
5
5
4
4
3
4
5
3
5
5
4
Nitidezza
2
4
3
3
3
3
2
3
4
5
4
3
Praticità operativa
3
5
3
5
4
3
2
4
4
4
4
3
Qualità ottica
5
5
5
5
4
5
3
4
5
5
4
4
Qualità display
3
5
4
5
5
3
2
4
4
4
5
4
Dotazione accessori
4
4
4
4
4
5
2
2
5
4
4
3
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
121
di Aldo Ascenti
£ ... j. Fotocamere digitali
Agfa CL30 clik!
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 1 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1440x1080,
1152 x 864, 1024 x 768, 640 x 480 pixel - Memoria a corredo. Iomega
Clik 40 MB - Autonomia con la memoria fornita: 60, 120, 160 o 360
foto JPEG Mirino: ottico e LCD da 1,8 pollici - Obiettivo 6 7 mm;
43 mm equivalente; f/2,8 Zoom digitale 2X - Distanza di messa a
fuoco manuale da 0,5 m a infinito (da 0,1 a 1 m in modalità macro) -
Otturatore Meccanico, da 1/30 a 1/700 sec. - Sensibilità equivalente
a ISO 100 Interfacce uscita video (PALI, USB - Dimensioni (LxAxP)
44 x 130 x 77 mm - Peso 265 g senza batterie
C on 40 MB di spazio disponibile,
la CL30 è il prodotto giusto per
gli ingordi deH'immagine digitale.
Con lei al fianco non vi verrà mai più il
dubbio se una foto meriti di essere
scattata o no Tutto questo grazie al mi¬
nuscolo drive incorporato per dischi Io¬
mega Clik, progettati appositamente
per questo genere di applicazioni.
Quest'Agfa appare come un sempli¬
ce parallelepipedo metallizzato, non
brutta ma nemmeno accattivante. L'al¬
loggiamento del Clik è in prossimità
dell'impugnatura gommata, insieme al¬
le uscite video e USB, ben protetto da
urti e umidità da un efficace sistema di
chiusura.
I comandi principali possono essere
impostati per mezzo di una rotella che
permette di scorrere le funzioni sul di¬
splay e di effettuare la selezione con
una semplice pressione. Un metodo
semplice e comodo per un sistema di
gestione delle immagini che deve forza¬
tamente essere un po'
più complesso del nor¬
male, data la necessità
di creare cartelle (al¬
bum) per distinguere i
gruppi di immagini che
presto affolleranno la superficie del sot¬
tile dischetto,
Sfruttando al minimo il CCD da 1
megapixel dell'Agfa sarà infatti possibi¬
le memorizzare fino a 360 immagini a
640x480 che si riducono a 60 con riso¬
luzione di 1440x1080 nella modalità in¬
terpolata detta PhotoGeme.
Naturalmente, l’adozione di un dispo¬
sitivo meccanico come il click ha co¬
munque una certa influenza sulla pron¬
tezza di reazione della fotocamera e,
soprattutto, sul consumo delle batterie,
visto, tra l’altro, che quelle ricaricabili
vanno acquistate separatamente.
In effetti, per processare ogni imma¬
gine sono necessari da 6 agli 11 secon¬
di, il che non fa della CL30 una campio¬
nessa di velocità. Si tratta di un modello
particolare, adatto a chi deve operare
con grandi quantità di immagini a bassa
definizione. Non a caso è prevista
un'apposita modalità per registrare fino
a 300 documenti di testo in bianco e
nero a 1152x864, pronti per essere
analizzati da un qualsiasi software OCR.
Agfa CL30 clik!
Produttore e distributore:
Agfa-Gevaert S.p.A.
Via Grosio 10/4 - 20151 MILANO MI
Tel. 02.30741
www agfa.it
Prozio (IVA compresal:
L. 1.584.000
122
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
di Aldo Ascenti
Fotocamere digitali
Canon PowerShot Pro70
Canon PowerShot Pro70
Produttore e distributore:
Canon Italia S.p.A.
02.82.4920.00
www, canon.it
Prezzo (IVA compresa):
L 2.299.000
batteria ricaricabile, una compact flash
da 16 MB, che consente di memorizza¬
re ben 41 immagini JPG a 1536x1024
pixel o 7 nella modalità priva di com¬
pressione, e il necessario per alimenta¬
re la Pro70 da una comune presa di cor¬
rente e collegarla al computer o al tele¬
visore. Tra l'altro sia questa Canon che
il modello PowerShot SIO permettono
di usare Compact Flash anche del tipo
II, formato adottato dai Microdrive di
IBM.
C on un sensore CCD di "soli" 1,6
megapixel la Pro70 non è tra i
modelli più aggiornati, ma si ca¬
ratterizza per quella versatilità indispen¬
sabile ad un utilizzo diverso da quello
meramente amatoriale, come testimo¬
niano il doppio vano per Compact Fla¬
sh. la possibilità di dotare l'obiettivo di
filtri speciali e l'assenza di un economi¬
co flash integrato, sostituito dalla slitta
per quello esterno.
Tutto nella PowerShot Pro70 fa pen¬
sare ad un prodotto di qualità professio¬
nale, a partire dalla perfetta impugnatu¬
ra sagomata e dalla ripartizione dei pe¬
si, che costringe ad assumere la comu¬
ne posizione di scatto, con la mano sini¬
stra sotto l'obiettivo. In questo modo, il
pollice sinistro si viene a trovare proprio
sopra il comando dello zoom, che con¬
sente un'escursione equivalente ad un
28-70 mm. Pur non essendo una reflex,
la Pro70 si avvantaggia di un mirino
molto ben posizionato e comodo, gra¬
zie anche alla morbida guarnizione in
gomma su cui poggiare l'occhio. Note¬
vole anche l'ergonomia del luminoso di¬
splay, che può essere ripiegato se non
serve o estratto e ruotato per una per¬
fetta visione in ogni condizione d’uso.
Va aggiunto che se si ruota il display
del tutto verso il soggetto della fotogra¬
fia, l'immagine viene capovolta a van¬
taggio di chi si trova di
fronte all'obiettivo.
Buona la dotazione
di accessori forniti, che
comprende un pacco
Tra le funzioni attivabili c'è la regola¬
zione manuale della compensazione
dell'esposizione, la possibilità di effet¬
tuare una decina di scatti contigui e di
registrare brevi commenti audio in for¬
mato wave.
La qualità delle immagini prodotte
dalla Pro70 è elevata malgrado i limiti
del CCD. grazie all'obiettivo molto lumi¬
noso e alla qualità complessiva dell'otti¬
ca. E' un buon acquisto per chi preten¬
de il massimo dalla qualità costruttiva,
tenendo conto che il prezzo di questo
prodotto, già competitivo, potrebbe su¬
bire forti oscillazioni verso il basso con
l'avvento della nuova generazione.
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 1,68 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1 536x1.024,
768 x 512 pixel - Memoria a corredo Compact Flash 16 MB - Auto¬
nomia con la memoria fornita da 7 a 194 foto JPEG - Mirino otti¬
co e LCD da 2 pollici - Obiettivo: 6-15 mm (Equivale a 28-70 mm su
standard 35 mm), F2.0-2.4 - Distanza di messa a fuoco da 32 cm a
infinito (da 12 cm a infinito in modo macro) - Otturatore 1/2 -1/8.000
sec. - Sensibilità equivalente a ISO 100 o 400 - Interfacce In/Out di¬
gitale (RS232C), uscita video (PALI, controllo remoto - Dimensioni
(LxAxP): 145 x 85 x 132 mm - Peso 690 g senza batterie.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
123
Fotocamere digitali
di Aldo Ascenti
Canon PowerShot SIO
attivo e oltre 200 a display spento
La memoria scelta è del tipo Compact
Flash e con gli 8 MB in dotazione è possi¬
bile memorizzare da 4 a 61 fotografie, a
seconda di quali scelte si sono operate
tra i tre possibili livelli di risoluzione
(1600x1200, 1580x960 e 800x600) e gli
altrettanti stadi di compressione. La
PowerShot non è pensata per un utenza
che ha voglia di combattere con le impo¬
stazioni manuali, ma offre comunque un
buon numero di parametri sui quali agire,
come la regolazione della sensibilità, della
nitidezza e del bilanciamento del bianco.
Molto utile è anche la possibilità di scatta¬
re una sequenza di foto da comporre in
orizzontale, verticale o come tessere ret¬
tangolari, per ottenere un'unica immagine
grazie al software in dotazione
Infine, la funzione macro permette im¬
magini nitide e definite anche a 12 cm
dall'obiettivo e allo zoom ottico è possibi¬
le combinare un ulteriore ingrandimento
digitale fino a 4 volte, che stupisce per la
qualità del risultato. Insomma, questa Ca¬
non è uno strumento quasi senza pecche
per chiunque voglia sfruttare tutte le pos¬
sibilità della fotografia digitale senza fatica
e con minimo ingombro.
L a piccola Canon sparisce nel palmo
di una mano ma non le manca men¬
te quanto a versatilità e soprattutto a
qualità dell'Immagine. Merito dei 2,11
megapixel e dello zoom 35-70 mm (equi¬
valente), gestiti da un'ottica e un'elettro¬
nica di primissimo livello che rendono fa¬
cile e divertente ottenere eccellenti risul¬
tati. Bellissima e moderna nel suo look
tutto metallico, la S10 è un concentrato di
tecnologia pesante meno di 300 grammi.
Malgrado abbia la forma di un parallelepi¬
pedo, quasi privo di sporgenze e zone sa¬
gomate, la sapiente disposizione dei co¬
mandi ne rende l'uso comodo e intuitivo.
Unica pecca la disposizione del mirino ot¬
tico, al quale è difficile avvicinarsi adegua¬
tamente. La tendenza sarà quindi ad usa¬
re il nitido e luminoso display da 1.8 polli¬
ci, in grado di mostrare, con grande fe¬
deltà. il risultato prima ancora dello scat¬
to; e non ci si dovrà nemmeno preoccu¬
pare troppo dei consumi, visto che nella
confezione è compreso un accumulatore
NiMH con relativo caricabatteria, che può
anche alimentare la fo¬
tocamera se le batterie
sono del tutto scariche,
cosa che avviene dopo
circa 50 scatti con LCD
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 2,11 megapixel - Risoluzioni utilizzabili: 1.600x1.200,
1.024 x 960, 800 x 600 pixel - Memoria a corredo. Compact Flash 8
MB - Autonomia con la memoria fornita: da 4 a 61 foto JPEG -
Mirino ottico e LCD da 1,8 pollici - Obiettivo: 6.3-12.6 mm (Equivale
a 35-70 mm su standard 35 mm), t/2. 8-4.0 - Zoom digitale: 2X, 4X -
Distanza di messa a fuoco manuale: da 12 cm a infinito -
Otturatore: 2 - 1/1000 sec. - Sensibilità: equivalente a ISO 100. 200 o
400 - Effetti immagine: bianco e nero, notturno, scatto lento, unione -
Interfacce: In/Out digitale (RS232C). USB, uscita video (PAL) - Dimen¬
sioni (LxAxP) 104.4 x 69.4 x 33,8 mm - Peso 270 g senza batterie.
Canon PowerShot S10
Produttore e distributore:
Canon Italia S.p.A.
02.82 49.20.00
www.canon.il
Prezzo (IVA compresa!:
L. 1.499.000
124
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
di Aldo Ascenti
Fotocamere
digitali
Epson PhotoPC 800
nominata HiPict, anche se in questo mo¬
do la memoria in dotazione risulterà com¬
pleta dopo appena 10 scatti e si allunghe¬
ranno notevolmente i tempi di elaborazio¬
ne tra una cattura e l’altra. Ad ogni modo,
i migliori risultati si ottengono a
1600x1200, in virtù anche di un autofo¬
cus che non sbaglia un colpo. Interessan¬
te la possibilità di sfruttare speciali risolu¬
zioni panoramiche, come 1600x600 o
1984x744, e di regolare sensibilità ed
esposizione, dando un tocco personale
ad ogni scatto.
Tra le funzioni "accessorie" va ricorda¬
ta la possibilità di catturare sequenze fino
a 10 fotografie ad una velocità che può ar¬
rivare a circa 2 scatti al secondo (senza
flash), e di accompagnare le immagini
con brevi commenti audio. Utile anche la
possibilità programmare la macchina per
scattare automaticamente a intervalli pre¬
fissati un sistema eccellente per docu¬
mentare fenomeni naturali e astronomici.
In conclusione, la piccola Epson non fa
sentire la mancanza di uno zoom ottico,
sopperendo egregiamente con la ricchez¬
za delle sue funzionalità e la bellezza delle
immagini che produce.
C ol modello PhotoPC 800 Epson si
conferma all'avanguardia nella tec¬
nologia delle compatte digitali, gra¬
zie ad un prodotto senza fronzoli ma con
pochi rivali in fatto di qualità delle immagi¬
ni Due i megapixel disponibili, gestiti da
un software impeccabile e accompagnati
da un apparato ottico molto luminoso.
Semplice, compatta ed elegante, que¬
sta fotocamera piace a prima vista per la
comoda impugnatura, resa salda da un in¬
serto in gomma, e l’invidiabile semplicità
dei comandi, di immediata comprensione
grazie ai pulsanti che circondano il display
da 1,8 pollici e cambiano funzione a se¬
conda del contesto.
Completa la dotazione di accessori,
che comprende un set di quattro batterie
ncaricabili NiMH, laddove per far funzio¬
nare la fotocamera ne bastano soltanto
due, una Compact Flash da 8 MB e tutto
il necessario per i collegamenti ed il tra¬
sporto. Per quanto riguarda il trattamento
delle immagini, la PhotoPC 800 può rag¬
giungere la notevole ri¬
soluzione di 1984x1488
pixel, grazie alla tecnolo¬
gia di interpolazione de-
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD: 2.1 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1984x1488,
1 984 x 744. 1600 x 1200. 1.600 x 600, 640 x 480 pixel - Memoria a
corredo: Compact Flash 8 MB - Autonomia con la memoria fornita
10, 12, 24 o 120 foto JPEG - Mirino: ottico e LCD da 1.8 pollici - Obiet¬
tivo: 7 mm (equivalente a 38 mm su standard 35 mm). f/2.4 - Zoom di¬
gitale: 2X - Distanza di messa a fuoco manuale da 0.5 m a infinito (da
0,15 a 0,5 m in modalità macro) - Otturatore Meccanico, da 1/2 a 1/750
sec - Sensibilità selezionabile, equivalente a ISO 100, 200 o 400 - Inter¬
facce: In/Out digitale (RS232C), uscita video (PALI, USB - Dimensioni
(LxAxP) 1 13 x 67,5 x 35,5 mm - Peso 235 g senza battene
Epson PhotoPC 800
Produttore e distributore:
Epson Italia S.p.A.
v le F.lti Casiraghi, 427
20099 Sesto San Giovanni (Mll
www epson.it
Prezzo (IVA compresal:
L 1448.000
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
125
fc' . - cLo.Lo Fotocamere digitali
di Aldo Ascenti
Fuji MX-1700
re le dimensioni, da qui la scelta di dotar¬
la di schede SmartMedia e di una batte¬
ria ricaricabile agli ioni di litio di formato
inconsueto. Le notevoli qualità dello
zoom ottico sono, però, parzialmente ri¬
dimensionate dal CCD di "soli" 1,5 me¬
gapixel, comunque sufficiente a ottenere
discrete, anche se non troppo definite,
immagini a 1280x1024 pixel, mentre ab¬
bassando la risoluzione a 640x480 si po¬
tranno memorizzare fino a 141 foto sulla
scheda da 8 MB o scattare in sequenza a
3 frame al secondo. Non mancano fun¬
zionalità di macro, di riproduzione e di ge¬
stione della stampa, oltre alla possibilità
di connettersi alla seriale di un PC, o di
effettuare un collegamento video con il
televisore di casa. A parte qualche limite
nella risoluzione offerta, questa Fuji di¬
mostra sfacciatamente quanto la fotogra¬
fia digitale possa stravolgere i modi con¬
sueti di approcciarsi ad una fotocamera.
Si tratta di un oggetto nato per stupire,
che riesce, quasi per caso, ad essere an¬
che utile e divertente offrendo, tra l'altro,
uno zoom tra i più efficaci della categoria.
S i accende con una squillante se¬
quenza di bip, un roteare di led co¬
lorati e una palpebra metallica e
luccicante che scorre di lato a mostrare
l'obiettivo dotato di zoom con una focale
equivalente a 38-114 mm. La Fuji MX-
1700 sembra uscita da un racconto di
fantascienza, ma sotto il design si na¬
sconde anche molta sostanza.
Nel disegno avveniristico di questa
compatta c'è posto anche per la praticità
d’uso. Infatti, malgrado sia poco più gran¬
de di un pacchetto di sigarette la MX-
1700 si impugna davvero bene e si usa
ancora meglio, grazie al generoso display
da 2 pollici che occupa quasi tutto il dor¬
so del minuscolo appa¬
recchio e all'eccellente
disposizione dei coman¬
di azionabili con il polli¬
ce. In questa Fuji ogni
sa è pensata per limita-
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 1,5 megapixel - Risoluzioni utilizzabili: 1.280 x 1024,
640 x 480 pixel - Memoria a corredo SmartMedia 8 MB - Autono¬
mia con la memoria fornita: da 11 a 141 foto JPEG - Mirino ottico
e LCD da 2 pollici - Obiettivo 6,6-19,8 mm (Equivalente a 38-114 mm
su standard 35 mm) - Otturatore. 1/4 - 1/2.000 sec. - Sensibilità:
Equivalente a ISO 125 - Distanza di messa a fuoco: da 25 a 80 cm
(macro) e da 80 cm a infinito - Interfacce: In/Out digitale (RS232C),
uscita video (PALI, slitta flash- Dimensioni (LxAxP): 79 x 97,5 x 33,4
mm - Peso: 230 g senza batterie.
FujiMX;1700_
Produttore e distributore:
Fuji Film Italia S p A
Via De Sanctls, 41
20141 Milano
Tel. 02.89.58.21
Fax. 02.84.64.121
www.iuiiinm.li:
Prezzo UVA compresa) L 1.526 000
126
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
di Aldo Ascenti
Fotocamere digitali £
HP PhotoSmart C 200
C hi ha appena iniziato a interes¬
sarsi di fotografia digitale po¬
trebbe desiderare, come punto
di partenza, un apparecchio facile e
immediato, che permetta foto grade¬
voli senza costare un capitale. HP ha
pensato a costoro progettando l'eco¬
nomica C200, che col suo CCD da 1
milione di pixel ha tutto quel che serve
per dare il via ad una nuova passione.
L'estetica un po' leziosa e la legge¬
rezza dei materiali possono far pensa¬
re alla C200 come ad un grazioso gio¬
cattolo. Sensazione, peraltro, subito
smentita dalle prestazioni del CCD
che, pur penalizzato dal ridotto nume¬
ro di pixel, si rivela dotato di buone do¬
ti di sensibilità e nitidezza.
Tra l'altro anche la dotazione di ac¬
cessori della C200 è tutt'altro che limi¬
tata. visto che la confezione contiene
una Compact Flash da 8 MB e il ne¬
cessario per connettere la C200 al te¬
levisore o ad un PC via RS-232.
Il peggior difetto della C200 è la len¬
tezza della visualizzazione sul display
TFT da 1.8 pollici, che
non riesce a seguire
movimenti repentini e
visualizza immagini
sempre un po' "scat-
tose”.
Per il resto tutto è molto facile con
la C200 e ben presto chiunque impa¬
rerà a destreggiarsi con lo zoom 2x di¬
gitale e con l'amministrazione dello
spazio sulla scheda in dotazione, che
può ospitare fino a 80 immagini in bas¬
sa qualità.
La risoluzione ottenibile è 1152x872
pixel, con tre livelli di qualità, ed è pos¬
sibile anche regolare manualmente
l'esposizione.
Non mancano scontate comodità
come l'autoscatto e il flash anti-occhi
rossi, oltre ad una completa gestione
delle presentazioni sullo schermo del
televisore-
Peccato che le batterie ricaricabili e
l'alimentatore vadano acquistati sepa¬
ratamente: le quattro batterie alkaline
necessarie a far funzionare la C200 du¬
rano davvero poco con l'LCD acceso.
Con la C200 la fotografia digitale
non ha nulla di complicato e padroneg¬
giarne le tecniche sarà un gioco da ra¬
gazzi, peraltro senza penalizzare trop¬
po la qualità e spendendo una cifra
decisamente inferiore al milione di lire.
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 1 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1152 x 872 pixel
- Memoria a corredo Compact Flash 8 MB - Autonomia con la me¬
moria fornita 17, 40 o 80 foto JPEG - Mirino ottico e LCD da 1,8
pollici - Obiettivo equivalente a 39 mm su standard 35 mm, f/2.8 -
Zoom digitale 2X - Sensibilità equivalente a ISO 100 - Interfacce
In/Out digitale (RS232C), uscita video (PALI. - Dimensioni (LxAxP):
127 x 80 x 48 mm - Peso 300 g senza batterie
HP PhotoSmart C 200
Produttore e distributore:
Hewlett Packard Italiana SpA
Va G . di Vittorio. 9
20063 Cernusco sul Naviglio (Mll
tei, 102)9212 I fax, (02)92.10.44.73
www np.com
www.pnotosmari.com
Presto UVA compresa):
L 898.000
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
127
Fotocamere digitali
di Aldo Ascenti
HP PhotoSmart C 500
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 2.1 megapixel - Risoluzioni utilizzabili: 1600 x 1200
pixel - Memoria a corredo. Compact Flash 16 MB - Autonomia con
la memoria fornita 160. 80. 28 o 14 foto JPEG - Mirino ottico e
LCD da 2 pollici - Obiettivo, da 6,9 a 20,7 mm (equivalente a 38 - 115
mm su standard 35 mm), f/2,8 - 4,1 - Zoom digitale: 2X - Sensibilità:
equivalente a ISO 80 - Interfacce In/Out digitale (RS232C), uscita vi¬
deo (PALI, USB, JetSend (infrarossi) - Dimensioni (LxAxP) 153 x 85
x 64 mm - Peso 370 g senza batterie.
è però reso poco agevole dall'eccessiva
lentezza nella risposta dell'obiettivo al
comando elettrico.
Ampio e leggibile il display da 2 polli¬
ci, il cui uso intensivo pregiudica la du¬
rata delle batterie ricaricabili NiMH for¬
nite. che possono essere sostituite, in
caso di emergenza, con comuni stilo al¬
caline. Non mancano ampie funzionalità
per rivedere e stampare le fotografie,
che possono essere inviate direttamen¬
te tramite una porta a infrarossi Jet-
send, di cui sono dotati diversi modelli
HP.
Completa anche la dotazione di
software, che consente di trasferire le
immagini su PC tramite una connessio¬
ne USB e di stamparle con un applicati¬
vo sviluppato appositamente da HP per
la gestione delle fotografie digitali
Se la qualità complessiva di questa
C500 appare, per alcuni aspetti, miglio¬
rabile, è anche vero che la vendita in
bundle con la stampante HP-950C sem¬
bra proprio un'occasione ghiotta, viste
pure le eccezionali caratteristiche di
quest'ultima.
bastanza peso alla ricerca dell'impugna¬
tura migliore e di una ottimale disposi¬
zione dei comandi.
La "pellicola" della C500 è una Com¬
pact Flash da 16 MB sulla quale posso¬
no essere memorizzate 14 immagini
catturate a 1600x1200 e sfruttando al
massimo le possibilità del CCD da 2
megapixel e fino a 160 con la qualità
minore.
Eccellente anche il
livello di zoom ottico,
equivalente a un 38-
115 mm, il cui impiego
H ewlett Packard è un altro grande
nome dell'informatica che si ci¬
menta nel giovane scenario del¬
la fotografia digitale, e lo fa con un mo¬
dello di punta che assomiglia più ad una
"prova generale" che ad un prodotto
definitivo. Malgrado questo la C500
sfoggia caratteristiche di assoluto rilie¬
vo e viene lanciata con un’offerta com¬
binata davvero allettante
Non bastano le azzeccate scelte cro¬
matiche a rendere aggraziata questa
C500, che mantiene dimensioni piutto¬
sto importanti senza che si sia dato ab¬
HP PhotoSmart C500
Produttore e distributore:
Hewlett Packard Italiana SpA
Via G. di Vittorio, 9
20063 Cernusco sul Naviglio IMI)
tei. (02) 9212.1 tax. (02) 92.1044.73
www.np.corr
Prezzo (IVA compresa):
HP PhotoSmart C500 « stampante HP 950C
L. 2.038.000
128
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
di Aldo Ascenti
Fotocamere digitali
Kodak DC215 Zoom
Kodak DC215 Zoom
Produttore e distributore:
Kodak S p A
v ie Matteotti, 62
20092 Cimsello Balsamo (MI)
www.kodak.com
Prezzo (IVA compresa):
L 766.000
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 1 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1152x864.
640x480 pixel - Memoria a corredo Compact Flash 8 MB - Mirino
ottico e LCD da 1,8 pollici - Obiettivo 4,4 - 8,8 mm (equivalente a 29
- 58 mm su standard 35 mm), f/4 - 4,8 - Distanza di messa a fuoco
manuale da 0.5 m a infinito (da 0.2 a 0.5 m in modalità macro) - Sen¬
sibilità equivalente a ISO 140 - Interfacce In/Out digitale IRS232C),
uscita video (PALI- Dimensioni (LxAxP) 115 x 43.3 x 67,5 mm -
Peso 303 g senza batterie.
e il classico 640x480 per risparmiare
spazio e scattare più rapidamente La
Compact Flash in dotazione è da 8 MB,
più che sufficiente per le necessità del¬
la fotocamera, e non mancano i cablag¬
gi necessari per sfruttare le uscite, pro¬
tette da sportellini in gomma contro
l'umidità, verso il computer e la TV. An¬
dranno invece acquistati a parte alimen¬
tatore e batterie ricancabili. indispensa¬
bili se non si vuole dilapidare una fortu¬
na nell'acquisto di costose alcaline usa
e getta Manca, inoltre, la possibilità di
connettere la fotocamera tramite una
porta USB, per ottenere la quale si po¬
trà optare per la versione "gold" della
DC215 che. a fronte di un costo solo
leggermente superiore, è dotata di un
accessorio esterno per trasferire dati di¬
rettamente dalla Compact Flash via
USB
Questa fotocamera non è di sicuro
un prodotto professionale, ma rimane
un buon compromesso tra prezzo d'ac¬
quisto e versatilità d'uso La consiglie¬
remmo tanto per farsi qualche CD con
le foto delle vacanze che per cercare
nuovo materiale per il proprio sito Web.
Q uesta compatta è lo strumento
ideale per completare il proprio
PC con l'ultimo grido in fatto di
acquisizione di immagini in libertà, sen¬
za dover essere per forza dei patiti della
fotografia Economica e leggera, la 215
ha tutto quel che serve per ''digitalizza¬
re” le prossime vacanze, ad un costo
che è una frazione di quello dei modelli
superiori
L'aspetto lineare e le dimensioni
contenute aiutano a farsi un'idea della
DC215 come di un prodotto robusto e
razionale In effetti, nell'uso quotidiano
tutto sembra essere al suo posto, co¬
me il selettore scorrevole a portata di
pollice o il comodo bilancere superiore
con cui si può azionare il piccolo zoom,
che si spinge fino all'equivalente di un
58 mm tradizionale Più piccola e com¬
patta. questa Kodak lamenta, rispetto
alla sorella maggiore, la DC280, un
CCD meno dotato (1 contro 2,3 mega¬
pixel) ma ne condivide molte funziona¬
lità e la gradevole in¬
terfaccia con la logica
di gestione. Quanto al¬
la risoluzione, questa
può essere impostata
tra un buon 1160x864
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
129
Fotocamere digitali
di Aldo Ascenti
Kodak DC280
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD: 2,3 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1760x1168,
896x592 pixel - Memoria a corredo Compact Flash 20 MB - Mirino
ottico e LCD da 1,8 pollici - Obiettivo: 6,5-13 mm (equivalente a 30 -
60 mm su standard 35 mm). f/3 - 3,8 - Zoom digitale: 3X - Distanza
di messa a fuoco manuale: da 0,5 m a infinito (da 0,25 a 0,5 m in mo¬
dalità macro) - Sensibilità equivalente a ISO 70 - Interfacce In/Out
digitale (RS232C), uscita video (PALI, USB - Dimensioni (LxAxP) 133
x 52 x 76 mm - Peso 342 g senza batterie.
cabile cavo video, ampiamente sfrutta¬
bile dato che la DC280 è dotata di una
completa gestione delle presentazioni
su schermo. Molto curato anche il si¬
stema di navigazione tra i menù, che fa
largo uso di grafica e coloratissime ico¬
ne per rendere più gradevole e imme¬
diato trovare la funzione cercata.
Le immagini riprese con questa Ko¬
dak sono molto definite ma peccano un
po' quanto a luminosità (la fotocamera
ha una sensibilità equivalente ad una
ISO 70). Ben sfruttabile invece lo zoom
ottico, dotato di una rapida risposta ma
limitato dall'escursione equivalente ad
un 30-60 mm tradizionale. Lo aiuta, al
bisogno, un ulteriore zoom digitale 3x,
mentre per gli oggetti vicini si potrà
sfruttare il modo macro e mettere a
fuoco anche a 25 cm dall’obiettivo.
La DC280 è un prodotto valido e com¬
pleto, anche se non ha forse l'appeal dei
modelli più compatti né le possibilità di
regolazione manuale di quelli più seriosi.
Ad ogni modo si può trovare in vendita
questa fotocamera a prezzi piuttosto
vantaggiosi, specie se si considera il va¬
lore degli accessori a corredo.
P robabilmente non finiranno "su
carta Kodak" (nell'accezione
"chimica" del termine) le imma¬
gini prodotte dalla DC280, ma faranno
comunque la loro figura perché acquisi¬
te con quanto di meglio è concesso ad
una compatta che costa circa 1,5 milio¬
ni di lire ed ha in dotazione 20 MB di
memoria.
L'aspetto accattivante e aggressivo
della DC280 nasconde un accurato stu¬
dio ergonomico che ha portato ad
un'eccellente disposizione dei tasti e
del mirino. La presa, con la mano de¬
stra, è sicura in ogni occasione, grazie
alla zona gommata, e la gomma è pre¬
sente anche sul fondo dell’apparecchio,
per evitare che si muova anche poggia¬
to su una superficie liscia.
Con un CCD da 2,3 megapixel que¬
sta Kodak può esprimere immagini a ri¬
soluzione molto elevata: 1760x1168.
Per questo è stata dotata di una Com¬
pact Flash "di serie" con capacitò di
ben 20 MB.
Oltre a ciò, la fotocamera viene forni¬
ta con quattro batterie stilo ricaricabili. il
relativo kit per la ricari¬
ca e il necessario per i
collegamenti a PC e
Mac tramite seriale o
USB, oltre all’imman¬
Kodak DC280
Produttore e distributore:
Kodak S.p.A
v lo Matteotti. 62
20092 C.nisello Balsamo (MI)
www.kodak.com
Frazzo II VA compresa)
L 1 436.000
130
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
di Aldo Ascenti
Fotocamere digitali
Nikon Coolpix 800
to JPEG la Coolpix 800 può essere confi¬
gurata per salvare UFF e non perdere,
così, alcun dettaglio. In questa modalità,
per contro, saranno sufficienti due sole
immagini ad esaurire la scheda in dota¬
zione. Con la 800 Nikon offre il necessa¬
rio a collegare la fotocamera a un PC o
ad un Mac e scaricare direttamente le fo¬
to, un cavo video per visualizzare le im¬
magini anche su un comune televisore e
una completa dotazione di software che
comprende una versione limitata di Pho¬
toshop 5. Manca invece l'alimentatore,
che va acquistato separatamente.
Buona l'ergonomia e la risposta dei
comandi, completi e di utilizzo immedia¬
to, e si fa apprezzare anche la velocità
del display, che non perde fotogrammi
anche in caso di rapidi spostamenti.
Interessante la possibilità di regolare
manualmente la messa a fuoco e di ef¬
fettuare sequenze di scatti fino a 2 foto¬
grammi al secondo in funzione della qua¬
lità, mentre non è possibile regolare la
sensibilità a valori ISO equivalenti diversi
da 100.
C on la linea Coolpix Nikon mette
tutta l'esperienza di un nome di ri¬
ferimento nella fotografia tradizio¬
nale al servizio di quanti vogliono approc¬
ciarsi, con stile, al mondo delle compatte
digitali. La 800 è la "piccola" della produ¬
zione del marchio giapponese, ma vanta
comunque un CCD da 2,11 milioni di
pixel ed un buon numero di possibilità di
configurazione, ad un costo inferiore a
molte offerte della concorrenza.
L'aspetto di questa fotocamera com¬
patta è serioso e gradevolmente profes¬
sionale, anche se la notevole leggerezza
dell'insieme e una scelta un po' povera
nei materiali ridimensionano le aspettati¬
ve una volta che si è tenuto il prodotto
tra le mani. La Coolpix 800 non starà nel
taschino della camicia, ma mantiene co¬
munque dimensioni piuttosto ridotte ed
una salda impugnatura, che cela il vano
per le quattro batterie stilo che ne con¬
sentono il funzionamento. La dotazione
di accessori comprende una Compact
Flash da 8 MB che può immagazzinare
32, 16 o 8 fotogrammi a seconda del li¬
vello di qualità imposta¬
to. Oltre che nel forma¬
IÉÉÉÉÉÉA
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 2,11 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1600x1200;
640x480 - Memoria a corredo Compact Flash 8 MB - Autonomia
con la memoria fornita da 32 a 8 foto JPEG - Mirino: ottico e LCD
da 1,8 pollici - Obiettivo: Nikkor 7-14mm f/3,5-4,8 (equivalente ad un
38-76mm per il formato 35mm) composto da 7 lenti multi-coated in 5
gruppi, con funzione macro; può montare converter grandangolo, tele
e fisheye (acquistabili separatamente) - Otturatore da 8 a 1/750 sec.
- Campo di messa a fuoco, da 30 cm ad infinito; in macro, da 7 cm
ad infinito - Modi di messa a fuoco, autofocus continuo, singolo, ma¬
nuale (43 posizioni da 7 cm ad infinito) - Modalità di cattura: scatto
singolo, continuo, sequenza - Flash: numero guida 8 - Dimensioni
(LxAxP): 1 14mm x 69mm x 61 mm - Peso circa 270 g senza batterie.
Nikon CoolPix 800
Distributore:
Nital S p.A
Via Tabacchi 33
10132 Tonno
Tel 011/899.68.04
Fax 011/899,62.25
www.niial.it
Prezzo (IVA compresa):
L 1.498 000
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
131
di Aldo Ascenti
Olympus Camedia 2020 zoom
a 2020 zoom è una compatta molto
ricca di funzionalità che. pur mante¬
nendo la portabilità dei modelli più
orientati al consumer, offre una versati¬
lità invidiabile e permette di sfruttare a
fondo i due megapixel del suo CCD e
l'ampia capacità zoom dell'obiettivo, che
raggiunge una focale equivalente a
105mm. A fronte di una qualità di assem¬
blaggio migliorabile, il corpo macchina
della 2020 è comunque ben sagomato e
tutti i comandi, compresa la regolazione
dello zoom, sono a portata di dita, anche
se districarsi tra le numerose funzioni
avanzate può essere, inizialmente, un po'
faticoso. La fotocamera memorizza le im¬
magini su sottili schede Smart Media, ad
una risoluzione che può essere imposta¬
ta tra 640x480, 1024x768 e 1600x1200
con due livelli di compressione in forma¬
to JPEG o, senza compressione, in UFF.
La dotazione di accessori prevede, ol-
Olympus Camedia 2020 zoom
Distributore:
Polypholo SpA
Via Cesare Pavese 11/13
20090 Opera - Zertx) (Milano)
Tel 02,53.00.21
Fax. 02 57 60 68 50
Prezzo (IVA compresa):
L 2.388.000
tre al collegamento seriale per Mac e PC,
un minuscolo telecomando e un cavo vi¬
deo per sfruttare la relativa uscita. Man¬
cano, invece, un alimentatore o un set di
batterie ricaricabili, offerti solo in opzione.
Da segnalare anche la possibilità di
dotare l'obiettivo di lenti di conversione
macro, tele e grandangolo e di aggiunge¬
re un flash esterno, ampliando ulterior¬
mente i campi di utilizzo di questa fotoca¬
mera. In azione la 2020 presenta una ri¬
sposta dello zoom e del display a colori
sufficientemente rapida, anche se il flash
incorporato ha tempi di ricarica un po'
lunghi. Giocando con le caratteristiche
avanzate si potrà regolare manualmente
la messa a fuoco o sfruttare i programmi
spot e macro, ottenendo ottimi risultati in
ogni condizione d'uso. Memoria permet¬
tendo, alla piccola Olympus non manca
la possibilità di memorizzare brevi se¬
quenze filmate, con o senza autofocus, e
la funzione di stampa diretta permette di
comandare una stampante con la sola fo¬
tocamera e riprodurre su carta le immagi¬
ni memorizzate, applicando, se necessa¬
rio, tagli e ingrandimenti
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD: 2.11 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1 600x1 200.
1.024x768, 640x480 pixel - Memoria a corredo SmartMedia 8 MB-
Autonomia con la memoria fornita 5.16. 38 o 82 foto JPEG - Mi¬
rino: ottico e LCD da 1.8 pollici - Obiettivo Olympus 6.5-19.5 mm,
f/2.0-2.8, 8 elementi in 6 gruppi. (Equivale a 35-105 mm su standard
35 mm) - Zoom digitale 1.6X, 2X, 2.5X - Distanza di messa a fuoco
manuale da 0,2 m a infinito - Otturatore Meccanico. 1/2 -1/800 sec.
in automatico. 16 - 1/800 in manuale Sensibilità Auto, selezionabile,
equivalente a ISO 100. 200 o 400- Ripresa video Formato QuickTi¬
me Motion JPEG. HO: 320 x 240 pixel, 15 immagini/sec. fino a ca. 15
sec. SQ: 160 x 120 pixel, 15 immagini/sec. fino a ca. 60 sec. - Effetti
immagine: Seppia, bianco e nero, black board, white board - Interfac¬
ce. In/Out digitale (RS232C), uscita video (PALI, sincro flash - Dimen¬
sioni (LxAxP): 107.5 x 73.8 x 66.4 mm - Peso 305 g senza batterie.
132
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
di Aldo Ascenti
Fotocamere digitali
Olympus Camedia 2500
H a caratteristiche senn-professio-
nali ed un sensore CCD da 2.5
milioni di pixel, ma, soprattutto,
la Camedia 2500 è una reflex e consen¬
te di regolare manualmente tutti, ma
proprio tutti, i parametri di ripresa, fa¬
cendo dipendere ogni scatto dall'espe¬
rienza del fotografo, anche se in digita¬
le.
Il design della 2500 rivela immediata¬
mente le sue velleità di prodotto pensa¬
to per il mercato semi-professionale, a
partire dalle generose dimensioni, alla
cura di dettagli come il flash a scompar¬
sa e la possibilità di ospitare contempo¬
raneamente una scheda Compact Flash
ed una SmartMedia.
Il voluminoso obiettivo consente una
notevole escursione focale, equivalente
a un 36-1 lOmm, ed è presente una slit¬
ta per il montaggio di un flash esterno.
Buona anche la dotazione degli acces¬
sori a corredo, che comprende, oltre ad
una SmartMedia da 8 MB, il minuscolo
telecomando per controllare zoom,
scatto e riproduzione, e quattro batterie
NiMH ricancabih con l'accluso carica-
batterie
Previste anche la comunicazione se¬
riale con PC e Mac, l'uscita video ed
Olympus Camedia 2500
Distributore:
Polyphoto SpA
Via Cesare Pavese 11/13
20090 Opera - Zerbo (Milano)
Tel. 02.53.00.21
Fax 02.57.60.68.50
Prezzo UVA compresa):
L. 3.240 000
una batteria al litio che mantiene le im¬
postazioni anche durante la sostituzio¬
ne degli accumulatori principali.
Nell'uso l'apparecchio risponde rapi¬
damente e mostra con chiarezza le op¬
zioni disponibili sia sul nitido e luminoso
display a colori da 1,8 pollici che
sull’ampio LCD superiore. I numerosi
pulsanti e i ricchi menù di gestione so¬
no comunque ben progettati e, dopo
una scontata fase di studio, consento¬
no di padroneggiare la maggior parte
delle funzioni disponibili. Inutile dire che
la macchina può funzionare anche in
modalità completamente automatica,
anche se per sfruttarla seriamente non
ci si può fidare dei soli automatismi. La
caratteristica più apprezzabile è comun¬
que la modalità super macro, che con¬
sente di mettere a fuoco oggetti a soli
2 cm di distanza dall'obiettivo,
Il costo un po' elevato, in rapporto al¬
la qualità delle immagini prodotte, si
giustifica con la versatilità del prodotto,
che rimane una valida scelta per chi col
digitale deve cominciare a lavorare sen¬
za, per questo, prevedere investimenti
onerosi.
UééAééM
IÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉÉAÉÉÉÉÉÉM
Caratteristiche tecniche dichiarate
Sensore CCD 2.5 megapixel - Risoluzioni utilizzabili 1 712x1 368.
1 280 x 1024, 640 x 512 pixel - Memoria a corredo: SmartMedia 8 MB
Altra memoria utilizzabile Compaci Flash - Autonomia con la me¬
moria fornita da 4 a 83 foto JPEG o 1 TIFF- Mirino, ottico e LCD da
1,8 pollici con luminosità regolabile - Obiettivo: Olympus 9.2-28 mm.
f/2.8-3.9, 7 elementi in 7 gruppi. (Equivalente a 36-110 mm su standard
35 mm) Diaframma Grandangolo: F2.8 o F5.6, Tele: F3.9 o F7.8, im¬
postazione manuale possibile Otturatore 1/2 1/10 000 sec in auto¬
matico. 8 -1/10.000 sec. con impostazione manuale - Sensibilità Equi¬
valente a ISO 100, 200 o 400 selezionabile - Sequenza Fino a 5 imma¬
gini - Distanza di messa a fuoco manuale da 0,3 m a infinito - Inter¬
facce In/Out digitale (RS232C), uscita video (PALI, slitta flash - Dimen¬
sioni (LxAxP) 109 x 79.5 x 128,2 mm - Peso: 480 g senza batterie.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
133
Fotocamere
Dimensione
(MB)
Memoria a corredo
Mlrlr
0
Marca
Modello
Pixel
del CCD
Risoluzione massima
(pixel)
Autonomia
(n” di scatti alla
massima qualità)
Tipo
Tipo
Dimensioni
display
Agla
ePhoto CL30 clic!
1 milione
1400x1079
4
6
Compact
Flash
ottico e
display
1 ,8 pollici
Agfa
ePhoto CL30
1 milione
14CK)x1080
4
6
Compact
Flash
ottico e
display
1 ,8 pollici
Agfa
ePhoto 7B0C
300.000
1024x768
2
12
Smart
Media
ottico e
display
2 pollici
Canon
PowerShot SIO
2.1 milioni
1600x1200
8
12
Compact
. Flash
ottico e
display
1.8 pollici
Canon
PowerShot A50
1.3 milioni
1280x960
8
4
Compact
Flash
ottico e
display
2 pollici
Canon
PowerShot S20
3,3 milioni
2048x1536
16
6
Compact
Flash _
ottico e
display
1.8 pollici
Canon
PowerShot Pro70
1.6 milioni
1536x1024
15
39
Compaci
Flash
ottico e
display
2 pollici
Casio
QV 2000UX/IR
2.1 milioni
1600x1200
8
8
Compaci
Flash
ottico e
display
1 8 pollici
Casio
QV 8000SX
1.3 milioni
1280x960
8
13
Compatì
Flash
ottico e
display
1 .8 pollici
Casio
QV 3000EX/IR
3.3 milioni
2048x1536
8
5
Compact
Flash
ottico e
display
1.8 pollici
Epson
PhotòPC 650
1.09 milioni
1152x864
8
30
Compact
_ Flash
ottico e
._ display
1 ,8 pollici
Epson
PhotoPcaoo
2.1 milioni
1600 x 1200
(1984x1488 interpolata)
8
12
Compatì
Flash
ottico e
display
1 ,8 pollici
Epson
PhotoPC 850Z
2,1 milioni
1600 x 1200
(1984x1488 interpolata)
8
12
Compatì
Flash
ottico e
display
1.8 pollici
Fuji
MX 2700
2.3 milioni
1800 x 1200
4
4
Smart
Media
ottico e
display
1 8 pollici
Fuji
MX 2900
2.3 milioni
1800 x 1200
8
1
Smart
Media
ottico e
display
1.8 pollici
Fuji
MX 1700
1.5 milioni
1280x1024
8
11
Smart
Media
ottico e
display.
2 pollici
Hewlett-
Packard
PhotoSmart C200
1 milione
1152x872
8
17
Compatì
Flash
ottico e
display
1 .8 pollici
Hewlett-
Packard
PhotoSmart C500
2.1 milioni
1600 x 1200
16
13
Compact
Flash
ottico e
display
1 ,8 pollici
Kodak
DC290 Zoom
2.1 milioni
1792x1200
_i 2240x1500 interpolata)
nd
5
Compact
_ Flash _
ottico e
display,.
1.8 pollici
Kodak
DC280
2.1 milioni
1760x1168
20
nd
Compact
Flash
ottico e
display
1.8 pollici
Kodak
DC240 Zoom
1.3 milioni
1280x960
8
21
Compatì
Flash
ottico e
display
1 .8 pollici
Kodak
DC215
1 milione
1152x864
8
12
Compatì
Eash
ottico e
display
1.8 pollici
Kodak
DC215 Gold
1 milione
1152x864
8
12
Compact
Flash _
ottico e
display
1.8 pollici
Kodak
DC240Ì
1.3 milioni
1280x960
8
21
Compact
Flash
ottico e
display
1.8 pollici
Minolta
Dimage 2300
2.3 milioni
1792x1200
8
9
Compatì
Flash ..
ottico e
display
1,8 pollici
Nikon
Coolpix 800
2,1 milioni
1600 x 1200
8
8
Compact
Flash
ottico e
display
1 .8 pollici
Nikon
Coolpix 950
2.1 milioni
1600 x 1200
8
8
Compact
Flash
ottico e
display
1.8 pollici
Nikon
Coolpix 990
3.3 milioni
2048x1563
8
nd
Compact
Flash
ottico e
display
1 8 pollici
Olympus
Camedia C3030
3.3 milioni
2048x1536
16
i
Smart
Media
ottico e
display
2 pollici
Olympus
Camedla C12500
2.5 milioni
1712x1368
8
i
Smart
Media
ottico e
display
2 pollici
Olympus
Camedia C2020
2 milioni
1600 x 1200
8
i
Smart
Media
ottico e
display
2 pollici
Olympus
C-960 Zoom
1.3 milioni
1280x960
8
2
Smart
Media
ottico e
display
2 pollici
Olympus
C-860-L
1.3 milioni
1280x960
8
2
Smart
Media
ottico e
display
2 pollici
Olympus
C^I
2.1 milioni
1600 x 1200
8
1
Smart
ottico e
display
2 pollici
Sony
MVC-FD85
1.3 milioni
1280x960
2.9
nd
F d!sk y
ottico e
display
2.5 pollici
Sony
MVC FD 90
1.3 milioni
1472x1104
(con interpolazione)
2.9
nd
F d°sk y
ottico e
display
2.5 pollici
Sony
MVC FD 95
2.1 milioni
1600x1200
2.9
nd
- F S’ _ _
ottico e
display
2.5 pollici
Sony
DSC F505
2.1 milioni
1600 x 1200
4
nd
“IS”
ottico e
display
2 pollici
Sony
DSC S30
1.3 milioni
1472x1104
(con Interpolazione)
4
nd
Memory
Stick
ottico e
display
2 pollici
Sony
DSCS50
2.1 milioni
1600x1200
4
nd
Memory
Stick
ottico e
display
2 pollici
Sony
DSC $70
3.3 milioni
2048x1536
8
nd
Memory
Stick
ottico e
display
2 pollici
Trust
PhotoCàm LCD 1000
< 1 milione
1024x768
4
12
Compact
. Flash
ottico e
display
2 pollici
Trust
PhotoCam LCD Pro
< 1 milione
1024x768
4
12
Compatì
Flash
ottico e
display
2 pollici
134
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
digitali
a cura di Alessandro Pelle
Obiettivo
Zoom digitale
Collegamenti
al computer
Altre
connessioni
Prezzo
(IVA esclusa)
Note
Luminosità
(0
Focale dichiarata
(mm)
ruudiD cquivdioiHo
con pellicola 35 mm
2.8
nd
43,44
2x
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
L 1.320.000
2,8
nd
43,44
2x
Seriale (PC
e Mac). USB
Uscita video
L 915.000
4
nd
nd
nd
Seriale (PC
e Mac)
nd
L. 580.000
2.8-4
6,3-12,6
35-70
8x
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
L. 1.249.167
2.6-4
nd
28-70
nd
Seriale
(PC e Mac)
Uscita video
L 1.349.000
2.9-4
6,5-13
32-64
8x
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
L 1.665.833
Reg.e riprod. comm. audio.
Batterie ricaricabili incluse.
2,4-8
6-15
28-70
nd
Senale (PC
e Mac),PCMCIA_
Uscita video
L. 1.915.833
2-2,8
6,5-19.5
36-108
2x
Seriale (PC e Mac).
USB,_porla IR
Usata video
L 1.575.000
reg.brevi filmati
3,2-3.5
6-48
40-320
4x
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
L 1.575.000
reg brevi filmati
2-2,5
7-21
33-100
2x
Seriale (PC
Uscita video
L. 2 890 000
reg.brevi filmati
2.0
6
33
no
Senale (PÒ e Mac)
Uscita video
l. 565.000
2.4
7
38
2x
Senale (PC
e Mac), USB .
Uscita video
L 1.207 000
Reg commenti audio
2,0-2,9
6,5-19,5
35-105
2x
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
L. 1.374.000
BaneneriMricablìnnclusé 0
3.2-8
nd
38
2.5x
Seriale
(PC e Mac)
Uscita video
L 1.525.000
Batterie ricaricabili incluse.
3,3-5
nd
35-105
2.5x
Senale
LPC e Mac)
Uscita video
L 1.710.000
Baitene ricaricagli incluse
nd
6,6-19,8
38-114
2x
Senale
LPC e Mac)
Uscita Video
L. 1.272.000
Batteria ncancabile inclusa.
2,8
nd
39
2x
Seriale
(PC e Mac)
Uscita Video
L 748.000
In bundle con HP 950C
28-4,1
6.9-20.7
38-115
2x
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
L. 1.699 000
3-4.7
8-24
38,4-115,2
2x
Senale
(PCe Mac)
Uscita video
L 1.500.000
Battene'ricariMbilhncluse
3-3,8
30
60
3x
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
L. 1.100 000
Batterie incluse
2.8-4,5
nd
39-117
2x
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
L 780.000
Batterie incluse
4-4.79
4-4.79
4.4-8.8
29-58
2x
Seriale
_(PC e Mac)
Uscita video
L. 639.000
Batterie incluse
4.4-8.8
29-58
2x
Seriale (PC
e Mac). USB
Uscita video
L. 810.000
Lettore schede
Compact Flash USB
2.8-4,5
nd
39-117
2x
Seriale (PC
e Mac). USB
Uscita video
L. 1.020.000
Batterie ricaricagli e
3
8.2
38
2x
Seriale (PC
e MacJ JJSB
Uscita video
L 890.000
Baitene ricaricatiliIncluse
3.5-4,8
7-14
38-76
nd
Seriale
LPC e Mac)
Uscita Video
L. 1.100.000
2,6-4
7-21
38-115
3x
Seriale (PC e Mac).
Uscita video
L. 1.498 000
nd
8-24
38-115
4x
Seriale (PC
e Mac). USB
Uscita video
L. 2.498 000
2.8
6.5-19,5
32-96
2.5x
Seriale (PC
e Mac). USB
Uscita video
L. 2.580 000
Filmati QuickTime Jpeg
2.8-3,9
9.2-28
36-110
nd
Seriale
(PC e Mac)
Uscita video
L. 2.700.000
Filmati QuickTime Jpeg
2-2,8
6.5-19.5
35-105
3x
Seriale
(PC e Mac]
Uscita video
L. 1.990.000
Filmati QuickTime Jpeg
2,8-4,4
5.4-16.2
35-105
2x
Senale
LPC e Mac).
Uscita video
L. 1.350.000
2,8
5,5
36
2x
Senale
(PC e Mac)
Usata video
L 900 000
2,4
7
38
2.5x
Seriale
LPC e Mac)
Uscita video
L. 1.200.000
nd
nd
nd
6x
nd
Uscita Video
L. 1.400.000
Batterie ricaricagli e
alimentatore inclusi
nd
2.8-4,7
41-328
(con zoom digitale!
16x
nd
Uscita video
L. 1.783.000
Batterie ricaricagli e
alimentatore inclusi
nd
nd
nd
20x
nd
Uscita Video
L 2.790.000
Batt. rie. e alim. inclusi.
Memory stick opzionale
nd
2,8-7,1
38-190
Leon zoom digitale!
lOx
Seriale (PC
e Mac), USB
Uscita video
l 2.470.000
Batt. rie. e alim. inclusi.
^ Ottica Cari Zeiss
nd
2.8-6.1
39-117
(con zoom digitale)
6x
USB
Uscita Video
L 1.490.000
Batterie ricaricabili e
alimentatore inclusi
nd
2.8-6.1
39-117
(con zoom digitale)
6x
USB
Uscita Video
L 1.750.000
Brevi filmati Mpeg.
Ban. rie. e alim. inclusi.
2
2-7
34-102
(con zoom digitale)
6x
USB
Uscita Video
L 2.330.000
Batterie ricaricabill e
alimentatore inclusi
nd
nd
nd
nd
Seriale (PC
e Mac). USB
Uscita video
L. 629.000
nd
nd
nd
nd
Senale (PC
e Mac). USB
Uscita video
L. 689.000
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
135
di Alessandro Pette
AcerPower 8600
Workstation
La linea AcerPower nasce con l'in¬
tento di rafforzare la presenza della ca¬
sa giapponese nel settore aziendale
L'introduzione di questa nuova linea di
Personal Workstation garantisce, sia al¬
le aziende che ai singoli utenti, una no¬
tevole capacità di calcolo e delle ottime
prestazioni.
Gli AcerPower trovano il loro impie¬
go naturale soprattutto dove c’è biso¬
gno di un intensivo uso di programmi
grafici e di progettazione software op¬
pure, grazie alla presenza della scheda
di rete, possono essere considerati del¬
le vere e proprie postazioni aziendali
specializzate.
Potenza
a portata di tastiera
L'interno dell’AcerPower 8600 è ordi¬
nato e pulito, lasciando ampio spazio di
manovra ad eventuali interventi. Da no¬
tare l'estrema compattezza dell'alimen¬
tatore, che accetta un carico massimo
pari a 145 W, non molti, ma sufficienti
ad alimentare stabilmente tutte le elet¬
troniche di bordo. In tanto ordine spic¬
ca, per il volume occupato, la CPU: un
Pentium III Coppermine a 733 MHz. raf¬
freddato da una potente ventola. Prose¬
guendo il nostro viaggio tra le piste ar¬
gentate della motherboard. troviamo
l'alloggiamento della Flash Eprom del
Bios dell'ultima generazione, che sup¬
porta il collegamento delle periferiche
Plug and Play. Ma a far da padrone
all'interno di questa eccellente Work¬
station sono le RDRAM PC-800. che at¬
tirano l'attenzione anche del più distrat¬
to non solo per la loro estrema compat¬
tezza, ma anche per il colore blu elettri¬
co dello scatolotto di alluminio che co¬
pre i chip della memoria. Una scritta
ben leggibile ci avverte del pericolo di
scottature, cosa alquanto facile vista
l'enorme quantità di energia impiegata
per far lavorare questi due "semplici"
banchi ram da 64 Mb, che sfoderano un
data transfer pari a 1,2 Gbps. La scheda
audio è integrata nel nuovo chipset del¬
la Intel, l’820, che è anche il vero cuore
di tutto il sistema. Lo slot AGP è occu¬
pato dalla potente ACER nVidia TNT 2
AGP 4X, fornita di 16 Mb di sdramm
non espandibile, mentre uno dei quattro
alloggiamenti PCI è occupato da una
scheda di rete 100 base T da 10/100
Mbps, abilitata alla funzione Wake On
Lan. La macchina giunta in redazione è
equipaggiata con un HD della Segate, il
Barracuda, un driver ATA/33 da 8 Giga
Infine troviamo l'immancabile driver del
136
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
AcerPower 8600 Workstation
AcerPower 8600
Produttore e distributore:
Acer Italy - centro direzione Colleoni
Via Paracelo 12
20041 Agrate Brianza (MI).
Tel. 039/6842287
Fax 039/652206
Web: www areni
Prezzo UVA esclusa):
Ut. 5990 000
floppy e un CD-ROM 40X di fabbricazio¬
ne giapponese. Vi è comunque la possi¬
bilità di sfruttare ancora 3 slot, di cui
due da 5,25" e uno da 3.5”, Ovviamen¬
te la configurazione può variare in fun¬
zione delle richieste dell'utente finale,
che può scegliere HD. CPU. RDRAM e
scheda di rete diversi da quelli proposti
in questa prova.
La prima accensione
Una volta acceso, l'AcerPower ci gui¬
da a terminare l'operazione di installa¬
zione di Win NT Workstation. Un'opera¬
zione che consente all'utente di inserire
le informazioni necessarie alla configu¬
razione finale e all'eventuale identifica¬
zione della Workstation in una rete
aziendale. Una volta terminata la proce¬
dura possiamo "giocare" subito con
una suite di programmi proprietari, quali
l'AcerTime, utile software che, in caso
Da notare come ad
ogni tipo di connessio¬
ne diversa sia associa¬
to un colore, cosi da
facilitare l'installazione
della Workstation nella
postazione di lavoro
L mgegnerizzazione
dei singoli componenti
ha permesso di ricava¬
re una notevole riserva
di spazio anche dentro
una Mmitower Al cen¬
to della foto sono bene
visibili i due banchi oc¬
cupai i dalla RDRAM
PC-800
di malfunzionamento della macchina, ci
riporta indietro nel tempo reinstallando i
vecchi file di sistema, e il tool di gestio¬
ne ASM Pro Suite, che comprende In¬
tel LDCM, impiegato per momtorare e
gestire il proprio Personal in totale ade¬
renza alle tecniche per ridurre i costi di
gestione Completa la dotazione
software l'immancabile antivirus PC-Cil-
lin 98. Per un prodotto destinato ad un
mercato professionale, è importante
l'aspetto delle compatibilità e delle cer¬
tificazioni dei vari sistemi operativi. Cosi
tutta la serie AcerPower, come il mo¬
dello in prova, viene certificato per tutti
i sistemi operativi in commercio, quali
Win98, Win NT, Nowell NetWare, Sun
Sco Unix, Red Hat Linux. Il prezzo, che
si attesta su valori medio-alti, è giustifi¬
cato dalla presenza di una CPU molto
potente e, soprattutto, dall'impiego di
due banchi di memoria rambus a 800
MHz. che incidono pesantemente sia
sotto il profilo delle prestazioni, che sot¬
to quello della cifra da sborsare. «E
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
137
di Alessandro Pette
Rem Prestige
Computerline
Pentium III 700 MHz, G400Max,
SoundBlaster Live! Platinum
Il Rem Prestige è un computer gene¬
rai purpose che, in termini di outboard
installati, ricorda senza farle rimpiangere
certe workstation dedicate all'audio edi¬
ting. Non a caso, la prima impressione
che si ha nell'esaminare superficialmen¬
te il case è quella di avere tra le mani un
PC dedicato ai professionisti del rap digi¬
tale o della registrazione multitraccia.
Inoltre, il corredo software prevede di¬
versi programmi utili ad avventurarsi
nell'Hard Disk Recording. Ma la forte in¬
tegrazione tra l’audio ed il video tradisce
inequivocabilmente la tendenza "gio-
chereccia" del PC in esame, con la Ma¬
trox G400 che ci lascia sempre col fiato
sospeso nel susseguirsi delle immagini
3D con un refresh rate impressionante,
mentre per quanto riguarda gli effetti so¬
nori, beh... la SoundBlaster Live! è
quanto di meglio possiamo trovare oggi
sul mercato a parità di prezzo. Ma ora
andiamo a divertirci...
La sorpresa
Cosa ci aspettiamo di trovare dentro
un uovo di cioccolato...? Immaginate la
faccia di un bimbo che, leccandosi golo¬
samente le mani, scava dentro il suo
ovone per scoprire che magnifica sor¬
presa ci sia dentro; beh, avevo la stessa
espressione mentre mi accingevo a ri¬
muovere i coperchi del Rem Prestige.
Si potrebbe parlare di sorpresa, si, ma
nel senso che ad un prezzo decisamen¬
te concorrenziale questa macchina offre
Rem Prestige
Costruttore e distributore:
Computerline
VìaJ.F Kennedy 15/T
42100 Reggio Emilia
Tel. 0522 38 58 16
www.computerlme.it
Software a corredo:
Mixman Studio, Steinberg Cubase VST, Stem-
berg Wavelab Lite, Steinberg Recycle, Rollca-
ge. Aliens Predator, Lotus SmartSuite Millen¬
nium OEM, Symantec Norton Antivirus 5.02
ITA OEM, WORLDONLINE Internet
Prezzo UVA esclusa!:
Lit. 3.900.000 (monitor compreso!
veramente molto e tutto di qualità.
Molti ospiti d'eccezione. Partiamo
dalla SoundBlaster Live!, non per im¬
portanza, ma per l'evidente presenza di
un driver aggiuntivo, dal nome appunto
di Live! Drive II, montato direttamente
sul frontale della macchina. Non mi di¬
lungo sulle originali e utilissime funzioni
del driver in questione, perché, se foste
interessati all'argomento, vi rimando
all'articolo del buon Pierfancesco Fravo-
lini pubblicato sul numero di Aprile. Per
le orecchie piu raffinate, quindi, c'è da
smanettare, eccome!! Ma andiamo ol¬
tre. Per la sua compattezza spicca subi¬
to la motherboard atx PA61 della Sy¬
stem Board, equipaggiata con il chipset
VIA 693/596 che parla sottovoce con la
CPU alla notevole velocità di 133 MHz e
un Front Side Bus da 234 MHz Ci tro¬
viamo di fronte, quindi, ad una mother¬
board dell'ultima generazione, con il PCI
Bus Master Ide controller che supporta
dischi rigidi sia Ultra ATA/33 che
ATA/66, CD-ROM ATAPI, LS-120 e Zip
drive. E le connessioni con il mondo
esterno? Oltre alla onnipresente porta
parallela, ci sono due porte Comm, due
porte PS/2 e, infine, due USB. Il tutto è
messo in moto dal Bios versione 4.51
PG della Award Software International.
Sequential Boot-up SCSI, Wake-on Lan
Activity, Flash EPROM da 2 MB, sup¬
porto DMI 2.0 (acronimo di Dynamic
Management Interface) e infine NCR
810 SCSI Bios: queste le caratteristiche
di targa del bios, che lascia null'altro da
dire. Un'altra piacevole sorpresa è stata
quella di trovare, all'interno dello chàs¬
sis, un ordine e una disposizione dei dri¬
ver così razionale che l'accesso ai vari
componenti è semplice e veloce, senza
rischiare di staccare o piegare qualche
delicato contatto. Anche nel caso in cui
dovessimo sostituire o aggiungere altra
RAM al banco DIMM da 128 Mb PCI 00
138
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Rem Prestige
L'interno è pulito e ordinato, con i cablaggi essenziali e senza spreco di cavalleria Impressionante l'alta in-
gegnerizzazione utilizzata per costruire la scheda madre. Con le sue dimensioni lillipuziane contribuisce
non poco alla pulizia generale
presente in uno dei tre alloggiamenti
previsti, l'accesso è semplice e non
presenta difficoltà. Unico neo, ma par¬
zialmente perdonabile dato il notevole
ingombro, è l'impossibilità di smontare
il BOX che ospita il Pentium III, se non
prima di aver svitato il piccolo conteni¬
tore dell'alimentatore.
Impressionante la dotazione di que¬
sto Personal, quasi a farci credere che
si tratti più di una piccola home work¬
station piuttosto che di un semplice ho¬
me PC. Nell'alloggiamento AGP trovia¬
mo l'ormai famosa Matrox G400
DualHead, nella versione Max 32 Mb,
di seguito troviamo i tre alloggiamenti
PCI di cui due ospitano nell'ordine la
SoundBlaster Live! Platinum e il mo¬
dem ISDN TA della ASUS. Tre sono le
porte ISA che, seppur appartenenti ad
un vetusto ricordo dei tempi che furo¬
no, rimangono libere, semmai ce ne
fosse bisogno. La velocità di calcolo pa¬
ri a 700 MHz è assicurata da un genero¬
so Pentium III, con una cache interna di
256 Kb, aiutata da altrettanti 256K di
L2 Al posto del vecchio e superato
CD-ROM troviamo un lettore DVD-
ROM EIDE della Toshiba, capace di un
transfer rate di ben 3.200 Kb al secon¬
do per la lettura di un DVD e di oltre
16.000 Kb al secondo per gli antichi
CD-ROM. Del Floppy credo sia inutile
parlare, ma dell'Hard Disk è d'obbligo,
visto che buona parte della velocità del
"picei" è dovuta a questo bel drive
marchiato IBM. Si tratta di un IDE ul¬
tra/DMA ATA/66 da 20.5 Giga. Infine il
monitor è un Philips serie 107P, uno tra
i modelli più gettonati della casa olan¬
dese per l'ottimo rapporto qualità/prez¬
zo. costruito secondo la tecnologia
"Aperture Grille Reai Fiat", con un'area
visibile di 16", dot pitch di 0.25 mm e
una risoluzione massima di 1940 x
1440 a 60 Hz. Da notare la presenza di
una connessione RGB.
L’utilizzo
Ma qual è l'impiego di una macchina
così equipaggiata? In realtà una confi¬
si// frontale è subito riconoscibile l'espansione della
SoundBlaster Live! Platinum con tutte le connes¬
sioni necessarie per registrare e scaricare musica
Da notare i due nottolini neri che sono rispettiva¬
mente l'ingresso e l'uscita ottica digitale SP/DIF
gurazìone così generosa si presta a sva¬
riati utilizzi, non necessariamente ne
dobbiamo trovare uno specifico al Rem
Prestige Vero è che, dopo aver consta¬
tato le forti inclinazioni per l'audio edi¬
ting, la presenza della Matrox G400 e le
ottime prestazioni dell'hard disk IBM
fanno venire la voglia di saggiare anche
le possibili attitudini ad un uso video
della macchina.
La mancanza di un dispositivo di ac¬
quisizione potrebbe far sembrare una
forzatura l’impiego in tal senso, in realtà
nessuno ci vieta di pensare di usare le
capacità del Prestige per il trattamento
di immagini già acquisite altrove o pre¬
levate da CD e DVD. Detto fatto, Pre¬
mier 5.1 prende posto nell'HD impe¬
gnando poco più di 200 Mb, mentre
servono molti mega in più per caricare
la sua library. Ma lo spazio per fortuna
non rappresenta un problema. Certo,
non dobbiamo pensare di trovarci di
fronte ad una workstation vera e pro¬
pria, quindi piano con effetti, sfumature
e rendering, ma per un uso prettamen¬
te casalingo l'attesa per vedere monta¬
to il filmato è accettabile, con una qua¬
lità video degna di nota, grazie anche
all'uscita S-Video, poi, che non ne dete¬
riora la qualità originale, è possibile rive¬
dere il nostro lavoro anche sul televiso¬
re 28 pollici del salotto di casa. Unico
neo della G400 è, come abbiamo detto,
che non possiede un ingresso video,
anche di bassa qualità, e questo non fa
altro che tradire la vocazione spiccata-
mente ludica di questo oggetto. Non
contento del fatto che di fronte a tanto
lavoro la macchina non ha dato segni di
scompenso, sono passato alla grafica
3D, sempre con la speranza di trovare
un punto debole.
Niente da fare, il motore grafico della
Matrox G400, grazie anche alla velocità
di calcolo della CPU e ad una robusta e
più che sufficiente capacità di memoria,
non ha mostrato il minimo affaticamen¬
to nella progettazione e renderizzazione
delle animazioni in 3D.
Conclusioni
Dopo quanto visto e provato la con¬
clusione sembra quasi banale e sconta¬
ta. Ma d'altra parte non può essere che
così: una macchina ottimamente equi¬
paggiata, potente, equilibrata, preparata
ad ogni tipo di utilizzo già con la confi¬
gurazione proposta, e pronta, con qual¬
che soluzione aggiuntiva (scheda di ac¬
quisizione, doppio hard disk, aumento
di RAM e quant’altro), ad affrontare do¬
veri più gravosi se necessario. ps§
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
139
Secessione
CD ROM
di Nero Berri
Data Inside
■ani!!
1 fu Modfc. v* 2 1
|~ DbÙMris liifltt» uaìumi ' . 4— — . — «.«J
(^
Moiu» | Care* |
o*:*uon« VoeiUovaU 0
analisi, sf.
1 Metodo di ncerca in cu l’oggetto deU’indagme viene esaminato nei suoi elementi costitutivi
SIN scomposinone CONTO amen 2 Trattamento psicoanahtico 3 In informatica, fase
che precede la programmarne 4 Studio accurato
INGL sj. 1 analysu 2 (esame medico) test 3 (grammaticale) parsmg
ENC In chimica è il procedimento che consente di nconoscere la nature dei componenti di
una sostatila o di un insieme di sostante (analisi qualitativa) e di determinare la quantità dei
componenti la sostanra (analisi quantitativa) La determinarne quantitativa pud essere
tatta per via gravimetnea. o ponderale ( analisi gravimstnca). per stabilire i rapporti m peso
delle singole sostante, o per via volumetrica, più rapida e precisa, 1‘analisi organica
tlsmsnlars permette solo di determinare gb elementi Accanto ai metodi classici, esistono
cosiddetti metodi strumentali, che si servono di apparecchiature più complesse i metodi
elettrici (potennometna. polarografia, amperometna, coulombometria), i metodi ottici
(spettroscopici, spettrofotometrici, nfrattometnci, polanmetnei). vi sono poi metodi basati su
particolan propnetà -iella materia (cromatografia, dosimetria, spettrometria di massa,
radiometria)
In matematica l'analisi ujinitesimalt è il ramo che include il calcolo diiferenaale e integrale
e le applicazioni del concetto di limite Gb studi applicati a questo campo nsalgono ad
Anassagora, a Zenone, a Eudosso e ad Archimede, ma sono Newton e Leibniz i ven
fondatosi dell'analisi infante «male moderna Questi studiosi, per primi, stabilirono un
procedimento di calcolo per determinare la velociti istantanea di un moto, definendo cosi la
dtnvaia
Analisi numsnca
Appbcata soprattutto ai calcolaton elettronici, é basata sulla solanone quantitativa dei
problemi matematici
I
Stenll^TmikW N»w*: Date L.
310*
Istallare II DOS 4.01 su un 8086 era
un incubo. Si era costretti ad un algorit¬
mo di incredibile complicazione oltre
che ad una ginnastica del tutto parago¬
nabile alla break dance in voga di li a
qualche anno.
L'incredibile procedura, nulla che le
si potesse paragonare, originava dal fat¬
to che detto sistema operativo veniva
fornito su quattro/sei dischetti da 5,25"
e da 360 KByte!
Qualcuno desisteva, qualcuno tenta¬
va l'impresa, e la raccontava ogni volta
con nuovi particolari, alcuni si sentivano
tentati dall'idea di riportala sul curricu¬
lum vitae.
Dischi flosci e nerissimi andavano e
venivano dal drive e i polsi s’affaticava-
no ad aprire e chiudere la leva del letto¬
re con movimento in coordinate polari
nel terzo o quarto quadrante cartesiano,
naturalmente dopo aver atteso che si
spegnesse la lucetta ad evitare di corro¬
borare leggende metropolitane di e su
dischi ridotti in coriandoli dai frettolosi.
Se si aveva un tower (uno di quelli in
lamiera zincata che promettevano so¬
pravvivenza eterna alla ruggine ed agli
spostamenti, come se lavorassimo in
un cantiere navale o lo usassimo come
portatile nei traslochi), la fatica coinvol¬
geva anche addominali e grande dorsa¬
le. E poi alcuni, li odiavo con fredda de¬
terminazione, ti prendevano in giro e ti
dicevano:
- lo ho il drive da 1,44 MByte, li ho
copiati tutti e su due dischetti e ci met¬
to un quinto del tempo.
Un po' ti prendevano per il didietro
anche quelli col settevventi, ma scatta¬
va subito la rivincita: aspetto che calino
i megaequattro e compro quello.
Quando potei permettermelo io, feci
una pazzia e cambiai anche l'hard disk
da dieci mega con uno da quaranta!
Questo flashback mi è venuto in mente
quando ho letto la descrizione di Data
Inside fatta dall'editore Tecniche Nuove
Multimedia, un dizionario enciclopedico,
un vocabolario inglese/italiano e vice¬
versa, un dizionario dei sinonimi e con¬
trari, un compendio etimologico con
un'ampia legenda di sigle e simboli
Tutto in soli quaranta mega e rotti!
L'applicazione parte senza splash
screen, ha una sola schermata che si
modifica (poco) in base alla funzione ri¬
chiesta e vi apre con buona facilità ed
una interfaccia molto semplice al limite
dello scarno il mondo della lingua italia¬
na, farcito non solo dalle normali defini¬
zioni ma da aneddoti e nozioni legate al¬
la parola ricercata che sono talvolta di¬
vertenti e talvolta portano la vostra cu¬
riosità in primo piano, facendovi iniziare
un percorso di ricerca teso a capacitarsi
di quanto, su un dato argomento, traia¬
mo
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
sciate con prodotti analoghi ma più con¬
venzionali. Buona la velocità dell'altret¬
tanto buono dizionario bilingue
Utile senz'altro il compendio etimolo¬
gico e quello di sinonimi e contrari. Be¬
ne, se questo fosse l'ennesimo prodot¬
to della serie, avrei detto "ancora un di¬
zionario su CD-Rom, che offre allo stes¬
so prezzo della concorrenza le stesse
cose della concorrenza, con le stesse
immagini sgranate della concorrenza e
non potrebbe essere altrimenti perché
un prodotto fatto un po' meglio coste¬
rebbe un bel po' di più e sarebbe subito
fuori mercato".
In nessuna delle suddette caratteri¬
stiche Data Inside primeggia od eccelle
nella sua categoria, e se confrontato
con suoi concorrenti nella stessa fascia
di prezzo ne esce persino un po' pena¬
lizzato dall'interfaccia 'old-style' con un
sapore tanto Win 3.x. Invece, il prodot¬
to della Tecniche Nuove, per 24.000 lire
(12,40 euro) vi offre tutto il materiale
che abbiamo elencato con buona qua¬
lità e sempre a portata di mano.
L'applicazione ed i dati si caricano sulla
macchina la prima volta e non abbiso-
Data Inside
CD-Rom pier Windows
Novembre 1999
Prezzo l 24.000 (Euro 12.4)
ISBN 88-481-09616
Edilore Tecniche Nuove SpA
Via Ciro Menotti 14-20129 Milano
www.tecnet.it
gnano più del CD-Rom; il drive dunque
rimane libero e vi permette di sentire il
vostro sassofonista preferito mentre
scrivete una lettera od un brano ovvero
fate la recensione di un CD-Rom e non-
vi-viene-proprio-la-parola, con il vostro
fido dizionario e vocabolario di lingua
minimizzato e pronto a soccorrervi nelle
trafficate strade del lessico e della
grammatica, dove gli ingorghi sono fre¬
quenti e le conseguenze sotto gli occhi
di tutti. In questa ottica il prodotto è giu¬
stamente scarno e proporzionalmente
veloce e molto parco di risorse macchi¬
na restando a sonnecchiare senza infi¬
ciare lo svolgimento delle altre opera¬
zioni dell'ospite.
Considerando che i requisiti sono un
Windows 9x ed un hardware davvero
minimale, l'emulazione su Mac non
crea problemi e mantiene la caratteristi¬
ca di poter convivere con altri applicativi
senza apprezzabili rallentamenti del si¬
stema. Siccome ai tempi del CD-Rom
stipato come il floppy del millennio
scorso, della derisione di coloro che
hanno il DVD e possono permettersi di
avere quasi venti volte il contenuto mul¬
timediale dei dischi ottici di prima gene¬
razione comincio ad averne abbastanza,
avere un prodotto sul disco che occupa
lo spazio che spesso serve al solo pro¬
gramma-visore di altre opere mi sembra
una buona opportunità.
Sempre in tema di ricordi, quanto ero
lettore di MC ed in fondo alla rivista
c'era l'elenco dello shareware che Te-
chnimedia (allora) distribuiva a noi che
di rete avevamo solo quella ortopedica,
comprai un vocabolario italiano che sta¬
va su di un 5 e 1/4, si caricava sull'HD e
si richiamava con una combinazione di
tasti (e costava quindicimila lire!). Que-
st'ultima funzione a Data Inside dareb¬
be la possibilità di centrare appieno il
suo target.
tndilt llbilflrcntUf
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
141
mi
Guerra al crimine
Con una progressione che ha del geometrico, il Web è divenuto arena di trappole ben nascoste,
di anticamere per qualche brutta avventura, d’imbroglioni pronti a prelevare dalla nostra carta
di credito soldini senza alcuna fatica. Come fare per evitare spiacevoli incontri, o evitare che i
nostri figli, più o meno
inconsciamente, si ficchino in
qualche pasticcio?
Ci pensa ABC!
di Raffaello De Masi
Caos, anarchia e pericolo! Cosi re
centemente un periodico di grande ti
ratura ha definito Internet. Utilità, rapi
dità, costo virtualmente nullo, corno
dità, questo lo di¬
cono gli addetti ai
lavori. A chi dare
ragione?
Il riquadro, pub¬
blicato su un paio
di numeri or sono
della rivista, riguar¬
do ai pacchetti di
"protezione" utiliz¬
zabili per consenti¬
re una piu sicura
navigazione ai no¬
stri figli, ha desta¬
to un vivace inte¬
resse nei lettori,
che ci hanno scrit¬
to lodando l’inizia¬
tiva e invitandoci a
riprendere l'argo¬
mento in una ma¬
niera, se possibile,
un po' più detta¬
gliata. anche sotto
forma di consigli e
di prodotti da utiliz¬
zare.Mi sono senti¬
to, quindi, amici
lettori di questa ru¬
brica, chiamato in
causa per conti¬
nuare il discorso,
al fine di condivi¬
dere altre informa¬
zioni, consigli prati-
CartaSi
Mi*»* Jb
Ccr fitto ■•(«ri/Mappa d
Al contrario di quanto si pensa gene¬
ralmente. quantoè stato prelevato
dalla nostra caria di credito non è per¬
so irreparabilmente, è sufficiente ri¬
volgersi alla sede piu vicina o alla no¬
stra banca per ricevere i migliori con¬
sigli sul da farsi
FU <-»•••»
Dtmtn llat
Cuslomer Service
□
Dinei* Club D'Italia S.F.A.
Wtlrotot to Ih» ilOy Culto®*! Satiri itrtioo
Ifyou aiiDs.ni Club C«
pi* a** copiaci ibi foOcw>|
i* Cani wti iaiu«d m llafy.
ni fot aO ot jota limi» nini»
Ifyou* Datata CM» Catti •** loft o. noli*, a. Ita*. pitti» cali «ih», ih»
Loci Card phor» cunbo belo* ot ih* Loti Card phon. nutabtr of ih»
country Ihtl u*u»d your Dui*** Club Card
Pilone Nomber»
Gavnl Cauri S*r*rt
Inlha country 0/3J7JJD
Oul or Ih» r : unlry NW1175JJJ
tothTreiMry OV3J75JB
Oulc/th. country K>«6rtJ7JM3
Rapati Loal Stola* Card
In Ih* country 167-M4064(fra* ta>t>
Oul of Ih. : uutalry VW32I »41 or 3M*/JJ7S»|
Inlha country 167JDII11 r6».U.i
Oul oTIh* country
In ih* country 06/15? 1624
Oul oT Ih* country »OM551624
In Ih* country 06*»1000
Oul of Ih* country *to/6WIOOO
Attpart Utofilitto
In ih* country Oh*5di4M)
Oul of Ih. country 79^65614*43
'ircuaiwi’Mi cuti
142
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
ci, indirizzi da visitare.
Devo confessarvi la verità, quelli
dell'istitutore sono panni che mi
riesce difficile vestire (forse perché
i benemeriti rappresentanti di que¬
sta categoria sono tutti magri e io
indosso, con inauditi sforzi ed
apnee spaventose, la taglia 54?).
Non sono, per indole e per caratte¬
re, una persona molto attenta e
presente a se stessa (mia moglie
sostiene che io "...so 1 chillo ca'
votta 'o carro p'a scesa", nel sen¬
so che sono buono solo a fare le
cose inutili) e, poco attento alla
mia protezione (sono stato, credo,
uno dei primi in Italia ad aver aper¬
to il file attached ad "Y love youl",
pur sapendo che non mi era stato
mandato da Naomi) mi pare di fare
un torto a me stesso discutendo di
attenzione, vigilanza, sistemi d'al¬
larme. Ma il lavoro è lavoro, gli or¬
dini non si discutono, ed eccomi
qui a cercare quel che di meglio si
può trovare per la nostra sicurezza.
Prudenza,
non terrore
Ad ogni grande salto della tec¬
nologia, o meglio a ogni salto che
coinvolga le masse, nascono, _
come funghi in un umido e cal¬
do sottobosco, i grandi solom
del pensiero educativo e socia¬
le. Quando l'automobile fece
la sua comparsa, turbe di pen¬
satori benpensanti gridarono
alla follia della tecnologia, che
avrebbe fatto imbizzarrire i ca¬
valli veri disgraziatamente in¬
crociami quelli d'acciaio. Lo
stesso valse ovviamente per il
cinematografo che, pare accer¬
tato, non abbia creato folli ine¬
betiti uscenti dalle sale cine¬
matografiche, bianchi di terro¬
re per la paura di essere inve¬
stiti dal treno. Per giungere più
da presso, ricordo, agli inizi de¬
gli anni '50, quante polemiche
fece scoppiare l'avvento della
televisione, che avrebbe distol¬
to noi scolari dalle sudate in¬
combenze quotidiane per con¬
durci sulla strada del vizio e
dell'ignoranza. Fortunatamente
il tempo ha fatto e continuerà
a fare giustizia di tanta occulta
sapienza, e la tecnologia, rullo
compressore inarrestabile co¬
me una locomotiva in corsa,
Restiamo anonimi anche nella corrisponden-
za fvir ■t, iva supgimensio'i c3p| ci olire
un servizio PÒR based in cw la privacy è tan¬
to tutelata che non ci viene chiesto neppure
Il nostro nome, all'iscrizione
non si accorge nemmeno della loro
presenza, e tira via per la sua stra¬
da.
Qualunque cosa, nella vita, può
essere pericolosa; un coltello da
cucina, un disco da atletica, perfino
un libro delle preghiere lanciato in
testa a una persona possono esse¬
re pericolosi; ma nessuno per que¬
sto si sognerebbe di non affettare
il pane, di evitare di allenarsi per
una gara o di rinunciare a mettersi
in pari con il buon Dio. E lo stesso
vale per Internet
Per inquadrare bene il problema
, dobbiamo solo tenere conto che
Internet è una massiccia collezione
di persone, non di cose. E' una so¬
cietà , non una biblioteca, e come
una società si evolve in continua¬
zione, ha angoli bui e pericolosi co¬
sì come contrade soleggiate e prati
fioriti, Se scegliamo l'uno o l'altro
posto per passeggiarci , tutto quel¬
lo che vedremo o che ci succederà
sarà colpa nostra, non del vicolo
buio o del lungomare in sé L'im-
portante è seguire un po’ di
buon senso, e una serie di re¬
golette neppure tanto difficili
da tenere a mente.
Come ogni società, anche
questa ospita individui che non
è consigliabile invitare a cena.
Fortunatamente ci sono diversi
sistemi per stare alla larga da
tali sgradevoli ospiti, e la stes¬
sa Rete mette a disposizione
diversi servizi (basati su volon¬
tariato o di tipo ufficiale) capaci
di venirci in aiuto in caso di ne-
cessitè.
Anonimo è bello!
La prima cosa che è bene
tenere a mente durante la na¬
vigazione è rimanere, per
quanto possibile, anonimo.
Chiudiamo subito i siti che ci
domandano, per l'accesso, dati
Cyberangels è la più accreditata orga¬
nizzazione per la tutela degli utenti del
Web, ma se possibile . evitiamo di
cacciarci net guai I
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
143
, come si suol dire, "sensibili", come
numero del conto corrente bancario
(dato comunque poco "aggredibile") o
estremi della carta di credito (pericolo
potenziale altissimo!).
Come dicevamo, è ben poco giusti¬
ficabile che , ad esempio, un fornitore
di accesso gratuito abbia necessità di
un dato di questo genere. Se siete in
procinto di fare acquisti via Internet,
usate sempre una connessione protet¬
ta (lo si rileva dal simbolo di lucchetto
o di catenella presente alla base della
pagina) prima di fornire dati "appetibi¬
li” da occhi estranei, come appunto
quelli della carta,
Ricordiamoci di non usare, nel no¬
stro indirizzo di posta elettronica, le no¬
stre generalità. Usiamo magari un ser¬
vizio di redirecting o, ancora meglio, di¬
vidiamo la posta tra una casella perso¬
nale, privata e invisibile a chi non ci co¬
nosce, e un'altra, dall'username anoni¬
mo, magari su un sito fornitore di
Web-mail. Questo sito ci servirà come
indirizzo di servizio e, se pure sarà in¬
vaso dallo spamming, il danno sarà, al¬
la fine, poco meno che insignificante.
Se desideriamo usare posta POP ba-
sed e restare anonimi, basta un salto a
http://www subbimension.coni per es¬
sere sicuri che , nella nostra casella,
saremo più invisibili dalle Primula
Rossa
Professione:
angeli custodi.
Cyberangels, http://www.cyberan-
gels.org, è uno dei più vecchi e rispet¬
tati gruppi di web-police presenti sul
Net. Nato quattro anni fa da una piccola
iniziativa locale, oggi conta 1300 volon¬
tari. Sorto come programma di servizio
di supervisione e aiuto per donne che
incautamente fossero state coinvolte e
irretite da malintenzionati nelle chat-
room, ha. nel tempo, assunto funzione
di vigile tutore contro la pornografia, e
ha istituito corsi in linea destinati a
informare sulle tecniche della sicurezza
in linea.
Cyberangels ha assunto, man mano,
nel tempo , importanza e prestigio
sempre più avanzati, tanto da essere
oggi punto di riferimento anche per le
forse di polizia.
Per chi conosce l'inglese letto, una
visita al sito permette di leggere un'am¬
pia messe di articoli destinati alle diver¬
se forme di sicurezza, e c'è perfino un
Internet Agreement form, da firmare e
restituire anonimamente, per entrare a
far parte del gruppo delle persone di¬
sposte a seguire certe regole di naviga¬
zione. Si può invocare un "angelo" in li¬
nea e anche ricevere consigli su come
fare per da creare un ambiente sicuro
Dieci consigli per vivere tranquilli:
1)
2 )
3)
attenti ai virus; la recente recrudescenza di questo fenomeno ha destato l'attenzio¬
ne e le precauzioni da parte degli utenti, ma non dobbiamo per questo attendere il
passaggio di questa ondata di popolarità per abbassare la guardia Usiamo un buon
antivirus e aggiorniamolo continuamente. E' unico sistema valido per difendersi!
apriamo un secondo account di posta da usare come indirizzo usa-e-getta, oggi
non costa nulla e ci consente di rimanere anonimi, destinando l'account principale
solo per la posta personale e importante
quando si acquista in linea, controllare che l'interlocutore sia ben noto e che mo¬
stri, nella sua home page, indirizzo e numero di telefono; diffidare di chi offre solo
un recapito e-mail. Non usare la carta di credito per acquisti di shareware, meglio
mettere un paio di biglietti di banca in una busta e mandarli al produttore.
4)
5)
6 )
7)
8 )
9)
10 )
Sicuramente si rischia di menol
se abbiamo dei bambini, cerchiamo, per quanto possibile, di navigare insieme con
loro (i filtri indicati nella scorsa puntata non sono infallibili); mettere il computer in
un punto della casa accessibile a tutti
controllare che . in caso di acquisti con carta di credito, il sito sia sicuro, con l'icona
del lucchetto chiusa.
rispettare i diritti d'autore; immagini e musica sono proprietà altrui, difesa da preci¬
se leggi.
se usiamo le chat-room, non adottiamo mai il nostro vero nome , ma scegliamo un
nickname. Nel caso di ragazze, per evitare commenti offensivi e messaggi osceni,
usiamo nomi di tipo neutro (ad esempio Goodzilla o PR22)
non forniamo MAI a sconosciuti alcun nostro dato personale, fosse anche un nu¬
mero di telefono. Non si sa chi ci può essere dall'altra parte della linea,
non lasciamo mai la nostra carta di credito incustodita o a portata dei bambini
se decidiamo di incontrare qualcuno, conosciuto in linea, diamo appuntamento in
un luogo pubblico, e portiamo sempre con noi un amico
144
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
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t*M Mn« 0 '*• y*-J*M4»i n Ir» *AQ lr< t-*> ytfi t*»<l ««vai» <»•**• ipatn lapofii
e se proprio ne abbiamo combinala Qualcuna, cerchiamo di correre ai ripariI
Net-Traci
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* Search TqqIi
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Imi», «n4 !•««»• ih« ••••uic* lyaciflc t« y««»
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Anon | In tur ance l Leo al I Private
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CAttUk>.t.PlClftmOD I KfllttMltl I
InittUiaintt i ì.é w E ntgrttmeni l Ut
Ucltdian 1 m» Adiuiùna l—
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Crlmt, luiindi ••*••». Mining P*>a«n«, «n4
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link», poh. »n4 ••■•••(•• •• «•» •••
pl»<«4 •••«••
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Diractort 11 • n*« nt« 4««»lop«4 k» M«t*Ti»c» ipaottcally farthu purp«i*
All Auititlamn linkf. irtuMi. Pr»4«ct «n4 •«rvlc* piovl4«ri. «n4 »•••. lt y*«‘u k»i«4 m
th« A«m*l«iian «•ai«n. thu 11 th« nt« *•• »•«.
iw»ilml.»l làttwlll-- I *.h-r«t« ••! il.* tulli iAiWS«*
AmlM4«.**i »r.vUja.» (Vf«torv • tnm> S ol U.» I> a
di navigazione nella propria casa. E, infi¬
ne, forse la cosa più importante, esiste
un punto di riferimento per denunciare
siti che, in una maniera o per l'altra, sia¬
no pericolosi od offensivi.
Consideriamo che acquistare con la
carta di credito è considerato, per la leg¬
ge, allo stesso modo che acquistare per
telefono, per posta 0 direttamente. Se
si ritiene di essere vittime di una frode.
occorre chiamare
immediatamente il
servizio clienti della
propria carta di cre¬
dito (http://www.
cartasi.it/ per VISA
e MasterCard,
http://www10.ame-
ricanexpress.
com/sif/cda/pa-
ge/0,1641,554,00.
asp per American
Express,
http://www.dmer-
sclub.com/service/
italy.html per
Diners, giusto per
citare le più diffuse)
e contestare imme¬
diatamente l'impro¬
prio o fraudolento
addebito con 1 mez¬
zi e i tempi che ci
verranno indicati. In
ogni caso non è as¬
solutamente vero
che , una volta ad¬
debitati sulla nostra carta, i danari sono
stati persi, anzi occorre ricordare che al¬
meno due carte provvedono immediata¬
mente a rimborsare, con buona valuta,
l’indebito addebito con la formula "sal¬
vo buon fine". Ancora, se si rileva che
siti in linea usano tecniche ritenute in¬
gannevoli o fraudolente occorre, se il si¬
to è italiano, rivolgersi alla polizia, circo¬
stanziando tutti i dati rilevati.
WWW IM’flI .M I* llllll |MI
Un aiuto in linea.
Per concludere, una serie di indicazio¬
ni, su come il Net ci può aiutare ed assi¬
stere. Oltre Cyberangels, già nominato,
c'è WebPolice, http://www.Web-
Police.org una agenzia internazionale fa¬
cente capo a InterGov (http://www.imer-
gov.org), che offre assistenza e supporto
per qualsiasi forma di attività illecita sul
Web, Il sito ricorda di avere la collabora¬
zione di numerosi governi e forse di poli¬
zia in diverse nazioni, e afferma di poter
perseguire qualunque illecito in tutto il
mondo. SpamCop. |nttp7/spamcop.nel ,
invece, combatte io spamming in tutte le
sue forme. Collegandosi a questo sito si
riceveranno tutte le informazioni per con¬
sentire a questa organizzazione di rintrac¬
ciare l'origine dei messaggi; il sito dimo¬
stra, dati alla mano, di aver fatto "chiude¬
re" diversi siti responsabili di tale com¬
portamento.
Yahooligans! è il lato di Yahoo dedica¬
to al problema; destinato soprattutto ai
bambini, è ricco di informazioni sui siti li¬
beramente accessibili dal ragazzi e forni¬
sce una serie di utili consigli su come
evitare sorprese ai nostri figli. Net-Trace,
http://www.nettrace.com.au/ è invece
non un'organizzazione, ma una collezio¬
ne di tool investigativi, che permette di
risalire a possessori di domini, numeri di
telefono, indirizzi di e-mail e altro. Il sito è
anche interessante perché è un'utile pa¬
lestra che mostra e tecniche usate, attra¬
verso WWW, per frodare il prossimo. KS
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
145
PROVE & PRODOTTI
a cura di Andrea de Prisco
di Raffaello De Masi
Amici lettori, abbiamo
bisogno di un tool specia¬
le per fornire alla nostra
immaginazione tutto
quanto occorre per nuovi,
inimmaginabili mezzi
d'espressione? Dobbia¬
mo creare, per nostro
piacere personale o per¬
ché Spielberg ci ha chia¬
mato per il suo ultimo
film, creature che non
hanno mai camminato
sulla terra? Dobbiamo
creare effetti speciali per
TV, per film, per giochi,
per siti Web? LW3D è la
chiave giusta.
Il pacchetto è di quelli
che si facevano una vol¬
ta; poderosa documenta¬
zione, assistenza pronta e
amichevole, ambiente
professionale a tutti i co¬
sti, fosse pure a costo di
allontanarci dalla piu abi¬
tuale finestra cui Win¬
dows ci ha abituato. Il tut¬
to su un CD zeppo di ma¬
teriale. Dopo l'installazio¬
ne, viene creata una car¬
tella, della bellezza di cir¬
ca 300 MB, contenente I
sia il programma sia una
serie quasi illimitata di li¬
brerie e layout.
LightWave 3D fornisce un facile mo¬
do per creare la più sofisticata animazio¬
ne 3D. Il suo sistema di ripresa "Layout
e di Modellazione" è intuitivo, completo
e facile da usare, e permette il controllo
creativo nei dettagli, senza, per questo,
richiedere sforzo o conoscenze peculia¬
ri. Potenti caratteristiche di modellazio¬
ne, definizione delle superfici, illumina¬
zione ed animazione sono i suoi punti di
forza.
Negli ultimi sei anni, il gruppo di pro¬
gettazione NewTek ha collaborato con
alcuni dei talenti più innovativi di Hol¬
lywood per sviluppare un sistema d'ani¬
mazione 3D avanzato. LightWave 3D
INTEL
PAL
Model
version
Animate
Render
Putting
creative energy
in motion.
Includine
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LIGHTWAVE 3 D
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racchiude potenzialità e
grande ricchezza di stru¬
menti: Raytracing, sfoca¬
tura di movimento, Meta-
Mation, cinematica inver¬
sa (IK). bones, rendering
dei semiquadri, riflessioni
delle lenti, montaggio de¬
gli effetti. Il supporto dei
sistemi OpenGL e Quick¬
Draw permette di vedere
le proprie creazioni in
tempo reale
Dalla collaborazione
con alcuni studi di Hol¬
lywood, quali Will Vinton
e Digital Domain, New¬
Tek ha sviluppato una po¬
tente tecnica di anti-alia-
sing con un aumento di
qualità del 300% rispetto
alle precedenti versioni
La NewTek ha anche mi¬
gliorato la funzione di ci¬
nematica inversa IK. e ha
aumentato la velocità
d'esecuzione del 500%
La sua robusta architettu¬
ra ed i sui moduli aggiun¬
tivi permettono di sceglie¬
re opzioni in base alle esi¬
genze operative. Tali doti
lo rendono una scelta
ideale per gli effetti spe¬
ciali in televisione, film, la¬
vori commerciali, videogiochi Web,
ecc..
LightWave 3D è disponibile per tutte
le piattaforme più popolari: Windows 95
e NT, Power Macintosh, DEC Alpha. Si¬
licon Grafie Ine. e Sun Microsystems.
Nonostante tale potenza, il programma
ha girato bene su macchine di potenza
del tutto differente, come un Athlon e
Giusto al momento di andare in stampa,
apprendiamo che a giorni sarebbe stata
disponibile sul mercato la release 6.0 del
prodotto. Non mancheremo di informare
i lettori delle novità e delle caratteristi¬
che del nuovo pacchetto.
146
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
un Pentium MMX! 00. Notevole la qua¬
lità del suo motore di rendering. Con ca¬
ratteristiche come Morph Gizmo per l'a¬
nimazione facciale, Super Cel Shader
per quell'effetto di colorazione manuale
che simula il cartone animato, il calcolo
multi-threaded, la Cinematica Inversa
ed il Ray-Tracing particolarmente curato
e facile da gestire, il lavoro diviene im¬
mediatamente più facile, veloce e so¬
prattutto creativo.
Interessante notare che LightWave
3D è il solo pacchetto multi-piattaforma
con funzioni complete reperibile sul
mercato. Vale a dire che. qualunque sia
la piattaforma utilizzata, qualunque ap¬
plicazione sarà intercambiabile, senza
eccessiva preoccupazione su come lo
stesso sistema sarà implementato sulla
macchina del destinatario.
Lo splashscreen e la
finestra di default di
LightWave 3D
Alcuni esempi di costruzione di superila, gradienti, skin, immagini, logo precostruiti
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
147
Produzione,
innanzi tutto
Imparare ad usare LightWave 3D è
veloce e facile. Già dopo qualche ora
d’uso la sua interfaccia intuitiva si fa ap¬
prezzare, per essere progettata per
operare conformemente al modo di la¬
vorare e di pensare degli animatori. Con
il suipporto OpenGL, la visualizzazione
in tempo reale delle textures ed il colo¬
re di fondo dell'oggetto selezionabile
dall’utente sono una realtà Non solo si
potranno posizionare le tessiture in ma¬
niera interattiva, ma si avrà anche una
migliore visualizzazione del modello o
della scena. Il rendering multi-threaded
implementato nel pacchetto permette
agli utenti che dispongono di sistemi
multiprocessori di sfruttare la potenza
addizionale delle loro CPU Questo si¬
Alcurn esempi di costru¬
zione di superila, gra-
dient ,. skm. immagini,
logo precostruili
gnifica meno tem¬
po d'attesa per la
rappresentazione
delle immagini, e
rendering comples¬
si in tempi ragione¬
volmente brevi (a
tal proposito sono
presenti i nuovi co¬
mandi Screamer-
Net, che fornisco¬
no lo stato del pro¬
cessore ed il tem¬
po d aggiornamen¬
to dei nodi definibi¬
le dall'utente). Alla
complessità e potenza dell’ambiente
coopera Morph Gizmo, destinato all'ani¬
mazione caratteriale in generale, e a ge¬
stire il sincronismo delle labbra, in parti¬
colare. Con Morph Gizmo, si potrà ope¬
rare il morphing immediato e visibile tra
un oggetto e bersagli multipli - per
esempio, una serie d’espressioni faccia¬
li abbinate a fonemi. Dialogo ed espres¬
sioni facciali sono gestite trascinando i
cursori (un’espressione o una posizione
della bocca, per esempio) in posizione
ed osservando la combinazione animar¬
si in tempo reale.
Un nuovo motore di illuminazione vo¬
lumetrica permette di creare effetti di
luce ultra-realistici, e un nuovo sistema
di particelle inclusivo, consentono di av¬
vantaggiarsi dell'illuminazione con
"emissioni gravitazionali”, animazioni di
particellari animate. Alcune caratteristi¬
che hanno dell’incredibile; le luci negati¬
ve di Lightwave 3D, ad esempio, per¬
mettono all’utente di "sottrarre” la luce
o il suo colore da una superficie. L'illu¬
minazione "ad area”, vale a dire limitata
a particolari superfici, permetterà la
creazione di ombre, in ray-tracing, dai
bordi diffusi e il dimensionamento della
luce definibile dall'utente.
L-Script permette di creare script per
controllare virtualmente ogni caratteri¬
stica del pacchetto.
Ci sono anche due nuovi strumenti di
modellazione, Dragnet e Smooth Scale,
progettati per lavorare con modelli orga¬
nici Entrambi sono particolarmente effi¬
cienti con oggetti MetaNURBS. E' stato
aggiunto un modulo per la conversione
di dati di lettura del movimento, compa¬
tibile con i formati Acclaim e Wave-
front. Se si fanno animazioni caratteriali,
sarà di grande aiuto la creazione di ge¬
rarchie delle bones, gestibile con Skele¬
ton Maker.
L'originale MetaNURBS di LightWa-
ve 3D è un modo elegante e facile di
modellare gli oggetti trasformando i
modelli poligonali in superfici NURBS in
tempo reale
MetaNURBS fornisce un grande det¬
taglio e un'alta flessibilità, in modo da
levigare efficacemente oggetti organici
anche se il modello è, in effetti, basato
su una geometria poligonale. E con Li-
ghtWave 3D, si può passare immediata¬
mente dalla modellazione poligonale al¬
la potenza organica di NURBS per il me¬
glio di entrambi i mondi. Ancora, grazie
al fatto che LightWave 3D supporta
OpenGL e QuickDraw 3D. è ora possi¬
bile vedere gli oggetti, le superfici, la
composizione e l'illuminazione in tempo
reale.
Nessun programma 3D è completo
148
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Alcune fasi di costruitone di modelli, Il rendering, la fase più complessa e noiosamente lenta di tanti pacchetti, è qui piacevolmente rapida, anche su macchine non
al top della poterne
senza raytracing, e LightWave 3D non
manca all'appuntamento. Grazie alle
sue riflessioni e rifrazioni realistiche, alla
grande capacità di ombreggiatura e alla
velocità del rendering, il pacchetto è
professionalmente riconosciuto come
uno dei motori di calcolo con la più alta
qualità sul mercato.
Con LightWave 3D, si ha un numero
quasi inesauribile di obiettivi e di effetti
luminosi, includendo le luci puntiformi,
localizzate, lineari. Se si vuole profon¬
dità di campo, sfocatura di movimento,
rendering dei semi-quadri ed altro anco¬
ra, LightWave 3D è il programma idea¬
le. Inoltre, con la sua robusta architettu¬
ra orientata verso i moduli aggiuntivi, Li¬
ghtWave offre una lista interessante di
moduli specializzati per creare precisa-
mente ciò di cui si ha bisogno.
Caratteristiche di
pregio avanzato
LightWave 3D 5.6 offre HyperVoxels,
una tecnologia di rendering volumetrico
sub-pixel che traccia il raggio attraverso
superfici virtuali continue che possono
essere perturbate con diverse iper-tessi-
ture, o tessiture algoritmiche che per¬
mettono la definizione di superfici 3D
estremamente dettagliate. Questa tec¬
nologia fornisce uno strumento di geo¬
metria efficiente per gli utenti di Li¬
ghtWave 3D, con cui si possono rappre¬
sentare più facilmente effetti organici
come fluidi, superfici rocciose, materiali
corrosi, ed altri fenomeni naturali. Il nuo¬
vo Steamer Shader, incluso per la prima
vola in questa release. permette a Li¬
ghtWave 3D di calcolare ombre, rifrazio¬
ni e riflessi dell'effetto volumetrico in
modo più accurato; questa elaborazione
molto complessa, unica di LightWave
3D. si giova del motore raytracing molto
robusto implementato nel pacchetto
principale. E' garantito il supporto (nella
versione Intel) per Render GL 3.0, per
utilizzare l'accelerazione dell'hardware
OpenGL, per una più rapida rappresen¬
tazione delle immagini con nebbia, im¬
magini di sfondo, gradienti di colore, an-
ti-aliasing, trasparenza dei bordi, riflessi,
rifrazioni, texture anti-aliasìng, mappe
sferiche di riflessione ed una più accura¬
ta levigatura delle superfici. Altre carat¬
teristiche interessanti sono:
• Jolt, un Plug-In di movimento che
permette agli oggetti di avere dei foto¬
grammi chiave che provocano dei tre-
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
149
mori casuali basati sulla posizione nella
scena
• Super Jitter, un'estensione del Plug-
in Jitter che permette l'utente di anima¬
re uno Jitter a caso ad un oggetto.
• La possibilità di LightWave 3D di uti¬
lizzare i filtri Photoshop per l'elaborazio¬
ne delle immagini
• Sky Tracer Doubler, che migliora il
tempo di calcolo ed aumenta la qualità
attraverso tecniche di campionamento
originali
• Plugln di supporto NetRender, che
permette agli utenti di archiviare auto¬
maticamente una scena, e trasferire i
dati ad Asset Factory (una divisione di
NewTek) in modo sicuro, dove la scena
sarà rappresentata e rispedita all'utente
150
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Alcuni esempi, tratti dai tutoriaI inclusi nel pacchetto
ad un prezzo ragionevole.
• Miglioramenti di SDK (usati dagli svi¬
luppatori di terze parti per semplificare
la creazione di Plug-In): Layout Monitor
(monitoraggio del progresso). Plug-In
Preview Services e Gradient Services,
nuovo selettore globale per il colore.
• Supporto per viste ombreggiate in
tempo reale negli standard OpenGl o
QuickDraw 3D Include il supporto sino
a 8 luci interattive, utilizza attributi di su¬
perficie quali Diffusione, Specularità,
Luminosità, Poligoni a doppia faccia.
Solo Contorni, e Smussatura, vista fron¬
tale degli oggetti per una più veloce vi¬
sualizzazione e un'interfaccia piu pulita;
modalità Crea AutoKey per l’assegna¬
zione veloce dei fotogrammi "chiave";
Animazioni di Anteprima realistiche con
OpenGL; Opzioni mosaico e del canale
Alpha per la mappatura delle tessiture;
Funzioni dolly, tracciatura e carrellata
per movimenti lungo l'asse di un ogget¬
to; Infinita stratificazione della
superficie; Antialiasing della mappatura
della texture definibile dall'utente.
• MetaMation, il modulo aggiuntivo per
l'animazione "organica", leviga automa¬
ticamente gli oggetti creati con Me-
taform prima della rappresentazione del
fotogramma
• Il supporto di OpenGL o di Quick-
Draw3D rende possibile la visualizzazio¬
ne in tempo reale delle ombreggiature,
includendo molti attributi di superficie;
lo strumento di modellazione Meta-
NURBS combina la facile e flessibile
modellazione poligonale con la potente
ed organica sensazione della modella¬
zione NURBS
Conclusioni
LightWave 3D è un tool eccellente
per la produzione di animazioni tridi¬
mensionali su cui poi applicare effetti
praticamente illimitati.
Purtroppo le immagini offerte non
fanno giustizia della grande qualità del
prodotto, ma possiamo a assicurarvi
che si apprezzano subito alcune carat¬
teristiche che sono poi il tallone
d'Achille di altre ben note applicazioni:
velocità del rendering, efficacia del ray-
tracing, rapidità di produzione del pro¬
dotto finito.
Unico neo. in tanta dovizia di qualità,
la presenza di un'inutile e ridicola chia¬
ve hardware; mutile perché si tratta so¬
lo di una sterile e fastidiosa limitazione
per l'acquirente diretto, e ridicola come
la nostra porta di casa di fronte al più
scalcinato degli scassinatori.
Meglio sarebbe averla lasciata a ca¬
sa, tanto non serve a nulla e non im¬
paurisce più nessuno! L'hanno capito
tutti, o quasi!
MS
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
151
Windows Media Player
& Multimedia Builder
Le novità salienti del nuovo riproduttore per Windows riguardano una nuova interfaccia
(il player ora può cambiare “pelle” come WinAmp!) e l’ampliamento dei livelli
d’interazione, che ora gli garantiscono un display tipo browser sul quale interattivare,
in linea e non, con applicazioni ASF/ASX di carattere ipermediale.
Windows Media Player 7.0 lo proponiamo sia nella versione beta del riproduttore,
che in quella SDK del tool di sviluppo.
Multimedia Builder a sua volta è un po’ il software applicativo più in voga del momento:
moltissimi programmatori multimediali lo hanno eletto come software da preferire,
ma soprattutto da usare, per realizzare - rapidamente, efficacemente e facilmente -
applicazioni ipermediali di livello. Infine, ancora una piccola galleria composta
da un programma per la misurazione dei segnali video, una serie di clip audio di
riferimento e alcuni video da provare e utilizzare in sigle e stacchi di vario genere!
di Bruno Rosati
Windows Media Player 7
Dovendo dire cosa c'è di nuovo nella
versione 7 rispetto alle precedenti - il
salto dalla release precedente, la 6.4, è
netto! - facciamo sicuramente prima a
lasciarci andare a una semplice affer¬
mazione: tutto!
In effetti, siamo innanzi ad un vero e
proprio salto generazionale. Il Media
Player, così come lo ricordiamo, dalle
prime versioni dell'Active Movie fino al
pur estensivo 5.2, non esiste più. A so¬
stituirlo e con sicure possibilità di suc¬
cesso, nonché (come al solito) di sbara¬
gliamento della concorrenza - vedi il
Reai Player, come il diffusissimo Wi¬
nAmp - c'è ora il Media Player 7. Tutta
un'altra cosa.
La lista delle caratteristiche è densa
e qualitativa. Partendo dalla facilità
estrema all'utilizzo, nell’elenco possia¬
mo annoverare:
• funzioni ipermediali integrate: ol¬
tre alla normale esecuzione dei file au¬
dio, video, multiformato, Mp3 compre¬
so, MP7 è ora in grado di eseguire an¬
che file interattivi: come ad esempio gli
ASF/ASX, che conglobano pagine
HTML con link di riferimento per l’ese¬
cuzione di file mediali o il caricamento
di specifiche pagine in HTML, sia in li¬
nea che offline.
• generatore di playlist: com e ormai
tendenza in tutti i riproduttori multime¬
diali, anche MP7 è ora in grado di sup¬
portare, in lettura e scrittura, le playlist
di esecuzione, compresa la caratteristi¬
ca di acquisirle direttamente dal sup¬
porto (da CD Audio, ad esempio, se
questo ne è dotato) o anche via rete
• lettura e rippering da CD Audio:
WMP7 è difatti in grado di leggere e
contemporaneamente acquisire da
traccia audio lineare. Allo scopo, anzi¬
ché procedere usualmente con un
compressore lineare - tipicamente il
WAV-PCM - WMP7, almeno per de¬
fault, grabba le tracce direttamente in
formato Windows Media Audio. A di¬
sposizione dell’utilizzatore, tramite il
pannello Options (menu Tools) ci sono
4 preset preparati a 64 Kbps (28 Mby¬
te per copiare un intero CD), 96 Kbps
(42 Mbyte per un CD), 128 Kbps (56
Mbyte per un CD) e 160 Kbps (69
Mbyte per un CD). Le fasi di ascolto-
rippering-compressione sono simulta¬
nee. Quindi, la codifica in WMA è ef-
152
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
towfetr fr W&k
fettivamente in tempo reale!
• display sincronizzato audio e vi¬
deo.
• interfaccia grafica riprogrammabi¬
le: vedi le "skin" tipo WinAmp. Anche
WMP7 si adegua alla tendenza genera¬
lizzata che garantisce al singolo utente
di poter modificare forma e colorazione
dell'interfaccia d'interazione dell'appli¬
cativo. A disposizione di WMP7 già ci
sono decine e decine di "skin" prefab¬
bricate e, tramite il tool WMP7-SDK, è
possibile provvedere a crearsene di
nuove e originali direttamente.
• Internet Radio Tuner: per la ricezio¬
ne e sintonizzazione di Web Radio in li¬
nea. Un link verso un motore di ricerca
dedicato - tramite WindowsMedia.com
-, con WMP7 e ora possibile ascoltare
le Web Radio, memorizzarne il canale e
ricercarne di nuove in base agli specifi¬
ci contenuti
• Media Guide: Engine di ricerca in re¬
te - attraverso WindowsMedia.com
Hlntp://winclowsmedia.microsotl.com7c|
La nuovissima, rivolu¬
zionaria interfaccia
Iper i tipi di Microsottl
del Media Playei 7 .
stallazione del file
d'installazione
WMP7_beta.exe
(oltre 7 Mbyte di
file autoestraente
che, una volta
scompattato, di¬
stribuisce librerie
e moduli attivi per
oltre 15 Mbyte!).
WMP7 è ovvia¬
mente compatibile
e pienamente uti¬
lizzabile sia stand-
alone che in embedding su lExplorer.
Per quanto riguarda il suo utilizzo con
Netscape Navigator è necessario prov¬
vedere all'installazione dell'apposito
plugin.
Per inciso, sul
CD sarà possibile
trovare anche una
scorta di ben 7 nuo¬
ve “skin", da
scompattare (sono
in formato .zip) e
Lanciata la modalità CD,
MP7 modifica i coman¬
di in linea e si predispo¬
ne - grazie ad un pul¬
sante rosso - al rippe-
nng del brano Rippe-
nng che avviene esclu¬
sivamente in formalo
Windows Media Audio
IWMAI itami le cinque
presei di qualità, setta-
bili nel pannello Op-
tions
efault.asp) - con il quale è possibile vi¬
sualizzare sul display di MP7 le pagine
di ricerca (che tra l’altro già contengo¬
no decine e decine di migliaia di conte¬
nuti) connesse a vari media-provider,
come ad esempio MSNBC, Bloom-
berg, Fox Sports, AtomFilms, ecc., che
forniscono ai naviganti ore e ore di fil¬
mati, suoni, musiche in WMA (con
copyright) o Mp3 (senza copyright...).
Questo ed altro è Windows Media
Player 7. La versione in questo mo¬
mento - si calcoli che scriviamo queste
note sul finire di maggio - è una beta,
candidata a diventare la release finale
Agendo tramite l'articolo elettronico
di C&V presente su MCD-ROM di que¬
sto mese, sarà sufficiente lanciare l'in¬
mstallare seguendo le semplici istruzio¬
ni,
• Windows Media Player 7 Beta
(WMP7_beta.exe - 7,185 Mbyte)
• Windows Media Player Plugin per
Netscape Navigator (wmpplugin.exe
- 291 Kbyte)
• Skin Kit (skin_kit.zip - 1.45 Mbyte)
Windows Media Player
SDK 7 Beta
Insieme al player in versione "stand-
alone" abbiamo pensato che fosse utile
e interessante mettere a disposizione
dei nostri lettori anche la beta ("candi¬
date final release" anch'essa) del Win¬
dows Media Player SDK 7. Il tool di svi¬
luppo per applicazioni multimediali in
ambiente Visual Basic è comunque in
case compatibili con la tecnologia COM
(Component Object Model).
Tramite WMP-SDK 7 sarà possibile
realizzare: controlli
del player in em¬
bedding, un control¬
lo ActiveX capace
di fondersi nelle in¬
terfacce di altre ap¬
plicazioni; skin cu-
stomizzabili, conte¬
nenti grafica e te¬
sto; animazioni (vi-
sualization), che
possono essere
eseguite dal display
in sincronismo con
Una traccia audio in
esecuzione accompa¬
gnala da un pannello
"visualization".
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
153
tonirrtiu? (:■. V/frW,
qualsiasi file audio-musicale.
• Windows Media Player SDK 7 Beta
(WMPSDK7 BETA.exe - 4,81 Mbyte)
Multimedia
Builder Mp3
Il secondo ospite d'onore di questa
panoramica è il gettonatissimo Multi¬
media Builder Mp3. Un tool autore con
la capacità, tanto potente quanto facili¬
tata, di poter creare autorun per CD,
applicazioni ipermediali, dimostrativi,
presentazioni interattive, riproduttori
Mp3 e altre applicazioni multimediali
più o meno simili.
La fortuna di MMB-Mp3 è sotto gli
WMP7 in modalità 'se¬
leziona skin".
La lista onlme ima che
abbiamo anche inserito
nel COI di tutte le skin
prodotte per WMP7
l’authoring effetti¬
vo. Il risultato è
che con rapidità e
facilità si arriva a
realizzare moduli
applicativi che la
maggior parte di
noi, digiuni di espe¬
rienze programma¬
tone, forse non
osava neanche
pensare. In questa
ultima implementa¬
zione MMB-Mp3 si
è tra l'altro evoluto
proprio verso il codec audio più di mo¬
da verso il quale ha ormai una predile¬
zione naturale - ed è questo che ha
fatto innamorare di MMB -. In partico¬
lare MMB è in grado di sfruttare il
Layer-3 non tanto per realizzare il soli¬
to, ennesimo lettore mediale, quanto
per utilizzarlo direttamente come for¬
mato audio standard in tutte le sue
produzioni.
Particolare riferimento va fatto ri¬
guardo alle possibilità applicative del ri¬
conoscimento alla sintesi vocale. Gra¬
zie all'ulteriore resa compatibilità con le
Speech API, MMB, più Mp3, adesso
possono essere gestiti anche per far
''leggere" alla scheda audio non le soli¬
te (e comunque lunghe) sintesi sonore,
bensì direttamente file di testo. Appog¬
giandosi sull'engine (in versione runti-
me) del TextToSpeech, MMB-Mp3
apre quindi ad ulteriori orizzonti applica¬
tivi. Su MCD-ROM sarà possibile trova¬
re tutto il necessario. Dal file zippato di
Multimedia Builder 4.5 Mp3 agli autoe-
straenti dello Speech Engine: il TextTo¬
Speech Engine e il runtime delle Spee¬
ch API. Per completare l'argomento,
nonché il "kit del creativo multimedia¬
le", abbiamo pensato anche di aggiun¬
gere a ciò le Multimedia Builder FAQ
Un utile archivio di "domande-rispo¬
sta” su questioni, problemi e consigli
posti in una mailmg list sviluppatasi nel
tempo sul sito del distributore ufficiale
del prodotto. MMB-FAQ è nel formato
pdf di Adobe Acrobat.
• Multimedia Builder 4.5 Mp3 (mm-
bld45.zip - 4.47 Mbyte)
• MMB-FAQ (how-to.zip - 110 Kbyte)
• Microsoft TextToSpeech Engine
(mstts22l.exe - 2.04 Mbyte)
• Microsoft Speech API (spchapi.exe
- 800 Kbyte)
Vista d'insieme sulle
skin e i pannelli ani¬
mati di visualizzazio¬
ne.
occhi di tutti: diffu¬
sissimo tra tutti i
programmatori mul¬
timediali, ha saputo
imporsi in vari am¬
biti di produzione -
così come WinAmp
ha fatto nell'ambito
della riproduzione -
grazie a criteri pro¬
gettuali estrema-
mente semplici e
funzionali. Non è
difficile imparare ad
utilizzare MMB-
Mp3, e dopo aver
imparato è tutt'altro
che difficile utiliz¬
zarlo con profitto e
realizzare le proprie
applicazioni interat¬
tive. Il segreto del successo sta tutto
nella sua modularità. Non c'è una riga
di codice da scrivere, ma solo pannelli
di settaggio che, una volta settati i vari
parametri, compilano i vari comandi nel
codice a basso livello che governa
154
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
imwrttin fì- Wxa
Spot su Multimedia
Builder Mp3. Un vero e
proprio gioiello della
programmazione iper-
medialel
Piccola prova
pratica. Incuriositi
dalle tanto potenti
quanto facili capa¬
cità di programma¬
zione offerte da
MMB-Mp3, abbia¬
mo subito voluto
provare l'ebbrezza
di realizzare qualco¬
sa di multimediale.
Cercando tra i sam-
ple, abbiamo cosi
individuato il solito player Mp3. Stavol¬
ta con la variante (originale ed utilissi¬
ma) di avere anche un piccolo motore
di ricerca interno, per mezzo del quale
il player riesce anche a trovare tutti i fi¬
le Mp3 sparsi per il nostro hard disk, a
farne una bella playlist e a cominciare
ad eseguirli per noi.
Caricato il progetto, ancora un po'
scettici al riguardo, abbiamo allora volu¬
to procedere ad una sua rapida compi¬
lazione.
Realizzato l'eseguibile, ne abbiamo
quindi provato nella pratica tutte le ca¬
pacità che nei vari pannelli di comandi
ci venivano via via offerte ed elencate.
Risultato: siamo rimasti a bocca aperta.
Tutto funzionante, stabile e preciso. A
tal punto che abbiamo deciso di rimet-
tervene il giudizio, inserendo il player -
autorun.exe sul CD. Un link, un click
e parte alla ricerca dei file Mp3 presen¬
ti sul nostro hard disk. Una volta trova¬
ti, si mette pure ad eseguirli...
Per fare le cose per bene, sul CD
abbiamo riposizionato alcuni trial:
- "Dimmi se c'è" (EVO)
- "L'emozione non ha voce" (Celen-
tano)
- "Mi manchi" (Pooh)
Piccoli trial che vale la pena d'ascol¬
tare, oltre che dai link diretti, anche
grazie alla valenza del player-search
realizzato (anch'esso al volo) da Multi¬
media Builder 4.5 Mp3.
Media Gallery
VectorScope. VectorScope è un
programma in grado di effettuare misu¬
re video rilevando la capacità e la qua¬
lità dei circuiti di acquisizione delle
schede di cattura e di encoder.
In congiunzione con un generatore
esterno di pattern, VScope, oltre che
per effettuare le suddette misure, può
anche essere usato per calibrare i cir¬
cuiti di conversione analogico/digitale,
digitale/analogico. Ciò si dimostra estre¬
mamente utile, ad esempio, nelle tran-
scodifìche da segnali analogici a equiva¬
lenti digitali.
Il suo funzionamento è garantito su
qualsiasi tipo di segnale d'ingresso (NT-
SC. PAL. SECAMI
VScope è stato specificamente pro¬
gettato per dare massimo supporto nel¬
la realizzazione di stazioni di cattura su
PC e in particolare nella gestione e otti¬
mizzazione degli interleaving in formato
AVI standard di Video For Windows.
Un primo progetto cari¬
cato in MMB-Mp3 la
realizzazione di prodotti
ipermediah e insita le
quindi facilitata e ratti-
nata) nel progetto di
base dell'authonng tool
in questione
Kiosk
I - «
rr=-2
1
a
This tó functionel CD player
You can use Proiect - Check S DisMxie lo creale
Stanatone ite and you w* have race CD-player
Anche noi possiamo inventarci un bel player
multitormato e magari disegnare un'interfaccia
grafica sulla quale mterattivare alla grande '
Qualsiasi scheda di cattura MCI-compa-
tibile può essere quindi analizzata e mi¬
surata da questo potente applicativo di
misura.
• VScope (vscope.exe - 813 Kbyte)
File audio di misurazione. Una pic¬
cola lista di file wave buoni sia per mi¬
surare i suoni che per realizzare - il soli¬
to gioco dei loop - piccoli stacchi musi¬
cali.
A livello di misurazioni di base fornia¬
mo tre file wave per:
- individuare il centro sonoro dei nostri
file audio in via di montaggio (Center-
LeftRight.wav)
- tarare il livello d'ingresso alla scheda
audio, a un tono:
a) Sine1KHz.wav - (0 dB)
b) Sine440Hz.wav - (-3 dB)
Sample & Loop. L'elenco si compo¬
ne di una serie di loop ad alta qualità,
unendo e ripetendo i quali è possibile
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
155
«faì.rrfru, fi.. V/fr-W
II progetto di un
player-search di file
Mp3 Ci è piaciuto
cosi tanto che
abbiamo deciso di
compilarlo e renderlo
eseguibile. Messo alla
prova, il piccolo ripro¬
duttore ci ha colpito
favorevolmente!
I ’lwn >i» IMI».
ili ►JliiEi’U Al
Nini»
Typ*
Bll Rata Fr«q
Bll RMolutlon
Channali
iris t«*
Song:
Aulii:
Album:
Ytan
Game:
«Oli*
Ili-ili
Il pannello di con¬
trollo e misurazione
di VScope
realizzare tessuti musicali per stacchi e
sottofondi. Tutti i file sono campionati
come wav-PCM a 44 1 KHz:
bass.wav (920 Kbyte)
e trasformatevi in
perc.wav (920
Kbyte)
- epiano1.wav (920
Kbyte) - (piano
"Rhodes")
epiano2.wav (920
Kbyte) - (piano
"Rhodes")
- guitar1.wav (920
Kbyte)
guitar2.wav (920
Kbyte)
Componete felici
'sarti musicali"...
Video clip. Per quanto riguarda gli
anelli video, la categoria che sembrate
più gradire è quella della cornice per i
superimpose. Continuando nella serie,
questo mese abbiamo trovato:
- un simpatico effetto pellicola (pellico¬
la.avi - 160 KByte). Lo poniamo sullo
sfondo, superimpose della traccia video
principale, ed ecco il nostro clip che va
in scena incorniciato dal nero bucherel¬
lato di un vecchio 8 millimetri!
Uno sfondo che si anima
(bluanim.avi - 1.21 MByte) è sicura¬
mente un'ottima idea per farci in supe¬
rimpose le nostre belle titolazioni Ma¬
gari quelle di coda, con uno stacco un
po' romantico nel sottofondo.
- Animazione della che ruota intor¬
no alla terra: buona idea anche questa
per fare uno stacco e scrivere magari il
proprio indirizzo di e-mail heart.avi -
2.43 Mbyte.
«e
156
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
in collaborazione con
La MCmicrocomputer School e la Però srl presentano in esclusiva il corso
S 1
'REPARARE LA TESI CON INTERNET
■dizione per gli studenti delle Facoltà di Biologia, Medicina e Psicologia
»
Questo stage fa parte di una nuova collana di corsi dedicati alla risoluzione di
problemi concreti di varie categorie professionali. I corsi mirano a rendere i
professionisti in grado di utilizzare Internet ed il computer proficuamente per la
proprio attività nel più breve tempo possibile, partendo dalla risoluzione concreta
dei problemi professionali più ricorrenti per fornire una panoramica più ampia delle
potenzialità di questi ormai indispensabili strumenti di lavoro.
Internet garantisce un accesso rapidissimo ad
una mole inimmaginabile di informazioni
', abbattendo tutte le barriere di accesso di
I tipo geografico e temporale. Uno studente
' esperto nell'utilizzo dei servizi web può rea¬
lizzare tutte le ricerche necessarie per la
propria Tesi ad una frazione del tempo e del
1 costo richiesti dai canali tradizionali. Inoltre, l’e¬
sperienza così maturata andrà a costituire un elemento del
proprio curriculum oggi assai ricercato in qualunque strut¬
tura e di fondamentale importanza nell'attività di ogni pro¬
fessionista.
Alla fine del corso il partecipante conoscerà approfondita¬
mente i meccanismi di ricerca delle informazioni attraverso
la banca dati MEDLINE del National Institute of Health
(oltre 9 milioni di riferimenti bibliografici ed abstract) e saprà
come procedere per ricevere a casa gli articoli che lo inte¬
ressano. Inoltre, sarà in grado di utilizzare con profitto altri
importanti strumenti di ricerca di informazioni disponibili su
Internet come il sito della Library of Congress, le librerie su
Internet ed i principali motori di ricerca.
Le banche dati del National Institute of Health
per la medicina, genetica, biologia e psicolo¬
gia. MEDLINE: ricerche base ed avanzate di
articoli scientifici con abstract. L'utilizzo del
I sistema tassonomico. Come ordinare gli arti-
r coli. - Ricerche di libri attraverso I siti della
Library of Congress statunitense e dei princi¬
pali iBookshop. - Utilizzo avanzato dei motori di
Entrare in contatto con esperti del settore attra¬
verso Usenet.
Prerequisiti: padronanza nell'uso degli stumenti di naviga¬
zione su Internet e della posta elettronica.
ricerca.
Data:
Orarlo:
Scheda Tecnica _ ■
4 ottobre 2000
dalle 10.00 alle 17.00
Iscrizioni: inviare l'adesione scritta, completa di dati anagrafici
e dati per la fatturazione a:
Pluricom s.r.l. Divisione corsi, Viale Ettore Franceschini, 73 -
00155 Roma per posta, fax al n. 06-43219301 oppure e-mail:
fcorsi@pluricom.itl
Segreteria didattica: dal lunedi al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 -
Tel. 06-43219312
PERO s.r.l. - Divisione Corsi lwww.pero.com - aiaatnca@pero. cón|
La formula abbinata dei due corsi è rivolta a coloro che non
sono in possesso dei requisiti necessari a seguire lo stage. Il
corso base di Internet dura 12 ore e segue un
PROGRAMMA VALIDO ANCHE COME PREPARAZIONE
AGLI ESAMI PER LA PATENTE EUROPEA DEL COMPUTER.
Sede dei corsi: MCmicrocomputer School - Viale Ettore Franceschini. 73 Roma (zona Colli Aniene) Collegamenti: Metro linea B
fermata Ponte Mammolo + 451 fino all'incrocio con Viale E. Franceschini - 309 o 450 fermata Viale E. Franceschini
PRATICA |http://www.pluricom.it/mcm/internet_pratic3
Le novità e le appendici
sull' MCd-rom
Tre o quattro piccoli, grandi applicativi per fare il webware, più un ospite d’onore:
la nuova rubrica dei MIDIclip, che ora si estende anche con i link verso i siti degli artisti
più amati e ne abbozza l'itinerario iniziale in offline.
A seguire - subito verificabili all’opera sul disco allegato e successivamente scaricabili
dall’archivio in linea - troverete quattro JavaScript davvero interessanti: due che sfruttano
la “coda” del mouse come striscione pubblicitario, uno per inserire sui link dei testi
di introduzione ed un altro per automatizzare la realizzazione di history page a “piè pagina”
Ultimo, ma non ultimo, il sito “Museo della Satira”, che sarà addirittura possibile navigare
offline in esclusiva su MCD-ROM!
di Bruno Rosati
Webware
Internet Neighbourhood. Prendete
Gestione Risorse, owero Windows Ex¬
plorer - il nostro abituale ambiente di
lavoro per la gestione dei file presenti
sulle varie periferiche del nostro PC - e
pensate che bello se, oltre a poter ge¬
stire tutto ciò che è fisicamente "attac¬
cato" al sistema (floppy, CD-ROM dri¬
ve, hard disk, ecc.), lo stesso potesse
anche operare in ambiente Web Per la
precisione via FTP, in modo che sia in
grado di vedere i contenuti (autorizzati,
chiaramente) delle directory di un de¬
terminato server. La gestione remota
dei file eventualmente presenti in parti¬
zione direttamente visualizzata ed effet¬
tuabile nello stesso abituale ambiente
di lavoro per tutto quello che è offline.
Tutto ciò è oggi possibile integrando
a Windows Explorer - ehi, non confon¬
detelo con Internet Explorer! - le funzio¬
ni di Internet Neighbourhood II modu¬
lo, una volta installato, mostrerà tutte le
sue funzioni e i suoi comandi, perfetta¬
mente integrati tra quelli usuali di Win¬
dows Explorer e sarà in grado di visua¬
lizzare taglio, tipi e data di tutte le car¬
telle e i file presenti nella nostra parti¬
zione remota sul server.
Facile ed immediato da utilizzare, è
assolutamente inutile presentare Inter¬
net Neighbourhood Se conoscete In¬
ternet Explorer e con questo gestite le
vostre risorse di sistema, conoscete
anche Internet Neighbourhood!
• Internet Neighbourhood (in32.zip -
1.85 Mbyte)
EZ-Pop. Avete ormai accumulato
svariati account di posta elettronica?
Non vi ci raccapezzate più, non sapete
come organizzare il
Jpub
3 si tal- I ifelfl > Iffltl j\
mfhow _
£ Desktop
M My Compule'
fi Internet Neighborltood
• gj Download
• fcknoWate
• Si Microio»
3 Si Netscape
• J bei
• _J dev
• Jetc
e aito
• Jpiii
• Si Tucxjws
ir Norton Protected Recy
_I -tJ
Contenti ol 'pub'
FTPNETSO*PECOM Sutxesstutt
Nome
Sua
TVP.I
Date
_Jcolendor
1K.
Directory
12/05/1997 2002
_lcoitabro
1K
Directory
08/22/1996 0000
_| commofwcofot
1K
Directory
02/22/1997 0358
-Icoottolk
ik
Directory
10/19/199701 37
_l iNald
1K
Directory
08/22/1996 00 00
_J Ir-ewue
1K
Directory
12/17/19971920
_| navigalo»
i r.
Deectory
03/08/1997 2317
.Jpowerpoc*
u
Duectory
08/22/1996 0000
Jiwew
1K
Directory
11/22/1997 22 33
-Jsdk
1K
Duectory
08/22/1996 00 00
_|smo*
1K
Duectory
08/22/1996 00 00
_J untupported
1K
Directory
08/22/1996 00 00
vostro Client di po¬
sta elettronica? Per
avere ordine tra gli
account. e soprat¬
tutto sapere imme¬
diatamente quanta
posta e da quale ac-
Inlernel Neighbourhood.
Prendete Windows Ex¬
plorer e pensate che bel¬
lo se. oltre a poter gestire
tutto ciò che è tisicamen¬
te " attaccato " al sistema
Ifloppy, CD-ROM drive,
hard disk, ecc.), lo stesso
potesse anche operare in
ambiente Web via FTP..
158
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
count è provenuta o sta provenendo
(se siete in linea!), è sufficiente installa¬
re un piccolo applicativo freeware co¬
me EZ-Pop, che si sobbarca generosa¬
mente tutti i controlli presso i relativi
mail-server a cui siete accreditati. Pic¬
colo, comodo e risparmioso (nel senso
delle risorse del sistema) EZ-Pop. una
volta che si è in linea, comincia un'infa¬
ticabile opera di interrogazione di tutti i
server d'account, rintraccia la posta
proveniente da ciascuno e ve ne dà av¬
viso. Nella sua ultima versione, EZ-Pop
è anche personalizzabile attraverso pro¬
prie "skin" alternative.
• EZ-Pop (ezpop.zip - 748 kbyte)
Media Wizard. Completa e potente
soluzione "all-in-one", che a partire dal¬
la riproduzione multimediale di svariati
formati audiovisivi completa la sua pro¬
posta applicativa attraverso la gestione
dei formati musicali - tracce CD lineari,
Wav, Mp3 e Windows Media Audio
(WMA) -, che è in grado di gestire sia in
fase di acquisizione (da CD, quindi ope¬
rando come un classico "ripper" oppu¬
re da file) che in fase di conversione. In
quest'ultimo caso sono operabili tutte
le conversioni incrociate tra i quattro
formati citati, con una serie di preset
dedicati.
Garantito anche il supporto allo stan¬
dard d'archiviazione CDDB delle tracce
lineari.
Dal punto di vista pratico, le prove da
noi effettuate hanno subito messo in ri¬
salto l'immediata padronanza del tool in
tutti i suoi moduli applicativi. In partico¬
lare ci è piaciuta la facilità d'acquisizio¬
ne (da CD Audio) e la rapidità in fase di
conversione. Al riguardo mettiamo sul
CD un file-campione ("L'emozione non
ha voce": 25 secondi di un brano di
Adriano Celentano) in tre differenti for¬
mati di confronto:
sample1.wav (44.1 kHz-4.28 Mbyte)
sample1.mp3 (128 kBit - 389 Kbyte)
samplel.wma (160 kBit -494 Kbyte)
Sentiteli in preview dal Media Player
e, se la cosa vi soddisfa, passate ad in¬
stallare Media Wizard per cominciare a
fare le vostre brave prove. Siamo sicuri
che l’applicativo non vi deluderà.
• Media Wizard (setup_mw.zip - 10.64
Mbyte)
MIDIclip più MIDIIink
Visto il successo riscontrato negli ul¬
timi tempi - sono gli "hits" contati sta¬
tisticamente su IPweb a confermarcelo
- abbiamo deciso di aumentare i conte-
Piccolo, comodo e risparmio¬
so (nel senso delle risorse del
sistema), EZ-Pop, una volta
che si è In linea, comincia
un'infaticabile opera d'inter¬
rogazione di tutti I server
d'account, rintraccia la posta
proveniente da ciascuno e ve
ne dà avviso sonoro.
nuti della rubrica dei MIDIclip aggiun¬
gendo quella dei MIDIIink. Ovvero, una
rubrica in cui, col pretesto dei file MIDI
(ed eventuali "karaoked" compresi!) sia
poi possibile salire verso i siti dei mag¬
giori artisti del momento e realizzare
delle piccole navigazioni offline di pre¬
sentazione al sito. In tal modo, speria¬
mo di arrivare a sfruttare al meglio le
caratteristiche d'interazione che il CD¬
ROM ci offre ed amplificare al massimo
delle possibilità quella che così diventa
una rubrica effettivamente ipertestuale.
Ricerca, selezione e prova dei file MIDI,
navigazione offline delle Home Page
delle stelle della musica. Il tutto per
ascoltare buona musica e vedere ottimi
siti.
Sperando di aver raggiunto lo scopo
vi rimettiamo il resoconto della naviga¬
zione (tutti i particolari, invece che "in
cronaca " come si usa sui giornali, ...
sul CD-ROM!).
uguale per tutte le occasio¬
ni e, per mezzo di una ge¬
stione a cornice, guiderà il
lettore alla visita offline di
alcune tra le pagine più in¬
teressanti. In più, ci sarà
sempre una pagina da noi
redatta nella quale sarà
possibile rintracciare un po' di materiale
utile (e liberamente distribuibile) che ri¬
guarda gli specifici artisti.
Nel caso di Cher, la nostra MIDIIink
ci porta subito a visualizzare l'Home Pa¬
ge originale, che è all'URL:
|http://www.cher.corrt
e, attraverso i link attivabili dalla cor¬
nice superiore, le altre pagine principali
costituite dalla serie: Famiglia, Musi¬
che, Film, Libri, Store e News.
Di click in click potrete cosi trovare la
biografia della Star, la discoteca, la fil¬
mografia (con in primo piano l'ultima
apparizione in "Un tè con Mussolini"), i
M««*o Wi/.iM
nn nn —in
UU'UU Cu
Pensando di averla avuta sufficiente-
mente carina, l'idea dei MIDIIink - che
inauguriamo con la recensione interatti¬
va del sito di Cher! - punta a presenta¬
re, per mezzo di una pagina di link e
con la visualizzazione in offline delle pa¬
gine principali dell'artista, quello che è
l'insieme dei contenuti del sito. Cosa
sarà possibile trovarvi, com’è fatto il
layout, ecc.
Da questo punto di vista MIDIIink
avrà sempre una pagina di partenza
ooooe o n o
Media Wizard: Il comodo ed essenziale remote del
tool.
libri scritti su (e da) l'artista, lo Store - il
posto dove è possibile trovare i "Web-
talk" di Cher e tutta una serie di gadget
acquistabili in linea. Quindi, la sfilza del¬
le notizie più recenti, compresa quella
relativa al compleanno dell'artista avve¬
nuto nel mese di
maggio.
L'unico nostro in¬
tervento esterno av¬
viene cliccando su
MIDIclip e visualiz¬
zando la pagina sulla
quale abbiamo po¬
sto i bottoni per
ascoltare i file MIDI
di "Believe" e
"Dov'è l'amore",
nonché il testo delle
Media Wizard: vista d'in¬
sieme sul remote, il pan¬
nello del Ripper per ac¬
quisire da CD Audio e
quindi quello del conver¬
titore. Realmente un "all-
in-one"!
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
159
parole della prima delle due canzoni.
Believe.mid e il file believe.txt sono
pronti per essere importati nell'editor
per file karaoke, WinOKE, che più avan¬
ti segnaliamo. Per inciso, "Dov'è l'amo¬
re" è un file MIDI già "karaoked", Spe¬
riamo che gradiate la novità!
Non paghi, siamo comunque voluti
andare ancora oltre e, insieme alla no¬
vità del MIDIIink, abbiamo ovviamente
continuato ad alimentare il nostro archi¬
vio di file MIDI (e non solo!), selezio¬
nando per chi apprezza questa rubrica
una lista di brani davvero niente male
Eccola!
L Home Page del silo di
Cher vista dal trame di
MIDIIink.
sito. Ciascuno de¬
gli script di seguito
descritti sono dei
riadattamenti del
codice relativo che
proviene dalla col¬
lezione di The Ja¬
vaScript Source
(http://javascript-
source.com).
1- Pooh: Alessandra
Parsifal 1* parte
Parsifal 2* parte
Innamorati sempre, innamorati mai *
Piccola Katy *
2- Artisti vari: L'emozione non ha voce (A Celentano) *
Ciao (L. Dalla)
La notte dei pensieri (M. Zarrillo)
3- MIDIclassic: Sonata "Al Chiaro di Luna" (5:15) (L. Van Beethoven)
Concerto brandeburghese n, 41 (7:32) (J S Bach)
A tutti i file MIDI che risultano mar¬
cati con l'asterisco siamo anche riusciti
ad abbinare i file .txt del testo della can¬
zone che. chi vuole, potrà cosi provare
a fondere insieme e ricavarci un bel Ml-
Dloke. Ciò può realizzarsi sia con il ge¬
neratore Karakan, presentato sul nume¬
ro scorso, che per mezzo di WinOKE,
che consigliamo su questo stesso nu¬
mero e che mettiamo subito a disposi¬
zione attraverso il CD-ROM
Non bastandoci ancora tutto ciò, infi¬
ne, abbiamo voluto probabilmente esa¬
gerare ed ecco quindi aggiungersi alla
lista due ottimi applicativi:
un generatore di file karaoke come
WinOKE (woke138.zip - 2,33 Mby¬
te): probabilmente il migliore, nonché
il più facile da
usare tra i "kar-
editor" che è
possibile rintrac¬
ciare sul merca¬
to
un sequencer
di file MIDI,
semplice ed effi¬
cace all'utilizzo
qual è MIDI
Synth Player
(msp zip - 862
Kbyte).
Scaricateli, pro¬
ba pagina della disco¬
grafia di Cher. A dispo¬
sizione campioni di qua¬
lità in formato .au e in
formato Reai Audio per
lo streaming Online.
vateli e comin¬
ciate a sincro¬
nizzare i vostri
karaoke preferi¬
ti e, già che ci
siete, a scrive¬
re notazioni
musicali diret¬
tamente.
Insomma,
questo mese,
clip & link, nella
rubrica musicale abbiamo messo pro¬
prio di tutto. Anzi, di più ,
Javatrips:
code di mouse,
testi a commento e
history-page
Come dinamicizzare il movimento
del mouse - al limite applicandovi anche
del testo informativo oppure un piccolo
"spot pubblicitario"... -, aree di com¬
mento ai link ed infine Thistory delle pa¬
gine linkabili che compongono il nostro
Elastic Bullets
Elastic Bullets, nella pratica applicati¬
va, altro non è che uno "sciame” di pal¬
line colorate che si spostano sullo
schermo seguendo i movimenti del
mouse.
Codice alla mano, è possibile rende¬
re un po’ più viva e sicuramente origi¬
nale la nostra Home Page. Lo script (da
inserire direttamente nel <BODY>) è.
in effetti, un po' articolato, anche se
può essere facilmente riadattato alle
nostre personali esigenze.
• Elastic Bullets (elastbul.zip- 2 Kbyte)
Footer Text
Uno stile spesso usato nei siti pro¬
fessionali, ma anche in quelli personali
(che ai primi si sono "ispirati") è quello
di stampare a fine pagina una riga dedi¬
cata a tutti i link delle pagine che com¬
pongono il sito. L'elenco, più o meno
lungo e simile a quello che si usa come
barra di navigazione, benché funzionale
- e quindi raccomandabile - risulta esse¬
re un'autentica disperazione per tutti i
webmaster (anche quelli improvvisati)
allorché, cambiando qualche link, ovve¬
ro cambiando oppure aggiungendosi
nuove pagine, non c'è più corrisponden¬
za tra quanto visualizzato nella barra di
navigazione (e quindi linkato) e la realtà
delle pagine effettivamente navigabili
Se uno costruisce un sito da dieci pagi¬
ne e lista l'elenco linkato delle stesse,
ogni volta che modifica oppure aggiun¬
ge il nome di una o più pagine dovrà
inevitabilmente cambiare i link dell'elen¬
co pagina per pagina. Se le pagine sono
solo dieci, anche con un semplice copia
e incolla non ci si mette neanche molto,
ma se le pagine sono di più...
L'uso dello script .|S esterno viene al¬
lora in soccorso: basta scrivere questo
magico file di testo, elencando in esso
- e solo in esso - tutti i link e il gioco è
fatto. Il resto dello script che vive su
ogni singola pagina Web andrà a cerca¬
re il file .js e prowederà ad aggiornare
automaticamente i link a fondo pagina
senza il nostro benché minimo inter-
160
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
■ fl-MJ o-^
'jrb 1 - off mal site
mouits
ItloUirs
Cher, oltre che una grande cantante, non ce lo dimentichiamo, è anche un
premio Oscarl Eccone la filmografia...
Click sulla voce MIDI clip ed eccoci sulla pagina delle "sorprese": i file MIDI di
“Believe" e "Dov’è l'amore", nonché II testo di ~Believe“ e il generatore Wi-
nOKE per costruirci da noi il file "karaoked"!
L'Home Page del Museo della Satira.
La pagina del magazzino. Qui c'é propno di tuttol
■i .r.j.t.u
vento!
Nel file js basterà descrivere l’elen¬
co dei link. Seguendone anche la sin¬
tassi, potremo ad esempio descrivere i
link principali di IPweb:
<!-- Begin
Salvato il file con un nome di riferi¬
mento - ad esempio "footer js’' - sarà
la semplicissima riga di codice Java¬
Script presente all’interno dei <BODY>
della pagina:
a cercare il file "footer.js’’ e, dopo aver¬
ne letti i link, a farli visualizzare a fondo
pagina. Semplice ed efficace.
• Footer Text (footertxt.zip - 3 Kbytel
Info
Stories
A parte
tutti colo¬
ro i quali
ci sguaz¬
zano felici
e con il
massimo
spirito
d’avventura - che bello, un link! Chissà
dove porta... il testo marcato che in¬
contriamo sulle pagine Web, pronto per
portarci (appunto) chissà dove, spesso
ci appare misterioso. Ci lascia solo capi¬
re che, quella parola sot¬
tolineata, ci può condurre
su una certa pagina ma,
di questa pagina, nulla sappiamo. Cosa
ci sarà sopra? E dopo averla caricata,
saremo delusi ed avremo perso inutil¬
mente del tempo? Perché, insomma,
appena si clicca su un link, magari in
un'area di testo dedicata, non ci viene
brevemente descritto il contenuto della
pagina che troveremo ad attenderci?
Se ciò accadesse, sapremmo anticipa¬
tamente se cliccheremo a ragione ve¬
duta o meno e, di conseguenza, po¬
tremmo risparmiarci il tempo del carica¬
mento e cercare con maggior profitto
altrove. Un sito organizzato in tal senso
offre un occhio di riguardo ai suoi av¬
ventori e si lascia decisamente apprez¬
zare.
Per ottenere ciò, poi, è sufficiente
utilizzare lo script che qui vi presentia¬
mo: Info Stories. Un codice in grado di
far visualizzare in un'area di testo dedi¬
cata la descrizione breve del contenuto
della pagina che risponde al determina-
<SCRIPT LANGUAGE= , 'JavaScript' , src=“footer.js">
«/script»
documentante! «center» I;
document.writel’l «a href="index.htm"»Home Page«/a» ');
document.writel'l «a href="webware.htm"»Software per il Web«/a» ‘);
document.writel'l «a href="clip.htm''»MIDI e Karaoke!«/a» ');
document.writel'l «a href="ipclub.htm"»Home Page Club«/a» ');
document.writel'l «a href=''ip_cd.htm"»lndice MCD-ROM«/a» ');
document.writel'l«/center»'j;
Il End -»
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
161
r — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — -i
! IPweb è cambiata! !
Adeguandola alla nuova linea produttiva di MCD-ROM, il CD di MC, e in particolare dando¬
le il passo e il tipo di contenuti della versione che d'Internet Pratica appare sul CD-ROM,
abbiamo infine modificato l'impostazione di IPweb.
Questo a tutto vantaggio di chi ci legge e che ora, dall'articolo cartaceo a quello elettroni¬
co fino alla versione telematica, troverà massima corrispondenza. In pratica, se il cartaceo
si completa immediatamente con i contenuti del CD-ROM, via via che i numeri della rivi¬
sta si succederanno, tutto il materiale che verrà mensilmente inserito sul disco troverà il
contenitore di IPweb pronto a fargli da serbatoio. Ovvero, IPweb diventa l'archivio in linea
di tutti i numeri pubblicati in cartaceo e di tutti i contenuti - programmi, JavaScript, MIDI-
clip. ecc. - che mese dopo mese i CD-ROM porteranno con sé.
Se ci si perde un numero di MCD-ROM e in particolare si ha urgenza di reperire un dato
script oppure qualche utility (da pochi Kbyte) o i MIDIclip presentati, basterà salire sul sito
e quanto non si è fatto in tempo ad acquistare in edicola sarà disponibile in linea. Ovvia¬
mente c’è una evidente eccezione: nel catalogo online di IPweb non appaiono gli applicati¬
vi Mentre sarà possibile trovare le utility e in genere quei programmi che hanno un taglio
contenuto entro 1-2 Mbyte, dei programmi applicativi - tool e authoring in genere - che ec¬
cedono tali dimensioni non faremo serbatoio Metteremo solamente il link verso il sito
della software-house e comunque, fin d’ora, vi consigliamo di fare richiesta presso i nostri
uffici dell'arretrato del CD-ROM specifico CD-ROM dei cui contenuti terremo mese per
mese un sommano dettaglio del contenuto generale sulla pagina principale di MCweb e
del particolare di Internet Pratica sulla Home Page di IPweb
Chi nel frattempo ha navigato verso IPweb già dal mese di maggio, avrà senz'altro notato
che la struttura della nostra rubrica telematica è già cambiata. Chi si domandava il perché
di questo nuovo cambiamento (non solo estetico, ma anche strutturale) ha ora la risposta:
con un mese di anticipo, IPweb aspettava la pubblicazione del CD-ROM di giugno.
Dal mese scorso, ovvero dal primo CD allegato a MC, IPweb è già al passo con la rivista e
la sua struttura ora riprende quella della rubrica presente sul CD.
L'Home Page a sua volta - rinnovata anch'essa - fa ora lo "strillo" del mese, elenca a
scendere i contenuti e i link dei numeri precedenti ed infine... non dimentica quanto di
buono avevamo messo in linea nelle precedenti edizioni (e che i 5mila visitatori mensili
sembravano proprio gradire...). Non lasciamo, bensì raddoppiamo!
Da una tabella dedicata è ora possibile portarsi sui vecchi archivi di JavaScript, dei MIDI-
clip e del software per il Web che, dal giugno '99 fino ad aprile 2000, avevamo mensil¬
mente messo in linea
E non buttiamo via - ci mancherebbe! - neanche le pagine delle Home Page personali. IP-
club, difatti, vive ancora. Per visitare l'elenco dei soci basta fare click sul bottone omoni¬
mo che appare nella tabella in alto a destra sulla Home Page.
Chiara o non chiara che sia questa esposizione, il nostro invito è comunque quello di salire
su IPweb e vedere con i vostri occhi, (br)
Mouse Banner è un semplice script
per mezzo del quale è possibile "lega¬
re" in coda alla freccia del mouse un
messaggio d'avviso. Questo, sinuoso
come un serpente, seguirà ogni movi¬
mento della freccia portandole appres¬
so qualsiasi frase (o spot...) che noi
vorremmo. Chi sale sulla pagina non
potrà che leggere e, forse, apprezzare.
Non nascondiamo che, con un pizzi¬
co di civetteria, dopo averlo provato,
l'abbiamo implementato sulle pagine di
IPweb adeguandone il testo alla specifi¬
cità dei contenuti delle singole pagine:
Internet Pratica On The Web!
• Mouse Banner (mouseban.zip - 3 Kbyte)
IPclub: il Museo della Satira in of-
fline!
Poche parole, tante immagini - quel¬
le che chiudono la galleria a corredo di
questo articolo - e il piacere di navigare,
tra battute e vignette, in offline all’inter¬
no di un originalissimo museo. Un mu¬
seo fatto non di statue, cimeli ed altre
anticaglie, bensì di satira. Satira allo sta¬
to puro che un gruppo di entusiasti ha
via via intercettato da riviste, giornali,
strisce di varia natura, gag audio-televi¬
sive, ecc., andando a catalogarle e ri¬
partirle per stanze virtuali.
A parte l'invito di navigare subito l'of-
fline, due e tre cose da segnalare al ri¬
guardo di alcune pagine o stanze parti¬
colari vale la pena di dirle. In particola¬
re, per quanto riguarda esclusivamente
la versione in linea (cliccando sui rispet¬
tivi link di quella offline ci si connette e
le pagine in linea vengono raggiunte au¬
tomaticamente) il Museo della Satira
mette a disposizione "schede critiche e
tante vignette satiriche, riferite alle pas¬
sate edizioni del festival" che, come
appena accennato, possono essere
sfogliate nel museo virtuale online.
Uno slideshow da non perdere -
questo nella versione offline - è quello
dei Javatoons. Lo potrete raggiungere
partendo dal link omonimo che è posi¬
zionato sulla pagina di presentazione di
"Un museo per ridere". La sfilata che
vedrete sarà prettamente politica.
• Il Museo della Satira è navigabile in of¬
fline su MCD-ROM
ras
Museo della Satira: un
museo per ridere, un
museo virtuale. Una
collezione di Javatoons
a stondo politico.
Museo della Satira: un
museo per ridere, un
museo virtuale.
to link sul quale s'è cliccato. A disposi¬
zione, se la descrizione ci ha soddisfat¬
to, ci sarà un bel bottone di conferma
che preleva l'URL dal descrittore e ci
porta finalmente sul sito prescelto.
• Footer Text (infostory.zip- 3 Kbyte)
Mouse Banner
162
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
Il concorso
europeo per i migliori
prodotti ed applicazioni
I contenuti multimedia di alta qualità che aggiungono un valore
supplementario per gli utilizzatori sono la chiave per la società
d’informazione - per i produttori e per i consumenti.
Seguendo il successo straordinario di EuroPrix 98 e 99, il
concorso di quest'anno è stato esteso e offre ancora più
vantaggi ai partecipanti!
Per partecipare, informatevi sul concorso e le sue categorie, il
premio speciale per studenti e su altri dettagli presso
www.europrix.orcj
L'EuroPrix MultiMediaArt invita partecipanti dei paesi
dell’Unione Europea, dell’Associazione Europea di Libero
Scambio, dei paesi applicanti dell’Europa centrale e dell’Est e
anche di Cipro, Malta e della Turchia.
Termine ultimo di submissioni è il 30 giugno 2000.
Organised by
Info: EuroPrix Secretariat c/o Techno-Z F&E
Jakob-Haringer-Str.5/lll
A-5020 Salzburg
T +43.662.2288-500
F +43.662.2288-505
<secretariat@europrix.org>
Una visita alla Inktomi
Cosa prova un pellegrino quando entra, per la prima volta, in S. Pietro? E il meccanico
sotto casa invitato nei box della Ferrari? E un oscuro redattore di una rivista di
informatica invitato nel camerino di Naomi? Non ci è dato di saperlo, specie
nell’ultimo caso! Ma ci è possibile certo immaginarlo! Più o meno come, per un
navigatore incallito, visitare il sito della madre di tutti i motori di ricerca!
di Raffaello De Masi
Inktomi, un nome che incute, agli
addetti ai lavori, soggezione al solo no¬
minarlo. Eppure, a darci un’occhiata, al¬
la home page di tutte le home page,
non ci si accorge neppure di quale suo¬
lo si sta calpestando.
Ad entrare in S. Pietro ci si trova
nell'anticamera di Dio, ad essere am¬
messo nei box del Cavallino si può da¬
re un'occhiata a quello che, forse, la
tecnologia renderà disponibile sulla no¬
stra auto tra vent'anni, ad entrare nel
camerino di Naomi si tocca ... beh, la¬
sciamo perdere! A battere http://www.
inktomi.com ci si ritrova in una pagmet-
ta home semplice semplice che, a ben
vedere , passerebbe più o meno inos¬
servata , non più né meno dell'altro mi¬
liardo e più di pagine presenti su
WWW. Eppure siamo approdati alla più
avanzata frontiera della tecnologia del
WWW, un tempio in cui viene di cam¬
minare in punta di piedi, data la fama
del nome intravisto qua e là di sfuggita
nelle pagine dei più prestigiosi motori
di ricerca. "Powered by Inktomi" , giu¬
sto un righino in corsivo a fondo pagi¬
na, ma è come la sigla seminascosta di
Mercedes sulle MacLaren, né più né
meno!
Un motore per tutti!
Inktomi, anzi per essere precisi, Ink-
tomi Corporate, fu fondata, nel feb¬
braio 1996, da due ricercatori dell'Uni¬
versità della California, Eric Brewer e
Paul Gauthier. Basandosi sui risultati di
un progetto finanziato con fondi fede¬
rali, questi due esperti svilupparono un
iniziale progetto destinato a sviluppare
potenza di calcolo superiore a prezzi
molto ridotti. La prima applicazione ba¬
sata su questo principio fu un prototi¬
po di motore di ricerca, costruito su un
algoritmo del tutto originale, e diverso
dai classici motori di database. Fu que¬
sto Il nucleo su cui poi si sviluppò Ink-
tomi. In quattro anni, anche grazie
all'apporto del CEO David Petersch-
midt, Inktomi è divenuto il punto di ri¬
ferimento mondiale dei motori di ricer¬
ca, e offre un ampio ventaglio di servizi
e di prodotti per il network, tra cui
l'Inktomi Search Engine, l'Inktomi Di¬
rectory Engine, l'Inktomi Shopping En¬
gine, l'Inktomi Traffic Server, e l'Inkto¬
mi Content Delivery Suite.
Ognuna di queste sezioni non è indi¬
pendente, nello sviluppo progettuale e
nella gestione dei servizi, dalle altre.
Cosi tutta l'area della Core Technology
(basata suH'Inktomi Couplet Cluster ar-
chitecture) permette a workstation
multiple di collaborare, attraverso con¬
nessioni ad alta velocità, per funziona¬
re come un unico potente computer.
Questo principio della scalabilità per¬
mette di aggiungere continuamente al
nocciolo di calcolo centrale altre risor¬
se, accrescendo senza limiti di potenza
e di tempo, l'efficacia e la velocità del
sistema stesso.
Il concetto di scalabilità è pienamen¬
te applicato nel prodotto sicuramente
più famoso del gruppo, l'Inktomi Sear¬
ch Engine, che rappresenta oggi lo sta¬
to dell'arte della tecnologia dedicata a
motori e portali. Le caratteristiche at¬
tuali del sistema consentono di soppor¬
tare, per ogni stazione di gestione, ol¬
tre 40 milioni di richieste di ricerca al
giorno (con più di 120 milioni di pagine
raggiunte). A questo tool di base, vero
cavallo da tiro del sistema, si sovrappo¬
ne il Directory Engine, destinato a crea¬
re directory logiche del contenuto del
Web (l'esempio più splendidamente
realizzato è certamente Yahoo!),
Con algoritmi che sfiorano l'incredi¬
bile, questo motore usa tecniche avan¬
zate, finora destinate ai supercompu-
ter, per simulare classifiche concettuali
umane, permettendo di ottenere distri¬
buzioni logiche di informazioni potente-
mente sfrondate da materiale mutile o
ridondante. Ancora più interessante e
avveniristico è lo Shopping Engine, che
utilizza ancora queste tecniche "intelli¬
genti" per analizzare tutte le compo¬
nenti di un processo che determina un
acquisto, e permette, confrontando i ri¬
sultati ricavati dalle tecnologie prece¬
dentemente descritte, di offrire il ven¬
taglio migliore di proposte per l'acqui¬
sto finale.
Una grossa sezione dell'ambiente di
sviluppo è destinata ai servizi di
network. Questi, basati su una robusta
piattaforma di network - l'Inktomi Traf¬
fic Server - , affronta e risolve le pro¬
blematiche sempre più urgenti e one¬
rose legate alle esigenze di gestione
164
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
dei Service provider e delle imprese,
prodotto accresce la banda efficace di
comunicazione eliminando il traffico
inutile o ridondante, aumenta l'effica¬
cia del servizio, e rende un servigio pa¬
rimenti gradito al fornitore e all’utente
finale, riducendo i tempi di utilizzo del-
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
165
Mm&L
166
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
le tecnologie, e mettendo più effica¬
cemente l'end-user di fronte al risulta¬
to cercato.
Conclusioni.
Con un portafoglio di clienti di gran
prestigio (indipendentemente dai mo¬
tori di ricerca, Inktomi annovera nomi
come Sun, AmericaOnLine, Compaq,
Intel, Microsoft, NBC, British Telecom,
Silicon Graphics, giusto per citare qual¬
cuno) Inktomi Ine. non ha praticamente
rivali nel campo delle risorse di ricerca
in rete.
Presente in quasi tutte le nazioni
con filiali dirette o con rivenditori quali¬
ficati, si è orientato recentemente ver¬
so la ricerca pura, raggruppando in uno
staff selezionato elementi provenienti
da diverse nazioni e predisponendo
piani pluriennali di sviluppo di grande
respiro. Il tutto nascosto dietro una pic¬
cola riga alla base della pagina home
del nostro motore di ricerca.
«e
Curiosità di bottega
Un motore di ricerca ne ha di cose da raccontare! Partendo da uno
spunto presente nella pagina ci siamo messi alla ricerca, e abbiamo
trovato le curiosità e i record che, anche nel Web, sono stati rag¬
giunti. Leggiamoli come curiosità, appunto; non sono altro!
Numero di documenti indicizzati nel database di Inktomi:
oltre 1 . 200 . 000.000
Numero dei server mondiali (al 30/5/2000) 6.409.521
Numero dei mirrar presenti nei server 1.457.946
Numero dei siti (server - mirrar) 4.951.247
Numero dei siti stabili (dopo dieci giorni) 4.217.324
Numero dei siti instabili (dopo dieci giorni) 733.923
Distribuzione dei tipi di server:
Apache 60,33%
Microsoft-IIS 25,26%
Netscape-Enterprise 3,78%
RapidSite 2,07%
Lotus Domino 1,47%
thttpd 1,37%
WebSite Pro 1,21%
altri server come WebStark, Zeus, StrongHold, NCSA, CnG, BE-
STWWWD, Coincentric, RoxenChallenger, RedHat, mod_perl e Ti-
gershark, sono presenti con percentuali inferiori all'1.
Distribuzione dei suffissi di dominio:
,com 54,68%
net 7,82%
.edu 6,69%
.org 4,35%
.gov 1.15%
.mil 0,17%
le altre percentuali sono distribuite in base ai suffissi regionali.
La pagina più diffusa, dopo default.html, default.htm, mdex.htm, in¬
dex.html, home.html, home.htm e default.asp è: contact.html
Il più lungo nome di dominio al mondo è:
Iwww tax taxadvicfì.taxatinn ira taxsfirvicfisltaxreptesentation.tax-
pavhelp.mternalrevenueservice.audit.taxes.com
Il sito più semplice da ricordare è. probabilmente
pitp:;<www.apc.corn , sito ufficiale di ABC Television.
Il sistema operativo più utilizzato su server Internet è Linux, segui¬
to da Windows NT e Solaris
Il browser più diffuso è Explorer (nelle versioni 4 e 5). seguito da
Netscape e Lynx. tnttp://www.nzo.cubenet.ae/ioscount/i
Linux è il S.O. che supporta il maggior numero di sistemi ; il brow¬
ser grafico che supporta il maggior numero di sistemi operativi è
Netscape tnttpv/www.statmarxet.com/l
Il linguaggio più diffuso in Internet è l'inglese (57%) seguito dal
giapponese (8%), dallo spagnolo (6,5%), dal cinese e dal francese
(5%)
L'80% della tecnologia di base di Internet è costruita da Cisco.
Il dominio Web più visitato è Yahoo! con 42 milioni di accessi
mensili, seguito da AOL e MSN (31 milioni ciascuno) (www.rele-
vantknowledge.com / iwww.meOiametrix.conl )
La pagina Web più grande si trova (ammesso di avere la pazienza
di scaricarla) a iwww.recoranoiaers org/de/iaengste/| essa e lunga
563.62 km, e tu realizzata da Ralph Laue della Mitsubishi Electric
per il Cebit del 1999. Il record precedente spettava a Overnet, che
ospitava una pagina di 220 km.
Il maggior numero di link a una pagina Web è relativo alla Microsoft
La persona più nominata sulle pagine di WWW è il presidente Bill
Clinton
Il motore di ricerca più ricco è HotBot, che "conosce" circa il 16%
del Web. Il motore/directory più usato è Yahoo!, seguito da AltaVi¬
sta ed Excite. (.|www.wwwmetnc;;.c;pm]
La parala più usata nei semi di ricerca è "sex" (http://www.eye-
scam.com/yahootop200. html) seguita da "chat". Il nome più ricer¬
cato è "Pamela Anderson", la città è "Las Vegas" e la band "Me¬
tallica".
Il file video MPEG più lungo è un filmato commerciale della Televi-
sion Associates
Hhttp://www. netvideo.com/netvideo/whatsnew. html] che dura la
bellezza di 28,17 minuti e "pesa" più di 1600 MB
La Web-cam storica di WWW la travate a http://cl.cam.ac.uk/cof-
fee/coffee.html
Il più grande Internet Provider è AOL, con oltre venti milioni di
utenti; il più grande CyberCafé, Easy-Everything , lo si trova a Lon¬
dra. La più grande mailing list è eGroup. con tredici milioni di sotto¬
scrittori e 600.000 liste, mentre il più grande fornitore di posta
Web-based è Hotmail
Il record di maratona in Internet spetta a Claude Messier, in Cana¬
da, che rimase in "mare" per 103,6 ore; maggiori dettagli presso
|nttp://tiger8.com/lnternet 1 hon97/Menuf-r.html| Il record di Chat
spetta a Chris Donnei. con 61,50 ore
|inttp://www. recoranoiaers.org/en/list/chat.ntmll ci si può iscrivere
per la prossima gara)
I più fedeli nell'e-mail? Certamente Boris Kester (Olanda) e la sua
ragazza Daniela in Svezia, che in un anno si scambiarono 6447
messaggi.
La più grande frode basata su carte di credito operata su Internet
fu messa a punto nel 1998, colpì circa 90.000 vittime e fruttò oltre
cinquanta milioni di dollari (http://www.labmed.umn.edu/~john/cc-
fraud.html) .
II più giovane sviluppatore professionista di pagine Web è Jeffer¬
son Sooknarine Jr. (età 10 anni); il suo sito è http://www.pchop-
per.com.
E infine, il più costoso dominio di primo livello appartiene alle isole
Tuvalu, che hanno la fortuna di avere come suffisso .tv. I diritti so¬
no stati venduti alla Dot TV Corporation, inttp://www. internet. tv7l
una compagnia di marketing canadese che ha acquistato il nome
mito. //www.tv q ne avrà pieno diritto per il prossimo decennio a
fronte di un pagamento annuale di 300.000 $. Neanche tanto, se si
pensa che il dominio lhttp://www.Dusiness. corri è stato venduto
per 7.5 milioni di dollari nel 1999.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
167
AVVISI Al NAVIGANTI
Pinocchio
Come andò che maestro Ciliegia, falegname, trovò un pezzo di legno, che piangeva e
rideva come un bambino.
La favola di tutti i bambini del mondo rivive su WWW in forma di curiosità, antiche
illustrazioni e un testo da leggere sullo schermo, visto che i libri sono divenuti, per i nostri
figli, oggetti da preistoria!
di Raffaello De Masi
C'era una volta...
- Un re! - diranno subito i miei
piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato.
C'era una volta un pezzo di le¬
gno.
Non era un legno di lusso, ma
un semplice pezzo da catasta, di
quelli che d'inverno si mettono
nelle stufe e nei caminetti per ac¬
cendere il fuoco e per riscaldare
le stanze.
Cosi comincia la favola incan¬
tata di Pinocchio, quella storia sempiterna
che ha accompagnato tante generazioni e, ci
auguriamo, tante ne accompagnerà. MC è
andato a scavare in WWW per scoprire cu¬
riosità, aneddoti e miti relativi a questo gran¬
de mito della nostra infanzia.
Un grande libro di un
piccolo scrittore.
Carlo Lorenzini, eroe del nostro risor¬
gimento, nacque a Firenze il 24 novem¬
bre del 1826, da modestissima fami¬
glia. Frequentò, come seminarista,
le scuole medie e superiori, e ini¬
ziò la sua carriera di scrittore col-
laborando con un giornale fio- —
rentino thttp://www crs4| #•*'
it/~riccardo/Letteratura/Pinoc-
chio/bionot.html#1 ) . Allo
scoppiare della prima guerra
d'indipendenza, si arruolò vo¬
lontario e partecipò alla battaglia
di Montanara. Nel frattempo fondava
un periodico di satira politica, "Il Lam¬
pione", che ebbe effimera fortuna, vi¬
sto che fu soppresso dopo la restaura¬
zione austriaca. Merito e onore di Col¬
lodi, come fu chiamato dal comune di
nascita della madre, Angela Orzali (lo
pseudonimo viene usato per la prima
volta solo nel 1856 e, probabilmente, è
stato dettato, oltre che per l'affetto, dai
ricordi d'infanzia, per aver a lungo sog¬
giornato lì durante l'estate ), fu quello di
essere stato comunque un ardente
amante della patria, visto che non ebbe
alcuna difficoltà a partecipare anche alla
seconda guerra d'indipendenza. E fu
presente alla stipula della pace di Villa¬
franca.
La sua attività di
scrittore non brilla,
per qualità, fino a
cinquant'anni circa. Fino
a quel momento,
Collodi, pur ferti¬
le nella quantità,
si era limitato a
scritti per giornali
dell’epoca, in forma e qualità del tutto
mediocre. Interessante la sua collabora¬
zione con la rivista "L’Italia musicale",
unico periodico del tempo ri¬
guardante l'argomento II li¬
bro più famoso, si fa per di¬
re, di tanta produzione fu
"Vita militare", un polpetto¬
ne retorico sulla nobiltà del
servire la patria, che poi fu
riportato sugli scudi dalla
cultura del ventennio fasci¬
sta.. Nel 1975 curò la tradu¬
zione di alcuni libri di fiabe di
Perrault per un editore fio¬
rentino e di qui nacque la
sua passione per la lettera¬
tura infantile II risultato fu
una fortunata sene di libri (Giannettino,
1876, Minuzzolo, 1878, e poi L'Italia di
Giannettino, la Geografia di Giannetti-
no, la Grammatica
di Giannettino,
L'Abaco di Giannet¬
tino, e cosi via, libri
che fortemente im¬
pregnati di retorica,
mostrano ingenua¬
mente fini pedago¬
gici mascherati sot¬
to forma di libri di
Per saperne di più:
http V/www.mediatel it/i| berliber/bibliote-
ca/biografie/collodi/fotografia.html
httpV/www.mailbasèTail uk/lists/italian-
studies/1998-11/0036.html
http://www.gritte.com/proiects/worldlit/itil
ly/collodi.html _
http//www. pinocchio. it/parco 2 htn|
http://search7.Virgilio it/cgi/go pl?http;//me
mbers.tnpod.com/- DonAlfredo/index htm
168
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
rosa") , che erano
una rivisitazione cri¬
tica e satirica di Pi¬
nocchio. Altrettanto
singolare è la vicen¬
da (http://www.pi-
nocchio.it/homeit.
htm) per cui la ver¬
sione originale del
romanzo terminava
al capitolo 16° , con
Pinocchio appeso
penzolante e mori¬
bondo alla quercia.
Una specie di som¬
mossa popolare co¬
strinse Collodi a ri¬
mettere mano alla
narrazione, con la
conclusione a noi
nota.Altrettanto
particolari sono le
notizie sui plagi; il
più clamoroso fu,
tra tutti, quello legato alla pubblicazio¬
ne, in Germania , nel 1905,di un volu¬
me, a nome di Otto Julius Wierbaum,
intitolato "Zapfelkerns Abenteuer, Av¬
venture di un nocciolo di pigna / un pi¬
nolo" Pinocchio fu pure adottato dal ci¬
nema e sarà preso come soggetto da
uno dei pionieri della "lampada magi¬
ca", il conte Giulio Ce¬
sare Antamoro, che,
nel 1911 realizzò un
film di una trentina di
minuti, colorato a ma¬
no, e recentemente re¬
staurato.
Scrittore dalla vena
inesauribile, Collodi
scrisse altri libri, suc¬
cessivamente: "Occhi
e nasi", "Storie alle¬
gre", "Note gaie" e "Divagazioni criti¬
co-umoristiche”. Mori, nel 1990, a Fi¬
renze (dove aveva sempre vissuto), im¬
provvisamente, mentre preparava la
trama di un altro romanzo.
La sua tomba è . ancora oggi, nel ci¬
mitero monumentale di S. Miniato al
Monte. Le sue carte furono in gran par¬
te donate dalla famiglia alla Biblioteca
Nazionale Centrale di Firenze, dove tut¬
tora si trovano.
La storia
di un illustratore
Due parole prima di chiudere, nomi¬
nando Enrico Mozzanti, illustratore della
prima edizione del volume di Pinocchio.
Nacque a Firenze il 5 aprile del 1850 :
ingegnere, visse sempre lavorando co¬
me illustratore di opere scientifiche e
letterarie. Fu illustratore di Le Monnier,
Paravia, Hoepli e Bemporad. «ts
avventura).
Nel 1879 Collodi metteva mano alla
storia di un burattino. Il libro, che dove¬
va essere inizialmente un racconto, e
che subito dopo fu riscritto compieta-
mente in forma di romanzo, fu pubbli¬
cato a puntate, a partire dal 7 luglio
dell'81, sul "Giornale dei bambini" di
Ferdinando Martini, con
il titolo "Storia di un bu¬
rattino". Le puntate furo¬
no poi raccolte e stam¬
pate, usando i formati
originali, dall’editore Feli¬
ce Paggi di Firenze, che
ne affidò l’illustrazione a
Enrico Mazzanti. Da quel
momento Pinocchio en¬
tra nella storia italiana e
di quella dei capolavori
della letteratura mondia¬
le per ragazzi (e non so¬
lo).
Curiosa e poco nota è
la notizia che Collodi
pubblicò poi un’altra se¬
rie di racconti ("Pipì",
"Lo scimmiottino color
Chi desidera notizie, o pensa di visitare
Collodi, può rivolgersi alla Fondazione
Nazionale Carlo Collodi, http://www.pi-
nocchio.it/fondazione.htm, pinocchio@pi-
nocchio.it, Ente Morale riconosciuto dal¬
lo Stato con D.P.R. n. 1313/1962 e inseri¬
to nella Tabella ufficiale delle Istituzioni
Culturali di rilevante interesse nazionale
del Ministero dei Beni Culturali prevista
dalla Legge 2 aprile 1980. n. 123 e pubbli¬
cata nella Gazzetta Ufficiale n. 239 del 12
ottobre 1990, per il triennio 1 990/1 992 e
nella G. U. n. 133/1993 per il triennio
1993/1995.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
169
Corso alternativo di programmazione
A proposito di date,
del millennium bug,
dei calendari
In questo secondo articolo dedicato a temi “alternativi di programmazione" parleremo di date,
da sempre considerate elementi da trattare con le “molle” da tutti i programmatori,
sempre pronte a tirar loro qualche “colpo basso”, ultimo della serie il famigerato “millennium
bug”, che fortunatamente non ha causato i disastri temuti, ma che ha costretto le aziende
a notevoli investimenti che hanno in gran parte contribuito ad arricchire numerosi consulenti.
di Francesco Petroni
Cosa è una data
La data può essere considerata un
modo convenzionale per indicare un
giorno.
Una data, secondo il nostro calenda¬
rio, è composta da un numero che rap¬
presenta l'anno, da un numero che rap¬
presenta il mese (ed i mesi sono sem¬
pre 12), da un numero che rappresenta
il giorno (ed i giorni nel mese possono
essere 31, 30, 28 oppure 29).
Ogni sette giorni costituiscono una
settimana, entità che quindi non è un
sottomultiplo né del mese né dell'anno.
Un calendario rappresenta una sequen¬
za di giorni variamente organizzati, per
giorno, per settimana, per mese e per
anno.
Poi esistono altri concetti legati alle
date, ieri, oggi e domani, ad esempio,
che possono essere anche questi mani¬
polati in un programma.
La data dal punto di
vista del programmatore
Insomma, ma perché per i program¬
matori le date sono difficili da maneg¬
giare?
• Innanzi tutto perché per rappresen¬
tarle si usano caratteri numerici oppure
letterali, oppure un misto tra i due e
quindi facilmente equivocabili: es.
12052001
12/5/2001
12MAG01
5/12/2001
2001/5/12
sabato 12 maggio 2001
Inoltre per affermare che queste sei ri¬
ghe rappresentino una data e che la da¬
ta sia la medesima, ci servono assoluta-
mente altre informazioni, ad esempio
quella che indichi la modalità di rappre¬
sentazione utilizzata.
• La data è un concetto relativo nel
senso che necessita di un punto di rife¬
rimento. L'età di una persona altro non
è che la differenza tra due date, i dino¬
sauri sono vissuti 50.000.000 milioni di
anni fa, le nozze d'oro corrispondono
all'età di un matrimonio, scoccano 50
anni dopo il matrimonio, ecc.
• Esiste una data di "partenza" con¬
venzionale per il nostro calendario che
è la nascita di Cristo. E' talmente im¬
portante che anche le date precedenti
alla nascita di Cristo fanno riferimento a
tale data convenzionale.
• Nel trattare le date spesso ci imbat¬
tiamo in espressioni non immediata¬
mente traducibili in codice. Eccone al¬
cuni esempi.
La frase "ci vediamo tra tre mesi"
non può essere tradotta in un numero
fisso di giorni (possono essere 92, 91,
90 oppure 89), né di settimane, in
quanto dipende dal giorno in cui viene
170
MCmicrocomputer n. 208- luglio/agosto 2000
3' III I II
Venerdì 24 e Sabelo 25, « ll.Jl-flU
al TEATRO BRANCACCIO
jm Hendrix
Experience
PREZZI
*<»••• Il
Mr.r- ‘ 22 I rtr."*- ìs
Figura 1 - In che anno Jlmì Hendrix ha suonato a
Roma? Questo é un "volantino ", a dir poco rudi¬
mentale, ma che conservo gelosamente, del con¬
certo tenuto a Roma da Jlmi Hendrix al quale ho
assistito. Sul volantino, di cui vedete solo la parte
superiore, manca l'indicazione non solo dell'anno,
che doveva essere II 1968 o II 1969 (Hendrix è
morto nel 1970, il 18 settembre), ma anche del
mese. Chi lo guarda, ad esempio i miei figli, che
sono nati negli anni ' 80 , non ne ricavano nessuna
indicazione e quindi nessuna sensazione tempora¬
le. In questo artìcolo parliamo di date. Non preoc¬
cupatevi, non ne parliamo in termini filosofici - il
passare del tempo, il loro rapporto con I ricordi,
ecc. -, ma in termini tecnici, da rudi programma-
tori quali siamo e quali vogliamo essere.
pronunciata.
Alcuni calcoli finanziari utilizzano dei
mesi "ideali" di 30 giorni, per cui il 28
febbraio capita tre giorni prima del gior¬
no successivo, mentre il 31 di ogni me¬
se è del tutto equivalente al giorno pre¬
cedente.
In certe procedure è necessario cal¬
colare il primo giorno feriale del mese.
Nelle banche si usa il concetto di da¬
ta valuta, che indica quanti giorni dopo
un versamento la somma versata è
realmente disponibile.
Alcune feste non capitano gli stessi
giorni di ogni anno: la Pasqua e il Natale
si comportano diversamente. Pasqua
cambia di anno in anno ma capita sem¬
pre di Domenica, Natale... penso che lo
sappiate.
Nella gestione del personale l'anzia¬
nità, e quindi il diritto ad andare in pen¬
sione, si misura in anni, mesi e giorni.
Es. 20 anni, 6 mesi e 1 giorno.
I giorni lavorativi di un mese non so¬
no sempre gli stessi. Ad esempio un
mese può avere 21 giorni lavorativi e lo
stesso mese dell'anno successivo 2
giorni in più. Se ipotizziamo una produ¬
zione giornaliera fissa, la produzione
mensile invece è del 9,5% superiore. Il
dato mensile diventa non significativo,
anzi palesemente errato.
Un uomo nato il 28 agosto 1945, il
31 maggio 2001 ha compiuto 54 anni, 9
mesi e 2 giorni, ma anche 2857 setti¬
mane, oppure 20.000 giorni. Non esiste
il compigiorno, né il "buon non com¬
pleanno" di Alice nel Paese delle Mera¬
viglie...
Dopo questa serie di amenità, eccovi
alcune premesse importanti prima degli
esercizi.
Come Windows
vede le date
Sotto sotto il calendario di Windows
è fatto di giorni, conseguentemente
una data corrisponde ad un semplice
numero intero. Se anche noi ragionassi¬
mo solo con i giorni, tutti i calcoli con le
date sarebbero molto più semplici; inol¬
tre, poiché tutti i calcoli tra le date sono
calcoli "relativi", basta anche in questo
caso stabilire un giorno convenzionale
per la "partenza" della numerazione, ad
esempio, come fa Window, il primo
gennaio 1900, che è quindi il giorno nu¬
mero 1.
Tutti i prodotti per Windows, comun¬
que, dispongono di strumenti per "tra¬
durre" questo numero nella data, così
come la vediamo noi umani. Tali stru¬
menti sono le funzioni ed i formati di vi¬
sualizzazione. E‘ importante non
confondere gli uni con le altre.
Aprite un foglio Excel e scrivete il nu¬
mero 37000. Nel calendario di Win¬
dows questo numero corrisponde a
Figura 2 • Spenmentazìoni
sulle date con il foglio di
MS Excel.
In questo articolo parliamo
quindi di date, intese sia
come “tipo di dato", da
non confondere né con le
stringhe né con i numeri,
sia come elemento da ma¬
neggiare. con la dovuta
cura, nelle varie applicazio¬
ni. Il primo esercizio che vi
proponiamo ha come fina¬
lità una prima tamihanzza-
zione con il concetto di
data, con i suoi formati di
visualizzazione, con le fun¬
zioni che manipolano le
date e con le operazioni
“aritmetiche" che le pos¬
sono riguardare. Per il no¬
stro primo esercizio utiliz¬
ziamo Il loglio di Excel, che
contiene tutto il necessano
per iniziare.
Figura 3 - Macro di MS
Excel per creare dei ca¬
lendari - Primo esempio
e codice.
Usiamo ancora Excel per
imparare a maneggiare,
anche da un programma,
le date. Excel dispone sìa
di funzioni usabili diretta¬
mente sul foglio, che ab¬
biamo in parte visto
nell'esempio precedente,
sia di funzioni VBA (Vi¬
sual Basic for Applica¬
tion), usabili all'interno
delle macro. Ecco due
programmi che creano,
su 12 colonne di un fo¬
glio. un calendario. Nel
primo caso eseguiamo
un semplice ciclo (istru¬
zione For Next) numerico
tra due date, sfruttando
l'affermazione, meglio
approfondita nel testo,
che "per Windows una
data equivale ad un numero". Nota una data, ne sono noti sia il relativo mese (che corrisponde alla colon¬
na) che il relativo giorno (che corrisponde alla riga) e quindi la stessa è facilmente posizionabile sul foglio.
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
171
giovedì 19 aprile 2001. Per controllarlo
basta formattare la cella con un forma¬
to data. Possiamo provare a controllare
il contrario. Scriviamo la data digitando¬
la secondo uno dei formati riconosciuti
come data, ad esempio 19/04/2001, op¬
pure 19-apr-2001, e poi formattiamola
come numero generico. Rivedremo il
numero 37000.
La stessa data può essere vista in
tanti formati differenti, ma rimane sem¬
pre una data, la stessa data, e il conte¬
nuto della cella rimane sempre di tipo
data. Insomma il formato di una cella è
solo un fatto "estetico" che non ne al¬
tera il valore reale.
Le funzioni invece producono gene¬
ralmente una modifica del tipo di dato.
Ad esempio:
MM = Month(DD)
MN = MonthName(NN)
YY = Year(DD)
GG = Day(DD)
GG = WeekDay(DD)
FF = Format(DD,"gggg gg mmmm aaaa")
DD = Dateserial(YY.MM.DD)
Tre precisazioni.
La prima è che in Excel ci sono due
famiglie di funzioni, purtroppo simili ma
non identiche: quelle usabili sul foglio e
quelle usabili in un programma VBA. Al¬
cune sono in comune, altre sono pre¬
senti nel foglio e non in VBA e vicever¬
sa. Altre sono differenti come sintassi,
ma svolgono lo stesso lavoro.
Ad esempio la DateSerial vale in
VBA, mentre sul foglio lo stesso servi¬
zio è svolto dalla funzione Date
La seconda precisazione riguarda il
fatto che il patrimonio di funzioni in ge¬
nerale evolve da versione a versione
del prodotto.
Quelle citate ed utilizzate nell’articolo
sono abbastanza standard, ad esempio
nei prodotti Office 97, e sono presenti
da tantissime versioni. In MS Office
2000, nel suo VBA, ed in MS Visual Ba¬
sic 6.0 ce ne sono di nuove. Citiamo -
anche se, come detto, non ne mostria¬
mo esempi - MonthName. dal signifi¬
cato ovvio, e DateDiff (alla quale va
passato un parametro che indica quale
unità visualizzare, tra anni, mesi, setti¬
mane, giorni, ecc.)
La terza precisazione riguarda il fatto
che un programmatore tende a risolve¬
re "in proprio" i problemi, ad esempio
costruendosi proprie funzioni persona-
lizzate. Ve ne proponiamo immediata¬
mente una che serve a contare quanti
giorni feriali ci sono in un dato mese di
un dato anno.
Figura 4 - Macro di MS
Excel per creare dei ca¬
lendari - Secondo esem¬
pio.
Nella seconda macro, in¬
vece di utilizzare un solo
scorrimento tra due date
sfruttiamo due scorri¬
menti, il primo che gene¬
ra i 12 mesi di un anno
ed il secondo che genera
tutti i giorni del singolo
mese. In questo secondo
caso, quindi, costruiamo
la data partendo dal gior¬
no e dal mese, usando
l'utilissima funzione Da-
teSehal. Nota una data ne è, ovviamente, noto il giorno della settimana (funzione WeekDay, che restituisce
un numero, 1 per la Domenica e cosi via). Se vogliamo invece il giorno della settimana ‘‘in chiaro", possia¬
mo utilizzare le funzioni dì formattazione, come la ben nota Format.
I parametri in entrata sono quindi il
numero dell'anno e il numero del me-
DD è una data, MM un numero, entra una data esce un numero
NN è un numero, MN una stringa
DD è una data, YY un numero
DD è una data. GG un numero, il giorno del mese
DD è una data, GG un numero, il giorno della settimana, 1 è domenica
DD è una data, FF una stringa
YY. MM, DD sono numeri, DD una data
se, mentre in uscita abbiamo il numero
dei giorni feriali, quelli che non sono né
Domenica né Sabato. Nella funzione,
che abbiamo chiamato ContaFer, calco¬
liamo la data con la funzione DateSerial,
alla quale passiamo il numero di giorno,
di mese e di anno. Poi con la funzione
WeekDay controlliamo quale giorno
della settimana è e se è feriale lo con¬
tiamo. Aumentiamo via via i giorni a
partire dal primo giorno del mese poi,
per verificare se abbiamo "sforato",
usiamo la funzione Month per verificare
se il mese della data è ancora quello
che ci interessa.
Questo è reso possibile dalla caratte¬
ristica della funzione DateSerial di gesti¬
re i "riporti", quindi il mese 13 è il gen¬
naio dell’anno dopo, il giorno 32 è il pri¬
mo giorno del mese successivo, se il
mese precedente è di 30 giorni, ecc.
Ecco il listato:
Questa funzione non tiene conto del¬
le feste infrasettimanali.
Per tenerne con¬
to occorrerebbe in¬
serire un elenco, in¬
somma una sempli¬
ce matrice, con le
date dei giorni co¬
munque festivi, co¬
me Pasqua, Natale,
Ferragosto, la Festa
del Patrono, ecc.
Sempre rimanendo in tema di funzio¬
ni, ne cito altre due molto utili.
La prima è la IsDate(DD), che resti¬
tuisce un valore true o false a seconda
che DD sia o meno un dato di tipo da¬
ta.
Questa funzione, che appartiene ad
una numerosa famigliola di funzioni
Is..qualcosa, è comodissima per tutte
le problematiche di controllo dell'input.
La seconda, presente purtroppo so¬
lo nel foglio di Excel, è la
Days360(D1,D2), che esprime la diffe¬
renza in giorni tra due date. Tale diffe¬
renza è calcolata considerando mesi di
30 giorni e quindi anni di 360 giorni e
facilita tutti i calcoli dell’anzianità nelle
problematiche del personale e nei cal¬
coli dei ratei e degli interessi nelle pro¬
blematiche finanziarie. In uno degli
esercizi proposti abbiamo ricostruito la
funzione.
Function ContaFer(AA As Integer, MM A3 Integer) As Integer
ContaFer * 0
DC = DateSerial(AA, MM, 1) ' Data iniziale
Do
If Weekday(DC) * 1 Or Weekday(DC) - 7 Then • Controllo sabato o domenica
Else
ContaFer * ContaFer + 1 ' Conta i feriali
End If
DC *> DC +■ 1 * Giorno successivo
If Month(DC) <> MM Then Exit Do ' Controllo mese successivo
Loop
End Function
172
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
rrrr—r
Figura 5 - Grafo di MS
Excel con tulli i giorni di
un anno sull'asse delle X.
La conoscema delle dale
non è mai fine a se stes¬
sa. La data è spesso uno
dei tanti elementi presenti
In un certo problema che
deve essere trattato insie¬
me agli altri, In questo
esempio, solo apparente¬
mente semplice, sono
stati affrontati e risolti una
serie di problemi legati al¬
le date, ad esempio la
realizzazione della scala
del grafico che Indica il
singolo mese, anche se I dati visualizzati sono giornalieri, oppure il "buco" nella produzione di Agosto,
perché ad Agosto la produzione viene sospesa, ecc. Sapreste fare altrettanto?
resse principale degli esercizi sta nella
differenza "filosofica" delle due soluzio¬
ni. Nella prima eseguiamo un ciclo nume¬
rico tra due date. Dalla generica data rica¬
viamo tutto quello che ci occorre, ovvero
giorno della settimana, giorno del mese
e mese, queste ultime due informazioni
necessarie al posizionamento del risulta¬
to sul foglio. Nella seconda "cicliamo" su
12 colonne, che corrispondono al mese,
e su 31 righe, che corrispondono al gior¬
no. Con la funzione DateSerial (confesso,
è la mia preferita) costruiamo la data e la
posizioniamo al suo posto.
Dobbiamo controllare se sforiamo
Applicazione del
concetto di data
Altro tema che ci sembra opportuno
premettere agli esercizi è quello che ri¬
guarda l'uso che si fa delle date.
Ad esempio, se in una tabella di un
database è presente un campo di tipo
data, lo si può usare per eseguire sele¬
zioni (ne vediamo alcuni esempi nelle
varie figure), per eseguire ricerche, per
eseguire ordinamenti, raggruppamenti
per giorno, settimana, giorno della setti¬
mana, mese, ecc.
Anche nella grafica dì tipo Business
si fa molto uso delle date, in tutti i grafi¬
ci statistici, in tutti i grafici che mostrano
le quotazioni di Borsa nel tempo, ecc.
Anche un calendario è in definitiva un
modo di utilizzare le date, sia perché è
un modo per impaginarle, sia perché un
calendario, normalmente, visualizza al¬
tre informazioni, ad esempio il santo del
giorno, o permette di inserirne altre, an¬
che a mano, ad esempio gli appunta¬
menti. Spesso una vista in chiave tem¬
porale è il miglior modo per analizzare
un dato.
Passiamo agli esercizi
Essendoci dilungati nelle premesse,
saremo brevi nella descrizione degli eser¬
cizi che troverete nel CD in dotazione alla
rivista.
Esercizio 1 - Pratica con Excel.
Lo vediamo in figura 2. E 1 un esercizio
libero, che ha come scopo quello di pro¬
vare i formati di visualizzazione delle da¬
te, di provare le funzioni che maneggiano
date, disponibili sul foglio di Excel, di pro¬
vare un po' di aritmetica delle date:
una data più un numero X restituisce
una seconda data di X giorni successiva
la differenza tra due date restituisce
un numero di giorni solari.
Figura 6 - MS Access -
Cosa si può tare con una
data.
In questa videata vedia¬
mo, in un'applicazione
realizzata con MS Ac¬
cess, come sia possibile
creare un campo di tipo
data, come di questo sia
possibile impostare un
formato di visualizzazione
direttamente nella struttu¬
ra della tabella, come sia
possibile impostare una
regola di validità in fase di
immissione. Tutte queste
impostazioni varranno
"per sempre", nel senso
che in nessun caso sarà
possibile trasgredirle. Sul¬
la destra vediamo inoltre
la struttura di una query
un po' "spinta". Si tratta
di una query parametriz-
zata, che esegue una se-
lezione di dati sulla base di un intervallo dì date. Se non si immette uno dei due parametri viene presa una
data lontanissima, sia per quanto riguarda la data iniziale che la data finale. Nel testo la descrizione detta¬
gliata di questo utile meccanismo, sfruttabile anche per I campi numerici.
Figura 7 - MS Visual Basic
- Costruzione di funzioni
personalizzate - Output
con II listato sullo sfondo.
Molto spesso nelle nostre
applicazioni occorrono
delle funzioni particolari
non presentì nella dota¬
zione del prodotto che
stiamo usando. Si debbo¬
no quindi realizzare delle
funzioni personalizzate.
Nel nostro caso ne propo¬
niamo tre, la prima, CON-
TADS, che conta i giorni
testivi oppure I giorni fe¬
riali tra due date e quindi
restituisce un numero; la
seconda, TEFtZOM, che
trova II terzo mercoledì di
un dato mese e di un dato
anno, e quindi restituisce
una data; Infine la funzio¬
ne NDIFF, che calcola la
differenza tra due date,
espnmendola in anni, me¬
si e giorni. Nel nostro caso
restituisce i tre numeri ed anche un numero con II totale dei giorni.
Esercizio 2 e 3 - Due macro Excel.
Scriviamo due Macro per realizzare
due "calendari" sul foglio di Excel. L'inte-
con il mese utilizzando la funzione
Month, poi dobbiamo controllare il gior¬
no della settimana perché vogliamo evi-
MCmicrocomputer n. 208 - luglìo/agosto 2000
173
deliziare le domeniche e quindi usiamo
la WeekDay
Esercizio 4 - Un grafico di Excel in
scala temporale.
Immaginate delle rilevazioni giornalie¬
re (tipico le quotazioni della Borsa) ese¬
guite per un anno intero da riportare in
un grafico. Il problema principale è la vi¬
sualizzazione delle etichette sull'asse X:
non si possono vedere tutti i giorni, né al¬
cuni giorni opportunamente intervallati.
Ci aiuta Excel, che "capisce il nostro im¬
barazzo" e ci permette di visualizzare i
mesi.
Esercizio 5 - Una tabella di Access.
Questo esercizio ricade tra quelli di
"avvicinamento" al problema delie date.
In Access la data esiste come tipo di da¬
to e quindi si può indicare a livello di
struttura. Poi se ne può impostare, una
volta per tutte, il formato di visualizzazio¬
ne, se ne possono impostare il valore di
default e le regole di validità. Tali impo¬
stazioni cosi rigorose servono a garantire
"nei secoli" la correttezza del dato im¬
messo e non potranno mai essere tra¬
sgredite, qualsiasi sia il sistema o il pro¬
dotto che si utilizzi per accedere ai dati.
Sulla destra della videata abbiamo si¬
stemato una "query" un po' spinta. Si
tratta di una query parametrizzata che
esegue una selezione in intervallo di da¬
te. Chiede quindi una data iniziale ed una
data finale.
Permette alcune varianti.
Figura 8 - MS Visual Ba¬
sic - Esempio di appli¬
cazione delle date
Come abbiamo già detto
in una delle precedenti
didascalie, una data non
è mai line a se stessa.
Qui vediamo un’applica¬
zione VB che mostra dati
sintetici organizzati per
mese. Il mese, scelto
dalla linguetta (tab) del
controllo TabStrip di Vi¬
sual Basic, diventa ele¬
mento per la selezione
dei dati.
Figura 9 - Calendario
realizzato in JavaScript.
Anche tutti I linguaggi
di programmazione per
Internet permettono dì
manipolare date. I lin¬
guaggi per Internet so¬
no tutti di tipo "inter¬
pretato" e si dividono in
due categorie, quelli
Client, che vengono
quindi interpretati dal
browser che incorpora
Il motore di Interpreta¬
zione, e quelli server,
che vengono interpreta¬
ti da un motore sul ser¬
ver. In questo secondo
caso al Client viene in¬
viato il risultato del cal¬
colo e non il codice,
mentre nel primo viene
inviato II codice. Il lin¬
guaggio più ditiuso “la¬
to Client" è II Java¬
Script, dì cui mostriamo
un esempio. In pratica si tratta della traduzione In JavaScript delle routine di produzione del calendario
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i record la cui data sla compresa nell'intervallo
tutti i record a partire dalla data iniziale
tutti i record fino alla data finale
tutti i record.
Inserimento di ambedue le date
Inserimento della sola data iniziale
Inserimento della sola data finale
Inserimento di nessuna data
Il trucco, un po' scorretto per i puristi
della query, ma efficace e riutilizzabile
con qualsiasi tipo di campo, si basa sul
fatto che la data è un numero, quindi
con la funzione IIF si controlla che la da¬
ta iniziale - lo stesso discorso vale per la
data finale - sia stata digitata Se non è
stata digitata si prende un valore numeri¬
co piccolissimo. La sintassi SQL è la se¬
guente:
Un maggior controllo si potrebbe ot¬
tenere usando la funzione IsDate, che
permette di intercettare se è stata digi¬
tata una data oppure una espressione
scorretta.
Esercizio 6 - Tre funzioni personaliz¬
zate realizzate con il Visual Basic.
Nella figura 7 vediamo solo le tre fun¬
zioni e non il programma che le utilizza.
Alla funzione CONTADS vanno passa¬
te due date ed un parametro numerico,
che può valere 1 o 2 e che indica se la
funzione stessa deve contare i giorni fe¬
riali o quelli festivi tra le due date.
Alla funzione TERZOM, che ritorna il
terzo mercoledì del mese, va passata
una data dalla quale viene estratto l'anno
ed II mese necessari per calcolare quan¬
to richiesto. La funzione restituisce una
data. La funzione NDIFF ha un mare di
parametri, due in entrata:
le due date, iniziale e fi¬
nale, per le quali calcola¬
re la differenza in anni,
mesi e giorni, e quattro in uscita, il nu¬
mero di anni, il numero di mesi ed il nu¬
mero di giorni: inoltre, la funzione resti¬
tuisce direttamente il totale di giorni con¬
siderando mesi di 30 giorni e quindi anni
di 360 giorni. Da notare lo sfruttamento
della clausola ByRef (che è quella di de¬
fault) nel passaggio dei tre parametri nu¬
merici, che in questo modo diventano
parametri in uscita.
Anche di Visual Basic proponiamo un
esempio in cui le date vengono usate
come elemento di elaborazione. Lo ve¬
diamo in figura 8. Usiamo i mesi per im¬
postare le tab di un controllo TabStrip, e
quindi per selezionare i dati e produrre
un grafico al click sulla "linguetta".
Passiamo
alla programmazione
per Internet
Penso che ormai la maggioranza dei
programmatori sia impegnata a lavorare
su applicazioni che girano sul WEB e
quindi nei nostri articoli dobbiamo pensa¬
re anche a loro.
Fortunatamente quanto detto fino ad
ora sulle date vale anche su Internet, so¬
prattutto per il fatto che per programma¬
re per tale ambiente vengono sfruttati
tutti i linguaggi tradizionali che si affianca¬
no e collaborano con i linguaggi specifici,
tipo HTML e DHTML
I due linguaggi più diffusi sono il Java-
Between II£(IsNull(|Data Iniziale));0;[Data Iniziale])
And Ilf(IsNull(|Data Finale]);99999;|Data Finale])
174
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
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CONTROLLO DELLE DATE
IN JAVASCRIPT
t taf i
Figura 10 - Maschera
con controlli in Java¬
Script.
Uno del principali compiti
dei programmi lato Client
è quello di controllare “il
più possibile" quanto i
vari utenti inseriscono
nelle torm. Tutti i controlli
formali, ad esempio che
un campo obbligatorio
sia stato effettivamente
riempito, che un campo
numerico contenga effet¬
tivamente un numero,
che un campo data con¬
tenga effettivamente una
data, che un campo in cui inserire un indirizzo e-mait contenga II carattere @, ecc., vanno eseguiti sul Client.
Nel nostro esempio vediamo come, In JavaScript, sia possibile controllare che la data sia una data e che la
stessa sia compresa tra due date prefissate. Altri tipi di controlli, ad esempio che una password sia stata di¬
gitata correttamente e corrisponda all'ldentificativo dell'utente, devono essere eseguiti lato server.
* • '(«mai
•/ 1*11»'. •
ta la submit della form, ovvero i dati digi¬
tati possono essere inviati al server per la
loro registrazione.
Esercizio 9 - Programma ASP, esegui¬
to lato server, che crea un calendario.
Per finire vi presentiamo un calendario
applicato nel senso che contiene anche
dei dati. In figura 11 vi mostriamo solo il
risultato del programma, mentre il listato,
troppo lungo per essere pubblicato, lo po¬
trete trovare sul CD allegato alla rivista.
Il dinamismo dell'applicazione sta ne
fatto che è possibile "navigare" tra i me¬
si e gli anni attraverso una apposita pul¬
santiera. In base al mese e all'anno cosi
determinati vengono calcolati, sfruttando
la dotazione di funzioni per la manipola-
Figura 11 - Calendario
“programmato" in una
pagina ASP.
Diamo per nota, almeno
dal punto di vista concet¬
tuale, la tecnologia ASP,
che é parte integrante
dell'IIS, Internet Informa¬
tion Server, Il server In¬
ternet della Microsoft.
Una pagina ASP (Active
Server Pages) In genere
contiene, oltre al nonvaie
codice HTML, del codice
Visual Basic Script, op¬
pure JavaScript, che vie¬
ne eseguito dal server e
che produce ed invia al
cileni, su richiesta di que¬
st'ultimo, pagine HTML.
Dall'Interno del codice
ASP si possono richia¬
mare funzioni presenti
nelle DLL di Windows,
sla quelle in dotazione al
sistema, sia quelle realiz¬
zate “in proprio“ dal programmatore. La più importante è la ADO Library (siamo alla versione 2.5, in Windows
2000), che permette di accedere ai database. Nel nostro caso, ipotizziamo la produzione di un calendario
contenente dati disponibili in un database Interrogato “dinamicamente " allo scorrere delle pagine.
Script e il Visual Basic Script e ambe¬
due possono essere utilizzati sia lato
Client, ed in questo caso è il browser che
si occupa di interpretare il codice, che la¬
to server, ed in questo caso è il motore
del server che interpreta il codice e pro¬
duce il codice HTML da inviare verso
client.
Esercizio 7 - Calendario realizzato con
JavaScript (figura 9).
Per quanto riguarda le date, vale tutto
quanto detto fino ad ora: si usano formati
e funzioni, per cui le nostre soluzioni as¬
somigliano terribilmente a quelli realizza¬
te con il Visual Basic o con il Visual Basic
for Application.
Anche in JavaScript esiste il tipo data,
anche se è espresso in millisecondi ed a
partire dal 1 gennaio 1970 e quindi contie¬
ne in sé anche le informazioni sull’orario.
In JavaScript per costruire una data si
può usare l'istruzione:
var DX = new Date(YY,MM,GG)
dall'ovvio significato.
Invece se si vuole impostare la data di
oggi:
var DX = new Dateli
Ecco due funzioni che lavorano sulla
variabile DX, che è di tipo data:
DX.GetDayO
DX.GetMonthO
DX.GetYearO
che restituiscono numero del giorno,
numero del mese, numero dell’anno. Per
italianizzare mesi e giorni, per il nostro
esercizio, abbiamo creato delle semplici
array, in cui abbiamo memorizzato i nomi
dei giorni della settimana e quelli dei mesi.
Esercizio 8 - Controllo dei dati immessi.
Sempre in JavaScript è stato realizza¬
to l’esercizio che presentiamo per affron¬
tare la problematica "controllo dati in fa¬
se di immissione”. Vi proponiamo una
routine per controllare che una data digi¬
tata sia stata immessa, che sia formal¬
mente valida e che sia compresa tra due
date estreme. La funzione:
Date.Parse(DX)
è una funzione logica che ritorna true
o false a seconda che DX sia effettiva¬
mente una data o meno. Superato il con¬
trollo formale per eseguire i successivi
confronti, bisogna conoscere la simbolo¬
gia JavaScript per gli operatori booleani:
! = Not
I = Or
& = And
ecc.
II programma mostrato esegue anche
controlli sul campo matricola, obbligato-
rio e lungo 4 caratteri, nominativo, obbli¬
gatorio, oltre che sul campo data, obbli¬
gatorio, di tipo data e compreso tre
1/1/90 e 31/12/99.
Nel caso in cui uno o più di uno di
questi controlli non vengano superati,
viene preparato e mostrato un messag¬
gio. In caso contrario può essere esegui-
zione delle date del VBS, tutti gli elemen¬
ti necessari alla costruzione della tabella,
come quale sia il giorno della settimana
del primo giorno del mese, indispensabi¬
le per determinare la casella di partenza,
oppure il meccanismo di sincronizzazione
tra i giorni della settimana e del mese,
che serve per scalare di una riga quando
la data corrisponde ad un sabato.
Il problema di cosa inserire nella sin¬
gola cella, che è indipendente dal proble¬
ma della costruzione del calendario, lo
abbiamo risolto in modo elementare. Ad
ogni giorno corrisponde anche un conte¬
nuto testuale che abbiamo inserito in una
matrice di stringhe per poi riversarlo nelle
varie celle. La matrice può essere ovvia¬
mente letta da un file, selezionando solo
i dati necessari in base all'accoppiata me¬
se e anno. Nel nostro caso l'abbiamo
riempita "a mano", non avendo trovato
un database con i santi. KS
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
175
a cura di Francesco Romani
MathWorld: Enciclopedia
Online della Matematica
Come promesso presentiamo l’enciclopedia della matematica di Eric Weis-
stein. Questa interessante ed esauriente raccolta di informazioni è organizza¬
ta su tre supporti, come libro stampato, come sito Web (ospitato nel sito di
Mathematica) e come CD-ROM in formato HTML. Le informazioni contenute in
questo articolo sono tratte dalla documentazione originale di Eric Weisstein.
Introduzione
Come vi avevo anticipato due mesi fa. navigando nel sito
della Wolfram, mi sono imbattuto in MathWorld una enci¬
clopedia interattiva della matematica sviluppata con l'aiuto
di Mathematica
L'oggetto è decisamente interessante e al sito si affiancano
un libro e un CD-ROM.
Il materiale è abbastanza per specialisti e (ovviamente) è
tutto in inglese. Lo scopo dell'opera non è certamente quel¬
lo di insegnare da zero l'argomento ma può certamente
> -II' •I« t Ari.fly.r.
■ Calmili»
■ Funmonal AnUwu.
■ Operar TVory
■ Calmilo o( Vallano
■ Pukooiu
■ PolynomMbóJi
■ Calajuopha Theoiy "
■ Cianciai Analysu i.
■ Root*'•
■ Compiali Analysu ó)
■ OanaralBed Puncnoi» -
■ Diriamnilal Ehimoo
■ InatjiiAlnv»
■ SlAK ularir» s
■ Dilfennnal Pomo
■ Invaia] Tkuuformi
■ Spalai Puhcodìu
■ Dilhiaunal Ceomeny
■ Maiulolil»^
■ TranJfonwibom
■ Dyiwnucal Situano 1
■ MeaJ'iia Ttmoiy •
m wwfev
■ Fune Pomo
■ Mora»
Figura 2
servire come fonte di consultazione per studenti del liceo o
universitari e per docenti frettolosi (che non hanno il tempo
di accedere ai testi "canonici").
Particolare attenzione è riservata agli argomenti di partico¬
lare interesse "ludico" ad uso di appassionati dilettanti
L'autore è un astronomo che, evidentemente, ha molto in¬
teresse alla divulgazione perché, oltre a quello della matem¬
atica gestisce anche altri 7 siti scientifici.
Il sito
In Figura 1 si vede la schermata iniziale di http://math-
world.wolf ram.com .
L'enciclopedia è divisa in 11 capitoli. Algebra, Matematica
applicata, Analisi, Matematica discreta. Fondamenti.
Geometria, Storia e terminologia. Teoria dei numeri, Proba¬
bilità e statistica, Matematica divertente, Topologia.
176
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Funcllonal Analysìs
1 o Abel 1 5 Duphcadon Foimula © Piai Hoim
© Lai-MUfram Theorem
© Abel'* PuncdonaJ Equauon
o Pu^We’jCoojeCTure
© Nonn (Operstw)
o Baue Puncnon
© Pua:donai
© RayWu^h-Rrc: Vana donai
© Bnrop Puardon
© Fune donai Analysu
© Riwr’s TUorem
© C IrJinity PurartJon
© Pura: donai Equa don
© Schioder à Equai»n
©C*IftfmiTyTopolo«y
© OrothendKcfc s TUorem © Self-Emal
oC-i Furie don
© H«hn-B(uiA:h Theorem
© Spectral Theorem
© Coercive Puricaoo*»l
© L 2-Poncdon
© Speculi Theory
o Concentr»«td
© L 2-Inner Produci
© Specmim (Oper»»>r)
o Cumnt
© L 2* Space
© Umbre] Algebra
© Dinchlei'a PiTnctple
© Lp -Space
© Ei^enfuncoon
o £ -Infìruiy-Space
Figura 3
Applied Mathematics
■ Algorithms (4)
■ Business (4)
■ Computer Science (4)
■ Complex Systems (4>
■ Control Tlieory (3)
■ Data V isualizaoon (11)
■ Dynamical Systems@
■ Engineering (6)
■ Ergodic Theory (9)
■ Game Theory (43)
■ Information Theory < 18)
■ Music (1)
■ Numerica! Methods (?)
■ Operations Research (39;.
■ Populaton Dynamics 12)
■ Science ( 3)
■ Signal Processing (5)
Figura 5
Foundations of Mathematics
■ Axioms (30)
■ Category Theory. 19)
■ Logic (6)
■ Point-Set Topology©
■ Problems in Mathematics (10)
B Set Theory ili)
■ Theorem Proving ( 13)
Figura 6
Ogni capitolo è diviso in sottocapìtoli che puntano alle varie
pagine dell'enciclopedia.
Per esempio dal capitolo Analisi (Calculus and Analysis,
Figura 2) si può accedere al sottocapitolo Analisi Fun-
■ Algebraic Equanons IO)
a Algebraic Geometry (4)
■ Algebraic IdentitK3 (18)
a Algebraic Invanant3 7)
a Algebraic Operauons ; 1 7)
■ Coding Theory®
■ Cyclotomy 10
a Ellipuc Curves®
B Field Theory (705
a General Algebra :8>
a Group Theory (7)
a Linear Algebra (8)
O Modular 1S)
a Hamed Algebras (4)
■ Polynomials (89 >
■ Quadrane Forms ( 1 7)
■ Quatemions and Clifford Algebras (10)
■ Recurrence Relations 1 2 >
■ Ring Theory -ió)
■ Sums (19)
■ ValuaUon Theory ( 5)
Figura 4
SEARCH THE SITE
■Mas •• iMT«klac TW WiO taanl »«W4 *AHD* ftafc ><r < «eMUattf allotti ipMffM(k« »
im>urUTi«MNNwk«M TW *Or Mani *«W>4 fato aoMaUUf alba» oat od 'W «or* TW
-Roohoa' taartk »«k>4 wat M»ktttfloas od OR aM AHD, M a foohu mot fi aa Ttv AHD «ttT «ni
>oHUKUf tha vw* T*v taf fcarrkas (or aOaMM ««■ an «vnatiy tot porr Oh
Mtf ikiaf o u am* mais oatf [*f , surtWaf (or ’anmym*' «HI aa* a«ik "•oapoMflMnoa") tabu (W vtìWord
rWrwr.» • U i Viltà* .aa oal» a|paar tliW ni od a MrUf li a . 'indi ma-iiaf'l. - b »«
TW nmH «orno* od U4* «mi ao> oo m*ty W ai* aaaaatai. Uk«< or tua, »
tifavi yo« t« «Mar iwfc rWrafftn yo« «ut «a vUÉrtrfc
ultti fow o parvo* lyMaa
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1“ M>: | 10
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P > Foranlo fro» Enc Wewmi‘» W ortd of HaUwao ca
PI Poanulas A mattod suukr t AirtanadW can te «md t> tarami PpiS by sturine via tu $n$ -fon
uid ten Rktsy te area of snteeq*r.» $2n$ -foas Ut libati te te «tle fioro te correr of om of te
pol*cm'i*nn*nts.ttecio(dJspkyn*tt»| ite» - 0»xwjfrU\ow4n<ii-3*pl.Wnd(dBplaynM«L.
Pi Digit» fio » Enc WeisswiB*» World of M a ibernane a
PI Dljns S »U tea recondy (Sep 20.1999) been computi o • vorM ncoid $206.158.430^06 Wpptox
3tcdot r 136)$ Decimai Dipo byY Kantea (Kanada, Pbuffa) TTus cakmkoon v«s done usirg
Borvwn’a fotnteotdei convergent algonthm and requned 46 houo od a massively paralkl
1024-processor..
£V- * rrjt AVtJa.
Aigr/r» 7
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
177
zionale tFunclional Analysìs, Figura 3)
Le Figure 4,5 e 6 mostrano gli Indici per l'Algebra, la
Matematica applicata e i Fondamenti. I sottocapitoli pun¬
tano alle pagine che in tutto sono oltre ottomila.
Qualche esempio
Oltre che attraverso la suddivisione in capitoli e sottocapitoli
si può cercare un argomento attraverso il tool di ricerca.
In Figura 7 si vede l'inizio della schermata di ricerca di Pi¬
greco (in inglese Pi) con le prime tre pagine trovate (su
re ,\M iK«ottv<*» 20.1999) b**ncompti*d fa • ncort 2Ufl. li». *1341. 2U8 se . - l ?'* I" . ■ • ■ by
Y r.u«4* (lUMda.Pbalt*) lì» okvkmn w don* iau« Bornia » Joortmrttr ronv»n*t,! Md 4b hoao
oh » ptrtlk! 1024-proc«»ici H torto 2ROCOO *up«(rorep«*r 71* Uxi»r numtm oJ tip* of T coctptm» mu* «FCO
6. ll'J.tfrl.'Mt Or :t 2 4 ' • ,i by« r.ondo oo J» 13.2000<0o«rto« Ow blBui» d*i* of * %n*c*Mt*
from Plcufr.» fl*
B.rvwn Apnl 19,1998. vd Pib 9,1999 l26compu»n from .«h».nco mi siri »«t • nrv t»cort tot «bruirti* 5p*cffkr
bl* ol T u»ux • protnm mn bv C P*iciv»l 77* «irulrton • fa»l or »boui W.500 CPU ho«n «ni vu «lo» mine Uh
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Figura 10
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Orditoli
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1 Bk*i»‘i 1.94,153.12*30. 32788. 2S5945
2 Itlnw* s 6. 135. 17». 4902.65260. 963024.
3 BkMM'1 9,M. 1698.70467.35467.710100.
4 IM*'| 3.59.7707. 54525. H08660. 878499.
5 IkMW’l 4 4. 130. 177. 74416.74466.74445J
6 SbMM l 7,117. 3440. 31880. «09, 757<f».
7 Stonai • 13.559.1589 1589.163348.799579
8 Stonai II.M.4751.4751,213245.222299,
9 Stonai 5,44.763.763.763.763. 1732776,
Th* fui» <ui* Va -666 «pp*m a diurni 7440 Tt* dm* 314)59 «pp«u •< lw< iu «irai m 0* lui' IO iruilua
die liuti pU«r*i o| r (Priori, 1995) V* n*uik« 0123456789 occun »*|Uuui« .Mulo 17.387.594.880 26.852.899.245.
30^43.957.439. 34.549.153.953. 41.953.536,16).«4 43.389.964.000 tla i«jwdc* 9876543710ormi bnlnnin* d*i*
21.981.157,633. 29.832.636.867. 39,232.573.6*. 42.140.457.481 «d 43.065.796,2 >4 Thr mante» 77187818284 (tt* lui
I*vdi*io ol ’ >occw bffinnutc •*d<lt45 111,908,393 TTan ri» il» u\*r»>tm* p*T*mj fot \/r 0133456709occun «t
6^14,876.462.9876543210 OCain .< 15.«13.388.145 ud 51.507.034.812. ud 999999999999 ocetoi «112.479.071.132 Ol
»/"
Figura 11
1084 citazioni di "Pi" nell'enciclopedia)..
La prima pagina contiene la definizione di n e alcune delle
proprietà fondamentali.
Un frammento è mostrato in Figura 8
La seconda pagina tratta delle formule conosciute per il cal¬
colo di n: questa è una pagina molto lunga e anche di essa
ne presentiamo (in Figura 9) solo l'inizio.
La terza pagina (Figura 10) trovata tratta del calcolo delle
cifre di n citando anche i record attuali: 206 miliardi di cifre
decimali ottenute nel 1999 con un supercomputer a 1024
processori.
Un altro frammento di questa pagina (Figura 11) mostra i
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
178
risultati dei calcoli delle occorrenze nell'espansione deci¬
male di n di gruppi di cifre consecutive e di gruppi particolari
di cifre come 0123456789.
I lettori che hanno una copia di Mathematica su un comput¬
er abbastanza dotato di RAM possono provare a vedere
quanta parta di questa tabella possono ricalcolare e in quan¬
to tempo.
II Libro e il
CD-ROM
L'enciclopedia è stata
scritta dall'autore in
11 anni di lavoro.
All'inizio era un docu¬
mento in Word scrit¬
to usando un Macin¬
tosh Plus e constava
di circa 200 pagine.
Successivamente il la¬
voro venne convertito
in LATEX e poi in
HTML aggiungendovi
i link ipertestuali e le
animazioni bidimen¬
sionali e tridimensionali. Il libro stampato (Figura 12) costa
99.95 dollari ed è composto da oltre 1900 pagine.
gf AffiUUUV
U2ÌLU0U
«Vidi
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IO fIMITI
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S? Eiwua
io limai
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Figura 13
biografie degli scienziati, i libri scientifici, la Chimica, il "gio¬
co vita" di Conway, la Musica (la teoria non dei musicisti o
delle opere) e la Fisica (Figura 13).
Tutte queste raccolte sono aperte, nel senso che è possi¬
bile inviare contributi o correzioni seguendo le indicazioni
esposte di volta in volta nelle varie pagine.
«ss
Il CD-ROM contiene una versione elettronica del libro (con
qualche correzione). In più essendo materiale soft¬
ware e non hardware sono attivi gli hyperlink e
sono presenti le animazioni e i grafici tridimension¬
ali interattivi come nel sito web.
Il formato è ISO 9660 con HTML e JAVA e dovrebbe essere
compatibile con tutti i sistemi dotati di un browser aggior¬
nato.
Anche il CD-ROM costa 99.95 dollari.
Infine è disponibile presso il negozio on-line della Wolfram
l'accoppiata libro/CD-ROM al prezzo di 149 dollari,
TreasureTroves of Science
L'interesse divulgativo di Eric non si è fermato alla matem¬
atica, alla URL http: //www. treasure-troves . com si
trovano i link ad analoghe enciclopedie per l'Astronomia, le
Bibliografia
Eric Weisstein, The CRC Concise Encyclopedia of
Mathematica CRC Press.
Eric Weisstein, The CRC Concise Encyclopedia of
Mathematlcs CD-ROM. CRC Press.
Eric Weisstein, MathWorld, http; //mathworld.wol¬
fram. com .
Eric Weisstein, TreasureTroves of Science,
Ihttp://www.treasure-troves■ com]
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
179
Adobe Illustrato!":
9 in Web
Eccolo finalmente, dopo l’arrivo di CorelDraw 9 e di FreeHand 9, è ora la volta di Adobe lllustrator
che si presenta anch’esso sul mercato con la versione 9. Da sempre un programma di
illustrazione, la nuova versione di lllustrator focalizza la propria potenza su ciò che tra pochi mesi
sarà possibile realizzare per la rete. Ma introduce anche nuove funzionalità per l’uso tradizionale
e nuove modalità operative per rendere il lavoro più veloce. MC ha provato l’ultimissima versione
prima ancora che fosse sul mercato e vi racconta cosa troverete nel nuovo prodotto.
di Mauro Gandini
Obiettivo Vettoriale
La storia del disegno vettoriale sg
trova Adobe lllustrator tra i prota¬
gonisti: è inutile ricordare che Ado¬
be è la società che per prima ha
intuito la necessità di rendere di¬
sponibile uno standard in grado di
rendere effettivamente fruibile il
concetto del disegno vettoriale, e
naturalmente stiamo parlando del
linguaggio PostScript, lllustrator
quindi raccoglie l'esperienza fatta
dalla società in questo settore e
segue la crescita di PostScript af¬
fiancandolo in una sorta di virtuale
gemellaggio "potenzialità di Post¬
Script/funzionalità di lllustrator".
Dopo tanti anni di competizione
a livello di funzionalità di disegno i
vari CorelDraw, FreeHand e lllustrator
spostano gradatamente il loro focus dal
tradizionale lavoro di illustrazione per la
stampa all'illustrazione per il mondo vir¬
tuale di Internet. Fino a pochi mesi or-
sono, la grafica per il mondo Web sem¬
brava doversi limitare ai due formati
compressi cardine del sistema, il jpg
per le immagini di qualità e il gif per le
immagini più semplici e per le piccole
animazioni. Ora l'orizzonte si amplia no¬
tevolmente con l’avvento delle nuove
tecnologie che consentiranno di trasfe¬
rire il disegno vettoriale nel mondo vir¬
tuale di Internet, con enormi benefici
Adobe
lllustrator 9.o
nei tempi di trasferimento delle pagine
e in generale con un miglioramento del¬
le prestazioni della rete.
La versione da noi provata di lllustra¬
tor è senza dubbio focalizzata proprio
sulla possibilità di offrire agli utenti un
prodotto in grado fin da ora di generare
grafica per l'attuale e per la prossima
generazione di pagine Web, Abbiamo
quindi suddiviso la nostra presentazione
del prodotto in tre aree relative alle no¬
vità introdotte: la grafica per Web, la
grafica tradizionale e i miglioramenti le¬
gati alla operatività del programma e al
flusso di lavoro verso altri programmi.
Una crescita
in “famiglia”
Prima di passare ad esamina¬
re nel dettaglio le caratteristiche
di lllustrator, vorremmo dare
un'occhiata a come si presenta il
programma dal punto di vista
dell'interfaccia grafica. L'opera¬
zione di omogeneizzazione
dell’interfaccia con l'utente tra i
due principali programmi di Ado¬
be è iniziata già dalle due prece¬
denti edizioni ed ora si conferma
come uno dei punti forza del pro-
m m gramma.
Passando da lllustrator 9 a
PhotoShop 5.5 e viceversa si
avrà il vantaggio di trovare un co¬
mune modo di visualizzare le informa¬
zioni e le funzionalità similari dei prodot¬
ti a cui si affianca un identico linguaggio
descrittivo.
Ineluttabilmente ciò comporta moda¬
lità simili di lavorazione dei file e quindi
la necessità di impiegare meno tempo
per imparare le convenzioni di un pro¬
gramma piuttosto che un altro. Come
vedremo in seguito questo concetto di
similitudine è esteso alla gestione dei fi¬
le che diventano cosi esportabili in un
senso o nell’altro mantenendo le carat¬
teristiche peculiari come la modifica dei
testi inseriti e i livelli.
180
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
dard dei monitor, è ben poca cosa ri¬
spetto ai tempi "reali" di trasmissione di
file di qualche migliaio o centinaio di Kb.
Ma torniamo al nostro beniamino di
oggi, lllustrator 9. A parte il discorso di
poter già salvare file in formato utilizza¬
bile da Internet tra alcuni mesi, vediamo
come lllustrator ci offra delle potenti
funzionalità in grado di aiutarci ad espor¬
tare le nostre illustrazioni nei formati più
tradizionali utilizzabili fin da ora su Web.
La parola d'ordine in questo caso è
una sola: ottimizzazione. Una prima basi¬
lare scelta può essere fatta su sistemi di
gestione dei colori: RBG, Pantom e altre
forme di catalogazione e interpretazione
si fanno da parte e lllustrator consente
cosi di lavorare scegliendo direttamente
i colori dalla tavolozza ridotta ai colori
propri di web identificati dalle classiche
tre coppie numeri alfanumerici come
FFCC99.
Per offrire il miglior controllo
dell'esportazione dei file verso Internet,
lllustrator offre la possibilità di visualizza¬
re in anteprima sul proprio monitor l'im¬
magine come sarà una volta salvata e
ottimizzata in uno dei formati disponibili:
è possibile vedere in contemporanea fi¬
no a 4 differenti possibili file da salvare
con differenti caratteristiche. Selezio¬
nando una delle visualizzazioni, l'utente
potrà variarne i parametri vedendo cosi
"in diretta" i risultati delle modifiche.
Per i file GIF e PNG, lllustrator con¬
sente il controllo dei colori realmente
utilizzati dall'illustrazione, aiutando
l'utente a ridurne il numero mantenendo
alta la qualità del risultato che il file do¬
vrà poi dare una volta inserito nella pagi¬
na Web.
Web design
lllustrator offre all'utente altre utili fun¬
zionalità per generare facilmente illustra¬
zioni destinate a Internet, ancor prima di
arrivare al salvataggio dei file. La più inte¬
ressante è senza dubbio quella di avere
tra le possibili visualizzazioni deU'immagi-
Web
fortissimamente Web
SWF e SVG sono due sigle che cam¬
bieranno nei prossimi mesi il modo di fa¬
re grafica su Inter¬
net. La prima sigla Ip
deriva da ShockWa- J
ve Format (SWF) e
viene direttamente
da uno dei primari
concorrenti di Ado¬
be, Macromedia e il
suo prodotto Flash,
in grado appunto di
generare anche
questo tipo di file:
negli ultimi mesi
Mcromedia ha deci¬
so di aprire il forma¬
to rendendolo di¬
sponibile a tutti co¬
loro che vogliono in¬
tegrarlo nelle loro
applicazioni di dise¬
gno.
La seconda sigla,
SVG, sta per Scala¬
le Vector Graphics
e qui entriamo nel
vivo dell'argomen¬
to. Una rappresen¬
tazione vettoriale e
quindi scalabile
(cioè di cui si può
cambiare il livello di
zoom mantenendo
inalterata la qualità
visiva e di eventua¬
le stampa) è il prossimo passo della gra¬
fica nelle pagine Web: il consorzio W3C
ha sviluppato questo standard con il
contributo praticamente di tutti i princi¬
pali "player" di Internet: Adobe. Apple
AutoDesk, Corel, Hewlett-Packard, IBM,
Macromedia, Microsoft, Netscape,
Quark, Sun, Visio e Xerox, solo per cita¬
re quelli più conosciuti in Italia.
Ma la cosa interessante è che il for¬
mato SVG è in qualche modo "scritto"
in XML (eXtensible Markup Language),
in parole povere il futuro di Internet.
Sempre per parlare in maniera semplice,
i prossimi browser includeranno sempli¬
cemente un filtro per interpretare il for¬
mato SVG e il gioco è fatto. In pratica il
concetto è semplice: fino ad ora le im¬
magini sulle pagine Web erano rappre¬
sentate più o meno compresse diretta-
mente in punti, mentre in futuro verran¬
no inviate al browser in formato vettoria¬
le, quindi con la massima scalabilità e il
minimo ingombro, lasciando che sia poi
il browser stesso a rasterizzarle (cioè
trasformare la rappresentazione vettoria¬
le in bit fisici da illuminare sul monitor).
lllustrator 9 consente di vi¬
sualizzare fino a ri esempi di
come un file gii può essere
salvato, mostrando diretta-
mente il risultato .
Tra poco anche su Inter¬
net si utilizzeranno imma¬
gini di tipo vettoriale con il
vantaggio di avere un det¬
taglio molto maggiore dei
particolari, con possibilità
persino di zoomare sulle immagini stesse; questo grazie ai lite SVG che
sono già tra i formati esportabili da lllustrator 9
Qualcuno potrebbe dire che l'opera¬
zione di rasterizzazione deve essere
eseguita sul computer e che quindi il ri¬
sparmio di tempo, ottenuto dall'invio di
un file vettoriale anziché bitmap, viene
vanificato: bisogna ricordare che il brow¬
ser deve comunque decomprimere e in¬
terpretare le immagini che gli arrivano
negli attuali formati compressi e che il
tempo di elaborazione di una rasterizza¬
zione a 72 dpi, cioè a definizione stan-
rxrr- c F - *
I* f • * r~«
PJT « (—*
r«r-
r » rr
Quando si devono visualizzare i colori del
Web, basta segnare la casella in basso a sini¬
stra per avere a disposizione solo quelli
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
181
Products
_ A
.
Registration
Support
%
Search/Site Map
E' possibile generare automaticamente un'om¬
bra sfumata sotto gli oggetti per creare l'effet¬
to pulsante.
ne anche quella Pixel Preview: in questo
modo è possibile controllare istantanea-
mente come apparirà l'immagine una
volta trasformata in Pixel, quindi con la
semplificazione e la riduzione in punti an¬
che delle curve.
Un altro interessante effetto è quello
di poter generare automaticamente delle
ombre a sfumatura al di sotto di oggetti
come per esempio bottoni che consen¬
tono di introdurre dei link nelle pagine di
Internet. Sempre in aiuto del progettista
di immagini per Internet, abbiamo la pos¬
sibilità di creare oggetti dinamici. Facen¬
do sempre il classico esempio del botto¬
ne, possiamo avere un oggetto nel quale
dobbiamo inserire il nome della destina¬
zione relativa al link che intendiamo appli¬
care al quell'oggetto: a seconda che il te¬
sto da inserire sia corto o lungo avremo
un adeguato dimensionamento dell'og¬
getto stesso (es. un ovale o un rettangolo
che si allungano o si accorciano seguen¬
do la lunghezza del testo). Un’altra possi¬
bilità che vi segnaliamo è quella relativa
alla funzione "Realese to layers": con
questo comando è possibile spostare su
più livelli i vari elementi che compongono
un disegno per poi consentire di esportar¬
li come frame individuali di un'animazione
in formato Flash oppure renderli disponi¬
bili esportandoli in formato Photoshop
per poi utilizzarli con Adobe ImageReady
per creare un file Gif animato.
Erotiche trasparenze
Gli "amanti" di lllustrator saranno ora
veramente "appagati" dal "rapporto"
che li lega ad esso, grazie all'effetto "tra¬
^ * J*
X ** :
*
/ * +
*
Eseguendo una distri¬
buzione di oggetti su
un percorso fatto con
il mouse, sarà possibi¬
le avere ogni singola
immagine su un livello
da cui poi esportare
un file GIF animato ,
Trasparenze senza
problema per lllustator
9
A. Il foglio di lavoro
può essere rappresen¬
tato anche con il fon¬
do trasparente
B. Possono essere ap¬
plicati effetti di traspa¬
renza anche a più og¬
getti raggruppati.
C. Trasparenza appli¬
cata ad una fotografia
importata.
D. Testo con effetto di
trasparenza sfumata
su tutta la parola.
E. Trasparenza appli¬
cata ad un semplice
box colorato
sparenza", finalmente "introdotto" fino
nelle più recondite ed "eccitanti" possi¬
bilità: le signore che leggono questo arti¬
colo, ci scuseranno per una descrizione
un po' eccessivamente "maschilista",
ma le funzioni di trasparenza offerte da
lllustrator sono veramente di classe su¬
periore.
Per prima cosa possiamo attivare sul¬
lo sfondo della nostra pagina la classica
rappresentazione dell'effetto trasparen¬
za, cioè quella scacchiera di quadratini
bianchi e grigi. Sopra di questa possiamo
mettere qualsiasi tipo di oggetto e appli¬
care le più svariate forme di trasparenza.
• Abbiamo un'immagine bitmap come
una fotografia e vogliamo applicare qual¬
che effetto di trasparenza? Non c'è pro¬
blema!
• Abbiamo una forma qualsiasi disegna¬
ta con gli strumenti di lllustrator e colora¬
ta variegatamente a cui vogliamo appli¬
care un effetto di trasparenza? Non c'è
problema I
• Avete un testo, magari disposto su
una linea tortuosa e volete applicare una
trasparenza? Non c'è problema!
• Avete sbagliato a scrivere il testo e do¬
po aver applicato tutti gli effetti di traspa¬
renza lo dovete modificare? Non c'è pro¬
blema! Il testo resta sempre "editabile",
• Avete un gruppo di oggetti dalle diffe¬
renti caratteristiche a cui volete applicare
un determinato effetto di trasparenza?
Non c'è problema!
• Volete applicare differenti effetti di tra¬
sparenza ad ogni singola lettera di un te¬
sto, lasciandolo completamente modifi¬
cabile oppure volete applicare un effetto
che parte dalla prima lettera e finisce
nell’ultima come una trasparenza sfuma¬
ta? Non c'è problema!
• Volete spostare sopra e sotto gli og¬
getti per vedere eventuali differenze di
effetto della trasparenza? Non c’è pro¬
blema!
• Volete avere un effetto di transizione
da un oggetto ad un altro grazie ad un
passaggio graduale e trasparente del co¬
lore tra i due oggetti? Non c'è problema!
Pensiamo che questi esempi siano
sufficienti per darvi una prima idea di co¬
sa riesce a fare lllustrator 9 nel campo
delle trasparenze. Ma vediamo altri parti¬
colari che ci consentiranno di compren¬
dere meglio le possibilità di applicazione
delle trasparenze.
Applicando un'opacità ad un oggetto,
lllustrator offre all'utente di scegliere il ti¬
po di effetto che i due oggetti sovrappo¬
sti dovranno mostrare: le possibilità sono
le stesse offerte da Photoshop e cioè
Dissolvi, Modifica, Colora, Sovrapponi,
Luce Intensa, Luce Soffusa, ecc. Il punto
di contatto con Photoshop non si esauri¬
sce a questa possibilità: lllustrator, lavo¬
rando con i livelli, salva i file mantenendo
questa caratteristica memorizzata in es¬
si, nella stessa identica maniera di Pho¬
toshop. L'utente può quindi riaprire i file
di lllustrator in Photoshop e ritrovarsi in
condizione di poter continuare ad appor¬
tare modifiche al file e alle trasparenze
senza alcun problema. Questo è vero sia
per i livelli classici sia per i livelli che ven¬
gono utilizzati come maschere.
182
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
Per ollenere elleili spe¬
ciali come quello visua¬
lizzato da questa imma¬
gine, è sulhcienle appli¬
care l'effetto “father"
che attraverso la traspa¬
renza riesce a trasfor¬
mare una fiamma stiliz¬
zata in una molto simile
all'effetto originale.
getto, per esempio ad un rettangolo. Inol¬
tre è possibile "catturare" lo stile (anche
se non salvato) da un oggetto e applicarlo
subito dopo ad un altro.
• Organizzazione dei livelli - Alcuni grafi¬
ci sono abituati a lavorare con moltissimi
livelli che spesso risulta difficile gestire:
lllustrator consente di creare livelli e sot¬
tolivelli in numero a piacere con possibi¬
lità di raggrupparli e mostrarli con il volu¬
to livello di dettaglio.
• File Acrobat - La novità di lllustrator
sta nel fatto che al proprio interno gesti¬
sce il file proprio come Acrobat e quindi
il passaggio ad un file PDF è di quanto
più immediato si possa immaginare: nel¬
le prossime versioni di Acrobat verrà in¬
trodotta la possibilità di aprire diretta-
mente file lllustrator.
• Gestione del colore - Risulta migliora¬
ta nella nuova versione di lllustrator: è
per esempio possibile definire uno stile
per tutti i colori/immagim del documen¬
to, RGB o CMYK, in maniera da non
avere sorprese in fase di realizzazione di
pellicole o di esportazione delle illustra¬
Altre caratteristiche
Vediamo altre opportunità offerte dal¬
la nuova versione di Adobe lllustrator.
• Esportazione del testo editabile - Come
già detto più volte esistono alcuni livelli di
compatibilità con Photoshop: non ultima
la possibilità che il testo incluso in un file
di lllustrator resti completamente modifi¬
cabile all'interno di Photoshop come se
fosse nativo di questo programma.
• Effetti agli oggetti e ai livelli - Questo
significa che una volta applicato un ef¬
fetto specifico ad un oggetto o a un li¬
vello sia possibile modificare questo ele¬
mento mantenendo l'effetto applicato.
Se per esempio applichiamo un effetto
di rotazione ad un testo, esso resterà
ancora completamente modificabile sia
dal punto di vista della scritta, sia da
quello della grandezza e della tipologia
del font utilizzato.
• Apparenza e Stili - lllustrator introduce
la cosiddetta apparenza degli oggetti e lo
stile a loro applicabile. Per apparenza si
intende la forma con cui un oggetto vie¬
ne visualizzato: essa indica solo la forma
esteriore visibile dell'oggetto, in quanto
l'oggetto di base resta integro. Da qui la
possibilità di applicare degli stili: se per
esempio applichiamo ad un ovale un de¬
terminato contorno e un determinato
riempimento, essi potranno essere salva¬
ti come stile e poi applicati a qualsiasi og¬
Apparenza e stili: con l'apparenza si determinano le caratteristiche principali di un oggetto, come profi¬
lo e riempimento, che poi possono essere salvati come stili applicabili a qualsiasi altro oggetto.
zioni per utilizzo su Internet.
• Semplificazione delle curve - È possi¬
bile ora domandare al programma di
semplificare una curva: l'ottimizzazione
verrà realizzata eliminando i punti non
necessari, mantenendo inalterato il per¬
corso della curva stessa.
• Lazzo - Per la selezione degli oggetti,
lllustrator introduce il lazzo che consen¬
te di selezionare più oggetti non dispo¬
sti razionalmente rispetto ad altri.
• Scorciatoie - Per coloro che sono abi¬
tuati a lavorare con lllustrator 8, Adobe
offre la possibilità di continuare a lavora¬
re con le stesse convenzioni relative alle
scorciatoie da tastiera, ma è anche pos¬
sibile crearne di proprie.
• Import&Export - Sono ben 33 i for¬
mati di file importabili e 20 quelli espor¬
tabili: il testo specificamente può esse¬
re importato in 6 differtenti formati.
• Overprinting Preview - Talvolta capita
di sovrapporre parti con colori differenti:
essendo gli inchiostri di stampa traspa¬
renti per loro natura, spesso non si rie¬
sce ad intuire l'effetto che un overprin¬
ting possa avere, specialmente se si
usano colori di quadricromia e colori
Pantone aggiuntivi, lllustrator 9 consen¬
te di avere una preview in modo da vi¬
sualizzare l'effetto sul proprio monitor.
Questo elenco comprende le novità
principali e significative offerte dal pro¬
gramma: ovviamente lllustrator offre an¬
che altre migliorie in altri settori che tut¬
tavia sono di minore importanza e che
lo spazio a disposizione ci impedisce di
illustrare.
Conclusioni
Avete bisogno di un prodotto che vi
consenta di elaborare illustrazioni da
pubblicare su pagine Internet con le tec¬
nologie odierne e con quelle disponibili
domani? lllustrator 9 vi può aiutare, of¬
frendovi strumenti validi oggi, ma già
pronti per il domani, Avete necessità
spesso di lavorare con effetti di traspa¬
renza? lllustrator 9 vi offre strumenti tra
i più potenti per questa specifica attività.
Per chi ha necessità più generiche,
senza dubbio lllustrator 9 si dimostra
un prodotto estremamente valido e con
una consolidata tradizione. Se poi si la¬
vora spesso con Photoshop, ovviamen¬
te lllustrator diventa l'indispensabile
compagno: ormai la strada è segnata
con InDesign, la famiglia è completa,
dal programma di di gestione delle im¬
magini fotografiche alle illustrazioni fino
poi all'impaginazione classica, ma con
tutte le utility per passare alla pubblica¬
zione su Internet. «S
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
183
coordinamento di
Andrea de Prisco
itti rffcrf rii
EudoraMail 4.3.1
Grande tra i grandi, Eudora è il pacchetto di posta elettronica lato
Client più noto al mondo, con numero di installazioni che si contano in
diecine di milioni. Eppure questa suite “universitaria” di posta, un
Client capace di girare senza problemi in mano al principiante e tanto
potente da soddisfare qualunque esigenza di uno specialista, non
cessa di stupirci!
di Raffaello De Masi
Come abbiamo appena detto,
Eudora è forse il miglior pacchetto di
posta esistente al mondo, e sicuramen¬
te lo è in area Macintosh. Dire che è
quanto di più professionale ci sia attual¬
mente disponibile è dire poco, insom-
ma è per gli utenti quello che una
Ferrari è per un meccanico. Anche se
finora costava poche diecine di dollari.
Ebbene, dal febbraio scorso neppure
questo è più vero. Ricordate, di Eudora
ne esistevano due versioni?
La prima, la Lite, era la sorella mino¬
re della release principale, mantenen¬
done l’impostazione, anche se con pre¬
stazioni ridotte, e gratuitamente scari¬
cabile da WWW.
La versione Pro, completa e raffina¬
ta, era in offerta venale, anche se era
possibile scaricare una versione demo
dal sito di Qualcomm.
Da febbraio, dicevamo, le cose sono
radicalmente cambiate; la versione Lite
non esiste più, e quella Pro è in libera
distribuzione direttamente dal sito.
Come mai Qualcomm ha deciso di
uccidere la sua gallina dalle uova d'oro?
Eh, per amore dei soldini, niente altro.
Gli introiti, pur lauti, provenienti dall’ac¬
quisto da parte dei clienti, sono stati so¬
stituiti dalla pubblicità; vale a dire che le
nuove versioni, dalla 4.3 in poi, incorpo¬
rano un banner pubblicitario, neppure
tanto fastidioso, che, per quel che è da¬
to di capire, frutta a Qualcomm ben più
dei pur numerosi apporti dei clienti!
La cosa, ovviamente, vista dalla no¬
stra parte, non può che farci piacere (ve
l'immaginate se vi offrissero gratis una
macchina di grossa cilindrata, imponen-
E
Qualcc
E
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Z
Eudoc
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Eudora
© 1988-1992 by thè University of Illinois Board of Trustees
© 1992-2000 by QUALCOMM Incorporateti
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<eudora- rep^eudora com> or vlsit our Web site
Eudora© and Eudora Prosare reglstered trademark» of QUALCOMM Incorporated
Reglstered To <no registretlon name>. «no registrationcode> (Free)
Memory sizes Current 1800K, Minimum 958K
43 1
Vlsit Web Site
Crediti
iti bai gag] 31 i
Gas
Lo splashscreen di
Eudora 4 3
Il ben noto ambiente
d'uso del Client, dove
poco è cambiato, alme¬
no all'apparenza,
184
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
I.lr Cdlt .. *nn
" ■ - ^ 3t : ■ «
Umrnmt rom_
UHI Mw! »tgru»w II _
Snrvnr Cnnftfgratien f po<* Q irv*P
□ Chat» far mali avary | | miB«ta»
□ 0*fi1 cfM» vten t ninq Cait. ry
□ Slip nwtaa«N »v*r (*0 | .
□ Laava an aarwar far | | 4av>
□ Datala frani larvar vhan amplia* fram iraan
atMrlap POP3 camma «da far ballar parlarmi nei
AuOwnttcHOn fi Piagar» Q*«r turni QàPOf
QSandancMck Q 3av* paaavora
(3 Ut# Oactfragnd mraadina
Oain^ Vana*
plwricam li
untomi!
□ OffHna (nacannaetiana)
landing Hall
Sonding Hall
Uè numerosissime opzioni disponibili nella sezione delle preferenze; nono¬
stante l'apparenza, orientarsi è abbastanza tacile.
nirpo<l«»|ilurlcQnul. 11D3 /.Vtft-?0O) *0?Q0. Dg M«*i
mcpiutafcltmconui. 11 0 ] Zl-OS- a») .mio.
5rr. tolumna
SJS«»lui QUMl
gPrlonlv
a*itocnnvn» 3 orna
Saziaci li al vaga ahpvn
3 Drav noriaanlal m parafar 11 ara
□ Drav varllcal aaparalor Unta
□ Uaa flndar IIH calar Khan»
Q Shov mal af aalaclod m aaaapat
Httaapi pravi a.
Cannar
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CA
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Mi
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5
*
Largo al Re!
dovi di metterci però attaccato un mani¬
festo di una fabbrica, che so, di pasta
fresca? Chi direbbe di no?) e la cosa de¬
ve aver, credo, accontentato tutti se, a
distanza di due mesi, Qualcomm ha rila¬
sciato una nuova versione che migliora
diversi piccoli particolari del prodotto.
Insomma, il paese della cuccagna?
Eudora Pro 4.3.1
Qualcomm Ine,
San Diego,
CA 92021, USA
ht 1 p://www.qualcomm.com
htlp/Avww eudora.com
Di Eudora abbiamo parlato, per la
prima volta, diversi anni fa proprio in
questa rubrica, presentando la versio¬
ne 1.0 Pro. Già allora avemmo modo
di lodare la chiarezza e l'amichevolez¬
za dell'ambiente, facile da gestire e
immediatamente intuitivo nelle funzio¬
ni. Dopo tanti anni ci pare giusto ri¬
prendere daccapo l'argomento, ripre¬
sentando questo Old One, ancora in
perfetta forma dopo i continui re¬
make.
Innanzi tutto, due parole sulla in¬
stallazione; occorre ricordare che esso
gira ormai solo su Mac dotati di PPC,
e abbisogna di QuickTime, almeno
nella versione 3. Se quest'ultimo non
è disponibile, è lo stesso installer che
si incarica di scaricare dal sito della
Apple il file; si tratta però di una "scia¬
bolata" da oltre 6 MB, per cui sarebbe
forse stato meglio inserire nel pac¬
chetto questa utility, specie in consi¬
derazione che molti utenti non dispon¬
gono poi di accessi e collegamenti
estremamente rapidi.
Una volta lanciato, Eudora si pre¬
senta con una semplice barra di me¬
nu, del tutto personalizzabile, che ac¬
coglie tutti i comandi principali, com¬
preso il Forward e il Redirect, qui di¬
stinti e non riuniti assieme come in al¬
tri package. Il menu si compone di
sette voci principali, oltre la solita me¬
la e la sezione di help, che qui può so¬
stituire davvero il manuale. In ogni ca¬
so quello completo e definitivo è pre¬
sente nel prodotto, in forma di docu-
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
185
4 file EOK Mailbox Menage .i> < Spedai Wlndow Aiuto 16*8
nateli:
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I nmPno al I ■ IHIIXII) 8 I
I ■«'>« IW ■ I Buittrml □ mriKrl
I npv» *HK « I | foia»?
mento PDF.
La sezione più interessante è,
senz'altro, quella delle preferenze.
Abbiamo ben 22 sezioni da gestire,
per personalizzare al massimo la no¬
stra corrispondenza, ma niente paura;
il sistema si configura pressoché auto¬
maticamente inserendo soli gli stret¬
tissimi dati necessari, vale a dire no¬
me e caratteristiche del POP,
delI'SMTP e dell'eventuale IMAP.
Ma accedere a queste risorse e
usufruirne pienamente consente di ot¬
tenere davvero il meglio dal program¬
ma, e di personalizzare la gestione
della posta in maniera, per cosi dire,
chirurgica.
Molti comandi sono interconnessi,
per cui settare certe preferenze in una
finestra porta auto¬
maticamente a
certe selezioni in
altre. Cosi eccoci a
parlare di filtri e di
qualità degli stessi
(vero fiore all'oc¬
chiello, questo, di
Eudora), di gestio¬
ne fortemente arti¬
colata della posta
in arrivo e partenza
(si può perfino la¬
sciare questa sul
server, cancellan¬
dola automatica-
mente quando la
copia scaricata vie¬
ne eliminata dal
nostro computer).
Gli attached file
possono essere
trattati in quattro formati diversi
(BinEx, AppleDouble-Mime,
AppleSingle eUuencode Data Fork), si
può a priori stabilire con quale applica¬
zione il lettore dovrà aprirla, e in che
modo e con quali modalità di indirizza¬
tati si deciderà di rispondere. La fine¬
stra del messaggio può autodimensio-
narsi in funzione del contenuto, e il te¬
sto HTML e le animazioni possono es¬
sere letti direttamente nella finestra di
arrivo. Si può ancora stabilire che un
messaggio venga marcato come letto
se "sbirciato" anche solo nella fine¬
stra di anteprima, per un certo nume¬
ro di secondi, e i messaggi in arrivo
possono essere maneggiati in forma
assolutamente personale e quanto si
desidera complessa.
Assolutamente nuova, per questa
versione, è la possibilità di visualizzare
una "history" dei messaggi che, resi¬
dente nell'address book, a sua volta
La finestra dell'Indiriz¬
zario. completa in ogni
sua parte e capace di
accogliere informazioni
molto diversificate.
inserito nella lista
dei nickname, con¬
tiene nomi, nickna¬
me e indirizzi di
posta delle perso¬
ne che sono state
in qualche modo
contattate da noi
in forma di invio di¬
retto, differito o re¬
diretto. In caso di
rispedizione alla
stessa persona di
altri messaggi, i
nomi e gli indirizzi
sono inseriti auto¬
maticamente nella
rubrica dei nick.
E' stata anche
migliorata la gestione dell'autocomple-
tamento. Oggi è possibile inserire una
porzione del nome nelle righe TO: CC:
BCC, per vedersi offrire una lista di
possibilità.
Un particolare comando inserito in
occasione di questa versione,
Command+, mostra la lista dei nomi,
quando si tratta di indirizzatati multipli,
presente sia nella rubrica, sia
nell'elenco storico. Basterà solo sce¬
gliere il nome scorrendo con le frecce
selettrici, e l'indirizzo completo sarà
inserito nel nuovo messaggio.
La potente finestra dei
filtri, forse la caratteri¬
stica più avanzata di
Eudora, fin dalla prima
release.
Par un pugno di dollari!
Eudora autocontiene tre metodi operativi diversi, sponsored mode, paid mode e light
mode. Tutti e tre coesistono nella stessa applicazione, e sono cosi rappresentati:
Sponsored mode; si tratta della versione completa e funzionale del Client desktop,
utilizzabile senza alcun costo e senza alcun limite; i costi dell'applicazione sono soppor¬
tati dagli sponsor e dalla pubblicità che appare in un riquadrino. Questo ha portato alla
scomparsa definitiva della versione Lite, ancora usata da milioni di utenti, che hanno po¬
tuto in tal modo passare alla versione superiore senza costi.
Paid mode; pagando una piccola somma si può acquistare da Qualcomm una licenza
d'uso, sotto forma di un numero di serie, che disabiliterà la finestra dei banner e ne im¬
pedirà la visione. In altri termini si tratta, né più né meno, del vecchio sistema di com¬
mercializzazione del prodotto. Quest'opzione è destinata a chi proprio non sopporta
neppure il piccolo banner, che peraltro, lo ripetiamo, non dà alcun fastidio.
Ligth mode. Si tratta di un upgrade della versione freeware precedentemente distri¬
buita, la Eudora Light. Essa include prestazioni e caratteristiche più ridotte rispetto alla
versione full, ma la finestra pubblicitaria evidenzia solo l'immagine o il logo dello spon¬
sor, senza messaggistica pubblicitaria.
La stessa finestra di registrazione contiene anche una strip, che permette di tenere
sempre aggiornato il nostro pacchetto, collegandoci al sito Eudora-Qualcomm, e per¬
mettendoci di scaricare, quando necessario, gli opportuni aggiornamenti, se disponibili
V
186
MCmìcrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
Filtri e altre storie
I filtri sono stati sempre il cavallo di
battaglia di Eudora.
Sebbene questo pacchetto avesse
già raggiunto grande sofisticazione in
proposito fin dalla prima versione, non
è mancata l'occasione di apportare ri¬
tocchi, anche di una certa importanza ,
pregevoli ed efficaci.
Costruire un filtro ben organizzato e
potente facilita inoltre la vita quando la
quantità di corrispondenza in arrivo è
tanta e, magari, si dispone anche di un
certo numero di account di posta.
Tanta potenza va, comunque, gestita
con oculatezza, visto che non esiste un
sistema di controllo incrociato (peraltro
ben difficile da realizzare), per cui è
molto facile ritrovarsi con filtri che si
contraddicono tra loro.
Migliorata è anche l'applicazione
E' (già) in arrivo la 4.3.21
n
Giusto prima di andare in stampa, apprendiamo che Qualcomm offre un nuovo aggior¬
namento, la versione 4.3.2. Si tratta di un "maintenance upgrade", vale a dire dedicato
ad eliminare i bug funzionali riportati, nella maggior parte dei casi, dagli utenti
Ciononostante Qualcomm non ha perso l'occasione per apportare alcune migliorie fun¬
zionali di un certo pregio.
La lista dei documenti attached soggetti a avviso di pericolo in caso di apertura è au¬
mentato; oggi sono considerati sospetti i file del tipo: ade, adp, bas, bat, ehm, cmd,
com, cpl, crt, do - , exe, hip, ht\ inf, ins, isp, js*. Ink. md - , ms\ ped, pif, pi*, pot, pp - ,
pwz, reg, scr, set, shs, uri, vb\ ws\ xl*. La lista è aggiornabile dell'utente , e comple¬
tamente modificabile.
Altre modifiche riguardano la possibilità di importare da Outlook 2000, l'aggiunta di nuo¬
vi bottoni customizzabili, la modifica della gestione della messaggistica MAPI, la traspa¬
renza con la posta residente in Netscape Communicator.
1 Par ulteriori notizia:_
http://www.eudora.com/pro email/updaters.html
i o, meglio, contattare l'importatore italiano:
http://www.italsel.com/index.htmlPqualcomm/index.html
il
I
I
\^htt|
J
La finestra di registra¬
zione. attraverso cui si
possono abilitare le pre¬
stazioni dei diversi pac¬
chetti.
• *«'••• »“* '
Viav By | Wawim
Wcfcwnr |ihaboM 1 □ BacIflaM UH
N«fM. | rafT-H o » non ~1
Patiti Mirati I Loi Anpltt.bavarlg Mills, I
AMre»(«t)
|Cmtino
complementare più interessante (ce
ne sono diverse, sotto forma di add-
on; collegarsi al sito Eudora per mag¬
giori notizie), Pure Voice, che permette
di inserire messaggi vocali all’interno
di una e-mail. A proposito di plug-in,
conviene tenere d'occhio il sito per
scoprire se c'è qualcosa che possa fa¬
re al caso nostro.
Conclusioni
Eudora è, al di fuori di qualsiasi dub¬
bio, il miglior pacchetto di posta elettro¬
nica disponibile oggi su Mac, e, proba¬
bilmente, in tutta l'area PC. La sua lun¬
ga storia, I riconoscimenti avuti, la lunga
opera di miglioramento cui è stato sot¬
toposto ne hanno fatto un prodotto sta¬
bile, facile da controllare, incredibilmen¬
te potente.
Ci spiace solo di dover evidenziare
due peccatucci veniali; non ne esiste
una versione italiana, ma questo è il
meno, e tutta l'area dell'applicazione
non è proteggibile.
Cosa intendiamo indicare? Presto
detto. Immaginiamo di lavorare in uffi¬
cio; se scarichiamo posta personale o
comunque riservata dovremo esportarla
dal nostro HD, e metterla lontano da oc¬
chi indiscreti.
Chiunque, altrimenti, aprendo l'appli¬
cazione, avrebbe accesso immediato al¬
la nostra posta in ricezione. Perché non
prevedere una "serratura” a qualche
cartella o, magari, a tutto il sistema? Ho
scritto in proposito a Qualcomm, ma
non ho ricevuto risposta! ^
MCmicrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
187
a cura di Amiga Group Italia
AmigaOS 3.5:
dentro il sistema
In attesa dell’uscita dell’Amiga “Nuova Generazione", riprendiamo il discorso sul sistema
"classico”, nella sua ultima incarnazione, quella versione 3.5 uscita pochi mesi fa e di cui abbiamo
già parlato su MC di dicembre ’99.
di Daniele Franza
"tool launcher", come ToolManager o
TooIsDaemon, che finora utilizzavano
tecniche di programmazione non ufficia¬
li per ottenere una funzionalità equiva¬
lente.
• Più controllo sul Workbench
WorkbenchControlO viene incontro
alle esigenze di tutte quelle applicazioni
che interagiscono con il Workbench per
estenderne le funzionalità. In preceden¬
za, molte delle informazioni e delle fun¬
zionalità messe a disposizione da que¬
sta funzione dovevano essere ottenute
utilizzando tecniche di programmazione
tutt'altro che lecite (difatti, alcuni di
AmigaOS 3.5 ha costituito, dopo anni
di aggiornamenti ufficiosi e patch di ter¬
ze parti, una novità "ufficiale" tangibile
nei nostri computer. La nuova versione
ha introdotto alcune novità non subito
apprezzabili, ma addirittura nascoste o
non propriamente documentate. Com¬
pito di questo articolo è di "entrare"
dentro al sistema, per analizzarne in
dettaglio tutte le le nuove funzionalità.
La nuova API della
workbench.library
Moltissime novità in¬
trodotte nel nuovo Work¬
bench riguardano l'inter¬
faccia con le applicazioni,
e sono dunque visibili so¬
lo nelle applicazioni appo¬
sitamente programmate
per sfruttarle La libreria
workbench.library contie¬
ne parecchie novità; se¬
gnaliamo qui le principali.
• Apertura di oggetti
Una nuova funzione,
la OpenWorkben-
chObjectO, permette alle
applicazioni di lanciare
programmi in modo
Workbench. in pratica si¬
mulando il doppio clic su
un’icona Questa carat¬
teristica è estremamen¬
te utile per i cosiddetti
questi trucchetti sono divenuti inefficaci
già in questa versione).
• Applcons intelligenti
Fino al Workbench 3.1 l'interazione
con le Applcon (le icone create dalle ap¬
plicazioni sulla finestra principale del
Workbench) poteva avvenire solamente
effettuando un doppio clic o rilasciando
icone su di esse. Per alcune applicazioni
era sentita l'esigenza di manipolare le
Applcon come se fossero delle normali
icone. Il nuovo Workbench permette fi¬
nalmente alle Applcons di rispondere in
modo congruente a tutte le operazioni
che si possono effettuare sulle icone.
E' inoltre possibile
creare icone con imma¬
gini animate o generate
dinamicamente. Il tag
WBAPPICONA_Ren-
derHook specifica una
funzione utente che
verrà chiamata in luogo
delle normali routine di
disegno impiegate dal
Workbench. In questo
modo si possono creare
icone a più stati (come il
cestino del Macintosh),
o con funzioni informati¬
ve (come l'IconClock del
Directory Opus).
• Drop Zones
A partire dal Work¬
bench V36 (2.0), le appli¬
cazioni possono abilitare
il drag&drop delle icone
188
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
wom»r>cn i 796432mtmona
Proforoncos Tr»shcan
Il programma IconEdit
del Workbench 3.5 è
un esempio di applica -
zione che utilizza le
Drop Zones
sulle proprie fine¬
stre utilizzando la
funzione Ad-
dAppWindowl). A
partire dal Workbench V44, è possibile
definire aree rettangolari all'interno del¬
le finestre in cui è consentito il drop (ri¬
lascio) delle icone utilizzando la nuova
funzione AddAppWindowDropZoneO. Il
programma IconEdit del Workbench 3.5
è un esempio di applicazione che utiliz¬
za questa nuova caratteristica. È possi¬
bile rilasciare icone sia sull'area di dise¬
gno che su ciascuna delle due immagini
(normale e selezionata), ottenendo cosi
la sostituzione di una sola delle due im¬
magini,
Le icone di AmigaOS
3.5: la nuova
icon.library
Amiga ha sempre potuto vantare un
sistema di icone di gran lunga più flessi¬
bile di quelli presenti in MacOS ed in
Windows, per non parlare dei desktop
UNIX (ad eccezione, forse, di Open-
Step). Sebbene non vi siano particolari
impedimenti tecnici ad ostacolarne l'im-
plementazione, il Workbench rimane
tuttora il solo desktop in cui sia possibi¬
le creare icone di dimensioni arbitrarie e
con una seconda immagine per lo stato
selezionato. La possibilità di associare
qualsiasi icona a ciascun file o directory
offre inoltre un grado di libertà in più ri¬
spetto a sistemi in cui le icone sono
stabilite esclusivamente in base al tipo
del file o, peggio ancora, all'estensione
di tre caratteri.
Queste caratteristiche erano presenti
fin dalle primissime versioni del Work¬
bench. Con l'introduzione del Kickstart
2.0, la icon.library fu estesa con alcune
funzioni per associare delle icone di de¬
fault ai file che ne sono privi. Si trattava
tuttavia di uno schema piuttosto limita¬
to, successivamente esteso da commo-
dity di terze parti come Deflcons.
Tradizionalmente, le icone del Work¬
bench erano disegnate in quattro colon
(blu, nero, bianco e arancio), anche se il
formato non poneva limiti sul numero di
bitplane utilizzabili.
Presto gli utenti di Amiga iniziarono a
stancarsi dell'aspetto piatto e poco co¬
lorato delle icone standard. Molti si
sbizzarrirono a creare collezioni di icone
dall'aspetto più gradevole, o perlomeno
più vivace. Questi tentativi culminarono
nel pacchetto di icone shareware realiz¬
zato da Martin Huttenloher, chiamato
MagicWB, che per anni si impose come
standard de-facto grazie ad una efficace
procedura di installazione e una serie di
utility a corredo che ne rendevano facile
l'adozione. L'aspetto sfumato a 8 colori
delle icone MagicWB e le dimen¬
sioni adeguate alle alte risoluzioni
costituivano, in effetti, un grosso
passo avanti rispetto al passato.
Un ulteriore passo avanti fu
compiuto da Nicola Salmoria con
l'introduzione della newicon,li¬
brary, accompagnata da un patch
di sistema chiamato Newicon.
Senza rompere completamente
con il passato, le Newlcons
estendevano il formato originale
delle icone aggiungendovi un'ul¬
teriore coppia di bitmap dotata di
una propria palette. Il patch inseri¬
to nella icon.library consentiva di
rimappare i colori delle icone su
Le icone di Amiga
OS. versione I x.
2.x. e 3 51
Morkbfnchl
a a
r:
D
■
DiskCopy
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InitPrintor
IconEd
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r om
MCmìcrocomputer n. 208 - luglio/agosto 2000
189
quelli dello schermo Workbench al mo¬
mento del caricamento, eventualmente
allocandone di nuovi in caso di neces¬
sità. Per evitare problemi di compatibilità
nel formato dei file ".info", le bitmap
estese erano codificate in stringhe
ASCII memorizzate sotto forma di
tooltype, Questa soluzione, sebbene po¬
co elegante, risolveva efficacemente il
problema.
Grosso modo un anno e mezzo fa,
comparve una collezione di Newlcons
denominata Glowlcons, il cui stile vivace
e pulito era contraddistinto da un effetto
di "illuminazione" nello stato seleziona¬
to. Seppure incompleta, questa collezio¬
ne piacque a molti utenti... finché non
uscì il 3.5, che la adottò come standard
dì sistema.
Il team di sviluppatori di AmigaOS
3.5, ben sapendo che gli utenti si aspet¬
tavano che il nuovo sistema operativo
mettesse ordine nel caos che si era ve¬
nuto a creare in un interregno durato
ben sei anni, ha dovuto prendere una
ta la compatibilità binaria dei file ".info"
con le versioni precedenti del sistema
operativo. Restano infatti presenti le
due immagini prive di palette che ven¬
gono visualizzate dalle applicazioni igna¬
re della presenza delle immagini palette-
mapped. Il formato delle icone è stato
però esteso senza ricorrere a trucchi
con i tooltype, ottenendo così file di di¬
mensioni più contenute ed una velocità
di lettura decisamente migliore.
La gestione dei dischi
Anche in questo caso AmìgaOS 3.5
conferma il suo ruolo di integratore e
consolidatore degli standard precedenti,
chiudendo una volta per tutte le spacca¬
ture che si erano venute a creare nel
corso degli anni di anarchia che hanno
seguito il fallimento di Commodore.
Tutto sommato il limite di 4 GB sugli
hard disk su Amiga, limite presente fino
alla versione 3.1 del sistema operativo,
era un problema di
UH Null'illlll
linil.ll llllfl llin i .il imi Sytilim .I I iIh.m-iub
I i*«H Milli “ nifi .'limi llnni.1 lnliflli.iliini.ll. Ini .
1111 Knilits KimnruiMl
vil'.ilili (VM. Il» Inni . . .nifi Imi. ni nrnl.i I Imi. l'.ilil. lini:
UHI'III ',iq.|Hii I I ■ ii li * I ii.nl.nl
lllllll I II... Il Ilio uni li.ti illuni
In.ililml IIiIu.iim .i'il lirupliicn HihIi».
Un n|. il III I i h n il miti
imi, un rumili! iYm ... imi i
i .ini ili uuhi.iI lin.iui!
uI.kH ni/» .ludi (ih MIN:, MU , Hllfl , I1IK:. UHI:. ‘.IH
■ li .i|»liii:f./Ui i ti.HiKi.ll inullO
ni .iiilin u/Ui i lui liimlniHixifK )
tinnii. i| l'un In
I 11.il111-iI il.it. i i ni Ih*
HI 111 ii|nI,iI i'iì inni.il Imi Imi 'mlH.lIrli:
■ mimili! ilnuii.il, iiHmiilii ‘Ulti ( I. I. .-'I II II I >
l .m li.M 1 .11ni . . .,n 'l'I I I (ZI I /llllll)
nini limili n. IDI n. ,. ni I :U 'I I f. t /Il 1/ 'fi )
I l Intiiliiliin.l iiunnrili. I I luulinrnu 'Pi./ </*l. Il) 'l'I)
I I limiiiilnn. In 'l'I. I ( lll.'l 'i'D
Un ni.iii'i min ii,mI.iI,.. uiiniiini.il.. 'l'I. l'I (ZI I /nini)
UH ■
L'output di SetPat-
ch mostra i moduli decisione per tut-
residenti caricati , e nguardo a) | e
icone. Rompere
completamente con il passato o asse¬
condare gli standard stratificatisi negli
anni?
Dopo un'attenta valutazione dei prò e
dei contro di ciascuna possibilità, è stato
deciso che il formato Newlcons doveva
essere in qualche modo supportato, ma
non adottato. Sebbene ben congegnato,
il sistema delle Newlcons rimaneva pur
sempre un patch, con tutti i limiti che
questo comporta. Il nuovo schema pre¬
vede delle funzioni aggiuntive nella
icon.library per offrire alle applicazioni la
possibilità di manipolare l'immagine e la
palette delle icone in modo consistente.
Come nelle Newlcons, è stata mantenu-
poco conto, se pa¬
ragonato all'assur¬
dità dei limiti che
ancor oggi affliggo¬
no il mondo dei
cloni PC. Per non
parlare poi della
miriade di "soluzio¬
ni" che hanno ten¬
tato di aggirarli, fi¬
nendo per aggiun¬
gerne di peggiori.
Chi possiede un
PC con almeno
due hard disk sa a
cosa ci riferiamo.
Tutti gli altri posso¬
no vivere tranquil¬
lamente anche
senza conoscere sigle astruse come
LBA, FAT32, INT13h, LARGE, MBR,
CHS, unità logiche e partizioni estese.
L'OS 3.5, comunque, risolve brillan¬
temente anche il suddetto limite dei 4
GB. La versione 45 del FastFileSystem,
realizzata da Heinz Wrobel, corregge
inoltre alcuni dei bug che erano rimasti
irrisolti nella V43. Il comando SetPatch
installa su tutti i device presenti nel si¬
stema un patch che li rende conformi
allo standard NSD (New Style Device).
Un'altra nuova funzionalità presente
in SetPatch è la possibilità di sostituire
alcuni moduli del Kickstart con le rispet¬
tive versioni aggiornate presenti all'in¬
terno del file "Devs:Amiga ROM Upda-
te". Al primo boot, SetPatch determina
i moduli corretti per il modello di Amiga
che si possiede e li rende residenti in
memoria riavviando il sistema.
SetPatch sostituisce la versione del
FastFileSystem presente in ROM con la
V45, ma le partizioni possono comun¬
que utilizzare una versione diversa me¬
morizzata nell'RDB. L'RDB (Rigid Disk
Block) è una struttura dati che occupa i
primi blocchi dell'hard disk e ne descri¬
ve la geometria e la tavola delle partizio¬
ni. HDToolBox consente di memorizza¬
re nell'RDB i filesystem richiesti dalle
partizioni di tipo automount, ed è prassi
comune inserirvi anche l'ultima versio¬
ne del FastFileSystem.
Le altre novità
• I datatype
La tecnologia dei datatype, introdotta
per la prima volta nella versione 3.0 di
AmigaOS, costituiva un'innovazione ina¬
spettata, la cui reale portata non venne
compresa appieno per molto tempo. A
quei tempi ogni sistema operativo pos¬
sedeva un proprio insieme di formati na¬
tivi per ogni tipo di file. Per importare da¬
ti provenienti da altri ambienti si doveva
spesso ricorrere a programmi di conver¬
sione.
Come tanti altri concetti presenti in
Amiga, i datatype costituivano una tec¬
nologia resa disponibile ben prima del
suo tempo. Se l'idea era assolutamente
rivoluzionaria, lo stesso non si può dire
dell'implementazione, decisamente infe¬
riore alle necessità degli utenti. Multi-
View era spesso messo da parte in fa¬
vore di una mirìade di programmi speci¬
fici (visualizzatori di immagini, animazio¬
ni, testi e suoni. Ognuno di questi supe¬
rava MultiView sia in velocità che in ric¬
chezza di opzioni, Con il rilascio di Ami-
gaOS 3.5, il sistema dei datatype ha go¬
duto di un completo raffinamento. La
datatypes.library V44 è stata estesa con
alcune funzioni che semplificano l'inca-
psulazione dei datatype all'interno di altri
oggetti. Inoltre è stata prevista la possi¬
bilità di passare un buffer in memoria
come origine dei dati anziché un file.
• IPrefs
IPrefs è un programma che viene lan¬
ciato nella Startup-Sequence e controlla
numerose impostazioni del sistema.
L'introduzione dei sistemi RTG e del¬
la grafica true-color aveva reso IPrefs
inadeguato per la gestione dello sfondo
dello schermo Workbench. Anche in
questo caso la comunità di sviluppatori
Amiga intervenne per colmare la lacuna
lasciata da Commodore. FastlPrefs, di¬
sponibile su Aminet, risolveva efficace¬
mente il problema degli utenti Cyber-
190
MCmicrocomputer n, 208 - luglio/agosto 2000
GraphX e Picasso 96.
Nell'OS 3.5 IPrefs ha subito un'opera
di restauro completa, per mano del soli¬
to Olaf Barthel. Oltre ad essere RTG-
friendly e compatibile con le estensioni
di FastlPrefs, il nuovo IPrefs controlla le
preferenze del Workbench e di ReAc-
tion (rendendo cosi obsoleto il vecchio
comando CAPrefs).
• ConClip
La nuova versione dell'OS 3.5 ag¬
giunge le funzioni di copia & incolla an¬
che ai gadget stringa, rendendo cosi
inutili i numerosi patch che svolgevano
la medesima funzione.
• I requester di sistema
I requester di sistema sono sempre
stati considerati troppo lenti e scomodi.
Per questo molti utenti utilizzavano pat¬
ch di vario tipo per sostituirli con quelli,
decisamente più versatili, forniti dalla
reqtools.library. Parte di queste motiva¬
zioni cadono con l'OS 3.5, perché la
asl.library è stata ottimizzata ed arricchi¬
ta di funzioni al punto da tornare ad es¬
sere un'alternativa più che valida alla
ReqTools.
Personalizziamo
il sistema
Per finire, parliamo degli strumenti ri¬
lasciati, solitamente da terze parti, dopo
l'uscita di AmigaOS 3.5, con la funzione
di migliorare il proprio ambiente e/o atti¬
vare alcune funzioni già presenti nel co-
re del sistema operativo.
TweakWB è una commodity per mo¬
dificare alcuni parametri interni del
Workbench e per sfruttarne alcune nuo¬
ve caratteristiche; la comoda interfaccia
utente permette ad esempio di abilitare
l'"RTG Mode", cioè di caricare le icone
e genericamente le immagini utilizzate
dal Workbench nella memoria Fast, in¬
vece che in quella Chip (come da sem¬
pre avviene nel sistema operativo Ami¬
ga). Altra possibilità è quella di rimuove¬
re le barre di riempimento presenti a la¬
to nelle finestre dei volumi, riportando il
look da OS 3.1, o quella di utilizzare i
datatype per identificare i tipi di file e
quindi assegnare ai file senza icona
un'immagine specifica al posto del clas¬
sico simbolo "vuoto".
WBCtrl assolve ad alcune delle fun¬
zioni già proposte da TweakWB, ridu¬
cendosi però a semplice comando
Shell.
MWI
Arrw0nLil*_GD1Oa
RAWBmto '.A (00,12001* l&Ofi C« StfO'-*-* R,,pp. -ohi
t
da* irifW
17
»«Ni i ftt PC
X*<—
La pratica interfaccia di TweakWB all'opera, assieme ad una finestra di informazioni aperta dopo l'in¬
stallazione di RAWBInfo.
WBStartEmu, dello stesso autore di
WBCtrl, offre invece l'emulazione della
libreria wbstart.library, utilizzata prece¬
dentemente aH'AmigaOS 3.5 per simu¬
lare il lancio di un programma come se
questi fosse stato lanciato da Workben¬
ch: poiché tale caratteristica fa ora parte
della nuova workbench,library, i vecchi
programmi non possono più utilizzare la
wbstart.library (per incompatibilità) e
quindi questa nuova versione della libre¬
ria si propone semplicemente di sosti¬
tuirsi alla vecchia utilizzando però fun¬
zioni di sistema.
T.H.E. è invece un interessante
script Arexx che utilizza l'omonima por¬
ta del Workbench, introdotta proprio
con AmigaOS 3.5, per aggiungere voci
al menù Strumenti, personalizzandole
tramite una comoda interfaccia grafica
(anch'essa programmata in Arexx e ge¬
stita tramite l'ottimo handler AWNPipe).
RAWBInfo viene incontro a coloro
che hanno subito notato un possibile
mancato miglioramento della nuova ver¬
sione del sistema operativo: la finestra
contenente le informazioni su file e di¬
rectory, benché migliorata e riorganizza¬
ta, sfrutta ancora la vecchia interfaccia
grafica, e non le nuove classi ReAction.
Ecco quindi che RAWBInfo viene in aiu¬
to installando un sostituto per tale fine¬
stra, creato in ReAction e quindi perfet¬
tamente ridimensionabile e personaliz¬
zabile a piacere.
Il lavoro continua
Il primo aggiornamento dell'OS 3.5
(Boing Bag 1) è stato completato a bre¬
ve distanza dal rilascio ufficiale del pro¬
dotto. Nei mesi successivi il team di
sviluppo di AmigaOS ha continuato a la¬
vorare per correggere i bug segnalati, e
anche per introdurre qualche nuova mi¬
glioria. Nel momento in cui scriviamo il
rilascio del Boing Bag 2 viene dato per
imminente, perciò sarà probabilmente
già disponibile quando leggerete queste
righe.
Tra le novità di rilievo spicca il nuovo
ram-handler con supporto dei softlinks,
prestazioni decisamente superiori e la
correzione di numerosi bug di vecchia
data. Anche al Workbench è stata ap¬
portata qualche piccola miglioria, come
la possibilità di inserire dei sottomenù
nel menù Strumenti,
La squadra di AmigaOS 3.5 è ricca di
personaggi dotati di grande abilità e mo¬
tivazione, e ha già ampiamente dimo¬
strato di essere all'altezza di condurre lo
sviluppo del sistema operativo più unico
ed innovativo che sia mai esistito.
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